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Fin da Piccoli

Aprile 2010

Le molte criticit� nell�applicazione della Convenzione Internazionale dei

Diritti dell�Infanzia in Italia

tratto da �Fin da Piccoli� Aggiornamenti sulla letteratura in tema di interventi nei primi anni di vita

gennaio - aprile 2010 - Anno 2 - numero 1 - pgg 1-6

Per approfondire: Centro per la Salute del Bambino � ONLUS http://www.csbonlus.org/?CONTENT=NEWS&newID=87


In occasione del Ventennale dell�approvazione della Convention on the Rights of Children (CRC, Convenzione ONU sui Diritti dell�Infanzia e dell�Adolescenza (il 20 novembre 1989), il Gruppo CRC - un network di 86 organizzazioni e associazioni del terzo settore, coordinato da Save the Children Italia ha prodotto un rapporto (�I diritti dell�infanzia e dell�adolescenza in Italia�, 2� Rap porto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione ONU sui diritti dell�infanzia e dell�adolescenza in Italia.

Alcune delle molte criticit� evidenziate riguardano:

- la mancanza di un Piano Nazionale Infanzia. Piano che � stato raccomandato dal Comitato ONU gi� nel 2003 e nel 2006 e che in base all�attuale normativa dovrebbe essere adottato ogni due anni. L�ultimo Piano approvato risulta essere ancora quello relativo al 2002-2004, il terzo dall�entrata in vigore della Legge 451/97. Il che significa che l�Italia � stata priva di un Piano Nazionale Infanzia negli ultimi 5 anni.

- la crescita del fenomeno povert�: i bambini costituiscono il 23% della popolazione povera con una sproporzionata concentrazione nel Meridione, dove risiede il 72% dei minori poveri italiani. La raccomandazione del Comitato ONU che sottolineava l�importanza di assicurare che il processo di decentramento regionale favorisse l�eliminazione delle disparit� fra bambini dovute alla ricchezza delle Regioni di provenienza, � stata ampiamente disattesa

- il permanere di gravi fenomeni di sfruttamento e abuso, come la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, la mendicit�, il lavoro nero.

- la non adeguata tutela del diritto all�ascolto in particolare nell�ambito dei procedimenti giudiziari dove i minori sono spesso coinvolti sia come autori di reato sia come parte offesa o vittime di reati sessuali. Gli strumenti previsti nell�ordinamento italiano, relativi all�ascolto del minore parte offesa oppure vittima di un reato sessuale non hanno ancora raggiunto livelli di omogeneit� e di uniformit� applicativa da parte dei vari Tribunali. In particolare gli artt. 11 e 13 della Legge 66/1996 prevedono strumenti concreti al fine di proteggere la vittima di reati sessuali durante tutta la fase processuale, sia prevedendo l�assistenza affettiva e psicologica da parte del genitore o di persona indicata dal minore ed ammessa dall�Autorit� giudiziaria, oltre all�assistenza dei servizi minorili, sia adottando luoghi, tempi e modalit� particolari (anche presso strutture specializzate) per lo svolgimento dell�udienza dell�incidente probatorio, finalizzate

a proteggere il minore di anni 16 che debba rendere testimonianza quale parte offesa (cosiddetta �audizione protetta�). Pi� positivo invece il giudizio sull�ascolto del minore nei procedimenti di separazione previsto ora espressamente nel disposto della Legge 54/2006.

- l�impatto sui minori di alcuni provvedimenti legislativi come la Legge sulla sicurezza pubblica 94/2009 che prevede l�obbligo di presentare il permesso di soggiorno per atti di stato civile, e che quindi ha suscitato preoccupazione in merito al compimento di atti quali la dichiarazione di nascita e il riconoscimento del figlio naturale, fondamentali ai fini del diritto all�identit� (art. 7 CRC) e al diritto alla tutela del minore contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori (art. 9 CRC). E� stata necessaria una circolare del Ministero dell�Interno per precisare che la normativa non incide

su tali atti e per evitare degli effetti gravemente discriminatori per quei bambini figli di coppie non regolarmente soggiornanti in Italia. Negativo � giudicato l�impatto della legge sulla sicurezza pubblica laddove impone notevoli limitazioni ai minori migranti arrivati in Italia da soli al momento della regolarizzazione della loro posizione al compimento della maggiore et�.