Presidio
Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di
Pediatria
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per corrispondenza:
irene.bruno@tele2.it
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LE NOTIZIE
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Nuovo
rapporto UNICEF su “Bambini e AIDS”
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Aumenta
il numero di bambini e donne incinte sieropositivi che ricevono
cure contro l'AIDS.
New
York, 3 aprile 2008 - Il numero di bambini e donne incinte
sieropositivi che ricevono terapie antiretrovirali è
aumentato, ma c'è ancora molta strada da fare per
mantenere la promessa di una generazione libera dall'AIDS,
rileva un rapporto ONU presentato il giorno 3 aprile. ”Bambini e AIDS: secondo rapporto di aggiornamento” esamina i progressi compiuti in merito all'impatto dell'AIDS su bambini e adolescenti. La campagna “Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS”, avviata nell'ottobre del 2005 da UNAIDS (il Programma congiunto delle Nazioni Unite contro l'AIDS), UNICEF e altri partner, aveva lanciato un appello all'azione per contrastare l'impatto dell'infezione HIV sui bambini. |
«I
bambini e gli adolescenti di oggi non hanno mai conosciuto un mondo
libero dall'AIDS», ha dichiarato il Direttore generale
dell'UNICEF Ann Veneman: «Ogni anno migliaia di bambini
muoiono a causa della malattia, e altri milioni hanno perso i
genitori o le persone che si prendevano cura di loro. I bambini
devono essere al centro dell'agenda mondiale di lotta all'AIDS».
Il rapporto, curato da UNAIDS, OMS e UNICEF, si concentra sui paesi a basso e medio reddito ed esamina i progressi compiuti - e le sfide ancora aperte - in 4 aree fondamentali:
Il rapporto, curato da UNAIDS, OMS e UNICEF, si concentra sui paesi a basso e medio reddito ed esamina i progressi compiuti - e le sfide ancora aperte - in 4 aree fondamentali:
- la prevenzione della trasmissione dell'HIV da madre a figlio
- la fornitura di cure pediatriche
- la prevenzione del contagio tra adolescenti e giovani
- la protezione e il sostegno ai bambini colpiti dall'HIV/AIDS
Un
rapporto ricco di progressi...(inserire piccola tabella con un po'
di dati)
Un
rapporto ricco di progressi |
...ma
molta è la strada da fare |
Secondo
il rapporto, nel 2007 290.000 bambini sotto i 15 anni sono morti
di AIDS. Alla stessa data, nell'Africa Subsahariana, 12,1 milioni di bambini risultavano aver perso uno o entrambi i genitori a causa dell'AIDS. Tuttavia a fine 2006 21 paesi - tra cui Benin, Botswana, Brasile, Namibia, Ruanda, Sud Africa e Thailandia - risultavano sulla buona strada per raggiungere, entro il 2010, l'obiettivo (fissato dalla campagna “Uniti per i bambini, Uniti contro l'AIDS”) di una copertura dell'80% dei servizi di prevenzione della trasmissione madre-figlio, contro solo 11 paesi nel 2005. Inoltre il numero di bambini sieropositivi che ricevono trattamenti antiretrovirali nei paesi a basso e medio reddito è aumentato del 70% tra il 2005 e il 2006. Dal 2000-2001, in 11 dei 15 paesi per cui si dispone di dati è diminuita l'incidenza dell'HIV tra le donne incinte d'età compresa tra 15 e 24 anni che si fanno visitare nei reparti maternità. La percentuale di donne incinte sieropositive che ricevono farmaci antiretrovirali per ridurre il rischio di trasmissione del virus ai neonati è cresciuta del 60% tra il 2005 e il 2006, ma nonostante questo aumento si stima che solo il 23% delle donne incinte sieropositive ricevano antiretrovirali. |
La
maggior parte dei 2,1 milioni di bambini sotto i 15 anni
sieropositivi sono stati contagiati prima della nascita, o durante
il parto o l'allattamento. E i giovani tra 15 e 24 anni
rappresentano ancora il 40% dei nuovi casi di contagio registrati
nel 2007 tra le persone maggiori di 15 anni. Se i risultati sono solo parzialmente positivi, il rapporto sostiene che è possibile raggiungere l'obiettivo di una generazione libera dall'AIDS. Anche se i fondi sono ancora insufficienti, governi e donatori stanno stanziando più risorse per gli interventi di prevenzione, cura e protezione. Nel 2007 sono stati resi disponibili circa 10 miliardi di dollari per la lotta all'AIDS, contro 6,1 miliardi nel 2004. Ora la priorità è attuare nuove iniziative e rafforzare quelle già sperimentate che si sono dimostrate efficaci. |
Come
curare l'AIDS pediatrico?
