La Codeina nell’adenotonsillectomia:
nuove evidenze di rischio per
un vecchio farmaco
Pediatra di famiglia, Mogliano Veneto (TV)
Indirizzo per corrispondenza: vitalia.murgia@tin.it
Il
lavoro di Racoosin e colleghi pubblicato su N Engl J Med1
fa riflettere sul fatto che anche i farmaci da molto presenti nel
mercato e usati comunemente possono essere responsabili di rari ma
gravi eventi avversi. Questo tipo di problemi non possono essere
riconosciuti velocemente se la classe medica non si impegna a
pubblicare i case report sugli eventi avversi.
Gli Autori evidenziano che la Food and Drug Administration (FDA)
USA è stata indotta a riesaminare gli aspetti relativi alla
sicurezza della codeina proprio grazie alle nuove evidenze pubblicate
in letteratura.
Nell’aprile
del 2012 sono stati pubblicati una serie di casi riguardanti due
morti e un episodio di depressione respiratoria grave in bambini di
età tra 3-5 anni, operati per apnea ostruttiva nel sonno di
tonsillectomia, adenoidectomia (anche combinate) e che avevano
assunto una dose standard di codeina. I due bambini deceduti erano
dei metabolizzatori ultra rapidi della codeina, il terzo era un
metabolizzatore estensivo (Figura 1). I segni di tossicità
da morfina si sono sviluppati entro 1-2 giorni dall’inizio del
trattamento. Dopo questa pubblicazione la FDA ha rivalutato la
sicurezza dell’uso della codeina nei bambini a partire sia dai
casi pubblicati sia da quelli segnalati tra il 1969 e il 1°
maggio del 2012 nel FAERS (FDA’s Adverse Event Reporting
System). La ricerca ha portato all’identificazione di 13
casi (inclusi i 3 già citati) in pazienti di età
compresa tra 21 mesi e 9 anni trattati con codeina, di cui 10 morti e
3 casi di depressione respiratoria grave. Otto pazienti erano stati
sottoposti ad adenotonsillectomia e 3 avevano un'infezione
dell’apparato respiratorio, tutti avevano ricevuto una dose
appropriata del farmaco. Sette dei 13 casi erano stati pubblicati, di
questi 3 erano metabolizzatori ultrarapidi, 3 estensivi e uno
probabile ultrarapido. Un’indagine anonima del Patient
Safety and Quality Improvement Committee of the American Academy of
Otolaryngology–Head and Neck Surgery (AAO-HNS) condotta tra
gli specialisti ORL ha portato al recupero di 2 ulteriori casi di
morte in bambini (3 anni e 12 anni) dopo adenotonsillectomia,
entrambi metabolizzatori ultrarapidi o sospettati di esserlo per gli
elevati valori di morfina post-morte.
I dati disponibili suggeriscono che il rischio è sostanziale nei
soggetti sottoposti a tonsillectomia, adenoidectomia o entrambi gli
interventi, pur non permettendo di escludere che condizioni di
rischio si possano verificare anche in altre circostanze in cui viene
usata la codeina. Il fatto che i bambini affetti da disturbi
respiratori durante il sonno siano più sensibili agli oppioidi
può aver enfatizzato la condizione di rischio.
Gli Autori sostengono che non è raccomandato effettuare lo
screening per valutare il genotipo metabolizzatore prima
dell’intervento sia perché non tutti i soggetti erano di
genotipo ultrarapido sia perché il numero di bambini da
esaminare sarebbe elevatissimo.
In conclusione la pubblicazione di una serie di case report ha dato
l’avvio a una nuova valutazione della sicurezza di un vecchio
farmaco e, alla luce della migliore comprensione dei meccanismi
genetici alla base della risposta ai farmaci, questa ha fatto
emergere il bisogno di evitare la codeina dopo l’intervento di
adenoidectomia o di tonsillectomia (anche combinati). Per questo
motivo la FDA ha emanato un provvedimento restrittivo sull’uso
di questa sostanza in corso di adenotonsillectomia e ha anche imposto
ai produttori di inserire nell’etichetta di tutti i prodotti a
base di codeina un box che descrive i rischi a cui può andare
incontro un bambino che è stato sottoposto a adenoidectomia o
di tonsillectomia (anche combinati) e una controindicazione all’uso
nel foglietto illustrativo.
METABOLISMO DELLA CODEINA
L’attività della codeina dipende dalla sua conversione in morfina da parte del citocromo P-450 isoenzima 2D6 (CYP2D6). La morfina è poi metabolizzata nel suo attivo morfina-6-glucuronide ad opera della UDP-glucuroniltransferasi 2B7. Il gene che codifica CYP2D6 ha molte varianti genetiche che influenzano la quantità di codeina che viene convertita in forma attiva e che determinano una variabilità di effetto del farmaco. I pazienti con un normale livello di CYP2D6 rappresentano il 75-92% della popolazione e vengono chiamati metabolizzatori estensivi. Al livello più basso stanno i metabolizzatori lenti (5-10% della popolazione) che non hanno alleli funzionali e che producono poca o nulla morfina a partire dalla codeina. All'estremo opposto stanno i metabolizzatori ultrarapidi (1% tra i cinesi, circa 15% in Medio Oriente e Africa) che hanno due o più alleli funzionali e che possono convertire la codeina in notevoli quantità di morfina. Effetti tossici clinicamente significativi legati all'assunzione di oppioidi erano stati già riportati nei metabolizzatori ultrarapidi lasciando intendere che gli effetti tossici della codeina possono essere, almeno in parte, legati al genotipo.
Bibliografia
- Racoosin JA, Roberson DW, Pacanowski MA, Nielsen DR. New Evidence about an Old Drug - Risk with Codeine after Adenotonsillectomy. N Engl J Med. 20136;368(23):2155-7.
