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La Pediatria sulla Grande Stampa

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La Pediatria sulla Grande Stampa

a cura di Alessandro Ventura

Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Universitŕ di Trieste

Supplemento 2009 - pagg. 1

a cura di Alessandro Ventura
Abstract

Attraverso le pagine delle grandi riviste mediche, come il “New England Journal of Medicine”, il “Lancet” e il “British Medical Journal”, passa tutta la storia della medicina e, nei fatti, anche tutta la storia della pediatria. Tant’č vero che, come pediatri, ben sappiamo che nessuna nuova acquisizione teorica o pratica puň considerarsi realmente validata e meritevole di essere ricordata se in qualche maniera non č passata al vaglio di queste riviste (come prodotto di uno studio originale, come filo conduttore in una revisione sistematica, come elemento rimarcato in un editoriale o anche nella discussione di un caso clinico proposto in maniera esemplificativa e didattica). Č per questa ragione (oltre che perché mi viene piů facile in quanto “addicted” alla lettura di queste tre riviste) che ho pensato di modificare un po’ la struttura del supplemento di “Medico e Bambino” classicamente dedicato alle “novitŕ in pediatria”, trasformandolo in un ripetitore (una sintesi) di tutto ciň che di pediatrico č uscito durante l’anno sul NEJM, sul Lancet e sul BMJ: la pediatria sulla grande stampa, appunto. Non č poi un cambiamento cosě grande, considerato che molte novitŕ riportate negli anni scorsi dal prof. Panizon prendevano spunto da articoli usciti su queste tre riviste. Č solo una accentuazione della tendenza. Rinnovamento nella tradizione, direbbe un politico. Nel fascicoletto di questo anno troverete sicuramente molte cose che conoscevate giŕ perché anticipate nel recente passato da studi pubblicati su altre riviste e magari anche giŕ riportate sulla pagina gialla. Se sarŕ cosě, avrete l’occasione per un breve ripasso, ma soprattutto potrete avere la certezza che si tratta di conoscenze consolidate, da tenere strette. Se troverete qualche novitŕ apparentemente astrusa o troppo lontana dalla realtŕ e di lettura un po’ ostica (come ad esempio qualche segnalazione dal NEJM riguardante la definizione genetico-molecolare di alcune malattie), provate comunque a lasciarvi incuriosire. Si tratta spesso di spunti che aiutano a comprendere gli obiettivi che la medicina di oggi si puň (deve?) dare, specie per quanto riguarda la comprensione delle malattie e la personalizzazione delle cure. Se vi pare poi che alla perinatologia o agli studi di prevenzione o ai problemi di salute dei bambini dei Paesi poveri o ai problemi del tipo“bambino e societŕ” sia dato troppo spazio rispetto ai temi che potrebbero interessarvi maggiormente per la pratica clinica quotidiana, beh possiamo anche essere d’accordo. Ma si tratta anche di prendere atto che di questi argomenti (cui il Lancet e il BMJ in particolare dedicano larghissimo spazio) almeno un po’ dovremmo sapere. In particolare se, come pediatri, pensiamo di poter avere nella societŕ anche il ruolo di chi contribuisce a indirizzare le scelte e gli investimenti (della politica, della medicina, dei singoli medici) verso le determinanti reali della salute dei bambini (di tutti i bambini). Naturalmente qualche novitŕ immediatamente fruibile ci sarŕ. Poche in veritŕ. Ma del resto, come ci ha sempre fatto notare anche il prof. Panizon, le novitŕ pratiche importanti sono state poche ogni anno. Meglio cosě. Meglio procedere lentamente. Piuttosto che “stare dietro a tutto” con l’angoscia di perdere l’ultima novitŕ, meglio provare a semplificarsi la vita scegliendo di leggere solo quella stampa che ci aiuta a capire cosa č veramente importante e cosa no. “Medico e Bambino” appunto. E poi... il New England, il Lancet, il BMJ.