Una piccola epidemia di morbillo in una collegio ad alta copertura vaccinale
Membro della commissione nazionale vaccini
Indirizzo per corrispondenza:bartolozzi@unifi.it
Il
morbillo � una malattia esantematica contagiosa (R0
= 18), che � possibile prevenire con la somministrazione del
vaccino.
Negli anni 80 il morbillo divenne negli Stati Uniti, meno
frequente, in seguito alle buone coperture vaccinali, fra i bambini
in et� della scuola e fra gli adolescenti; tuttavia sporadiche
epidemie avvennero gi� allora nelle scuole, quando la
vaccinazione venne praticata soltanto una dose. Nel 1989 venne cos�
deciso negli Stati Uniti che era necessario somministrare una seconda
dose nei bambini in et� scolare. In conseguenza di questa
decisione, nel 2001 la copertura vaccinale con due dosi per i bambini
in et� scolare raggiunse l'82%. In una recente indagine il
livello medio di copertura vaccinale per la seconda dose di vaccino
contro il morbillo raggiunse in 25 Stati il 97% per gli studenti che
entravano nella scuola elementare e il 98% per gli studenti che
entravano nella scuola media.
L'aumento della copertura per la
seconda dose coincise con la diminuzione dell'incidenza del
morbillo fra i bambini in et� scolare. In particolare le
epidemie di morbillo nei bambini in et� scolare diminuirono da
13 epidemie con 664 casi negli anni 1993-1995 a 9 epidemie con 53
casi nel 1999-2001. Nel 2002 sono state riportate due epidemie con 44
casi e nessuna di esse riguard� bambini in et� scolare
(CDC, dati non pubblicati).
Nell'aprile 2003 venne riscontrata
una piccola epidemia in Pensilvania in una scuola: la ricerca venne
eseguita, dalla autorit� sanitarie locali e dal CDC fra il 21
marzo e il 28 maggio 2003, in tutti i bambini con esantema
generalizzato e febbre, mediante prove sierologiche; venne inoltre
controllata la storia vaccinale di tutti i bambini nella scuola
(Yeung LF, Lurie P, Dayan G et al. A limited measles outbreak in a
highly vaccinated US boarding School, Pediatrics 2005,
116:1287-91).
Sono stati in tal modo identificati 9 casi di
morbillo, di cui 8 fra gli studenti e 1 fra il personale. Di questi:
2 non erano stati mai vaccinati
1 aveva ricevuto solo una dose di un vaccino contenente il morbillo
6 avevano ricevuto due dosi di un vaccino contenente il morbillo.
Tre dei
sei che avevano ricevuto due dosi di un vaccino contenente il
morbillo, erano stati vaccinati con ambedue le dosi al di fuori degli
Stati Uniti.
Il caso che aveva introdotto il morbillo nella scuola
era stato infettato in Libano.
Dei 663 studenti della scuola:
8 (1,2%) non erano stati mai vaccinati
26 (3,9%) avevano ricevuto una dose
629 (94,9%) avevano ricevuto due dosi, prima dell'epidemia.
L'efficacia
del vaccino nei bambini che avevano ricevuto due dosi fu del 98,6%.
Tuttavia gli studenti che avevano ricevuto le due dosi al di fuori
degli Stati Uniti presentarono una pi� alta percentuale di
attacchi (3 su 75) in confronto a quelli che avevano ricevuto le due
dosi negli Stati Uniti (3 su 509).
Questa � la pi�
forte epidemia di morbillo in una scuola degli Stati Uniti dal 1998,
anche se ha riguardato solo 9 soggetti in una scuola con oltre 600
studenti. La limitata estensione delle epidemie � dovuta agli
alti livelli di copertura vaccinale, dovuti alla diffusa
implementazione della strategia vaccinale a due dosi con il vaccino
morbillo-parotite-rosolia nei bambini in et� scolare. Viene
inoltre considerata la rivaccinazione (quindi una terza dose) nei
bambini che sono stati vaccinati al di fuori degli Stati
Uniti.
Questa epidemia, limitata nella sua estensione, dimostra
l'attuale situazione epidemiologica negli Stati Uniti:
Non � presente una trasmissione endemica del morbillo
La maggior parte dei casi di morbillo sono legati all'importazione
Le epidemie sono piccole e di breve durata.
Viene
sottolineata la necessit� di una continua vigilanza per il
riconoscimento immediato dei casi di morbillo
Da questi rilievi
risulta evidente che il problema del morbillo negli Stati Uniti (come
in ogni altro Paese) non pu� essere risolto senza prendere in
considerazione la diffusione del morbillo nel mondo: va ricordato a
questo proposito che nel 2001 si sono avuti nel mondo fra i 30 e i 40
milioni di casi di morbillo con 750.000 morti.