Da quando è diventata disponibile anni fa la terapia antiretrovirale (ART) anche l'infezione pediatrica da HIV è passata da condizione fatale a condizione cronica trattabile. Almeno nei paesi sviluppati. Ci sono però aspetti che restano ancor più controversi nel caso della malattia nei bambini, in particolare il momento ottimale per iniziare il trattamento, e poi l'eventuale interruzione: la situazione è infatti più complessa che nell'adulto, dovendo valutare fattori quali caratteristiche della malattia a quest'età e sua progressione, benefici e rischi dei farmaci, effetti sullo sviluppo e prospettive per la futura vita adulta, contesto familiare e sociale del bambino. Come bilanciare tutte le variabili in gioco? Questo è l'oggetto del dibattito tra chi sostiene le ragioni di un atteggiamento più attendista e chi di uno più interventista: posizioni a confronto come quelle di un intervento a due voci su PLos Medicine tra gli esperti Steven B.Welch, di Birmingham, che propende per ritardare la terapia, e D. Gibb, di Londra, a favore invece dell'inizio precoce. Un dibattito che mostra sia differenze di valutazione sia convergenze, queste ultime soprattutto sulla necessità di studi randomizzati per la terapia dell'infezione pediatrica e relativa tempistica, tenendo conto anche delle realtà dei paesi in via di sviluppo e sviluppati.
La
Malnutrizione infantile e le strategie per combatterla: la rivista
Lancet le rivede criticamente
Secondo
Medici Senza
Frontiere la serie di articoli sulla malnutrizione
pubblicata dalla rivista Lancet mina il sostegno all'utilizzo
degli alimenti terapeutici pronti all'uso per combattere la
malnutrizione infantile.
|
Londra/Roma,
17 gennaio 2008 - Il numero di gennaio della prestigiosa
rivista medica Lancet ospita una serie di articoli sulla
sottoalimentazione nelle madri e nei bambini che – giustamente –
sottolineano come la nutrizione sia “un aspetto disperatamente
trascurato per quanto riguarda la salute materno-neonatale e
infantile”. Purtroppo l'analisi presentata sembra molto debole
e le raccomandazioni obsolete: secondo Medici Senza Frontiere
(MSF) si rischia in questo modo di minare gli sforzi in corso per
promuovere alcuni cambiamenti urgentemente necessari. |
Le equipe
di MSF si confrontano quotidianamente con l'impatto devastante
della malnutrizione infantile: nel solo 2006 hanno assistito più
di 150mila bambini in 99 programmi. Lo staff medico
dell'organizzazione constata in prima persona come la malnutrizione
indebolisce la resistenza dei bambini e aumenta il rischio di morire
di malattie polmonari, diarrea, malaria, morbillo e Aids. Gli
operatori di MSF hanno documentato l'impatto rivoluzionario di
alimenti terapeutici pronti all'uso (ready to use therapeutic
food – RUTF) nella cura dei bambini malnutriti.
Secondo
MSF, la serie di articoli pubblicati da Lancet presenta i
seguenti punti deboli:
- il numero di decessi attribuibili alla malnutrizione severa e acuta è pesantemente sottostimato poiché non sono incluse le morti causate dall'idropsia nutrizionale, una forma altamente letale di malnutrizione che predomina in ampie zone dell'Africa Centrale e Meridionale;
- gli articoli non appoggiano il nuovo approccio – recentemente promosso anche da UNICEF, OMS e PAM - alla cura della malnutrizione severa e acuta basato su cure domiciliari e a livello di comunità con gli alimenti terapeutici pronti all'uso (RUTF);
- gli articoli sono centrati sull'approccio basato sul ricovero ospedaliero dei pazienti malnutriti in un'era in cui i ministri della Salute, le agenzie dell'ONU e le ONG si stanno attivamente spostando verso una strategia di cura domiciliare e a livello di comunità con somministrazione di RUTF che ha dato prova di essere efficacissima. Solo i casi più complicati sono ora curati in ospedale;
- gli autori giustificano la loro reticenza nel dare un solido supporto all'approccio basato sull'assistenza domiciliare citando la mancanza di “trials randomizzati”. Eppure essi continuano a sottolineare l'efficacia di un approccio basato sull'ospedalizzazione citando i risultati di 9 studi, nessuno dei quali è randomizzato.
