L'adeno-tonsillectomia fa ingrassare ?
Membro della commissione nazionale vaccini
Indirizzo per corrispondenza:bartolozzi@unifi.it
I disordini ostruttivi del respiro nel sonno (DORS) sono presenti in circa il 3% dei bambini. L'ipertrofia adeno-tonsillare è la causa più comune di DORS nei piccoli bambini e l'adeno-tonsillectomia (T&A) costituisce il trattamento principale delle crisi di apnea nel sonno, nei bambini. I DORS, come è stato più volte affermato, sono responsabili di una varietà di quadri clinici associati, come:
Ipertensione
Enuresi
Scarso rendimento scolastico
Iperattività/difetto di attenzione
Tutti
quadri che migliorano dopo un efficace trattamento dei DORS.
Molti
studi hanno dimostrato che i DORS si associano a una ridotta
crescita, sia in peso che in altezza, anche nei lattanti. Queste
alterazioni della crescita sono dovute a un elevato numero di
fattori:
Ridotta secrezione dell'ormone della crescita
Ridotta secrezione del fattore I della crescita, insulinosimile
Bassi introiti di energia
Aumento della spesa energetica durante il sonno.
Anche
tutti questi fattori migliorano dopo T&A. Altri studi hanno già
riportato che la crescita in altezza dei bambini dopo T&A è
normale, ma che questi bambini aumentano spesso di peso dopo il
trattamento.
In effetti dopo T&A, i bambini sia di peso
normale che soprappeso, con o senza DORS, guadagnano rapidamente in
peso. Ma il guadagno in peso in un soggetto, già soprappeso,
può esso stesso causare DORS ricorrenti o persistenti, come
può contribuire alla resistenza all'insulina,
all'ipertensione e ad altre malattie croniche.
Le ragioni
dell'eccessivo guadagno in peso dopo T&A non è chiaro.
Il peso corporeo cambia in funzione dell'introito di energia e
della spesa di energia, attraverso variazioni del metabolismo basale,
della termogenesi e dell'attività motoria. L'assunzione di
energia con la dieta e la spesa di energia con l'attività
motoria sono le componenti più facilmente modificabili.
Per
identificare la cause della crescita ponderale, dell'attività
motoria, del sonno e dell'iperattività, dopo tonsillectomia,
in bambini con DORS, è stato eseguito un lavoro in pazienti
dopo T&A (Roemmich JN, Barkley JE, D'Andrea L et al. Increase
in overweight after adenotonsilectomy in overweight children with
obstructive sleep-disordered breathing are associated with decrease
in motor activity and hyperactivity Pediatrics 2006,
117:e200-8.).
Vengono studiati 54 bambini in età da 6 a 12
anni, con ipertrofia adeno-tonsillare e indice di apnea-ipopnea
ostruttiva ≥ 1, prima e 12 mesi dopo che erano state loro tolte le
tonsille e le adenoidi. Questi bambini sono stati controllati per il
peso, l'altezza, la percentuale di soprappeso (IMC del paziente –
IMC al 50° centile/IMC al 50° centile x 100).
21 di essi
vengono studiati per attività motoria nel sonno e nella
veglia, mediante un misuratore dei movimenti (wrist actigraphy), per
7 giorni e 7 notti consecutive prima e dopo T&A,
In tutti i
bambini viene eseguita la polisonnografia in un ambiente buio, a
temperatura costante; viene definita come apnea una riduzione nel
flusso di aria inferiore al 20% del normale per 6 secondi o più
o la mancanza di due cicli respiratori; viene definita ipopnea la
riduzione del flusso di aria inferiore al 60% del normale per 6
secondi o più o la mancanza di due cicli respiratori. L'apnea
e l'ipopnea vengono definite ostruttive quando il polmone e
l'addome si muovono e centrali quando non sono presenti movimenti
del torace e dell'addome. Ai genitori viene somministrato un
questionario con una valutazione da 1 a 5 riguardante la frequenza
del “russare” del loro bambino:
mai
raramente (meno di una volta al mese)
occasionalmente (1-4 volte al mese)
frequentemente (più di una volta per settimana)
per quasi tutte le notti
Questo
indice è stato valutato prima e dopo T&A.
La
definizione d'iperattività viene eseguita sulla base di 9
domande secondo la Conners Parent Ratind Scale con valutazione da 0 a
3 per ogni domanda.
