Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it
Il
progresso è continuo, la tecnologia fa passi da gigante
eppure le cifre che descrivono la salute di alcune categorie di
persone continuano a essere agghiaccianti se rapportate alla
realtà attuale. Le stime arrivano puntuali
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
che nel Rapporto mondiale sulla salute 2005, riporta cifre
da capogiro già solo per quello che riguarda la salute, e
quindi la vita, di madri, neonati e bambini. Si parla di centinaia
di milioni di donne e bambini che non hanno accesso a cure che
potrebbero, almeno potenzialmente salvare le loro vite. Sono 530
mila le donne che ogni anno muoiono in gravidanza o durante il parto,
più di tre milioni di bambini nascono morti, più di
quattro milioni di neonati muoiono nel primo giorno di vita o nella
prima settimana; e al primo anno di vita mancano all'appello già
10,6 milioni di bambini. Secondo il rapporto dell'OMS, quasi
il 90% dei decessi dei bambini sotto i cinque anni sono riconducibili
a poche condizioni patologiche. Il 37% di questi casi si spiega con
malattie acute neonatali, nascita pretermine, infezioni e asfissia;
il 19% con infezioni delle basse vie respiratorie, per lo più
polmonite; il 18% con diarrea; l'8% con la malaria; il 4% con il
morbillo; il 3% con HIV e AIDS. La maggior parte di queste morti si
potrebbe evitare con interventi terapeutici gia disponibili, semplici
e di provata efficacia: antibiotici, reidratazione, insetticidi,
vitamine, vaccinazioni, allattamento al seno, assistenza
specializzata durante la gravidanza e il parto. Nelle aree rurali più
depresse il primo motivo per cui le madri sono escluse dalle cure
salva-vita durante il parto è proprio la mancanza di
assistenza specializzata e di ostetriche. In uno studio su 2,7
milioni di parti in paesi in via di sviluppo, solo il 32% delle donne
riceveva i trattamenti salva-vita di cui avevano bisogno alla nascita
del bambino. Ma le difficoltà sussistono anche per
l'interruzione volontaria della gravidanza: più di 18
milioni di aborti in un anno vengono eseguiti da mani non esperte o
in ambienti non idonei, che mancano degli standard sanitari minimi.
Già solo per questo motivo sono 68 mila le donne che muoiono
ogni anno. L'attenzione
del rapporto è spostata ovviamente verso i paesi in via di
sviluppo, dove i progressi nell'ambito della salute materna e
infantile è stagnante o addirittura in regressione. In queste
aree meno della metà delle madri e dei neonati riceve cure. Ma
insieme al rapporto è stato anche presentato un progetto “Make
every mother and child count”, cioè “fare contare”
ogni madre e ogni bambino e capire quali sono gli ostacoli che le
donne devono affrontare nel momento più delicato e vulnerabile
della loro vita, e nei mesi che seguono. Ciò che ne emerge in
prima battuta è che in molti paesi sono proprio queste le
categorie che vengono escluse dai servizi sanitari di base, quelli
che assicurerebbero quanto meno la sopravvivenza. E' come se essere
donna o essere poveri fosse una ragione per essere discriminati e
quindi subire abusi, vedersi negare i trattamenti, ricevere poche
spiegazioni sulle procedure eseguite. Sempre secondo il rapporto,
questo potrebbe essere il risultato di un pregiudizio degli operatori
sanitari che a volte considerano le donne ignoranti e quindi incapaci
di comprendere. Una battaglia, dunque, che non richiede soltanto
farmaci e strutture, ma anche formazione per medici e personale
assistenziale. Focolai
di morbillo in Europa e in Italia. Tra gennaio e marzo 2008 in
Puglia sono stati segnalati 16 casi di morbillo,
tutti confermati in laboratorio. La prima segnalazione risale al 7
gennaio 2008. Per 8 dei 16 casi notificati l'indagine
epidemiologica ha escluso qualunque relazione apparente fra di loro.
Sei dei 16 casi appartengono a un focolaio nosocomiale. Sono stati
inoltre registrati due focolai familiari. Per informazioni più
approfondite leggi
il rapporto (pdf 44 kb). Nel 2007 sono stati registrati una serie
di casi di morbillo in vari Paesi membri, in particolare Svizzera,
Regno Unito e Romania. Dall'inizio del 2008 le infezioni sono state
oltre 1300. Secondo l'Ecdc, la copertura vaccinale in Europa è
ancora al di sotto della soglia del 95% necessaria per prevenire la
malattia. Leggi la traduzione a cura della redazione di EpiCentro. La
relazione inversa tra sonno e sovrappeso era stata osservata
in altre ricerche per bambini non nella prima infanzia e adolescenti,
o in studi longitudinali nel confronto tra ore di sonno a 3-5 anni e
aumento di peso od obesità a 10-12 anni. Nello studio
longitudinale pubblicato sulla rivista Arch
Pediatr Adolesc Med si sono prese in considerazione madri
del Massachusetts alle quali sei mesi dopo il parto sono state
chieste informazioni sulle ore di sonno dei neonati nelle 24 ore,
ripetendo i quesiti al compimento del primo e poi del secondo anno.
