Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it
Educazione
e partecipazione sono elementi chiave per promuovere una cultura
di pace. Perseguendo un approccio pedagogico e partecipativo, che
ha permesso il coinvolgimento di bambini, adolescenti, genitori e
maestri in iniziative comuni, il progetto "Bambini e bambine
costruttori di pace" ha promosso un processo di analisi
critica dei pregiudizi e dei fattori scatenanti la violenza, volto
al loro superamento e alla risoluzione pacifica dei conflitti.
L'idea principale è di coinvolgere i ragazzi come motori
del cambiamento, fornendo loro gli strumenti per promuovere la
pace tra i coetanei - partendo dalle scuole - ma anche tra gli
adulti, le comunità e tutti i settori della società,
dal mondo produttivo alle istituzioni. Bambini e
adolescenti hanno partecipato concretamente ai processi decisionali
su questioni che li riguardano direttamente, facendo sì che i
governatori locali includessero nei programmi politici le loro
proposte, concepite a partire da un'analisi dei loro bisogni
quotidiani e delle loro aspettative per il futuro. Riconosciuti come
soggetti attivi, i bambini e i ragazzi hanno assunto un ruolo di
"moltiplicatori di pace", divenendo i protagonisti di un
cambiamento tangibile e diffuso, promuovendo campagne di
sensibilizzazione e vere e proprie iniziative di partecipazione dal
basso che hanno coinvolto oltre 700 famiglie, 960 maestri, 127
istituti scolastici pubblici e privati e i 32 governatori del Paese.
Ecco alcuni interventi specifici e risultati realizzati dal progetto
(2004-2007): tra questi che trovate al sito indicato in fondo:
sostegno a un programma per il miglioramento dell'istruzione;
sostegno alla strategia nazionale dell'Alleanza; formazione e risorse
finanziarie; sostegno allo sviluppo di un portale; sviluppo di un
database e un sistema informatico mediante cui i dati sull'infanzia
sono stati sistematizzati per settori quali istruzione, salute,
lavoro minorile, condizione dei bambini sfollati, abusi e
maltrattamenti, povertà infantile. Il sistema promuove e
agevola il confronto tra le istituzioni, consentendo anche l'accesso
dei giovani a forum, chat e ricerche che li riguardano. Il sistema
registra un accesso mensile di 15.000 utenti ed è stato
fondamentale per l'adozione del Piano provinciale per l'adolescenza e
del Piano nazionale decennale per l'infanzia. L'Agenzia
Europea dei Medicinali (EMEA) ha concluso il processo di revisione
dei prodotti medicinali a base di nimesulide, iniziata nel
maggio 2007 dall'Irlanda, in seguito alla segnalazione di un certo
numero di casi di gravi epatiti. L'EMEA ha preso visione di tutte
le evidenze disponibili, e ha concluso che il profilo
beneficio/rischio della nimesulide è ancora favorevole,
ravvisando però la necessità di introdurre delle
limitazioni d'uso del farmaco, e informare medici e pazienti del
rischio di possibili eventi avversi a carico del fegato. E' stato
quindi deciso di limitare l'uso della nimesulide a non più
di 15 giorni, e che le confezioni non debbano contenere più di
30 compresse o bustine. L'AIFA, che ha monitorato costantemente il
profilo di sicurezza della nimesulide e condurrà ulteriori
approfondimenti su eventuali azioni aggiuntive a livello nazionale,
ricorda comunque che il farmaco può essere dispensato solo
dietro presentazione di ricetta medica, e che i medici, nel
prescrivere il medicinale, devono tener conto del profilo complessivo
di rischio del farmaco e delle caratteristiche del paziente. Narlisim
bambini gocce nasali: controindicazione al di sotto di 12 anni di
eta' e modifica del regime di fornitura Il
medicinale Narlisim bambini gocce nasali è ora controindicato
al di sotto dei 12 anni di età. Questa controindicazione è
