Tante
visite, una diagnosi "by proxy": ALPS, la sindrome
linfoproliferativa autoimmune
UO
Pediatria, Presidio Ospedaliero Soveria Mannelli, ASP Catanzaro.
Indirizzo
per corrispondenza:
leonardo.sirianni@soveria.it
La sindrome linfoproliferativa autoimmune o ALPS č una malattia genetica associata ad apoptosi anomala dei linfociti, linfoproliferazione e manifestazioni autoimmuni. Si osservano comunemente importanti linfadenopatia, epato-splenomegalia, autoanticorpi spesso diretti contro gli eritrociti, i neutrofili e le piastrine. I pazienti ALPS presentano linfocitosi, notevole espansione dei linfociti T doppi negativi (αβ+; CD4-; CD8- cellule). Il trattamento prevede l’utilizzo di farmaci citotossici, glucocorticoidi e antifolati, nei casi refrattari alla terapia si puň ricorrere al trapianto di midollo osseo allogenico.
Descriviamo la storia di due fratelli affetti da ALPS. La sorella minore č deceduta all’etŕ di 8 anni per complicanze infettive polmonari. Al fratello maggiore la diagnosi č stata formalizzata all’etŕ di 16 anni.
Caso
clinico
Rosita
(nome di fantasia), terzogenita di genitori consanguinei, familiaritŕ
nel ramo materno per malattie autoimmuni (artrite), giunge per la
prima volta alla nostra osservazione per dolore a una spalla ed edema
palpebrale: conta bianchi e indici di flogosi elevati. Risolta la
sintomatologia con breve ciclo di FANS, ritorna per comparsa di
zoppia ed esantema atipico. Torna successivamente per dolore
addominale. Segue la comparsa di nuovo di edema palpebrale, sempre
monolaterale, e nistagmo. Obiettivamente si apprezza un polo di milza
e pallore cutaneo. Gli esami di laboratorio evidenziano: anemia
ipocromica e aumento degli indici di flogosi, ANA, ENA, AMA, anti-DNA
e FR negativi. Gli accessi in PS per dolore addominale si
intensificano, anche se la sintomatologia svanisce miracolosamente
con qualche pastiglia di cortisonico per os. Rosita diventa cosě
un'ospite abituale del nostro ambulatorio; sempre con i suoi dolorini
articolari e, negli ultimi tempi, con il dolore addominale diffuso
che non le offre tregua e che sembra essere ormai il suo problema
principale. Le consulenze chirurgiche non risultano mai contributive
cosě come il peregrinare per qualificati Centri Nazionali.
Rosita č
deceduta in chirurgia pediatrica all’etŕ di 8 anni per
complicanze infettive polmonari dopo intervento per peritonite
diffusa.
Andrea
(nome di fantasia), fratello maggiore, giŕ in epoca neonatale
presenta splenomegalia. All’etŕ di 3 anni viene
ricoverato per febbre elevata persistente con convulsioni febbrili,
linfadenopatia generalizzata, epatosplenomegalia,
ipertransaminasemia, anemia emolitica, e quindi dimesso con diagnosi
di infezione da EBV. All’etŕ di 5 anni segue un nuovo
ricovero per coxalgia bilaterale e “artrite del gomito dx”,
transaminasi sempre elevate, pattern autoimmune: ANA, ENA, AMA,
anti-DNA e FR negativi. All’etŕ di 6 anni, per il
persistente riscontro di leucocitosi neutrofila, aumento notevole di
VES e PCR, viene sottoposto ad agoaspirato midollare per escludere
un’emopatia maligna, viene eseguita inoltre una TAC del torace,
risultata negativa. Segue un nuovo ricovero all’etŕ di
11 anni per sindrome nefrosica; sottoposto a biopsia renale, viene
posta diagnosi istologica di “glomerulo sclerosi focale e
segmentale” e inizia una terapia con prednisone. Esegue, in
corso di terapia steroidea, un test d’induzione dell’apoptosi
presso il Servizio di Immunologia Clinica dell’Istituto
Nazionale per la ricerca sul cancro di Genova che dŕ il
seguente esito: “L’induzione di apoptosi (cellule Annexin
V-positive) tramite anticorpo monoclonale contro il CD95 č
risultato nella norma”. Dopo due anni di terapia steroidea si
assiste a remissione completa del quadro renale e dell’epatite.
Sospende pertanto il prednisone. All’etŕ di 16 anni vi č
un nuovo ricovero per comparsa di dolori pelvici a andamento ciclico
(ogni 3 mesi circa) e coxalgia dx con deficit funzionale dell’arto
inferiore dx ed ipotrofia della muscolatura delle cosce; compaiono
successivamente dolori alla caviglia sx, al ginocchio sx con
tumefazione articolare. Gli indici di flogosi si mantengono sempre
elevati cosě come, in maniera piů modesta, le
transaminasi. Pratica RMN che mostra: “cartilagini diartrodali
dei distretti femoro-tibiale e femoro-rotuleo assottigliate, assenti
a livello dei condili della troclea femorale, con esposizione del
profilo articolare. Superficie articolare dei condili deformata per
la presenza di numerose encoche, variabili per dimensioni e forma”.
Viene posta diagnosi di Displasia Epifisaria Multipla.
A questo
punto si decide di effettuare l’analisi genetica familiare,
eseguita presso il laboratorio di Immunologia del Dipartimento di
Scienze Mediche di Novara con conferma della diagnosi di ALPS:
sindrome linfoproliferativa autoimmune a trasmissione materna
(la percentuale di linfociti T-resistenti al FAS risultava essere
superiore alla norma nel probando e nella madre; nella norma nel
padre).
