Una
tumefazione costocondrale dolente
UO
Pediatria, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana
G. è
una bambina di 5 anni giunta alla nostra osservazione per la
comparsa da alcuni giorni di una tumefazione dolorabile a livello
dell’articolazione sterno-clavicolare destra in assenza di
traumi. All’esame obiettivo G. si presenta in buone
condizioni generali; in corrispondenza della giunzione
sterno-clavicolare destra è presente una tumefazione di
consistenza dura, dolente e dolorabile, ricoperta da cute non
iperemica ma calda al termotatto. Gli esami ematici evidenziano
un lieve aumento degli indici di flogosi (VES 25 mm/h; PCR 0,89
mg/dl vn < 0,5) e l’ecografia osteoarticolare mostra “la
presenza di tumefazione di circa 2 cm a carico dell’articolazione
sterno clavicolare di destra caratterizzata da distensione
capsulare per la presenza di materiale infiammatorio organizzato
e minimo versamento; sono apprezzabili inoltre segni di iperemia
a livello del materiale infiammatorio organizzato e aspetto
irregolare dell’estremo claveare articolare che orientano
per tumefazione infiammatoria” (Figura
1). In base al reperto clinico e all’esame
ecografico viene posta diagnosi di Sindrome di Tietze e
viene iniziata terapia anti-infiammatoria con ibuprofene con
lento ma costante miglioramento fino a completa risoluzione in
circa 40 giorni.
Tale
sindrome si caratterizza per la presenza di una tumefazione
isolata e dolente a livello della giunzione costo condrale. Si
tratta di una lesione benigna, localizzata, dolorosa, di
dimensioni variabili (da 1 a 4 cm), non suppurativa, da causa
sconosciuta, a livello della regione costocondrale delle coste
superiori (2°-3° costa), costosternale o
sternoclavicolare. In genere tale sindrome colpisce soggetti
adulti (IV decade) sebbene sia stata descritta anche nei bambini.
È possibile che alcuni casi non vengano diagnosticati per
la presenza di lievi sintomi. In età pediatrica la
presenza di una tumefazione costocondrale è spesso
allarmante e la possibilità di un tumore (benigno o
maligno) o di una sepsi deve essere esclusa.
La
terapia consiste nell’uso di analgesici, talora
anti-infiammatori e si risolve in un tempo che varia da 1
settimana a 2 mesi. Tale condizione deve essere conosciuta dai
pediatri perché la consapevolezza della possibilità
di avere tale sindrome consente di salvare i piccoli pazienti da
procedure invasive non necessarie e di tranquillizzare i genitori
che la tumefazione toracica si tratta di un processo benigno.
Bibliografia
di riferimento
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Figura
1. 