Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982. In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
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Il commento

Ottobre 2011

Bambini immigrati: non consideriamoli un peso

Lucio Piermarini

Pediatra di comunit�, ASL 4, Terni

Non ho mai provato tanto sconforto, nella mia attivit� di pediatra consultoriale, quanto durante i pur rari accessi di mamme provenienti da paesi extraeuropei. Gi� riuscire a vederle tornare una seconda volta rappresentava un successo insperato. La difficolt�, oltre alla lingua che, in assenza di una mediazione culturale, si riusciva a compensare alla meno peggio con un po' di francese e inglese malmasticati, era soprattutto la colpevole ignoranza della loro cultura gastronomica, per non parlare dei vincoli religiosi collegati, materia ancora pi� ignota e indigeribile. Riuscire a soddisfare i diritti di quei bambini era tra le nostre ambizioni ma ci sembrava talmente complicato che era un continuo rimandare a tempi migliori. Tanto pi� lodevole, quindi, a me appare il tentativo di districare la matassa, ostica e ingarbugliata, della consulenza nutrizionale alle famiglie dei bambini immigrati avviato da Volta e collaboratori. Si tratta di un primo passo, un esame dei comportamenti nell'ambito dell'alimentazione complementare e, certamente, ancora insufficiente alla soluzione del problema ma assolutamente indispensabile per poter fare il secondo, gi� annunciato nelle conclusioni. Questo lavoro, i successivi che verranno, e il trasferimento nella pratica delle loro conclusioni acquistano ancora pi� importanza a fronte dell'impegno di contrasto all'epidemia di obesit� che ci siamo assunti come pediatri. Se una alimentazione corretta fin dai primi mesi, modellata su quella familiare, pone le basi durature per una solida prevenzione della maggior parte delle cosiddette malattie croniche non contagiose, cio� diabete, ictus e malattie cardiovascolari, � evidente quanto peso assuma una efficace trasmissione di informazioni corrette in ambito nutrizionale anche alle famiglie dei bambini immigrati, bambini che rappresentano una quota sempre pi� consistente del totale dei bambini italiani.