Andrea ha
oggi 26 anni. Tutto sommato sta bene. Presenta impaccio articolare e
ha dolore. Segue un follow-up periodico presso la Cattedra di
Reumatologia dell’Universitŕ di Milano, ha una sorella
piů piccola fortunatamente sana. Rosita che probabilmente era
affetta anch’ella da ALPS avrebbe avuto oggi 23 anni.
Andrea
č un giovane sveglio che ama la vita e progetta il suo futuro
anche se č costretto a confrontarsi tutti i giorni con le sue
difficoltŕ. Io rimango l’amico di famiglia, il pediatra
che ha avuto la ventura di imbattersi, agli inizi della sua attivitŕ
professionale in una diagnosi difficile, una malattia rara, poco nota
ancora oggi. Spesso mi chiedo, non senza un velo di rimpianto, forse
di rabbia, se oggi fosse stato possibile evitare che quell’esile
fiore di nome Rosita appassisse appena sbocciato.
Discussione
La
sindrome linfoproliferativa autoimmune (ALPS), descritta per la prima
volta da Canale e Smith, č una malattia genetica in cui un
difetto di attivazione dell’apoptosi conduce alla mancata
delezione di cloni di linfociti T, da cui derivano una proliferazione
linfocitaria eccessiva con accumulo negli organi linfoidi secondari e
la comparsa di manifestazioni autoimmuni, soprattutto
ematologiche1. La trasmissione č di tipo autosomica
dominante a penetranza incompleta2. L’ALPS viene
diagnosticata in base alla presenza simultanea dei seguenti 4
criteri:
- presenza di linfoproliferazione cronica non neoplastica (epato-splenomegalia e/o linfoadenopatia);
- presenza di manifestazioni autoimmuni e/o di marcatori di laboratorio di autoimmunitŕ;
- deficit di apoptosi linfocitaria FAS mediata (sopravvivenza T-cellulare relativa 82% in due test indipendenti);
- espansione dei linfociti T doppi negativi (CD4-CD8- >1% dei linfociti TCR circolanti)3
La
malattia esordisce in etŕ pediatrica; spesso i primi sintomi
compaiono in epoca prescolare, ma il quadro clinico completo puň
evidenziarsi in tempi successivi. L’eccessiva sopravvivenza
linfocitaria č alla base dell’invasione degli organi
linfatici secondari, caratteristica di questi pazienti, che si
manifesta con un quadro di epatosplenomegalia e/o linfoadenopatia
persistente, coinvolgente piů frequentemente le stazioni
laterocervicali e inguinali4. Per quanto riguarda le
manifestazioni autoimmuni, si tratta per lo piů di citopenie
(anemia emolitica e/o trombocitopenia e/o neutropenia), frequenti
rash cutanei, talora vasculite, glomerulonefrite, epatite autoimmune
di tipo 2.
Possono
essere presenti episodi febbrili ricorrenti che non regrediscono se
non con terapia steroidea. Molti pazienti presentano PTT allungato
per la presenza di anticorpi anti-cardiolipina e
antifosfolipidi5. L’ALPS puň essere
sospettata quando si osserva l’associazione tra manifestazioni
autoimmuni e linfomegalia o splenomegalia, specie se nel soggetto
sono presenti alti livelli di immunoglobuline. In questi pazienti
occorre ricercare l’eventuale espansione di linfociti T doppi
negativi (αβ⁺,CD4–,CD8–) e valutare
l’apoptosi indotta da attivazione del FAS mediante
specifico test di sopravvivenza cellulare6.
Successivamente verranno condotte le indagini molecolari. La corretta
diagnosi permette di inquadrare meglio la malattia, non solo dal
punto di vista patogenetico, ma anche prognostico-terapeutico. Il
trattamento dei casi di maggiore severitŕ prevede l’utilizzo
di glucocorticoidi, farmaci citotossici quali metrotrexate,
6-mercaptopurina o citosina arabinoside e con le immunoglobuline per
via endovenosa consente di ottenere un transitorio miglioramento
clinico della sindrome linfoproliferativa e delle manifestazioni
autoimmuni. Il trattamento con Fansidar, un’associazione di due
farmaci classificati come antifolati rappresentati piů
precisamente da sulfadossina e pirimetamina, ha determinato un
progressivo miglioramento clinico con regressione della
linfadenopatia e normalizzazione della conta leucocitaria7.
La splenectomia rappresenta la scelta di elezione in caso di
ipersplenismo. Infine nei casi refrattari a ogni trattamento
farmacologico, si puň ricorrere al trapianto di midollo osseo
allogenico, il quale ha consentito di ottenere in alcuni pazienti una
correzione del deficit funzionale di FAS e la scomparsa delle
manifestazioni cliniche e biologiche dell’ALPS8.
La
storia di una malattia rara diagnosticata, nel caso descritto, quando
ormai era troppo tardi, su un fratello ugualmente affetto. Č
rimasta indimenticabile sia per l’esito infausto, sia per la
storia clinica contrassegnata da un numero infinito di visite, ognuna
legata a segni e sintomi diversi. Quella figura in controluce, in
fondo al corridoio d’ingresso dell’ospedale resterŕ
impressa, in maniera indelebile, nella mia mente. Non mi č
possibile riuscire a dimenticare quella giovane mamma che si
presentava puntualmente una o due volte alla settimana con due bimbi
per mano, un maschietto e una femminuccia. Bruno con gli occhi chiari
Andrea, capelli chiari e occhi azzurri Rosita, un angioletto, diafana
ma forte e perentoria con la sua vocina implorante: ”dottore,
mi sono stancata di venire sempre in ospedale, mi faccia guarire per
favore”. Anche sua madre, ansiosa e stanca desiderava sapere
perché Andrea e Rosita si ammalassero cosě spesso.
Bibliografia
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