Presidio
Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di
Pediatria
Indirizzo
per corrispondenza:
irene.bruno@tele2.it
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Raccomandazioni
del gruppo di esperti AIFA sui farmaci pediatrici Il domperidone è un antagonista della dopamina con proprietà antiemetiche; è presente sul mercato con diversi nomi commerciali e diverse formulazioni tra cui le supposte e le sospensioni orali utilizzabili nei bambini. Nell'ambito dell'attività di monitoraggio delle segnalazioni di sospette reazioni a farmaci è emersa una maggiore frequenza di segnalazioni di reazioni avverse a domperidone in età pediatrica relativamente alle supposte della specialità medicinale Peridon , disponibili in Italia solo nella formulazione da 30 mg. Nella banca dati della Rete Nazionale di Farmacovigilanza sono state infatti evidenziate 45 segnalazioni di reazioni avverse alla specialità medicinale Peridon® insorte tra gennaio 2001 e luglio 2007. Di queste, le gravi sono 15 e riguardano 4 adulti e 11 bambini di cui 6 di età inferiore o uguale a 2 anni. Considerando gli 11 casi segnalati nei bambini, in 8 di questi sono state utilizzate le supposte pediatriche, in un paziente di 13 anni le supposte per adulti (60 mg x 3 in un giorno), in 1 caso la formulazione orale, infine in un bambino di 2 anni sono stati utilizzati nello stesso giorno sia la sospensione orale (5 mlx2) che le supposte pediatriche. In 9 degli 11 bambini le reazioni avverse segnalate sono state di tipo neurologico e risultano attese per il medicinale. Considerata l'età dei pazienti a cui si riferiscono le segnalazioni, il quantitativo di domperidone presente nella confezione di supposte per bambini autorizzata in Italia (30 mg) e la posologia prevista nel riassunto delle caratteristiche del prodotto, emerge un ricorrente uso inappropriato, con esposizione dei bambini a sovradosaggio del farmaco. La posologia riportata nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto per la formulazione in supposte fa riferimento al peso del bambino e viene indicato: 1 supposta da 30 mg 2 volte al giorno per un bambino con peso superiore a 15 Kg. Al riguardo va ricordato che tale peso si raggiunge intorno ai 2 anni, pertanto i casi segnalati in bambini di pochi mesi dimostrano un uso sovradosato ed inappropriato del domperidone. Tutti i dati sono stati sottoposti all'attenzione del Gruppo di esperti sui farmaci pediatrici dell'AIFA che ha avviato un'analisi approfondita sul trattamento del vomito nei bambini, finalizzata all'elaborazione di un documento informativo per gli operatori sanitari. Le evidenze disponibili in letteratura sull'uso del domperidone nel trattamento del vomito acuto e del reflusso gastroesofageo sono molto limitate e controverse in un bilancio complessivo tra i benefici ed i potenziali rischi e pertanto, in attesa del completamento dei lavori, il Gruppo di esperti raccomanda ai pediatri di prescrivere le supposte di domperidone solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio nel singolo bambino e nel rispetto delle modalità di utilizzo autorizzate per il prodotto. Il Gruppo ricorda inoltre che un uso inappropriato di farmaci espone i bambini a rischi non giustificati e che di tale circostanza ne devono essere informati/educati i genitori specialmente in presenza di problemi destinati ad autolimitarsi o che si possono risolvere con alternative a minor rischio. |
(
Aifa - 11/09/2007) |
Ritirato
dal commercio medicinale Silomat
L'Agenzia
Italiana del Farmaco, a seguito del ritiro volontario a livello
mondiale da parte dell'azienda produttrice Boehringer Ingelheim del
medicinale Silomat (clobutinolo), indicato come sedativo della tosse,
ha disposto la sospensione di vendita e il ritiro dal commercio del
farmaco su tutto il territorio nazionale.
Tale
provvedimento si è reso necessario in via cautelativa a
seguito di studi condotti su volontari sani dalla Boehringer
Ingelheim che hanno evidenziato la possibilità di un aumento
del rischio di aritmie cardiache.
In Italia
non vi sono state segnalazioni di farmacovigilanza in tal senso nei
36 anni di commercializzazione del farmaco.
