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Fin da Piccoli

Novembre 2009

Controllo della depressione post-partum con operatori non professionali
tratto da “Fin da Piccoli” Aggiornamenti sulla letteratura in tema di interventi nei primi anni di vita
gennaio - aprile 2009 - Anno 1 - numero 1 pgg 1-6
Per approfondire: Centro per la Salute del Bambino – ONLUS http://www.csbonlus.org/?CONTENT=NEWS&newID=87



Una ricerca condotta in Pakistan e pubblicata da A. Rahman, A. Malik, S. Sikander et al. (Cognitive behaviour therapy-based intervention by community health workers for mothers with depression and their infants in rural Pakistan. A cluster randomized controlled trial. The Lancet 2008;372:902-9) cerca di capire se un intervento molto semplice e praticato da operatori non professionali formati con un breve training, e quindi particolarmente economico, puň avere effetti benefici, nella depressione postpartum. La ricerca fa un confronto fra un gruppo di madri depresse alle quali č stato fatto l’intervento e un gruppo di madri di controllo alle quali l’intervento non č stato fatto. Nei 2 gruppi studiati i segni di depressione maggiore erano ovviamente presenti nel 100% all’inizio della ricerca; a 6 e 12 mesi erano rimasti nei due gruppi nelle percentuali indicate nella tabella.

Erano rimaste cioč in misura molto maggiore nel gruppo di controllo rispetto a quello dell’intervento. Il risultato č simile se non superiore a quello ottenuto con i farmaci (Am J Psichiatry 2006;163:28). Per quanto riguarda i figli, quelli delle donne del gruppo intervento erano meglio nutriti, avevano avuto meno episodi di diarrea, completavano di piů il ciclo vaccinale, le loro madri usavano significativamente di piů i contraccettivi, e giocavano di piů con i loro bambini.

Conclusioni
Con l’uso di strumenti molto semplici si puň intervenire efficacemente nella depressione postpartum. C’č perň una lezione piů generale che si puň trarre: la possibilitŕ di utilizzare personale non professionale e formato sul campo per interventi di promozione della salute. Di questa possibilitŕ ci sono in letteratura oramai numerosi contributi (Si veda una rassegna in Ciotti F. Quaderni ACP 2001;8:56) relativi a programmi di sostegno domiciliare delle famiglie a rischio sociale che hanno una dimostrata efficacia sull’interazione madre-bambino e sulle competenze genitoriali. Quello che č importante sottolineare č che l’effetto protettivo non presenta differenze tra i programmi che utilizzano personale professionale ( assistenti domiciliari di tipo sanitario o sociale) o personale volontario formato da un breve corso come quello utilizzato nell’articolo pakistano. Uno degli ultimi contributi viene dall’Italia (Medico e bambino 2005;24:589) e dimostra come interventi semplici di supporto psicosociale, fatti con visite domiciliari di madri “esperte” e cioč brevemente formate, aumentano rispetto a un gruppo di controllo le pratiche salutari: madre e padre effettuano un numero maggiore di controlli dal pediatra, non fumano in presenza del figlio che viene messo a dormire a pancia in su, aumenta la durata dell’ allattamento al seno e la lettura di libri ad altavoce, i genitori partecipano ad attivitŕ di sostegno alla genitorialitŕ e hanno maggiori occasioni di socializzazione La depressione postpartum si riduce al 6° e 12° mese in misura maggiore nel campione seguito dalle madri esperte rispetto al controllo.

Per chi č il messaggio
Il messaggio č quindi molto chiaro per gli assessori alla sanitŕ o ai servizi sociali delle nostre regioni e per le direzioni strategiche delle Aziende sanitarie: i quali,invece, tendono invece a ridurre o eliminare gli interventi di sostegno alle famiglia attraverso le visite domiciliari.

GCB

Clicca qui sotto per un ampio sunto dell’articolo di A. Rahman e coll.