Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982. In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
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Striscia... la notizia

Gennaio 2008

a cura di Irene Bruno

Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria

Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it

Il 27 Novembre 2007 è stato votato con parere favorevole l'emendamento all'Art. 75 della Legge finanziaria, che dice: “…autorizzare la raccolta autologa del cordone ombelicale da parte di strutture pubbliche e private accreditate e convenzionate con il Centro Nazionale Trapianti…La raccolta avviene senza oneri per il Servizio Sanitario Nazionale e previo consenso alla donazione del cordone per uso eterologo in caso di richiesta da parte di paziente compatibile…” Quando nel 2005 l'Associazione Osidea, nell'intento di incentivare la donazione cordonale, studiò la nuova formula di Donazione Autologa-Solidale, il progetto venne accolto all'inizio con grande scetticismo poi con aperta ostilità, tanto che vennero addirittura firmate delle ordinanze, con provvedimento d'urgenza, che confermavano il totale divieto di conservare le cellule staminali cordonali per uso proprio e facevano divieto di istituire banche private per la conservazione del sangue cordonale. Sembrava dunque che l'iniziativa di Osidea fosse assolutamente da bocciare. Oggi ci sono addirittura figure che manifestano la straordinarietà dell'idea come se fosse stata concepita da loro stessi. Eppure l'idea è non solo pratica ma socialmente utile, si permette alla donatrice di conservare l'unità di sangue cordonale per tutelare la salute futura del proprio bimbo e le si da l'opportunità di donarlo al prossimo in caso di necessità, garantendo comunque il patrimonio genetico del nascituro anche nel caso di donazione.

In questi due anni Osidea, grazie alla partecipazione alla formula Autologa-Solidale di alcuni centri esteri di crioconservazione, che hanno aderito con spirito sociale all'iniziativa della nuova formula di donazione, è riuscita a dare la possibilità a molte giovani madri di conservare le cellule staminali cordonali del proprio bimbo pensando anche al bene dei piccoli meno fortunati.

L'Associazione è ormai una delle principali realtà che opera per portare avanti una campagna divulgativa sull'importanza della donazione cordonale anche tramite il servizio gratuito “Sportello InformaMamma” e distribuendo materiale informativo con notizie utili su tutte le tipologie di donazione, Eterologa, Autologa, Dedicata e ovviamente, quella ideata da noi, la Autologa-Solidale.

Quest'ultima, proprio perché soddisfa l'esigenza di salvaguardare la felicità futura dei propri bimbi e al contempo permette di compiere il bellissimo gesto altruistico di donare al prossimo, ha ottenuto una grande adesione. […].

Qualità igienico-sanitaria: studi dimostrano la dannosità degli Ogm per la salute

Bioagricultura Notizie Numero 1, venerdì 11 gennaio 2008

Jeffrey M. Smith, direttore esecutivo dell'Istituto per la Tecnologia Responsabile ha recentemente dichiarato che “il procedimento di inserzione di un gene estraneo all'interno di una cellula vegetale e la clonazione di queste cellule per produrre varietà GM coltivate induce la produzione di centinaia di migliaia di mutazioni lungo tutto il DNA della pianta”. E prosegue dicendo che “questo è il motivo per cui la soia OGM possiede meno proteine e un inaspettato allergene, oltre a sette volte la quantità di un altro allergene conosciuto”. Smith ha documentato 65 casi di rischi per la salute associati ai cibi OGM. Secondo uno di questi studi, ad esempio, le cavie da laboratorio nutrite con mangimi GM hanno mostrato una crescita della mortalità infantile fino a 5 volte, cervelli ridotti e suscettibilità ad altri problemi. (PANUPS/Ban). La controversia continua…

Rivoluzione nelle procedure dei trapianti: espianto di organi automatico

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LONDRA -Brown: «Espianto organi automatico». Il premier britannico: «Il consenso dei pazienti sarà presunto, salvo esplicita dichiarazione contraria»

Una vera rivoluzione nelle procedure dei trapianti in Gran Bretagna. Gordon Brown intende autorizzare l'espianto di organi dai pazienti deceduti «presumendo automaticamente» il loro consenso al prelievo salvo non abbiano esplicitamente espresso la loro contrarietà. Attualmente in Gran Bretagna, come accade anche in Italia, l'autorizzazione deve essere manifestata esplicitamente aderendo al 'Nhs Organ Donor Register' (il registro nazionale dei donatori).

COLMARE UN DIVARIO LETALE - In una lettera pubblicata dal “Sunday Telegraph”, il premier britannico intende invece consentire agli ospedali di prelevare gli organi a meno che i soggetti non si siano espressi contro in vita registrando la loro opposizione sullo stesso elenco o i familiari si dicano contrari. «Un sistema di questo tipo potrebbe colmare il divario letale tra i potenziali benefici della chirurgia dei trapianti nel Regno Unito e i limiti imposti dal nostro attuale sistema di consenso», ha scritto il premier britannico, ricordando che ogni anno nel Regno Unito quasi 9.000 pazienti subiscono trapianti «ma 1.000 o anche di più muoiono aspettando» l'organo che potrebbe salvare la loro vita. Il modello cui Downing Street dice di essersi ispirata è quello in vigore in Spagna, il Paese con la più alta percentuale di donatori. Immediate le reazioni contrarie di alcune organizzazioni in difesa dei diritti del malato come 'Patient Concern': «Ci opponiamo totalmente. Lo chiamano consenso presunto ma non lo è affatto», ha dichiarato Joyce Robins. Sulla stessa linea Katherine Murphy della Patient Association, secondo cui «una scelta privata (come quella di donare i propri organi), è un fatto di coscienza, e non dovrebbe essere presa dallo Stato».

