Quando la carne non va gi�
Pediatra di libera scelta, Reggio Emilia
A tre anni per la prima volta dolore improvviso alla gola mentre mangiava, come se un boccone gli si fosse fermato nell'esofago. Stava mangiando la carne (e anche in seguito sar� la carne il cibo pi� frequentemente implicato). Portato in Pronto Soccorso non riusciva pi� a respirare. � stato intubato ed � stata eseguita una gastroscopia: all'endoscopia digestiva � stato trovato un bolo carneo, ma nessuna alterazione della mucosa � stata evidenziata all'endoscopia. Dopo due mesi nuovo episodio. Il bambino � stato portato subito in ospedale e questa volta � stato intubato immediatamente. � stata eseguita una nuova endoscopia, nuovamente si trova il bolo carneo e nuovamente l'esofago viene descritto come normale. Dopo 20 giorni � stata eseguita una radiografia di esofago-stomaco che � risultata normale.
Lo mando in un centro dove vi era una Chirurgia Pediatrica pensando a una stenosi o a una acalasia, ma in seguito me ne pentir�. Nell'ottobre del 2002 (cio� dopo altri due mesi) eseguir� una manometria (sostanzialmente normale con forse l'evidenza di un'incontinenza cardiale e di un incompleto rilasciamento del terzo inferiore dell'esofago). Viene prescritta la ranitidina per 4 mesi. Sta bene per due anni, poi alla fine del 2004 ha un altro (il terzo) episodio di soffocamento da bolo alimentare in esofago, sempre presentatosi con dispnea, che per� si risolve spontaneamente, prima dell'intubazione. Tutti gli episodi sono stati caratterizzati da intenso dolore al giugulo e da intensa scialorrea. Dopo l'episodio del dicembre 2004 esegue una nuova endoscopia (marzo 2005).
L'istologia recita cos�: �tipica esofagite eosinofila con placche biancastre e ulcera a losanga all'esofago medio e intenso infiltrato tutto eosinofilo alla biopsia�. Negativa la pHmetria per reflusso (impedenzometria). La mamma dice che spesso il bambino ha avuto brevi episodi di dolore transitorio e transitoria difficolt� alla deglutizione. Dopo 3 anni di pellegrinaggi i colleghi gastroenterologi che lo seguirono conclusero col dare come unica terapia il Pregomin!
Molto delusa e alquanto incerta telefono a un altro specialista che mi dice:
�Questo bimbo ha l'ESOFAGITE EOSINOFILA, cosa pu� avere se no?� Su suo consiglio faccio eseguire a P. i prick test per latte, uovo, acari e graminacee che risultano negativi. Alla luce di questi dati si conclude per un'esofagite eosinofila di natura probabilmente �primitiva� senza componente atopica. L'approccio terapeutico adottato inizialmente � stato solo farmacologico, associando per un breve periodo una terapia sistematica (deltacortene forte 25 mg per 15 gg associato a gastroprotettore) e una inalatoria (Clenil A aerosol 20 gtt in 2 cc di SF due volte al d� per un mese) e proseguendo poi soltanto con i corticosteroidi inalatori (10 gtt in 2 cc di SF due volte al d� per due mesi). Era stato stabilito un controllo endoscopico dopo tre mesi o prima in caso di recidiva di �bolo�, per definire la prosecuzione del programma terapeutico.
P. ha eseguito scrupolosamente la terapia, ha mangiato di tutto e non solo Pregomin, ha fatto il controllo endoscopico a fine novembre 2005 che ha mostrato la scomparsa delle lesioni nell'esofago prossimale e un miglioramento solo parziale a livello distale. Pertanto veniva deciso di iniziare terapia con montelukast per almeno 3 mesi. E siamo a oggi�.