Dal 2000
MSF cura la malnutrizione acuta con i cibi terapeutici pronti all'uso
in diversi Paesi africani e asiatici. L'assistenza ambulatoriale e
domiciliare ha permesso a MSF di assistere molti più bambini
di quanti ne poteva curare in passato quando la terapia standard era
basata sul ricovero.
Forse
questo approccio “conservatore” indicato sul Lancet è
basato sul fatto che le nuove e più efficaci strategie basate
sull'impiego dei cibi terapeutici pronti all'uso sarebbero più
costose e richiederebbero finanziamenti internazionali per l'acquisto
di questi prodotti. Ma considerando i risultati eccezionali raggiunti
da MSF e da altre agenzie fino a oggi grazie ai RUTF e considerando
le potenzialità che questi cibi hanno per salvare milioni di
vite, i donatori istituzionali dovrebbero finanziare e sostenere i
Paesi riceventi affinché diffondano rapidamente e su larga
scala questo tipo di interventi. L'applicazione massiccia di questa
strategia farà la differenza tra la vita e la morte per i
bambini a rischio al di sotto dei tre anni.
OMS:
rapporto sulla salute 2005
|
Il
progresso è continuo, la tecnologia fa passi da gigante
eppure le cifre che descrivono la salute di alcune categorie di
persone continuano a essere agghiaccianti se rapportate alla
realtà attuale. Le stime arrivano puntuali
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
che nel Rapporto mondiale sulla salute 2005, riporta cifre
da capogiro già solo per quello che riguarda la salute, e
quindi la vita, di madri, neonati e bambini. Si parla di centinaia
di milioni di donne e bambini che non hanno accesso a cure che
potrebbero, almeno potenzialmente salvare le loro vite. |
Morti
evitabili
Sono 530
mila le donne che ogni anno muoiono in gravidanza o durante il parto,
più di tre milioni di bambini nascono morti, più di
quattro milioni di neonati muoiono nel primo giorno di vita o nella
prima settimana; e al primo anno di vita mancano all'appello già
10,6 milioni di bambini. Secondo il rapporto dell'OMS, quasi
il 90% dei decessi dei bambini sotto i cinque anni sono riconducibili
a poche condizioni patologiche. Il 37% di questi casi si spiega con
malattie acute neonatali, nascita pretermine, infezioni e asfissia;
il 19% con infezioni delle basse vie respiratorie, per lo più
polmonite; il 18% con diarrea; l'8% con la malaria; il 4% con il
morbillo; il 3% con HIV e AIDS. La maggior parte di queste morti si
potrebbe evitare con interventi terapeutici gia disponibili, semplici
e di provata efficacia: antibiotici, reidratazione, insetticidi,
vitamine, vaccinazioni, allattamento al seno, assistenza
specializzata durante la gravidanza e il parto. Nelle aree rurali più
depresse il primo motivo per cui le madri sono escluse dalle cure
salva-vita durante il parto è proprio la mancanza di
assistenza specializzata e di ostetriche. In uno studio su 2,7
milioni di parti in paesi in via di sviluppo, solo il 32% delle donne
riceveva i trattamenti salva-vita di cui avevano bisogno alla nascita
del bambino. Ma le difficoltà sussistono anche per
l'interruzione volontaria della gravidanza: più di 18
milioni di aborti in un anno vengono eseguiti da mani non esperte o
in ambienti non idonei, che mancano degli standard sanitari minimi.
Già solo per questo motivo sono 68 mila le donne che muoiono
ogni anno.
Cure
discriminatorie
L'attenzione
del rapporto è spostata ovviamente verso i paesi in via di
sviluppo, dove i progressi nell'ambito della salute materna e
infantile è stagnante o addirittura in regressione. In queste
aree meno della metà delle madri e dei neonati riceve cure. Ma
insieme al rapporto è stato anche presentato un progetto “Make
every mother and child count”, cioè “fare contare”
ogni madre e ogni bambino e capire quali sono gli ostacoli che le
donne devono affrontare nel momento più delicato e vulnerabile
della loro vita, e nei mesi che seguono. Ciò che ne emerge in
prima battuta è che in molti paesi sono proprio queste le
categorie che vengono escluse dai servizi sanitari di base, quelli
che assicurerebbero quanto meno la sopravvivenza. E' come se essere
donna o essere poveri fosse una ragione per essere discriminati e
quindi subire abusi, vedersi negare i trattamenti, ricevere poche
spiegazioni sulle procedure eseguite. Sempre secondo il rapporto,
questo potrebbe essere il risultato di un pregiudizio degli operatori
sanitari che a volte considerano le donne ignoranti e quindi incapaci
di comprendere. Una battaglia, dunque, che non richiede soltanto
farmaci e strutture, ma anche formazione per medici e personale
assistenziale.