Si è misurato l'indice di massa corporea (BMI) più
altri parametri (plica sottoscapolare e tricipitale) dei piccoli
all'età di 3 anni e calcolata l'influenza della durata del
sonno, valutando tutta una serie di altri possibili fattori
confondenti. In media i bimbi a 6-24 mesi dormivano di media 12 ore e
all'età di 3 anni il 9% era in sovrappeso. Per quelli che
dormivano meno di 12 ore la prevalenza di sovrappeso a 3 anni era
circa due volte più elevata. Da notare che la combinazione di
livelli di sonno sotto le 12 ore e presenza davanti allo schermo per
almeno 2 ore appariva sinergica e rendeva più marcato
l'effetto, associandosi a una probabilità di sovrappeso a 3
anni del 17%. Il bando
dell'uso di lampade e lettini abbronzanti da parte dei minori di 18
anni, già presente in Francia, per esempio, è allo
studio del ministero della Salute britannico. Secondo quanto anticipa
il quotidiano Guardian, alla luce dei crescenti timori sui
rischi per la salute, si sta pensando a un giro di vite sul fiorente
mercato dell'abbronzatura per tutte le stagioni, con l'obbligo di
fornire nei centri informazioni dettagliate e limiti all'accesso
per i minorenni. L'Esecutivo non ha ancora preso alcuna decisione,
riferisce il Guardian sulla base delle dichiarazioni di un
portavoce, che però sottolinea come sia ferma intenzione del
Governo avvisare chiaramente la popolazione dei rischi dell'uso
cosmetico dei lettini abbronzanti, in particolare il pericolo di
tumori della pelle. Secondo la Sunbed Association, che
rappresenta circa un quarto dei centri che operano in Gran Bretagna,
3 milioni di persone si sottopongono a sedute regolari. L'Italia
ha ratificato la Convenzione Quadro dell'Organizzazione mondiale
della Sanità per la lotta al tabagismo, approvata
dall'Assemblea Mondiale nel 2003. Diviene così plausibile
che si giunga a un provvedimento che estende il divieto di vendita di
sigarette e tabacco ai minori di 18 anni. La legge di ratifica e'
stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 aprile 2008. Nel
nostro paese sono piu' di un milione e duecento mila i giovani
fumatori, il 19,9% nella fascia d'eta' che va dai 15 ai 24 anni.
Soddisfatto della ratifica l'ex ministro della Salute, Livia Turco
che definisce la Convenzione un trattato che guida “l'azione
verso un futuro senza fumo per le nuove generazioni”. “Mi riempie
di soddisfazione - ha detto Livia Turco - poter annunciare la
pubblicazione della legge di ratifica di questa Convenzione quadro,
alla cui negoziazione l' Italia ha attivamente partecipato.
Nonostante la complessità della procedura parlamentare
necessaria per l'approvazione, è stato possibile conseguire
a fine legislatura questo eccellente risultato”. L'articolo 16
della Convenzione detta che ogni Paese è tenuto ad adottare e
applicare misure legislative, esecutive, amministrative o altre
misure efficaci a livello governativo, per vietare la vendita di
prodotti del tabacco alle persone che non hanno raggiunto l'età
prevista nel diritto interno o fissata dalla legislazione nazionale,
cioè 18 anni in Italia. Visita:
http://www.adoptadrawing.com Mostra
internazionale itinerante Genova -
Palazzo Ducale, 19 marzo - 11 maggio, Ingresso gratuito Il
progetto ADOTTA UN DISEGNO nasce da un'idea di Vauro Senesi
che, nel 2006 e 2007, ha raccolto le storie e i disegni di alcuni
bambini ricoverati nei centri di Emergency in Afganistan Cambogia,
Iraq, Sierra Leone e Sudan. Durante
la mostra sarà possibile ascoltare i brani musicali del cd
CANZONI PER LORO e vedere alcuni estratti dal film-documentario che
ne è nato, in cui le voci narranti di Vauro e Paolo Rossi
raccontano le storie dei bambini protagonisti. Le opere in mostra
sono di: Carla Accardi, Daniel Buren, Enrico Castellani, Lara
Favaretto, Lucio Fontana, Shay Frisch Peri, Paul Fryer, Massimiliano
Fuksas, Kendell Geers, Nan Goldin, Mona Hatoum, Fabrice Hyber, Mike
Kelley, Anselm Kiefer, Fausto Melotti, Pierre et Gilles, Rudolf
Stingel, Pascale Marthine Tayou, Keith Tyson, Ben Vautier, Francesco
Vezzosi. ADOTTA UN
DISEGNO è dedicato a Emergency.
