
Attraverso le pagine delle grandi riviste mediche, come il New England Journal of Medicine, il Lancet e il
British Medical Journal, passa tutta la storia della medicina e, nei fatti, anche tutta la storia della pediatria.
Tantč vero che, come pediatri, ben sappiamo che nessuna nuova acquisizione teorica o pratica puň considerarsi realmente
validata e meritevole di essere ricordata se in qualche maniera non č passata al vaglio di queste riviste (come
prodotto di uno studio originale, come filo conduttore in una revisione sistematica, come elemento rimarcato in un
editoriale o anche nella discussione di un caso clinico proposto in maniera esemplificativa e didattica).
Č per questa ragione (oltre che perché mi viene piů facile in quanto addicted alla lettura di queste tre riviste) che
ho pensato di modificare un po la struttura del supplemento di Medico e Bambino classicamente dedicato alle
novitŕ in pediatria, trasformandolo in un ripetitore (una sintesi) di tutto ciň che di pediatrico č uscito durante
lanno sul NEJM, sul Lancet e sul BMJ: la pediatria sulla grande stampa, appunto. Non č poi un cambiamento
cosě grande, considerato che molte novitŕ riportate negli anni scorsi dal prof. Panizon prendevano spunto da articoli
usciti su queste tre riviste. Č solo una accentuazione della tendenza. Rinnovamento nella tradizione, direbbe un politico.
Nel fascicoletto di questo anno troverete sicuramente molte cose che conoscevate giŕ perché anticipate nel recente
passato da studi pubblicati su altre riviste e magari anche giŕ riportate sulla pagina gialla. Se sarŕ cosě, avrete loccasione
per un breve ripasso, ma soprattutto potrete avere la certezza che si tratta di conoscenze consolidate, da tenere
strette. Se troverete qualche novitŕ apparentemente astrusa o troppo lontana dalla realtŕ e di lettura un po ostica
(come ad esempio qualche segnalazione dal NEJM riguardante la definizione genetico-molecolare di alcune malattie),
provate comunque a lasciarvi incuriosire. Si tratta spesso di spunti che aiutano a comprendere gli obiettivi che
la medicina di oggi si puň (deve?) dare, specie per quanto riguarda la comprensione delle malattie e la personalizzazione
delle cure. Se vi pare poi che alla perinatologia o agli studi di prevenzione o ai problemi di salute dei bambini
dei Paesi poveri o ai problemi del tipobambino e societŕ sia dato troppo spazio rispetto ai temi che potrebbero interessarvi
maggiormente per la pratica clinica quotidiana, beh possiamo anche essere daccordo. Ma si tratta anche
di prendere atto che di questi argomenti (cui il Lancet e il BMJ in particolare dedicano larghissimo spazio) almeno
un po dovremmo sapere. In particolare se, come pediatri, pensiamo di poter avere nella societŕ anche il ruolo di chi
contribuisce a indirizzare le scelte e gli investimenti (della politica, della medicina, dei singoli medici) verso le determinanti
reali della salute dei bambini (di tutti i bambini). Naturalmente qualche novitŕ immediatamente fruibile ci
sarŕ. Poche in veritŕ. Ma del resto, come ci ha sempre fatto notare anche il prof. Panizon, le novitŕ pratiche importanti
sono state poche ogni anno. Meglio cosě. Meglio procedere lentamente. Piuttosto che stare dietro a tutto con
langoscia di perdere lultima novitŕ, meglio provare a semplificarsi la vita scegliendo di leggere solo quella stampa
che ci aiuta a capire cosa č veramente importante e cosa no. Medico e Bambino appunto. E poi... il New England,
il Lancet, il BMJ.