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News box

Le equilibriste: la maternità in Italia nel 2026

Giugno 2026 - pagg. 355 -356 | DOI: 10.53126/MEB45355

a cura di Federico Marchetti
Abstract
This news box summarizes Save the Children Italy's May 2026 report "Le Equilibriste: la maternità in Italia nel 2026", which portrays motherhood in Italy as a period of pronounced social, economic and occupational vulnerability against a backdrop of structural demographic decline. In 2025 births fell to about 355,000 (-3.9%), with a fertility rate of 1.14 children per woman and a mean maternal age at delivery of 32.7 years, reflecting postponement of childbearing driven by job precarity and economic instability. The report highlights a persistent motherhood employment penalty (child penalty): employment among mothers of preschool children is 58.2% versus 68.7% for childless women and over 92% for fathers, with up to 25% of mothers under 35 leaving private-sector work within the first year. Insufficient and territorially uneven 0-3 childcare services, marked North-South disparities documented through the Mothers' Index, and an unbalanced distribution of care work further penalize women. Framing these conditions as social determinants of maternal and child health, the report argues that supporting parenthood is an early public health intervention, and calls on territorial pediatricians to detect economic fragility, social isolation and care overload during health surveillance visits.
Riassunto
Questo news box sintetizza il Rapporto di Save the Children Italia "Le equilibriste: la maternità in Italia nel 2026" (maggio 2026), che descrive la maternità come momento di forte vulnerabilità sociale, economica e lavorativa in un contesto di crisi demografica strutturale. Nel 2025 le nascite sono scese a circa 355.000 (-3,9%), con tasso di fecondità di 1,14 figli per donna ed età media al parto di 32,7 anni. Il rapporto documenta una persistente penalizzazione occupazionale legata alla maternità (child penalty): il tasso di occupazione delle madri con figli in età prescolare è del 58,2% contro il 68,7% delle donne senza figli e oltre il 92% dei padri, con fino al 25% delle madri under 35 che lasciano il lavoro entro il primo anno. Emergono inoltre la copertura insufficiente e disomogenea dei servizi 0-3 anni, profonde disuguaglianze territoriali (Mothers' Index) e uno sbilanciamento del carico di cura sulle donne. Inquadrando queste condizioni come determinanti sociali di salute, il rapporto valorizza il sostegno alla genitorialità come intervento precoce di Sanità Pubblica e invita il pediatra territoriale a intercettare fragilità economica, isolamento e sovraccarico di cura durante i bilanci di salute.
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