Tossicità per l'occhio della clorochina in gravidanza
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La
clorochina e l'idrossiclorochina (due aminochinoline) sono farmaci
antimalarici che sono stati usati nel trattamento sia del lupus
eritematoso sistemico che dell'artrite reumatoide. Le aminochinoline
si associano a depositi corneali e a retinopatia pigmentaria, ad
andamento benigno, che possono tuttavia portare a diminuzione
dell'acutezza visiva, dei campi visivi e a difetti nella visione dei
colori, oltre ad anomalie dell'elettroretinogramma e
dell'elettrooculogramma.
I fattori di rischio per la retinopatia
vanno da:
- dosi elevate giornaliere di clorochina (>250 mg) e
d'idrossichinolina (>400 mg o > 6,5 mg/kg/die)
- aumento
cumulativo delle dosi
- ridotta eliminazione del farmaco
Sebbene
la retinopatia da farmaci sia un evento raro, in generale viene
richiesto un esame oftalmologico prima di iniziare il trattamento e
in seguito a intervalli regolari durante il trattamento.
Va
ricordato per prima cosa che sia la clorochina che
l'idrossiclorochina non inducono nel feto difetti o alterazioni.
Per
vedere se la somministrazione di questi farmaci alle madri in
gravidanza potesse avere una qualche ripercussione sull'occhio
dell'embrione o del feto, sono stati esaminati 21 bambini, nati da
donne che avevano assunto la clorochina o l'idrossiclorochina almeno
per un mese. La dose media giornaliera, data alle madri per la
presenza di una malattia reumatica, è stata di 317 mg di
idrossiclorochina e di 332 mg di clorochina.
Nei bambini non venne
trovata alcuna alterazione oculare.
Viene concluso che l'uso
terapeutico di queste sostanze durante la gravidanza può non
porre un rischio significativo di tossicità oculare nei figli.