Alla stessa data, nell'Africa
Subsahariana, 12,1 milioni di bambini risultavano aver perso uno o
entrambi i genitori a causa dell'AIDS.
Tuttavia a
fine 2006 21 paesi - tra cui Benin, Botswana, Brasile, Namibia,
Ruanda, Sud Africa e Thailandia - risultavano sulla buona strada
per raggiungere, entro il 2010, l'obiettivo (fissato dalla
campagna “Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS”) di una
copertura dell'80% dei servizi di prevenzione della trasmissione
madre-figlio, contro solo 11 paesi nel 2005. Inoltre il numero di
bambini sieropositivi che ricevono trattamenti antiretrovirali nei
paesi a basso e medio reddito è aumentato del 70% tra il
2005 e il 2006. Dal 2000-2001, in 11 dei 15 paesi per cui si
dispone di dati è diminuita l'incidenza dell'HIV tra le
donne incinte d'età compresa tra 15 e 24 anni che si
fanno visitare nei reparti maternità. La percentuale di
donne incinte sieropositive che ricevono farmaci antiretrovirali
per ridurre il rischio di trasmissione del virus ai neonati è
cresciuta del 60% tra il 2005 e il 2006, ma nonostante questo
aumento si stima che solo il 23% delle donne incinte sieropositive
ricevano antiretrovirali.
Se i
risultati sono solo parzialmente positivi, il rapporto sostiene
che è possibile raggiungere l'obiettivo di una
generazione libera dall'AIDS.
Anche se i fondi
sono ancora insufficienti, governi e donatori stanno stanziando
più risorse per gli interventi di prevenzione, cura e
protezione.
Nel 2007 sono stati resi disponibili
circa 10 miliardi di dollari per la lotta all'AIDS, contro 6,1
miliardi nel 2004.
Ora la priorità è attuare
nuove iniziative e rafforzare quelle già sperimentate che
si sono dimostrate efficaci. Come
curare l'AIDS pediatrico?
Morti
evitabili
Cure
discriminatorie
World Health
OrganisationFocolai
di morbillo in Puglia e in Europa (10 aprile 2008)
Poco
sonno, bimbi grassi
L'equazione
bimbo grasso uguale migliori condizioni di salute fortunatamente è
tramontata da tempo. L'obesità
è associata ad un maggiore rischio di ipertensione,
iperlipidemia, diabete tipo 2 e asma. Individuare i determinanti del
sovrappeso nella prima infanzia è utile per attuare correttivi
che aiutino a evitare le complicanze dell'eccesso di peso nel corso
della vita. Ma non è detto che siano facilmente
identificabili: tra i meno immediati c'è per esempio una
scarsa durata del sonno. Un fattore che di recente è emerso
implicato nell'adulto in aumento di peso, obesità,
aterosclerosi e diabete, e ancor più di recente appare
coinvolto nel sovrappeso anche di bambini e adolescenti. Una chiave
di spiegazione trovata nell'adulto è che la riduzione del
sonno comporta minori livelli dell'ormone di derivazione lipidica
leptina e invece maggiori dell'ormone di origine gastrica grelina,
uno squilibrio che può portare ad aumento dell'appetito e
del peso corporeo. Le evidenze precedenti sono rafforzate ora da uno
studio statunitense che mette il luce una relazione tra il sonno
insufficiente dai 6 ai 24 mesi e il rischio di sovrappeso all'età
di tre anni, anche indipendentemente da altri fattori.UVA
da vietare ai minori
Sigarette
presto vietate ai minorenni
Adotta
un disegno
I
bambini di Emergency
Le testimonianze e i disegni sono
stati di ispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei
che li hanno reinterpretati in base alla loro sensibilità e al
loro stile. Le creazioni che ne sono nate, le opere donate
ispirandosi al progetto, le storie e i disegni dei bambini e i brani
musicali loro dedicati sono diventate una mostra itinerante che, dopo
l'inaugurazione di Roma, sarà ospitata a Genova, Torino,
Milano, Firenze, Venezia, Londra, Berlino, Parigi e New York dove la
mostra si concluderà con un'asta.
L'intero ricavato
dell'asta delle opere e della vendita del cd “Canzoni per loro”,
i diritti d'autore e il 35% del prezzo di copertina del catalogo
(prima edizione) saranno destinati alle attività di Emergency
a favore delle vittime della guerra e della povertà.