I
pazienti in trattamento con tale medicinale sono comunque invitati a
sospenderne l'uso e a rivolgersi al proprio medico curante.
L'AIFA
assicura la disponibilità del medicinale Zarotin® per i
pazienti epilettici
Dal
momento che è pervenuta all'Agenzia Italiana del Farmaco
(AIFA), in via formale o ufficiale, comunicazione della ventilata
possibilità di sospensione della produzione di Zarontin®
da parte della ditta Pfizer, l'Agenzia, a cui è ben nota la
rilevanza e la assoluta indispensabilità del prodotto, si è
immediatamente attivata al fine di assicurarne la disponibilità
per il presente e il futuro. […]
L'AIFA,
ha inoltre promosso i seguenti interventi:
- definizione di un accordo con Federfarma al fine di sensibilizzare l'intero canale delle farmacie per la acquisizione, la distribuzione e la gestione gratuita del prodotto;
- definizione di un accordo con ADF per assicurare la distribuzione intermedia e la fornitura del prodotto a titolo gratuito e senza AIC locale;
- invio della comunicazione della concessione da parte dell'AIFA del nulla osta all'importazione di Zarontin® agli Assessorati alla Sanità, a Federfarma e a Pfizer;
- invio della comunicazione a tutte le Banche Dati ed alle Associazioni di categoria del canale distributivo con riferimento al nulla-osta ed alla procedura operativa di distribuzione a titolo gratuito;
- comunicazione di Federfarma a tutte le 16.000 Farmacie a supporto dell'iniziativa AIFA;
comunicazione
tramite il portale dell'AIFA della procedura di importazione e di
distribuzione gratuita alla classe medica, alle società
scientifiche e alle associazioni dei pazienti.
Profilassi
antibiotica nelle infezioni urinarie: proprio inutile!
|
La
terapia profilattica antibiotica viene spesso raccomandata per
evitare infezioni ricorrenti delle vie urinarie (UTI). Per
determinare se la profilassi abbassa il rischio di ricorrenza di
UTI ed identificare i fattori di rischio per le recidive, è
stata seguita una coorte di 75.000 bambini dal 2001 al 2006. La
profilassi antibiotica ha condotto a un aumento delle infezioni da
ceppi resistenti, ma non ad una diminuzione delle recidive.
JAMA
2007;298(2):179-86 |
Pubblicate
Linee Guida Agenzia Sanitaria regione Emilia-Romagna su
faringotonsillite e otite medi acuta
Sono
state pubblicate dall'Agenzia Sanitaria della regione
Emilia-Romagna, Area Rischio Infettivo, due linee guida (LG), una
sulla faringotonsillite e una sull'otite media acuta in età
pediatrica, rivolte ai pediatri di famiglia, ospedalieri, di
comunità, medici di medicina generale e di pronto soccorso.
Lo
sviluppo e diffusione fra gli operatori delle due LG è uno dei
risultati del progetto ProBA (Progetto Bambini e Antibiotici) avviato
in Emilia-Romagna nel 2003 con lo scopo di indagare i determinanti di
prescrizione antibiotica in età pediatrica e di migliorare
l'utilizzo di questi farmaci nel corso di infezioni respiratorie
comuni.
Parallelamente
sono stati sviluppati anche dei materiali informativi da distribuire
ai genitori nel corso delle prime visite ambulatoriali (opuscolo
informativo) e delle schede da utilizzare quando, per singole
patologie o sintomi respiratori i genitori entrino in contatto con il
pediatra.
L'indagine
ProBA ha identificato infatti il bisogno di facilitare la
comunicazione fra pediatri e genitori e di migliorare la loro
collaborazione nella gestione delle patologie respiratorie comuni. I
documenti sono stati sviluppati grazie al lavoro di un gruppo
regionale di pediatri, al supporto metodologico del CeVEAS, e alla
revisione esterna di esperti del settore. La forza delle
raccomandazioni è stata distinta in forte o debole, e le
motivazioni che hanno guidato il gruppo di lavoro nella
determinazione del grado sono esplicitati contestualmente. I
documenti, in formato esteso e in una forma breve tascabile, sono
disponibili on-line insieme al materiale per le famiglie nel sito
della Regione Emilia-Romagna (http://asr.regione.emilia-romagna.it).