Va ricordato che
gli Stati Uniti sono il primo Paese nel mondo che ha consigliato la
vaccinazione MPR a due dosi nei bambini in et� scolare: la
riduzione delle dimensioni delle epidemie nelle scuole �
legata proprio a questa politica, che ha permesso il passaggio del
numero di casi di morbillo per epidemia da una media di 8 nel periodo
1993-1995 a una media di 4 nel periodo 1999-2000. La pi�
grande epidemia di morbillo � avvenuta in Alaska nel 1998 con
33 casi di cui 30 avevano ricevuta una sola dose.
Il rilievo
nell'epidemia sopra descritta che i soggetti vaccinati al di fuori
degli Stati Uniti con ambedue le dosi hanno un rischio aumentato, pu�
essere dovuto a molte ragioni:
Mancato mantenimento della catena del freddo
Errori nella ricostituzione del vaccino
Poco accurata ricostruizione dell'anamnesi vaccinale
Maggiore intensit� di esposizione durante l'epidemia.
Da questo
deriva il suggerimento di rivaccinare i soggetti che hanno avuto due
dosi al di fuori degli Stati Uniti, nelle scuole nelle quali siano
presenti studenti internazionali, nel caso si verifichi una
epidemia.
Va tenuto anche conto che il morbillo che insorga in un
soggetto vaccinato � spesso un morbillo pi� lieve con
una presentazione che manca dei segni e sintomi classici e che
pertanto pone difficili diagnosi differenziali e che pu�
essere facilmente sottodiagnosticato. Ne deriva che i casi sospetti
di morbillo debbono essere valutati per gli anticorpi anti-morbillo
della classe IgM e per la presenza del virus del morbillo nei
campioni biologici, sui quali eseguire anche la genotipizzazione per
la diagnosi certa
La possibilit� di episodi epidemici di
questo tipo rende indispensabile:
continuare a implementare la vaccinazione contro il morbillo con due dosi,
considerare la rivaccinazione dei soggetti che hanno ricevuto le due dosi al di fuori degli Stati Uniti
continuare una stretta vigilanza per riconoscere i casi di morbillo, anche clinicamente poco caratteristici della malattia classica.
La
descrizione di questa piccola epidemia negli Stati Uniti, ci fa
vedere quanto sia ampio il divario per la vaccinazione contro il
morbillo fra gli USA e il nostro Paese.
La differenza non consiste
unicamente nel livello di copertura, che solo di recente, dopo
l'applicazione del Piano nazionale per l'eliminazione del
morbillo e della rosolia congenita, si � avvicinato finalmente
al 90%, con ampie differenze fra una Regione e un'altra, ma
riguarda soprattutto la diversa considerazione nella quale viene
tenuta la somministrazione della seconda dose. Mentre in Italia la
necessit� della seconda dose � stata, nel passato,
costantemente trascurata dalla Sanit� pubblica e in parte
osteggiata, con provvedimenti incomprensibili, come �non va
eseguita la seconda dose se non stata raggiunta una copertura di
almeno l'80% con la prima dose�, negli Stati Uniti (come in altri
Paesi) la politica della seconda dose dai primi anni 90 �
stata costantemente perseguita e di recente ancor pi�
rinforzata. La comparsa di epidemie in alcune scuole unicamente nei
bambini che avevano ricevuto soltanto la prima dose ne � la
dimostrazione lampante (CDC, MMWR, 1999, 48:749-753).
In
alcune Regioni italiane la copertura per la seconda dose non ha
superato ancora il 50% e ormai ci si avvicina al 2007, anno in cui il
Piano nazionale contro il morbillo si conclude.
Potrebbe quindi
essere utile un forte richiamo da parte del Ministero della Salute
sulla necessit� di completare le coperture per la seconda dose
in tutte le Regioni italiane, con il ripescaggio dei non vaccinati
(prima o seconda dose) in tutte le classi di et�, previste nel
Piano.
Molto opportunamente nel Piano nazionale contro il morbillo
� previsto l'allestimento in ogni Regione di centri
specializzati per la diagnosi in laboratorio di morbillo: questi
centri, cos� importanti gi� oggi, assumeranno un
rilievo ancora maggiore, quanto pi� alti saranno i livelli di
copertura per la prima e la seconda dose.
Tuttavia la dimensione
del problema del morbillo, quanto pi� si va avanti con la
vaccinazione nei Paesi sviluppati, e quanto pi� risulta
evidente che la soluzione ha una dimensione sopranazionale. In un
prossimo futuro pi� che alzare barriere contro la penetrazione
del morbillo nei Paesi ad alta copertura vaccinale, risulter�
fondamentale estendere la vaccinazione a tutto il Mondo, spinti da
motivazioni etiche di fondo.
