Botulismo infantile in Romagna: descrizione del primo caso
U.O. di Pediatria, Ospedale M. Bufalini, Cesena
Descriviamo un caso di botulismo infantile, presentatosi con una sintomatologia di paralisi bulbare discendente ad andamento subacuto.
Il caso
A.F., viene ricoverato a due mesi di vita, per una storia clinica caratterizzata da difficoltà ad alimentarsi, pianto flebile e torpore. A “colpo d'occhio” è un bambino critico, con l'evidenza all'esame obiettivo di ipotonia, iporeattività, “difficoltà ad agganciare lo sguardo”. La valutazione clinica, col supporto delle prime indagini di laboratorio e strumentali eseguite, permette di escludere una malattia settica (assenza di febbre e segni di shock con normalità degli indici di flogosi), una meningoencefalite (normalità della rachicentesi e del reperto EEG), una poliradicoloneurite (età difficilmente coinvolta, riflessi conservati, non dissociazione albumino-citologica liquorale), una malattia metabolica congenita (normalità dell'equilibrio acido base, degli elettroliti, delle AST e ALT, delle CK, dell'ammoniemia e dell'acido lattico), una intossicazione da benzodiazepine (negativa la ricerca nel sangue e nelle urine). Si affacciano come ipotesi diagnostiche il botulismo infantile e la miastenia congenita. Un approfondimento anamnestico indica che già da una settimana il bambino presenta pianto e suzione debole con incoordinazione nella deglutizione e da qualche giorno riduzione dei movimenti attivi, incapacità a sostenere il capo e a tenere gli occhi aperti, alvo chiuso a feci (da 5 giorni), contrazione della diuresi. L'anamnesi alimentare svela, dopo che era stato inizialmente negato, che il piccolo aveva avuto modo di “assaggiare” piccole quantità di vari tipi di frutta fresca e miele, somministratigli dalla nonna all'insaputa dei genitori.
La rivalutazione dell'E.O. evidenzia ptosi palpebrale bilaterale e deficit degli oculomotori, con riflesso alla luce conservato. Un EMG dimostra, dopo stimolazione ad alta frequenza, una facilitazione del potenziale evocato di azione motoria, come tipicamente si osserva nel botulismo. Vengono attuate le misure terapeutiche di supporto e di prevenzione delle complicanze: corretta postura, alimentazione esclusiva per sondino nasogastrico con latte materno, allestimento dei presidi atti a far fronte ad un'eventuale insufficienza respiratoria acuta. Nelle settimane successive si assiste ad una graduale risoluzione della sintomatologia neurologica fino alla completa risoluzione dopo quattro settimane di degenza. E' risultata positiva la ricerca sia della spora che della tossina botulinica nelle feci del bambino. Non è stata invece isolato la spora nel miele.
Conclusioni
La malattia deve essere tempestivamente sospettata sul piano clinico poiché gli esami possono non essere in grado di confermarla con sicurezza in tempo reale. Un buon esame di supporto può essere l'EMG che, nel caso specifico, ci ha permesso di rilevare il pattern caratteristico del botulismo infantile.
L'identikit del paziente tipico è caratterizzato da un lattante di 2-6 mesi, precedentemente sano, con storia di debolezza, difficoltà nella suzione e nella deglutizione, pianto flebile, deficit degli oculomotori, ipotonia generalizzata. La stipsi non manca quasi mai anche se deve essere espressamente indagata. I sintomi caratteristici nel lattante sono in definitiva sufficientemente aspecifici da non essere spesso riconosciuti come espressione di una paralisi bulbare discendente.
Il trattamento si basa più sull'attento monitoraggio e sulla prevenzione delle complicanze respiratorie che sull'intervento attivo. L'uso dell'antitossina, derivata dal siero equino, raccomandata nelle forme di botulismo classico, non è indicata nelle forme infantili.
Una antitossina botulinica di derivazione umana (BIG) è stata recentemente approvata dalla Food and Drug Admnistration, al termine di un RCT, come specifico trattamento del botulismo infantile, in grado di ridurre i lunghi tempi medi di degenza.
Sintomi e segni anamnestici
STIPSI
CONTRAZIONE DELLA DIURESI
PIANTO FLEBILE CON TONALITA' RAUCA
TORPORE
DIFFICOLTA' NELL'ALIMENTAZIONE CON SUZIONE DEBOLE E INCOORDINAZIONE NELLA DEGLUTIZIONE
RIDUZIONE DEI MOVIMENTI ATTIVI
INCAPACITA' A SOSTENERE IL CAPO
INCAPACITA' A TENERE GLI OCCHI APERTI
Obiettività clinica
PALLORE, APIRESSIA
IPOTONIA, IPOREATTIVITA'
RIDUZIONE DEI MOVIMENTI SPONTANEI
INCAPACITA' DI CONTROLLARE IL CAPO
DIFFICOLTA' AD AGGANCIARE LO SGUARDO
PTOSI PALPEBRALE BILATERALE
DEFICIT DELL'OCULOMOZIONE
RIFLESSO ALLA LUCE CONSERVATO
RIFLESSI OSTEOTENDINEI CONSERVATI
Diagnosi differenziale
SEPSI
Non febbre, non segni di shock, normalità degli indici di
MENINGOENCEFALITE | Normalità della rachicentesi, EEG normale |
MALATTIE METABOLICHE CONGENITE | Emogasanalisi normale, elettroliti sierici e urinari normali, GOT, GPT, CK, ammoniemia, ac.lattico normali |
S. Guillan Barré | Età, ROT conservati, assenza di dissociazione albumino-citologica liquorale |
INTOSSICAZIONE DA INSETTICIDI ORGANOFOSFORICI | Mancata esposizione, assenza di altri familiari coinvolti |
INGESTIONE DI BENZODIAZEPINE | Benzodiazepine assenti nel sangue e nelle urine |
MIOASTENIA CONGENITA | Reperto EMG senza esaurimento dopo stimolazione ad alta frequenza |
MAL. |
Esordio acuto, reperto EMG non compatibile, ROT conservati
Esami negativi o normali
Emocromo, VES, PCR
Na, K, Cl, Ca, P, Mg, creatinina
emogasanalisi, SaO2
Esame chimico fisico e colturale liquor
AST, ALT, CK, acido lattico, ammoniemia
Ricerca benzodiazepine nel sangue e nelle urine
EEG
Esami di conferma della diagnosi
EMG: facilitazione del potenziale evocato di azione motoria col pattern caratteristico del botulismo infantile (noto con l'acronimo di BSAP= Brief, Small, Abundant motor-unit action Potentials)
Ricerca della spora e della tossina botulinica nei tamponi fecali: positiva
