Una nuova classe di antibiotici: gli oxazolidinoni
Come abbiamo avuto modo di constatare più volte, i batteri gram positivi hanno sviluppato in sempre maggior numero la resistenza agli antibiotici.
La presenza di stafilococchi resistenti alla meticillina (da meno di 2 al 54% degli isolamenti) e ai glicopeptidi (vancomicina e teicoplanina con una percentuale di resistenza per ora bassa), delloStreptococcus pneumoniae (dal 10 ad oltre il 50% degli isolamenti) e di Streptococcus viridans resistenti alla penicillina, ha convinto i clinici della necessità di disporre di un trattamento alternativo per pazienti che siano colpiti da gravi forme infettive, dovute a questi agenti.
Fra le possibili alternative, quella di ricorrere a una nuova famiglia di antibiotici, gli oxazolidinoni, è sembrata la più ricca di promesse. Inizialmente la tossicità presentata negli animali ha reso impossibile il loro sviluppo nell'uomo, finchè due derivati, l'eperezolid e il linezolid, non vennero sviluppati dalla Upjohn (oggi Pharmacia e Upjohn). Dei due il più conosciuto è senz'altro il Linezolid che è stato largamente usato nell'uomo e che è stato approvato negli USA per l'uso corrente.
Una recente rivista (Diekema DJ, Jones RN. Oxazolidinone antibiotics. Lancet 2001, 358:1975-82) comparsa l'8 dicembre 2001 si sofferma proprio sul linezolid.
Meccanismo di azione
Gli oxazolidinoni inibiscono la sintesi proteica dei batteri, bloccando la formazione del complesso 70S, attraverso il legame con la subunità ribosomiale 50S, quasi all'interfaccia con la subunità 30S. Questo meccanismo di azione è specifico degli oxazolidinoni, per cui non esiste una resistenza crociata fra questi antibiotici e altri inibitori della sintesi proteica.
Attività in vitro
Nella tabella n.1 viene riportata la sensibilità in vitro al linezolid dei più comuni cocchi gram positivi.
Il linezolid è attivo verso lo stafilocco aureo sia sensibile, sia resistente alla meticillina, inibendo in pratica tutti i ceppi a concentrazioni di 4 mg/mL o inferiori. Nel caso aumenti la frequenza di ceppi resistenti anche alla vancomicina, l'attività del linezolid (1-2 mg/mL) offre sufficienti garanzie di attività. Il linezolid è attivo anche verso i ceppi coagulasi-negativi, inclusi quelli meticillino resistenti.
Tutti gli streptococchi studiati, compreso lo Streptococcus pyogenes e lo pneumococco sono inibiti da 4 mg/mL o meno di linezolid. Il linezolid è ugualmente attivo anche sui ceppi resistenti ai macrolidi, come è attivo verso gli pneumococchi sia sensibili, sia resistenti alla penicillina.
Staphylococcus
aureus (n.2.256) Oxacillina sensibile Oxacillina
resistente 1-4 1-4 1-4 1-4 0,5-8 0,5-8 Stafilococchi
coagulasi-negativi (n.48) Oxacillina
sensibili Oxacillina resistenti 0,5-2 0,5-2 1-4 1-4 0,25-4 0,5-4 Streptococchi
b -emolitici
(n.47) 1-2 2-4 1-4 Streptococcus
pneumoniae (n.454) Penicillina-sensibile Penicillina
resistente 0,5 0,5-1 1 1 <0,016-1 0,06-4 Enterococcus
sp. Vancomicina-sensibile
Vancomicinaresistente 1-4 2-4 1-4 2-4 0,5-4 1-4 Il
linezolid è attivo verso il Mycobacterium tuberculosis
(anche multiresistente) e il complesso Mycobacterium avium. Come
altri antibiotici che inibiscono la sintesi proteica, anche gli
oxazolidinoni sono agenti batteriostatici. Non sono
stati notati mutanti resistenti dopo esposizione di ceppi
meticillino-sensibili o resistenti di Staphylococcus aureus al
linezolid, a concentrazioni due volte la MIC (frequenza di mutazione
spontanea inferiore a 10 alla -9). I batteri
furono inoltre capaci raramente di sviluppare resistenza agli
oxazolidinoni, durante una terapia prolungata, mutando l'obiettivo
ribosomico dell'antibiotico. Il
linezolid viene rapidamente e completamente assorbito dopo
somministrazione orale: la concentrazione massima è raggiunta
dopo 1-2 ore. Dopo la somministrazione di 375-625 mg la punta massima
del farmaco è di 12 e di 18 mg/mL rispettivamente;
l'antibiotico alla dose di 375 mg ogni 12 ore è presente
nelle 24 ore a livelli minimi di 4 mg/mL. La metà
vita della somministrazione per via endovenosa o per bocca è
rispettivamente di 4,5 e 5,5 ore. L'eliminazione avviene per via
renale e per via extra-renale: in caso d'insufficienza renale è
stato visto che non è necessario diminuire la dose da
somministrare. I metaboliti del linezolid si accumulano
nell'insufficienza renale ma non si conosce ancora il loro
significato clinico: comunque la dialisi allontana sia il linezolid
che i suoi metaboliti. I dati
della farmacocinetica indicano come utile e necessaria una dose orale
o endovenosa di 400 mg ogni 12 ore o meno, nelle infezioni non
complicate e di 600 mg ogni 12 ore nelle infezioni gravi (Vedi
Tabella n.2). Nei
bambini viene suggerita una dose di 10 mg/kg due volte al giorno. La
metà vita è più bassa (3-4 ore) nei bambini che
negli adulti. L'effetto
postantibiotico del linezolid è in vivo di 3-4 ore verso loStreptococcus pneumoniae e lo Staphylococcus aureus,
mentre in vitro verso lo stafilococco e l'enterococco è di
0,8 ore.
