Presidio
Ospedaliero di Gorizia, Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo
per la corrispondenza:
irene.bruno@tele2.it
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generali
e degli aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore"
. Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare
un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano.
Nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che và
oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e
le possibili implicazioni pratiche o di ricerca.
Si parla
di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come
tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima
novità, non va considerata una verità assoluta né
applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far
maturare nel cassetto attendendo le conferme ed i cambiamenti di
opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire.
Un invito
ai lettori di essere parte attiva della rubrica, con la segnalazione
di articoli che hanno avuto modo di leggere e che ritengono
meritevoli di segnalazione (da inviare al seguente indirizzo:
irene.bruno@tele2.it)
18
GENNAIO 2006
BMJ
dicembre 2005.
In questo
tanto originale quanto sorprendente articolo, gli autori si sono
domandati se le terapie studiate in fase III in studi clinici
randomizzati e controllati risultassero superiori ai trattamenti
standard. Come indicatore è stata considerata ovviamente la
mortalità. Sono stati valutati 126 studi clinici, e l'odds
ratio con i trattamenti sperimentali è stato di 0.96 (95% IC:
0.89 a 1.03), a indicare che i nuovi trattamenti non sembrano essere
più efficaci di quelli standard.
Come
sempre, nulla di definitivo o di assoluto, ma anche, come sempre, non
vedere nelle nuove scoperte la possibilità di un cambiamento
radicale, ma la possibilità di un arma in più, quando
necessario.
Lancet
Oncology, Dicembre 2005.
Finora
debole o nessuna associazione è stata riscontrata tra peso
alla nascita e rischio di tumore cerebrale infantile. Non era invece
mai stata ricercata una relazione tra circonferenza cranica (CC) alla
nascita e rischio di tumore cerebrale.
Questo
studio ha stabilito che il rischio relativo di avere un tumore
cerebrale era 1,27 (95% IC 1,16-1,38) per ogni 1 cm in più di
CC rispetto all'atteso per età gestazionale, peso alla
nascita e sesso.
Tanto
rumore per nulla? No, un modo indiretto per suggerire che la
patologia cerebrale infantile può nascere già durante
la vita fetale…..non certo per seguire preoccupati un bambino con
CC maggiore rispetto all'atteso, né per fare previsioni di
rischio….
J
Pediatr. Dicembre 2005.
I
problemi di salute mentale pediatrici, in particolare la depressione,
continuano ad essere una “nuova malattia emergente”. In America
sembrerebbe che un bambino su 5 soffra di un problema mentale, e che
l'80% non riceva un trattamento appropriato. Più del 70% dei
disturbi dell'umore giovanili gravi non vengono diagnosticati o
trattati. Inoltre a malapena un pediatra su 10 si sente preparato per
trattare la depressione nel bambino. La prevalenza della depressione
nei bambini-adolescenti varia dallo 0,4% all'8,3%.
Il
suicidio è tutt'ora la terza causa di morte nei teenagers.
Le statistiche americane riportano che l'anno scorso, in America,
il 16.9% degli adolescenti ha seriamente pensato al suicidio, l'8,5%
l'ha tentato, il 2,9% ha necessitato di assistenza medica per
ferite o overdose da tentato suicidio.
Il
principale fattore di rischio per il suicidio resta la depressione,
ma anche eventi di vita stressanti, l'uso/abuso di sostanze, un
carattere irritabile o impulsivo rendono più probabile l'atto.
I suicidi portati a termine restano più frequenti negli
adolescenti maschi che lo abbiano già tentato altre volte e se
associati a disturbi dell'umore o della condotta o all'abuso di
sostanze.
Fortunatamente
l'incidenza di suicidi negli ultimi anni è in calo, forse
(ma non è dimostrato) anche grazie all'uso degli
anti-depressivi, sui quali però la FDA raccomanda molta
attenzione, in particolare sull'uso degli inibitori del reuptake
della serotonina (SSRIs). (vedi Medico e Bambino 2005;6:377)
BMJ
Dicembre 2005.
Questo
studio ha voluto valutare quanto gli antidepressivi siano usati
nell'adulto e nel bambino in Irlanda, quali farmaci vengano
utilizzati e le variazioni prescrittive negli anni.
Vi è
stato un notevole calo prescrittivo per quel che riguarda gli
antidepressivi in pediatria (tranne per gli inibitori selettivi del
re-uptake della serotonina), mentre vi è stato un aumento
della prescrizione nell'adulto. Molti bambini sono stati trattati
per un mese soltanto, anche se non è dimostrata l'efficacia
di una terapia così breve. […].
La
raccomandazione finale, anche qui, è di porre molta attenzione
nell'utilizzo degli antidepressivi sia per quel che riguarda gli
effetti collaterali sia per la modalità di impiego.
BMJ
gennaio 2006.
Una
ulteriore conferma sulla non esistenza dell'asma da reflusso
gastroesofageo in pediatria….Questa revisione sistematica e
meta-analisi di studi randomizzati-controllati ha valutato
l'efficacia di terapie anti-reflusso sulla tosse cronica in bambini
e adulti.
Il
commento finale dice che nell'adulto gli effetti benefici non sono
così palesi e sicuramente troppo amplificati nei protocolli
diagnostici e di cura attualmente presenti. Nulli e non riconoscibili
i benefici della terapia antireflusso sull'asma nel bambino.
N Engl
J Med 5 Gennaio 2006.
E' la
novità del mese ed è quindi giusto parlarne anche sulla
Striscia…Per confermare l'efficacia e sicurezza del vaccino
anti-Rotavirus. Il vaccino consiste in un ceppo attenuato di
Rotavirus umano (G1P8) che viene somministrato in due dosi, per via
orale.
