Un antagonista del recettore degli oppioidi per ristabilire la funzione intestinale dopo l'intervento
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L'ostruzione
intestinale (ileo) è una comune complicazione post-operatoria,
dovuta a un transitorio blocco della motilità intestinale:
essa è un evento molto comune dopo un intervento di chirurgia
addominale, in soggetti di qualsiasi età. L'ileo causa dolori
addominali, nausea e spesso vomito. Oltre al ritardato ritorno della
funzione intestinale, la presenza di ileo impedisce o almeno ritarda
la ripresa dell'alimentazione orale: ambedue questi fattori sono
responsabili di un prolungamento dell'ospedalizzazione.
La
fisiopatologia dell'ileo post-operatorio non è chiara, come
d'altra parte non esistono trattamenti farmacologici specifici.
Tuttavia si ritiene che i principali responsabili dell'ileo siano la
manipolazione dell'intestino durante l'intervento e la stimolazione
dei recettori degli oppioidi.
L'attivazione dei recettori degli
oppioidi è frequente dopo un grosso intervento, sia per lo
stress che le stesse manovre chirurgiche provocano la liberazione di
oppioidi endogeni (della famiglia delle endorfine), sia perché
la somministrazione di oppioidi rappresenta un comune tipo di
trattamento del dolore nei soggetti sottoposti a intervento. La
morfina e gli altri analgesici della famiglia degli oppioidi
inibiscono la liberazione di acetilcolina dal plesso mesenterico, per
cui viene aumentato il tono muscolare e viene ridotta l'attività
propulsiva dell'intestino. Ne consegue che gli oppioidi,
somministrati per attenuare il dolore post-operatorio ritardano la
normale riassunzione della motilità del colon e prolungano
l'ileo.
La disponibilità di un nuovo farmaco (ADL
8-2698; Adolor, Exton Pa), bloccante i recettori degli oppioidi
della classe m, ha permesso di condurre una ricerca nei pazienti
operati (Taguchi A et al. N Engl J Med 2001, 345:935-40).
Questo farmaco ha un limitato assorbimento intestinale e non
attraversa la barriera emato-encefalica, mentre agisce sulle funzioni
gastro-intestinali e sulla durata dell'ospedalizzazione.
Sono
stati studiati 79 pazienti, sottoposti a importanti interventi a
carico dell'apparato gastro-intestinale, suddivisi in 3 gruppi. Essi
hanno ricevuto una capsula da 1 mg o da 6 mg di ADL o una capsula di
placebo, di identico aspetto, due ore prima dell'intervento, e
successivamente due volte al giorno, fino al primo movimento
peristaltico o fino alla dimissione dall'ospedale. I 3 gruppi di 26
pazienti ciascuno (più un paziente in cui l'intervento era
stato rimandato) sono stati accuratamente monitorati: tutti avevano
ricevuto oppioidi per alleviare il dolore. Gli esiti clinici sono
stati valutati da osservatori che non conoscevano il gruppo, cui era
stato assegnato il paziente.
Tutti i pazienti erano adulti: 15 di
essi sono stati sottoposti a colectomia parziale e 63 a isterectomia
addominale totale. I pazienti, cui erano stati somministrati 6 mg di
ADL hanno presentato un più precoce recupero delle funzioni
intestinali, rispetto a coloro che avevano ricevuto il placebo: il
tempo mediano fino al primo passaggio di gas si è ridotto da
70 a 49 ore (p=0,03), mentre il tempo mediano del primo movimento
peristaltico passò da 111 ore a 70 (p=0,01). Parallelamente al
recupero della funzione intestinale, nei trattati con 6 mg di ADL si
è verificata anche un'evidente riduzione della nausea e del
vomito. Il tempo medio per la dimissione passò da 91 a 68 ore
(p=0,03). Nel gruppo che aveva ricevuto 1 mg di ADLK, invece di 6,
gli effetti sono risultati meno evidenti.
Viene concluso che
l'inibizione selettiva dei recettori gastro-intestinali degli
oppioidi, mediante un antagonista a limitato assorbimento orale,
accelera il recupero delle funzioni intestinali e riduce la durata
dell'ospedalizzazione.
Il commentatore (Steinbrook RA - N Engl
J Med 2001, 345:988-9) getta un po' di acqua sul fuoco, perché
mette in evidenza che la gran parte degli interventi non riguarda
l'apparato gastro-intestinale, ma l'utero, che, come si sa, si
accompagna più di rado ad alterazioni della funzione
intestinale. Viene auspicato un nuovo studio comprendente un maggior
numero di soggetti sottoposti a chirurgia addominale maggiore.
