I farmaci per l'emicrania
Indirizzo per corrispondenza:bartolozzi@unifi.it
Relativamente
di recente è stata scoperta una nuova classe di farmaci per la
cura dell'emicrania, i triptani, che agiscono come agonisti del
recettore della serotonina. Il primo di questa famiglia è
stato il sumatriptan, che ha rappresentato, come tutti sanno, una
svolta nella cura dell'emicrania. Esso ha il fascino del
prototipo.
Tuttavia con l'uso quotidiano il sumatriptan ha
mostrato alcune limitazioni, rappresentate soprattutto da:
- la
bassa biodisponibilità per via orale (14%)
- l'alta
incidenza di ripresa della cefalea, probabilmente dovuta alla brevità
dell'emivita
- la controindicazione per l'uso in soggetti con
malattia delle arterie coronarie
In
questi ultimi anni sono stati sintetizzati molti nuovi composti
(zolmitriptan, rizatriptan e naratriptan), già presenti sul
mercato USA; altri come l'elitriptan, l'almotriptan e il frovatriptan
sono in avanzato stadio di studio clinico.
Tutti i nuovi triptani
hanno migliorato biodisponibilità per via orale e per uno di
essi, il rizatriptan, è apparso più veloce anche
l'assorbimento. La metà vita dei nuovi triptani è
superiore (da 26 a 30 ore) a quella del somatriptan (2 ore)
(Tfelt-Hansen P et al., Drugs 2000, 60:1259-87). Tuttavia
nella pratica, nonostante questi miglioramenti nella farmacocinetica,
i nuovi triptani sono caratterizzati solo da minime differenze nella
loro efficacia nella cura dell'emicrania.
Su 83 prove
cliniche in doppio cieco, randomizzate, sui triptani, solo 15 sono di
confronto fra due triptani e 11 di confronto fra i triptani e altri
farmaci. In tutti i casi l'efficacia relativa dei triptani è
stata giudicata calcolando il guadagno terapeutico (cioè la
percentuale di risposta del farmaco meno la percentuale di risposta
del placebo).
Il guadagno terapeutico medio del sumatriptan per
via sottocutanea, alla dose di 6 mg fu del 51%; quindi superiore a
quello ottenuto con il sumatriptan per via orale (con 100 mg 32% e
con 50 mg 29%) o per via nasale alla dose di 20 mg (30%), per via
rettale alla dose di 25 mg (31%). Ma il sumatriptan per via
sottocutanea si dimostrò anche superiore allo zolmitriptan
orale 2,5 mg (32%), allo rizatriptan orale 10 mg (37%),
all'elitriptan orale 40 mg (42%) e all'almotriptan orale 12,5 mg
(26%).
Dal
confronto del sumatriptan orale, 100 mg (32%) con gli altri
triptanici, è risultato che il guadagno terapeutico medio è
stato superiore con l'elitriptan orale 80 mg (42%) e inferiore per
naratriptan orale e frovatriptan orale.
Una ripresa della
sintomatologia cefalalgica è stata osservata nel 30-40% dei
pazienti trattati con sumatriptan. Sotto questo punto di vista non ci
sono evidenti differenze fra sumatriptan e i nuovi triptanici.
Per stabilire con precisione il posto dei nuovi triptani in confronto agli altri trattamenti dell'emicrania sono necessari ulteriori ricerche, perché, con quelle a disposizione, rimane impossibile esprimere dei giudizi ponderati.