Espianto organi, così in Italia

13 gennaio 2008

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In Italia la dichiarazione di volontà di donare organi e tessuti è regolamentata dalla legge n.91 del 1 aprile 1999 e dal decreto ministeriale dell'8 aprile 2000. Così come spiega anche il sito ufficiale del Centro nazionale trapianti del Ministero della Salute, l'art 4 della legge n.91/99 introduce il principio del silenzio assenso, in base al quale a ogni cittadino maggiorenne viene chiesto di dichiarare la propria volontà sulla donazione dei propri organi e tessuti, dopo essere stato informato che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione. Tale principio non è tuttavia ancora in vigore. Per il momento, infatti, siamo ancora in una fase transitoria: la manifestazione della volontà è regolamentata dall'art. 23 della stessa legge (disposizioni transitorie) che introduce il principio del consenso o del dissenso esplicito. A tutti i cittadini viene data la possibilità (non l'obbligo) di esprimere la volontà in merito alla donazione dei propri organi. Attraverso la dichiarazione di volontà ogni singolo cittadino ha la possibilità di esprimersi liberamente, facendo in modo che, in caso di morte, la sua volontà non venga violata dalle decisioni altrui, sia che si tratti di una dichiarazione favorevole alla donazione che sfavorevole (si può anche decidere di lasciare per iscritto di non voler diventare un donatore). […]

Riassumendo:
In caso di morte possono verificarsi tre casi:

  1. Il cittadino ha espresso in vita la volontà positiva alla donazione, in questo caso i familiari non possono opporsi: donazione sì.

  2. Il cittadino ha espresso volontà negativa alla donazione, in questo caso non c'è prelievo di organi: donazione no.

  3. Il cittadino non si è espresso, in questo caso il prelievo è consentito se i familiari non si oppongono: donazione sì/no.

È allarme bullismo, prosegue la campagna di Telefono Azzurro

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I casi di cronaca si moltiplicano mentre il fenomeno dilaga nelle scuole, e in tutti gli altri luoghi frequentati da bambini e adolescenti: Telefono Azzurro denuncia una vera emergenza bullismo, spesso sottovalutata da genitori e insegnanti.

«Il bullismo - spiega il Presidente Ernesto Caffo - è una forma di oppressione esercitata dai bulli nei confronti di compagni di scuola percepiti come più deboli, vulnerabili, dotati di minore autostima». Le cifre parlano chiaro: il 35% dei giovani subisce continue provocazioni e scherzi pesanti, l'8,7% furti, il 5,5% addirittura percosse. «In tutti i casi - continua Caffo - le conseguenze sono pesantissime sullo sviluppo della personalità della vittima ma anche del bullo: i ruoli di bullo e vittima tendono a persistere nel tempo, prospettando per la vittima una crescita condizionata da insicurezza, mancanza di autostima, comportamenti autodistruttivi, depressione, e per il bullo comportamenti devianti e antisociali in età adulta».

Il bullismo sfrutta anche le nuove tecnologie: il cyber-bullismo è una forma di prevaricazione perpetrata con l'invio di SMS e MMS volgari, offensivi o minacciosi, con la diffusione di informazioni private su un'altra persona, di filmati e foto su Internet, calunnie diffuse tramite mail, chat o blog).

Ogni anno Telefono Azzurro riceve moltissime chiamate che denunciano casi di bullismo. Formare genitori ed insegnanti sulla natura complessa del fenomeno bullismo, sui molteplici campanelli d'allarme che consentono di identificare un caso di bullismo e sui primi passi da compiere per affrontare la situazione è una delle attività principali.

Le attività svolte dagli operatori di Telefono Azzurro prevedono, tra l'altro, corsi di formazione degli insegnanti, laboratori di prevenzione del disagio rivolti ad alunni delle scuole primarie e secondarie, sulla tematica specifica del bullismo, ai quali si aggiungono interventi di educazione relazionale-affettiva e sull'utilizzo consapevole di Internet. Telefono Azzurro partecipa inoltre alla commissione istituita dal Ministero dell'Istruzione sul fenomeno del bullismo.

Bullismo, rotta la gamba ad un 14enne del Marconi

Compagni di classe i due aggressori (Bari)

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Firenze

Bullismo: non consegna 1 euro e lo radono. 8 anni luio, 10 i bul

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Dove sta portando in Medicina l'ossessione della qualità?

10 Gennaio 2008

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Vogliamo davvero una classe medica motivata dagli score guadagnati in questa o quella iniziativa di "miglioramento della qualità"? L'ossessione per la performance sta migliorando effettivamente la qualità dell'assistenza sanitaria? Se lo domanda un'accorata lettera aperta pubblicata sul New England Journal of Medicine. Mark Vonnegut, pediatra di Quincy, Massachusetts, parte da un'amara constatazione: "Da quando pratico la professione medica, l'etica dominante sembra essere profondamente mutata. Siamo passati dal fare il meglio per il paziente a fare il meglio per il paziente a meno che ciò non vada contro gli interessi del nostro ospedale, delle compagnie di assicurazione, delle aziende. (...) Sospetto che dietro a tutte queste iniziative di 'miglioramento della qualità' e di pay-for-performance si nasconda un altro schema che funzionerà alla meraviglia per le compagnie assicurative e molto male per gli operatori sanitari e soprattutto per i pazienti. Le migliaia di dollari che perderò per non aver raggiunto i miei goal sulla prescrizione elettronica o il management dell'obesità colpiscono la mia attenzione, ma non è quello il punto. Il punto è che verranno creati una moltitudine di sistemi di valutazione dei medici che li metteranno uno contro l'altro, che li renderanno dipendenti dal raggiungimento di questo o quel goal distraendoli dai pazienti".


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a irene.bruno@tele2.it).