Differenze tra Stafilococco Aureus Meticillino Resistente (MRSA) ospedaliero e di comunità
Dello
stafilococco sappiamo che come ogni battere può selezionare
dei meccanismi di resistenza antibiotica, e fin ora avevamo in mente
due meccanismi: quello classico di produzione di beta-lattamasi, che
caratterizzare i germi non ospedalieri (che non sono sensibili alla
penicillina, ma rimangono sensibili alla meticillina) e quello di
mutazione del recettore della Penicillin Binding Protein (PBD), che
caratterizza i germi ospedalieri, conferendo meticillino resistenza e
spesso multiresistenza. Quindi nella nostra testa lo stafilococco
meticillino resistente (MRSA) è un problema ospedaliero,
mentre nelle infezioni stafilococciche di comunità ci
preoccupiamo poco della resistenza batterica, ed in particolare di
fronte ad un'infezione di comunità grave riteniamo corretto
prescrivere l'oxacillina ev invece della vancomicina in virtù
della supposta efficacia, minor costo e minori effetti collaterali.
Uno studio americano solleva il problema della meticillino
resistenza in ambiente extra-ospedaliero. In realtà lo studio
non fornisce dati di prevalenza, se non che su 12 laboratori per 1100
infezioni il 12% sono di comunità (l'85% sono culture
d'infezioni ospedaliere). Manca quindi il numeratore per definire
la prevalenza nella popolazione, che è probabilmente bassa. Il
MRSA ospedaliero e di comunità condividono la
meticillino-resistenza, ma sono frutto probabilmente (sicuramente) di
mutazioni differenti, che avvengono in setting differenti, poiché
tramite tipizzazione con migrazione in gel di elettroforesi risultano
appartenere a cloni tendenzialmente diversi e poiché
all'analisi genetica hanno esotossine tendenzialmente diverse. Il
MRSA di comunità è riscontrato in fasce di età
giovani, non “debilitate”, frequentemente se con problemi
dermatologici di base, e più tipicamente in infezioni cutanee
e dei tessuti molli. E' resistente praticamente solo ai beta
lattamici, mentre è sensibile nella maggior parte dei casi
agli altri antibiotici (ciprofloxacina 79%, clindamicina 83%,
tertraciclina 92%, gentamicina 94%, rifampicina 96%, CMZ 95%), non
all'eritromicina (44%). L'articolo inoltre non ci fa sapere se
nella resistenza è in ruolo un meccanismo di dose-dipendenza
(sembrerebbe di no). Responsabile della resistenza potrebbe essere il
gene mecA. La maggior parte delle infezioni erano state inizialmente
trattate con antibiotico per il quale il germe era resistente (cioè
un beta lattamico-non meglio specificato nell'articolo).
La
conclusione non è quella di dare la vancomicina a tutti, ma di
prestare attenzione all'argomento, e di pensarci in caso
d'infezione che non risponde ai comuni antibiotici. (Naimi TS,
Le Dell KH, Como-sabetti K et al, JAMA 2003; 290:2976-2984)