Dopo T&A l'indice medio di ostruzione
apnea-ipopnea diminuì da 7,6 a 0,6. Il centile per l'altezza
non cambiò, ma il centile per il peso aumentò; di
conseguenza la percentuale di soprappeso passò dal 32% al
36,3%. L'indice d'iperattività e di attività
motoria totale giornaliera diminuì dopo T&A. La riduzione
degli indici d'iperattività precedette l'aumento della
percentuale di soprappeso. La ridotta attività motoria risultò
correlata con l'aumentata percentuale di soprappeso. Prima del T&A
il peso dei partecipanti era in media sul 73% centile, che si
correlava con una percentuale di soprappeso del 32%: dopo
l'intervento il peso di questi bambini aumentò ulteriormente
del 12,5%, mentre, come abbiamo visto, l'incremento in altezza
rimase costante.
Viene concluso che l'aumento della percentuale
di soprappeso dopo T&A nei bambini con disordini ostruttivi del
respiro nel sonno si correla con gli indici di ridotta iperattività
e con una minore attività motoria nel sottogruppo
studiato.
Nel passato l'incremento del peso, dopo T&A, è
stato attribuito al minor numero di episodi di tonsillite, che
portano a una riduzione degli introiti alimentari, anche in seguito
al mal di gola. Ma questa spiegazione è difficilmente
applicabile al presente studio, perché la maggior parte dei
bambini era già soprappeso prima dell'intervento. Poiché
non è stato osservato un aumento nell'ingestione di
alimenti, viene da pensare che l'aumento di peso possa dipendere da
una riduzione dell'attività motoria. Il consumo di energia
durante le difficoltà nel sonno prima dell'intervento
giustifica questo punto di vista: dopo T&A il consumo di energia
nel sonno diminuisce di 5 kcal/per chilo di peso, tanto da
giustificare il guadagno di peso post-chirurgico.
Gli autori
quindi ipotizzano che la riduzione dopo l'intervento dell'attività
motoria nel sonno e quindi della spesa di energia, siano responsabili
del guadagno in peso. Di sicuro T&A riducono anche il numero e la
gravità delle tonsilliti, con conseguente riduzione degli
introiti di energia, ma questa situazione non è confermata
dagli studi, condotti in questa pubblicazione.
Nello studio viene
messo in evidenza inoltre che il “russare” si collega con
l'iperattività di questi bambini, in quanto l'alta
resistenza all'introduzione di aria promuove l'iperattività:
ne consegue che la riduzione dell'iperattività e del
“russare” si correla con l'aumento del peso.
T&A
riducono il numero delle apnee e delle ipopnee nel sonno nei bambini
con ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi. La riduzione delle
difficoltà respiratorie si accompagna a un evidente
miglioramento dell'architettura del sonno. I miglioramenti nella
qualità del sonno e la riduzione dei comportamenti iperattivi
possono migliorare le prestazioni del bambino, anche nella scuola,
con conseguente miglior apprendimento.
Nel futuro sarà
necessario eseguire degli studi per sviluppare protocolli che
prevedano un aumento negli esercizi e un miglioramento delle
prescrizioni dietetiche nei bambini che vengono sottoposti a T&A
per il trattamento delle apnee ostruttive nel sonno, in modo da
ridurre o annullare l'eccessivo guadagno in peso.
Una pubblicazione di grande interesse per noi pediatri, anche perché richiama gli elementi in base ai quali viene posta diagnosi di apnee ostruttive nel sonno. Sottolinea inoltre le conseguenze generali, somatiche e relazionali, della difficoltà respiratoria nel sonno, per ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, tanto da giustificare l'intervento di asportazione (T&A). Contrariamente a quanto ritenuto comunemente fino a oggi, l'aumento in peso, dopo l'intervento, non è dovuto tanto a una riduzione delle infezioni delle vie aeree superiori, quanto a una riduzione delle spese energetiche per la scomparsa o l'attenuazione dell'iperlavoro respiratorio, legato all'ostruzione delle vie aeree superiori. Dalla lettura della pubblicazione risulta inoltre che l'asportazione in contemporanea di tonsille e adenoidi ipertrofiche può avere in questi casi una sua assoluta giustificazione, in quanto l'ipertrofia di adenoidi e tonsille contribuisce in solido alla difficoltà al passaggio dell'aria. Il rumore che questi bambini compiono nel respirare, durante la notte, quando si verifica un'ipotonia conseguente dei muscoli del palato molle e del faringe, non è tanto dovuto al “russare” in senso classico (dovuto alla vibrazione del palato molle, durante il sonno, al passaggio dell'aria), quanto al “ronfare”, intendendo con questo termine, il rumore derivante dal passaggio di aria attraverso parti anatomicamente ristrette.