Si tratta di LG che hanno una valenza nazionale (ma anche
internazionale) per il metodo che è stato seguito e per le
implicazioni pratiche che ne derivano.
L'esposizione
ad endotossine riduce il rischio di sviluppare allergie
I
bambini esposti alla tossina batterica entro i 3 anni di vita hanno
meno probabilità di sviluppare eczemi allergici. Secondo uno
studio condotto su 484 bambini, l'esposizione dei piccoli da 0 a 3
anni all'endotossina riduce il rischio che sviluppino, nel tempo, una
forma di eczema allergico.
bambini esposti alla tossina batterica entro i 3 anni di vita hanno
meno probabilità di sviluppare eczemi allergici. Secondo uno
studio condotto su 484 bambini, l'esposizione dei piccoli da 0 a 3
anni all'endotossina riduce il rischio che sviluppino, nel tempo, una
forma di eczema allergico.L'endotossina
è una sostanza tossica, parte dell'involucro cellulare di
alcuni batteri gram-negativi che viene rilasciata quando i batteri
muoiono o vengono danneggiati. L'effetto protettivo di queste
esposizioni era già noto ed è unodegli elementi su cui
si fonta la “terapia igienica dell'atopia”.
I dati
della conferenza dell'American Thoracic Society che si tiene a
San Francisco, confermano che i bambini fino a 3 anni di età
più esposti all'endotossina nell'ambiente domestico, hanno un
minore rischio di sviluppare eczemi allergici, al termine del periodo
di osservazione. Nel corso dello studio, sono stati analizzati 484
campioni di sangue provenienti da altrettanti bambini, ed è
stata studiata l'evoluzione del sistema immunitario. Si è
cercato si stabilire una relazione tra l'esposizione all'endotossina
e i livelli di citochine prodotte da alcune immunocellule. Proprio
questa relazione sarà oggetto di prossimi approfondimenti
dello studio.
Scoperta
una citochina che può curare la Osteopetrosi infantile
|
I
ricercatori dell'Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr
(ITB-CNR), fondato dal premio Nobel Renato Dulbecco, dedicano il
loro lavoro allo studio delle malattie rare, quelle malattie dette
“orfane” in quanto le case farmaceutiche non hanno interesse
di produrre farmaci per la loro cura in quanto troppo rare e
quindi economicamente non vantaggiose.
Il
Reparto Genoma Umano dell'ITB-CNR esiste dal 1987 […] ha
condotto numerosi studi sull'Osteopetrosi infantile recessiva
maligna. L'ultima scoperta
degli scienziati dell'ITB-CNR riguarda proprio una rara malattia
chiamata Osteopetrosi da carenza di osteoclasti che è
causata dall'assenza di una citochina (RANKL) fondamentale per la
maturazione delle ossa. L'Osteopetrosi è una malattia
ereditaria grave che si manifesta alla nascita e si manifesta con
una deformazione delle ossa che causa due problemi fondamentali:
lo spazio interno delle ossa dove si trova il midollo è
notevolmente ridotto e quindi le cellule del sangue non vengono
prodotte in numero sufficiente causando anemia e deficienza di
piastrine. Inoltre i nervi cranici sono compressi dalle ossa del
cranio e ciò provoca molti disturbi tra cui la cecità.
Questa patologia risulta fatale. Finora l'unica cura disponibile è
il trapianto di midollo che però non ha sempre successo e
anche quando lo ha non modifica i danni già provocati. La
nuova scoperta dei ricercatori dell'ITB-CNR dà nuove
speranza di cura. |
Paolo
Vezzoni, direttore del Reparto Genoma Umano del CNR, spiega: “La
mancanza della citochina RANKL causa un'anomalia nel riassorbiemto
dell'osso che rende i bambini ciechi, sordi e anemici. Questa
situazione porta alla morte del piccolo paziente.”
“La
nostra scoperta è importante – continua Paolo Vezzoni –
perchè la citochina RANKL rende la malattia potenzialmente
curabile e può essere prodotta con tecniche di ingegneria
genetica e inoculata nel paziente. Le difficoltà di
preparazione e la mancanza finora di una rilevanza medica, hanno
fatto in modo che questa citochina non sia al momento disponibile.”
[…]. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista
“Nature Genetics”.