Biodisponibilità
per bocca 100% Effetto
dei cibi Leggera
diminuzione Volume
di distribuzione (L) 40-50 Legame
con le proteine 31% Concentrazione
massima (mg/mL) 12,7*/21,2 Concentrazione
minima mg/mL 6,2 Metà
5,4/4,8* Prove
cliniche in fase III hanno studiato il linezolid sia nel trattamento
delle infezioni della cute e del connettivo, sia della polmonite
acquisita in comunità o in ospedale. Confrontato
con la claritromicina per la cura delle infezioni cutanee non
complicate e con l'oxacillina/dicloxacillina per le infezioni
complicate della cute, il linezolid in esperienze in doppio cieco, ha
avuto un'efficacia dell'88%, confrontabile con quella degli altri
antibiotici. Il farmaco ha avuto un successo microbiologico del 98%
nelle infezioni non complicate; nelle infezioni complicate il
successo fu del 91% per lo Staphylococcus aureus, del 100% per
lo Streptococcus agalattiae e del 79% per lo Streptococcus
pyogenes. In uno
studio in cieco singolo il linezolid ebbe un successo dell'85-90%
nelle polmoniti acquisite in comunità. Nelle polmoniti
acquisite in ospedale il successo fu del 66% contro il 68% della
vancomicina. Risultati
simili (50-69%) nel trattamento di infezioni da enterococco
resistente alla vancomicina in varia localizzazione. Il
linezolid è ben tollerato. I più comuni effetti
collaterali sono risultati i disturbi gastrointestinali come la
diarrea e la nausea, seguiti dalla cefalea e dall'esantema. La
presenza di effetti collaterali spiacevoli ha richiesto la
sospensione della somministrazione del linezolid nel 3-4% dei
trattati. E'
stata notata nel 2-4% la comparsa di una trombocitopenia dopo 2
settimane di trattamento, con ritorno al normale dopo che il farmaco
era stato sospeso. Poiché
gli oxazolidinoni sono inibitori delle monoamino ossidasi, nella
pratica va tenuto conto di questo effetto, anche se non si è
verificato mai alcun inconveniente, legato a questa azione
collaterale. Il
linezolid inoltre potenzialmente può interagire con agenti
adrenergici e serotinergici, aumentando la risposta a questi farmaci
e presentando un rischio aumentato della sindrome da serotonina
(iperpiressia e disfunzione cognitiva) in soggetti che ricevevano
contemporaneamente sostanze serotinergici. Già
è possibile affermare che il linezolid ha un suo ruolo come
agente antibatterico. Poichè alcuni dei suoi attributi, come
l'eccellente tollerabilità e la completa biodisponibilità
per bocca, possono condurre a un uso entusiastico dell'antibiotico
con conseguente comparsa di resistenza, viene consigliato un uso
controllato del linezolid. Esso deve essere riservato al trattamento
delle infezioni gravi e complicate, possibilmente causate da agenti
resistenti ad altri antibiotici. Nel caso venga introdotto in Italia,
in pratica il suo uso dovrebbe essere previsto solo in ospedale
(fascia H) e solo in particolari situazioni. Trova un'indicazione
precisa nelle infezioni da enterococchi resistenti e nel trattamento
delle infezioni dovute a stafilococchi meticillino-resistenti che
possano essere resistenti anche ai glicopeptidi. E'
probabile, sulla base delle ricerche sperimentali, che il linezolid
possa risultare utile nel trattamento delle infezioni da micobatteri,
compreso il Mycobacterium tuberculosis. E'
probabile anche che il linezolid apra la strada alla scoperta di
altri oxazolidinoni per uso clinico. Dichiarazione
liberatoria. Il
dottor RN Jones ha ricevuto fondi per la ricerca dalla Pharmacia e
Upjohn. Non ha ricevuto nessun supporto finanziario per la
preparazione della rivista, pubblicata sul Lancet, alla quale viene
fatto riferimento.
Agente infettivo MIC 50% (mg/mL) MIC 90% (mg/mL) MIC complessiva (mg/mL) Staphylococcus aureus (n.2.256) Oxacillina sensibile Oxacillina resistente 1-4 1-4 1-4 1-4 0,5-8 0,5-8 Stafilococchi coagulasi-negativi (n.48) Oxacillina sensibili Oxacillina resistenti
0,5-2 0,5-2
1-4 1-4
0,25-4 0,5-4Streptococchi b -emolitici (n.47) 1-2 2-4 1-4 Streptococcus pneumoniae (n.454) Penicillina-sensibile Penicillina resistente
0,5 0,5-1
1 1
<0,016-1 0,06-4Enterococcus sp. Vancomicina-sensibile Vancomicinaresistente 1-4 2-4 1-4 2-4 0,5-4 1-4
Resistenza
Farmacocinetica
Farmacodinamica
Parametri Valori Biodisponibilità per bocca 100% Effetto dei cibi Leggera diminuzione Volume di distribuzione (L) 40-50 Legame con le proteine 31% Concentrazione massima (mg/mL) 12,7*/21,2 Concentrazione minima mg/mL 6,2 Metà vita in ore 5,4/4,8* Prove
cliniche
Sicurezza
e tollerabilità
Presente
e futuro degli oxazolidinoni
