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Appunti di Terapia

Aprile 1999

Il famciclovir nella cura dell’herpes genitalis?

G. Bartolozzi

Dipartimento di Pediatria, Università di Firenze

L’infezione genitale da herpes simplex è una delle più comuni malattie sessualmente trasmesse dell’adolescente e dell’adulto: nei soggetti colpiti le infezioni ricorrenti sintomatiche da HSV-2 sono molto frequenti, con almeno 6 attacchi per anno. Si tratta del corrispettivo di quanto avviene con HSV-1 che ha come infezione primaria la gengivo-stomatite aftosa e come infezioni ricorrenti l’herpes labialis. Oggi, come sappiamo, questa netta differenziazione delle localizzazioni ai genitali e al cavo orale, a seconda del tipo di virus, non è più così assoluta.

Da molti anni nella cura dell’herpes genitalis acuto viene usato l’aciclovir, che tuttavia non si è dimostrato altrettanto efficace nella prevenzione delle ricadute. Di recente è stato impiegato il famciclovir, la forma orale del penciclovir, un nuovo nucleoside che ha lo stesso spettro antivirale dell’aciclovir e ha simile potenza e selettività: uno dei vantaggi sull’aciclovir è la sua maggiore biodisponibilità, che raggiunge il 77%, contro il 10-20% dell’aciclovir. Un Gruppo di ricerca internazionale sull’herpes genitale ha di recente pubblicato sul JAMA (280, 887-92, 1998) i risultati di un largo studio, che ha interessato 455 pazienti, maschi e femmine, con 6 ricadute o più per ogni anno. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: quelli trattati con 125 e quelli trattati con 250 mg per 2 o 3 volte al giorno, per un anno, contro placebo. La sostanza non è in commercio in Italia (Informatore farmaceutico 1999). Tutti i dosaggi o i tipi di somministrazione giornaliera hanno avuto successo: l’uso del famciclovir è stato ben tollerato ed efficace nella soppressione dell’herpes genitale in pazienti con frequenti ricadute. La proporzione dei pazienti senza ricadute nell’anno di trattamento è stata più alta di 3 volte nel gruppo trattato (80-90% dei soggetti senza ricadute) che nel gruppo placebo (circa il 20%).