World Health Organisation
World Health Organisation
Focolai
di morbillo in Puglia e in Europa (10 aprile 2008)
Focolai
di morbillo in Europa e in Italia. Tra gennaio e marzo 2008 in
Puglia sono stati segnalati 16 casi di morbillo,
tutti confermati in laboratorio. La prima segnalazione risale al 7
gennaio 2008. Per 8 dei 16 casi notificati l'indagine
epidemiologica ha escluso qualunque relazione apparente fra di loro.
Sei dei 16 casi appartengono a un focolaio nosocomiale. Sono stati
inoltre registrati due focolai familiari. Per informazioni più
approfondite leggi
il rapporto (pdf 44 kb). Nel 2007 sono stati registrati una serie
di casi di morbillo in vari Paesi membri, in particolare Svizzera,
Regno Unito e Romania. Dall'inizio del 2008 le infezioni sono state
oltre 1300. Secondo l'Ecdc, la copertura vaccinale in Europa è
ancora al di sotto della soglia del 95% necessaria per prevenire la
malattia. Leggi la traduzione a cura della redazione di EpiCentro.
Poco
sonno, bimbi grassi
L'equazione bimbo grasso uguale migliori condizioni di salute fortunatamente è tramontata da tempo. L'obesità è associata ad un maggiore rischio di ipertensione, iperlipidemia, diabete tipo 2 e asma. Individuare i determinanti del sovrappeso nella prima infanzia è utile per attuare correttivi che aiutino a evitare le complicanze dell'eccesso di peso nel corso della vita. Ma non è detto che siano facilmente identificabili: tra i meno immediati c'è per esempio una scarsa durata del sonno. Un fattore che di recente è emerso implicato nell'adulto in aumento di peso, obesità, aterosclerosi e diabete, e ancor più di recente appare coinvolto nel sovrappeso anche di bambini e adolescenti. Una chiave di spiegazione trovata nell'adulto è che la riduzione del sonno comporta minori livelli dell'ormone di derivazione lipidica leptina e invece maggiori dell'ormone di origine gastrica grelina, uno squilibrio che può portare ad aumento dell'appetito e del peso corporeo. Le evidenze precedenti sono rafforzate ora da uno studio statunitense che mette il luce una relazione tra il sonno insufficiente dai 6 ai 24 mesi e il rischio di sovrappeso all'età di tre anni, anche indipendentemente da altri fattori.
La
relazione inversa tra sonno e sovrappeso era stata osservata
in altre ricerche per bambini non nella prima infanzia e adolescenti,
o in studi longitudinali nel confronto tra ore di sonno a 3-5 anni e
aumento di peso od obesità a 10-12 anni. Nello studio
longitudinale pubblicato sulla rivista Arch
Pediatr Adolesc Med si sono prese in considerazione madri
del Massachusetts alle quali sei mesi dopo il parto sono state
chieste informazioni sulle ore di sonno dei neonati nelle 24 ore,
ripetendo i quesiti al compimento del primo e poi del secondo anno.
Si è misurato l'indice di massa corporea (BMI) più
altri parametri (plica sottoscapolare e tricipitale) dei piccoli
all'età di 3 anni e calcolata l'influenza della durata del
sonno, valutando tutta una serie di altri possibili fattori
confondenti. In media i bimbi a 6-24 mesi dormivano di media 12 ore e
all'età di 3 anni il 9% era in sovrappeso. Per quelli che
dormivano meno di 12 ore la prevalenza di sovrappeso a 3 anni era
circa due volte più elevata. Da notare che la combinazione di
livelli di sonno sotto le 12 ore e presenza davanti allo schermo per
almeno 2 ore appariva sinergica e rendeva più marcato
l'effetto, associandosi a una probabilità di sovrappeso a 3
anni del 17%.
UVA
da vietare ai minori
Il bando
dell'uso di lampade e lettini abbronzanti da parte dei minori di 18
anni, già presente in Francia, per esempio, è allo
studio del ministero della Salute britannico. Secondo quanto anticipa
il quotidiano Guardian, alla luce dei crescenti timori sui
rischi per la salute, si sta pensando a un giro di vite sul fiorente
mercato dell'abbronzatura per tutte le stagioni, con l'obbligo di
fornire nei centri informazioni dettagliate e limiti all'accesso
per i minorenni. L'Esecutivo non ha ancora preso alcuna decisione,
riferisce il Guardian sulla base delle dichiarazioni di un
portavoce, che però sottolinea come sia ferma intenzione del
Governo avvisare chiaramente la popolazione dei rischi dell'uso
cosmetico dei lettini abbronzanti, in particolare il pericolo di
tumori della pelle. Secondo la Sunbed Association, che
rappresenta circa un quarto dei centri che operano in Gran Bretagna,
3 milioni di persone si sottopongono a sedute regolari.