I
bambini a 4 mesi distinguono le lingue
|
Uno
studio pubblicato dalla rivista Science sostiene che già a
quattro mesi i bambini sono in grado di capire se chi sta parlando
si sta esprimendo nella loro lingua madre oppure in un'altra
lingua, anche solo guardando il volto di chi parla.
I
ricercatori dell'Università di Vancouver hanno dimostrato
che i bambini di quell'età sono capaci di distinguere fra
le lingue non solo con l'udito, ma anche solo con gli stimoli
visivi, fornendo un'ulteriore conferma che il cervello umano
riesce a riconoscere lingue diverse tramite la vista.
Gli
studiosi hanno fatto vedere a 36 bambini di quattro mesi, di
lingua madre inglese, alcuni video privi di audio con gli stessi
volti che pronunciavano frasi in francese e in inglese. Agli
stessi lattanti sono stati mostrati poi altri filmati, con i
medesimi volti mentre pronunciavano frasi nella sola lingua madre
del bambino. I piccoli guardavano più a lungo i volti
mentre pronunciavano le frasi nella lingua straniera e per i
ricercatori ciò significa che i piccoli riuscivano a
distinguere fra le due lingue. |
La
ripetizione dello stesso esperimento a sei e otto mesi ha dimostrato
che a sei mesi questa capacità sussiste, mentre viene meno a
otto mesi, quando i bambini cominciano a fare propria una lingua
definita. Sembrerebbe che il cervello, quando apprende una sua
lingua, non avverta più necessità di distinguere le
altre.
Solo i
bambini bilingue mantengono l'attitudine di distinguere lingue
diverse, ed è stato ipotizzato che questo possa dipendere dal
fatto che le aree del cervello preposte alla lingua impieghino più
tempo a svilupparsi nei soggetti bilingue.
I
bambini statunitensi guardano troppa TV fin da piccoli
Negli
Stati Uniti il 40% dei lattanti al di sotto dei tre mesi e il 90% dei
bambini sotto i 2 anni guarda regolarmente televisione, DVD e video.
Lo afferma un'indagine dell' Università di Washington
pubblicata sulla rivista Archives of Pediatrics and Adolescent
Medicine.
In
particolare è sorprendente anche la durata dell'esposizione,
come si evince dall'analisi di mille famiglie con bambini piccoli,
del Minnesota e di Washington.
A 3 mesi
i bimbi guardano in media meno di un'ora al giorno di tv; a 24 mesi,
però, si passa già a 90 minuti. I pediatri americani
sono preoccupati e l'Accademia Americana di Pediatria sconsiglia la
televisione ai bambini di età inferiore ai 2 anni.
Un
genitore su tre pensa invece che la TV sia educativa per i bambini.
Gli
interrogativi sono numerosi. I bambini che guardano troppa TV (3 su 4
sotto i 6 anni guarda la tv tutti i giorni e spesso lo fa nella
solitudine della propria camera) sembrano avere un abbassamento della
soglia dell'attenzione e problemi di apprendimento, raggiungendo a
distanza risultati scolastici meno brillanti.
Sicko:
ammalati e delusi del sistema americano
È
stato pubblicato alla fine di agosto – in concomitanza con l'uscita
dell'ultimo film di Michael Moore, "Sicko" – il Rapporto
annuale dell'US Census Bureau (l'agenzia statistica del governo
americano, equivalente al nostro Istat) su "Reddito, povertà
e copertura assicurativa sanitaria, 2006".
stato pubblicato alla fine di agosto – in concomitanza con l'uscita
dell'ultimo film di Michael Moore, "Sicko" – il Rapporto
annuale dell'US Census Bureau (l'agenzia statistica del governo
americano, equivalente al nostro Istat) su "Reddito, povertà
e copertura assicurativa sanitaria, 2006". Il numero
di cittadini americani privi di assicurazione sanitaria ha raggiunto
nel 2006 la cifra record di 46.995.000 (quasi il 16% della
popolazione americana), rispetto ai 44.815.000 dell'anno precedente.