stata introdotta a seguito di una rivalutazione del rapporto
beneficio/rischio condotta dal Gruppo di Lavoro sui Farmaci
Pediatrici dell'AIFA e risultata sfavorevole nei bambini al di
sotto dei 12 anni per Narlisim bambini così come per tutti gli
altri decongestionanti nasali simpaticomimetici per uso topico (è
disponibile full-text l'articolo di revisione: Decongestionanti
nasali: nei bambini i rischi superano i benefici) Questa fascia
di età è infatti stata considerata più a rischio
in quanto più rappresentata nelle segnalazioni, sia a livello
nazionale che internazionale, con una prevalenza di sospette reazioni
avverse, alcune anche gravi, che vede coinvolti i bambini più
piccoli, sotto i tre anni. Le reazioni gravi segnalate per Narlisim
bambini sono state principalmente a carico dell'apparato
respiratorio (dispnea, edema della faringe e del naso, sofferenza
respiratoria, congestione nasale), della cute (eruzione cutanea) e
del sistema nervoso (ipotonia, iporeattività). Sono
attualmente in corso la modifica del regime di fornitura con
passaggio da OTC a ricetta medica ripetibile e l'aggiornamento
degli stampati per adeguarli al provvedimento dell'AIFA
(Determinazione pubblicata in GU n.177 del 1 agosto 2007). Si ritiene
pertanto necessario richiamare l'attenzione dei pediatri,
raccomandando loro quanto segue: • il
medicinale non deve essere prescritto nei bambini al di sotto dei 12
anni di età; • ai
pediatri spetta anche il compito di informare/educare i genitori in
merito al corretto uso dei farmaci nei bambini. Si
sottolinea inoltre l'obbligo per i farmacisti di dispensare il
medicinale, dopo l'aggiornamento degli stampati, solo dietro
presentazione di ricetta medica. La
mancanza di dati accurati e attendibili sul modo in cui i farmaci
rispondono alle necessità dei bambini rende indispensabili il
monitoraggio e la vigilanza dei prodotti medicinali. Questo è
il messaggio fondamentale dello studio realizzato dall'OMS dal
titolo “Promuovere la sicurezza dei medicinali per i bambini”
presentato a Ginevra il 21 settembre scorso. La pubblicazione offre
una panoramica del problema e alcune soluzioni per migliorare gli
effetti dei medicinali nei bambini, in particolare attraverso il
potenziamento dei sistemi di raccolta delle informazioni e
promuovendo la collaborazione tra governi, autorità
competenti, istituti di ricerca e industrie farmaceutiche. Lo studio
fa parte di una più ampia campagna che l'Oms sta cominciando
per estendere l'accesso dei bambini a farmaci di qualità,
sicuri ed efficaci. Howard Zucker, dirigente del dipartimento per la
salute, la tecnologia e i farmaci dell'Oms ha affermato: «Dobbiamo
migliorare le nostre conoscenze sul modo in cui l'organismo dei
bambini reagisce ai farmaci per poter migliorare la salute
dell'infanzia a livello globale. Per questo, è di
fondamentale importanza studiare attentamente gli effetti collaterali
dei medicinali sui bambini. Queste conoscenze consentiranno di
salvare molte vite». Gran
parte degli effetti collaterali e delle reazioni avverse ai
medicinali nelle popolazioni adulte sono dovuti all'uso irrazionale
o all'errore umano e per questo si possono prevedere. Nel caso dei
bambini entrano in gioco anche altri fattori. La sfida principale da
vincere riguarda la mancanza di dati clinici, oggi disponibili solo
per un piccolo numero di farmaci appositamente realizzati per i
bambini. Spesso, infatti, ai bambini vengono date medicine testate
unicamente sugli adulti e non approvate ufficialmente per la
somministrazione ai minori (fenomeno conosciuto come uso off-label).
Conclusa
a livello europeo revisione nimesulide
L'Oms
sottolinea l'urgenza di garantire la sicurezza dei farmaci per
l'infanzia