Sono
stati studiati 63,225 bambini sani dell'America Latina e della
Finlandia: a metà è stato somministrato il vaccino, a
metà un placebo, a 2 e a 4 mesi di vita.
L'efficacia
del vaccino nella prevenzione delle ospedalizzazione per
gastroenterite si è dimostrata dell'85%; l'efficacia è
stata del 100% se venivano valutate le gastroenteriti gravi.
Il numero
delle invaginazioni intestinali, motivo che aveva fatto ritirare
precedentemente il vaccino dal commercio, è risultato uguale
nel braccio trattato ed in quello placebo.
In
conclusione, il vaccino serve ed è sicuro, speriamo vivamente
che venga (finalmente) utilizzato dove veramente il virus uccide e
cause gravi epidemie.
BMJ
gennaio 2006.
Un
originale studio su associazione di uso del succhiotto durante il
sonno e rischio di “sudden infant death sindrome” (SIDS).
Sono
stati confrontati 185 bambini deceduti per SIDS con 312 bambini
paragonabili per età e razza.
Il
rischio di SIDS associato all'uso del ciuccio durante il sonno è
risultato 0.08 (IC 95% 0.03 - 0.21), quindi diminuito. L'uso del
succhiotto ha fatto registrare una diminuzione del rischio in tutte
le categorie socio-demografiche e indipendentemente dagli altri
fattori di rischio esaminati. La riduzione del rischio è
apparsa maggiore se il bambino era soggetto ad altri fattori di
rischio di SIDS (dormire prono o sul fianco o con madre fumatrice).
Per esempio nei bambini che dormivano in posizione prona con ciuccio
il rischio era analogo a quelli che dormivano supini con ciuccio.
Come al
solito le vecchie abitudini dei nonni qualche fondo di bene lo
nascondono sempre; rovinerà il palato, ma, forse,….potrebbe
salvare qualche vita!
The
Lancet Dicembre2005.
Il fatto
che esista una ricorrenza di SIDS in alcune famiglie è un
problema di interesse biologico, clinico e legale non indifferente,
che ha portato madri innocenti in tribunale e ha posto molte
difficoltà nello stabilire se alcune morti nel primo anno di
vita potessero essere realmente SIDS o infanticidi.
Quello
che si sa è che le complicanze ostetriche sono associate ad
aumentato rischio di SIDS ed è possibile che ricorrano nelle
successive gravidanze.
In questo
studio è stato riscontrato che le madri di bambini morti per
SIDS erano a maggior rischio di partorire un bambino piccolo per età
gestazionale (OR: 2,27, IC 95% 1,54-3,34), e pretermine (OR: 2,53,
1·82–3·53,). Il rischio di SIDS era più alto
per i bambini figli di donne il cui precedente figlio era piccolo per
età gestazionale (OR: 1,87, IC: 95%:1,19–2,94) o pretermine
(OR:1,93; IC:1,24–3,0).
Per farla
breve, le donne i cui bambini sono morti per SIDS sono a maggior
rischio di complicanze ostetriche nelle future gravidanze. La
ricorrenza di complicanze ostetriche che predispongono a SIDS può,
se non altro parzialmente, spiegare perché alcune donne
abbiano una ricorrenza di SIDS nei loro figli.
BMJ
dicembre 2005.
L'organizzazione
mondiale della sanità raccomanda di supplementare i neonati
dei paesi in via di sviluppo con vitamina A. Questa raccomandazione
nasce da uno studio di Lakshmi Rahmathullah del 2003 svolto in India
che dimostrava che la supplementazione dei neonati nei primi 2 giorni
di vita con 24000 unità di vitamina A riduceva mortalità
infantile precoce. Questo studio conferma il beneficio dato dalla
vitamina sulla riduzione della mortalità e anche su altri
outcome minori, dando ai neonati la metà della dose prevista
da Rahmathullah …..
Pare
improbabile riuscire a trasferire questa osservazione sui nostri
neonati, figli di madri che difficilmente possono presentare deficit
vitaminici…speriamo che, dove serve realmente, si riesca ad offrire
il farmaco ai bambini e che questo studio non diventi un alibi
commerciale nei paesi ricchi.
The
Lancet, 9 Gennaio 2006.
In India
il rapporto nati femmine/nati maschi è basso. Nascono meno
bambine che bambini. Sono state fatte diversi ipotesi per spiegare
questo fenomeno; gli autori hanno cercato di valutare se la
determinazione prenatale del sesso- il sapere in tempo utile di
essere in attesa di una bimba- potesse far scegliere ai genitori un
aborto selettivo.
Tristemente,
pare che questa sia la spiegazione più plausibile del fenomeno
osservato. Le donne più a rischio di abortire sono quelle che
hanno già una o due figlie femmine.
In base
alle stime fatte, questa pratica è responsabile di circa 0,5
milioni di bambine “mancanti” ogni anno; facendo un calcolo
sull'ultimo ventennio si arriva a 10 milioni di feti femmina
abortiti volontariamente, solo per il fatto di essere femmine!!!
Corriere
9 gennaio 2006.
…Dei
primi nove, tre casi provengono dalla provincia di Ankara, un uomo di
64 anni e 2 bambini di 5 e 3 anni della stessa famiglia. Nel loro
caso il contagio sarebbe avvenuto perchè i bambini giocavano
con i vestiti usati per l'abbattimento dei polli. Gli altri due casi
provengono dall'area di Bayazit e sono ricoverati nell'ospedale di
Van: si tratta di due bambini della stessa famiglia (un maschio di 9
anni e sua sorellina di 3 anni) che sono in condizioni gravi in cura
presso il reparto di terapia intensiva…