In sei anni negli USA, il numero di persone non assicurate è
cresciuto di oltre sette milioni e il fenomeno riguarda non solo le
fasce più povere della popolazione. Le conseguenze della
mancanza di copertura assicurativa sanitaria sono molto spesso
drammatiche sia dal punto di vista sanitario che economico. Un
rapporto del Commonwealth Fund (una delle organizzazioni che segue
più da vicino questo problema) ha rilevato che tre adulti non
assicurati su cinque non ricevono le cure necessarie a causa del loro
costo e che il 59% dei pazienti con malattie croniche – come
diabete, ipertensione e asma – non si approvvigiona dei farmaci
prescritti, o ne salta l'assunzione, perché non se li può
permettere. Le spese sanitarie sono una delle più frequenti
cause di bancarotta per le famiglie; sul milione e mezzo di procedure
fallimentari annuali che coinvolgono le famiglie americane nel 54% le
spese mediche figurano tra le cause e nel 29% rappresentano la
regione diretta del collasso finanziario. Va notato che
l'indebitamento per spese mediche riguarda anche, anzi in maggioranza
(75%) riguarda soggetti assicurati, perché buona parte delle
assicurazioni sanitarie fornisce una copertura solo parziale.
Con il
suo documentario inchiesta "Sicko", Michael Moore va oltre
i numeri e ci fa entrare nelle case e negli ospedali americani, ci
mette a contatto con drammi e tragedie provocate da questo terribile
aspetto - mai risolto - della sanità americana. […]. "Sicko"
voleva suscitare il massimo disgusto nei confronti della sanità
americana e c'è perfettamente riuscito, facendo ancora di più
apprezzare i sistemi sanitari dei cittadini che hanno il privilegio
di vivere in Paesi come Canada, Gran Bretagna e Francia. Per
raggiungere questo effetto il regista ha lavorato di accetta: di qua
l'establishment – il governo, i politici, l'industria farmaceutica,
i medici, le assicurazioni, o meglio, le Health Maintenance
Organizations (HMOs) – , di là i rassegnati e mazziati
cittadini. Tuttavia questa semplificazione non aiuta a comprendere la
complessa realtà del sistema sanitario americano (ma non era
questo l'obiettivo del film). Due esempi al riguardo.
- Si sostiene che l'AMA (Americam Medical Association), la potente Associazione dei medici americani, è stata sempre contraria a un sistema sanitario universalistico, boicottando sistematicamente ogni tentativo di riforma. I medici quindi vengono rappresentati come i principali complici di questa situazione (tranne qualche raro caso di medico pentito). Ma questo è vero fino a un certo punto della storia; quando i meccanismi del profitto hanno iniziato a produrre le aberrazioni denunciate nel film, una parte sempre più consistente di medici si è dissociata da tale politica, fino ad arrivare alla grande svolta del 1999, quando l'AMA, insieme alle più importanti società scientifiche americane, ha emanato un documento a favore della copertura sanitaria universale della popolazione americana.
- Kaiser Permanente, una HMO, viene descritta come l'organizzazione che ha aperto la strada alla sanità basata sul profitto (managed care). C'è una telefonata di Nixon nel 1971 che sembra svelarlo. Ma la storia è molto diversa. Kaiser Health Plan nasce negli anni trenta come una delle poche organizzazioni mutualistiche per i lavoratori e per questo motivo esposta all'ostracismo dall'AMA. Ha continuato a svolgere tale funzione nei decenni successivi in aperto contrasto con il sistema delle assicurazioni private. La managed care è stata introdotta negli anni Ottanta e Kaiser Permanente è rimasta una delle poche HMO non profit. Kaiser Permanente è, infine, l'unica HMO ad aver proposto un piano per l'assicurazione sanitaria universale, in California, lo Stato in cui si concentra il massimo numero dei suoi assistiti.
Storia
tragica e contraddittoria quella della sanità americana dove
mentre il Presidente Bush (repubblicano) mette il veto a una legge
bipartisan che cerca di allargare la copertura sanitaria agli otto
milioni di bambini non assicurati, i Governatori (repubblicani) di
Massachusetts e California lanciano un programma di copertura
assicurativa universale in aperto contrasto con le intenzioni del
governo federale.
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario
generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica
“maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la
sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che
più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità
e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i
principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di
ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla
letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni
commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità
assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un
aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i
cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono
fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a
essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci
articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che
ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a
irene.bruno@tele2.it).




