Il trattamento, fin dall'inizio, della malattia di Kawasaki con corticosteroidi
Indirizzo per la corrispondenza: bartolozzi@unifi.it
Il
trattamento, fin dall'inizio, della malattia di Kawasaki con
corticosteroidi
Mentre sia l'aspirina che le immunoglobuline per
via venosa sono entrate a pieno titolo fin dall'inizio nella cura
della malattia di Kawasaki, l'impiego dei corticosteroidi è
risultato meno chiaro. La maggior parte delle recenti linee guida per
il trattamento della malattia di Kawasaki (Committee on Rheumatic
Fever, Endocarditis and Kawasaki disease, Council on Cardiovascular
Disease in the Young, American Heath Association) hanno sospeso
la loro raccomandazione sulla base del basso livello delle prove a
favore.
In mancanza di una revisione sistematica sull'uso dei
corticosteroidi, come terapia primaria della malattia di Kawasaki, è
stato condotto uno studio per esaminare le prove cliniche che
confrontino la percentuale di formazione di aneurismi delle coronarie
dopo l'iniziale trattamento con corticosteroidi o in alternativa un
appropriato controllo dei medesimi; in altre parole uno studio per
determinare l'efficacia complessiva del trattamento iniziale con
corticosteroidi della malattia di Kawasaki (Wooditch AC, Aronoff
SC. Effect of initial corticosteroid therapy on coronary artery
asneurism formation in Kawasaki disease: a meta-analysis of 862
children. Pediatrics 2005, 116:989-95)
Come si sa, quando non
sottoposti a trattamento, dal 15 al 25% dei pazienti sviluppa
aneurismi coronarici.
Per questo studio sono stati presi in esame
le pubblicazioni che avevano le seguenti caratteristiche:
In tutti i soggetti era stata posta la diagnosi di malattia di Kawasaki, secondo gli schemi classici
Una preparazione di corticosteroidi era stata inclusa nella cura, come parte del trattamento iniziale della malattia
Un adeguato gruppo controllo era stato inserito nello studio
Un'ecocardiografia bidimensionale o una cateterizzazione dell'arteria coronaria erano state fatte almeno due settimane dopo la terapia per dimostrare la presenza di aneurismi coronarici.
Sono
stati trovati 8 studi che rispondevano a questi requisiti; poichè
due di queste pubblicazioni comprendevano due sottogruppi, i lavori
considerati sono stati in effetti 10. Poichè due pubblicazioni
mostravano una troppo evidente eterogeneicità, esse non sono
state considerate, per cui sono rimasti 8 studi, che dimostrarono una
significativa riduzione nell'incidenza degli aneurismi delle
arterie coronarie fra i pazienti che avevano ricevuto terapia
corticosteroidea + aspirina ± IVIG in confronto ad aspirina ±
IVIG da sole (odds ratio 0,546; intervallo di confidenza 95%
0,371-0,803); il beneficio del trattamento corticosteroideo fu
mantenuto quando lo studio prevedeva il trattamento con sola aspirina
o aspirina + IVIG, in confronto con i regimi che prevedevano
l'associazione con corticosteroidi.
Viene concluso che
l'inclusione dei corticosteroidi nei regimi terapeutici contenenti
l'aspirina, per il trattamento iniziale della malattia di Kawasaki,
riduce l'incidenza degli aneurismi delle arterie coronarie.
L'aspirina e le IVIG rimangono la terapia standard della malattia di Kawasaki; tuttavia la presente pubblicazione dimostra che quanto combinato con i regimi contenenti l'aspirina, come terapia iniziale, l'uso dei corticosteroidi riduce ulterioremente l'incidenza degli aneurismi delle arterie coronarie.
Con questa lavoro di revisione degli studi clinici sull'uso del cortisone in corso di malattia di Kawasaki possiamo considerare forse concluso il travagliato rapporto fra trattamento con corticosteroidi e la malattia
Ricordo
con emozione i primi casi di Kawasaki dei lontani anni 70, nei quali
nei primi giorni erano stati usati i corticosteroidi, prima o dopo
aver posto la diagnosi; allora si pensava che essi fossero veramente
controindicati, per cui si riteneva che potessero condizionare una
prognosi sfavorevole. Poi, timidamente, agli inizi degli anni ‘90
comparvero in letteratura le prime segnalazioni di un supposto
effetto favorevole degli ormoni, seguite da una schiera di
pubblicazioni a favore del trattamento con steroidi, fin dall'inizio
della malattia.
Questa metanalisi chiude ogni discussione e toglie
ogni dubbio. E' possibile finalmente tirare un sospiro di sollievo
e assolverci dai supposti errori del passato.
