Il mistero dell'attività dell'aspirina a seconda del sesso
Sebbene
l'aspirina sia efficace nel trattamento dell'infarto acuto del
miocardio e nella prevenzione secondaria delle malattia
cardio-vascolare sia negli uomini che nelle donne, il suo uso nella
prevenzione primaria è ancora controverso.
I dati a
disposizione per l'uso dell'aspirina nei soggetti di sesso
femminile per la prevenzione primaria si basano su prove limitate. Ma
dimostrazioni dirette che riguardino gli effetti dell'aspirina
nelle donne sono necessari perché oggi le malattie
cardio-vascolari sono un'importante causa di morte sia nelle donne
che negli uomini. Vi sono, come sappiamo, delle differenze rilevanti
a seconda del sesso per il metabolismo dei salicilati ed esistono
ancora incertezze sugli effetti cardio-vascolari della terapia con
ormoni.
Uno studio su questo particolare argomento è stato
condotto di recente da Ridker PM et al, 2005 (Ridker PM, Cook NR,
Lee I.M et al. A randomized trial of low-dose aspirin in the primary
prevention of cardiovascular disease in women. N Engl J Med 2005,
352:1293-304): 39.876 donne sane, di oltre 45 anni, sono state
assegnate a caso a ricevere 100 mg di aspirina a giorni alterni o a
un placebo. Esse sono state controllate dopo 10 anni per osservare
chi aveva subito un evento cardio-vascolare importante (infarto
miocardio non mortale, stroke non mortale, morte per cause
cardio-vascolari).
Durante i 10 anni di osservazione si sono
verificati 477 eventi cardiovascolari nel gruppo dell'aspirina e
522 nel gruppo placebo, con una minima riduzione del rischio (9%) nel
gruppo trattato con aspirina (rischio relativo 0,91;intervallo di
confidenza 95% da 0,80 a 1,03; P = 0,13). Limitando l'osservazione
allo stroke è stata osservata una riduzione del 17% nel gruppo
trattato con aspirina, in confronto al gruppo placebo (rischio
relativo 0,83; 95% IC da 0,69 a 0,99; P = 0,04); andando a valutare
solo lo stroke ischemico, la riduzione è stata del 24%
(rischio relativo 0,76; IC 95% da 0,63 a 0,93; P = 0,009), mentre per
lo stroke emorragico la riduzione è stata non
significativa.
Ma nei con fronti dell'infarto del miocardio, sia
mortale che no, l'aspirina non ha avuto alcun effetto
significativo, come sulle morti per cause cardio-vascolari.
Sanguinamenti intestinali che richiesero una trasfusione furono più
frequenti ovviamente nel gruppo trattato con aspirina che nel gruppo
placebo. L'analisi dei sottogruppi mostrò che l'aspirina
riduce significativamente il rischio di eventi cardio-vascolari,
stroke ischemici e infarto del miocardio in donne di 65 anni di età
o superiori.
Viene concluso che l'aspirina previene il rischio
di stroke senza influenzare il rischio di infarto del miocardio. Ogni
decisione, come viene fatto con gli uomini, circa l'uso
dell'aspirina nella prevenzione primaria deve essere fatta dopo una
partecipazione decisionale della donna e del medico della donna, per
valutare il beneficio netto e i rischi del trattamento per il singolo
paziente.
Nel commento (Levin RI. The puzzle of aspirin and
sex. N Emngl J Med 2005, 352:1366-8) vengono ricordate le
differenze metaboliche, anatomiche e cliniche fra i soggetti di sesso
femminile e quelli di sesso maschile. Mentre non vi sono differenze
nella farmacologia molecolare fra i due sessi, la farmacodinamica è
differente: la concentrazione di salicilato è più alta
nella dona che nell'uomo dopo dosi uguali di aspirina, mentre le
piastrine, quando studiate in vitro, hanno differenti risposte nei
due sessi. Passando alla patologia contro 97,3/100.000 infarti del
miocardio nelle donne ci sono 439,7/100.000 infarti del miocardio fra
gli uomini; per lo strok 134,3/100.000 contro 179,2/100.000.
Mentre
per malattie cardiovascolari muoiono un più donne che uomini,
l'incidenza della malattia coronarica fra gli uomini è 3
volte superiore a quella per le donne.
Anche l'anatomia è
differente: le donne hanno arterie coronarie più piccole;
ugualmente l'anatomia della corotide e la distribuzione delle
placche arteriosclerotiche sono differenti; da un punto di vista
anatomo-patologico le placche aterosclerotiche della donna sono di
“tipo più giovane”: Pure la reattività vascolare e
la ripolarizzazione elettrica del cuore e la sua risposta ai farmaci,
sono differenti: lo stress della cardiomiopatia è nove volte
più frequente nelle donne che negli uomini. Probabilmente
alcune, ma non tutte, queste caratteristiche sono legate agli ormoni.
Di recente la protezione verso l'arteriosclerosi è stata
collegata direttamente agli estrogeni.
“La saga dell'aspirina
necessita di ulteriori capitoli e di ulteriori ricerche cliniche”
come viene concluso dagli autori; un'attenzione particolare va
dedicata alla biologia evoluzionaria del sesso: la differenza
sessuale è comparsa delle cellule eucariote da 2 miliardi di
anni e forse solo da 300 milioni di anni l'Y è “emerso”
dall'X.