Sigarette
presto vietate ai minorenni
L'Italia
ha ratificato la Convenzione Quadro dell'Organizzazione mondiale
della Sanità per la lotta al tabagismo, approvata
dall'Assemblea Mondiale nel 2003. Diviene così plausibile
che si giunga a un provvedimento che estende il divieto di vendita di
sigarette e tabacco ai minori di 18 anni. La legge di ratifica e'
stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 aprile 2008. Nel
nostro paese sono piu' di un milione e duecento mila i giovani
fumatori, il 19,9% nella fascia d'eta' che va dai 15 ai 24 anni.
Soddisfatto della ratifica l'ex ministro della Salute, Livia Turco
che definisce la Convenzione un trattato che guida “l'azione
verso un futuro senza fumo per le nuove generazioni”. “Mi riempie
di soddisfazione - ha detto Livia Turco - poter annunciare la
pubblicazione della legge di ratifica di questa Convenzione quadro,
alla cui negoziazione l' Italia ha attivamente partecipato.
Nonostante la complessità della procedura parlamentare
necessaria per l'approvazione, è stato possibile conseguire
a fine legislatura questo eccellente risultato”. L'articolo 16
della Convenzione detta che ogni Paese è tenuto ad adottare e
applicare misure legislative, esecutive, amministrative o altre
misure efficaci a livello governativo, per vietare la vendita di
prodotti del tabacco alle persone che non hanno raggiunto l'età
prevista nel diritto interno o fissata dalla legislazione nazionale,
cioè 18 anni in Italia.
Adotta
un disegno
I
bambini di Emergency
Visita:
http://www.adoptadrawing.com
Mostra
internazionale itinerante
Genova -
Palazzo Ducale, 19 marzo - 11 maggio, Ingresso gratuito
Il
progetto ADOTTA UN DISEGNO nasce da un'idea di Vauro Senesi
che, nel 2006 e 2007, ha raccolto le storie e i disegni di alcuni
bambini ricoverati nei centri di Emergency in Afganistan Cambogia,
Iraq, Sierra Leone e Sudan.
Le testimonianze e i disegni sono stati di ispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei che li hanno reinterpretati in base alla loro sensibilità e al loro stile. Le creazioni che ne sono nate, le opere donate ispirandosi al progetto, le storie e i disegni dei bambini e i brani musicali loro dedicati sono diventate una mostra itinerante che, dopo l'inaugurazione di Roma, sarà ospitata a Genova, Torino, Milano, Firenze, Venezia, Londra, Berlino, Parigi e New York dove la mostra si concluderà con un'asta.
Le testimonianze e i disegni sono stati di ispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei che li hanno reinterpretati in base alla loro sensibilità e al loro stile. Le creazioni che ne sono nate, le opere donate ispirandosi al progetto, le storie e i disegni dei bambini e i brani musicali loro dedicati sono diventate una mostra itinerante che, dopo l'inaugurazione di Roma, sarà ospitata a Genova, Torino, Milano, Firenze, Venezia, Londra, Berlino, Parigi e New York dove la mostra si concluderà con un'asta.
Durante
la mostra sarà possibile ascoltare i brani musicali del cd
CANZONI PER LORO e vedere alcuni estratti dal film-documentario che
ne è nato, in cui le voci narranti di Vauro e Paolo Rossi
raccontano le storie dei bambini protagonisti. Le opere in mostra
sono di: Carla Accardi, Daniel Buren, Enrico Castellani, Lara
Favaretto, Lucio Fontana, Shay Frisch Peri, Paul Fryer, Massimiliano
Fuksas, Kendell Geers, Nan Goldin, Mona Hatoum, Fabrice Hyber, Mike
Kelley, Anselm Kiefer, Fausto Melotti, Pierre et Gilles, Rudolf
Stingel, Pascale Marthine Tayou, Keith Tyson, Ben Vautier, Francesco
Vezzosi.
ADOTTA UN
DISEGNO è dedicato a Emergency.
L'intero ricavato dell'asta delle opere e della vendita del cd “Canzoni per loro”, i diritti d'autore e il 35% del prezzo di copertina del catalogo (prima edizione) saranno destinati alle attività di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà.
L'intero ricavato dell'asta delle opere e della vendita del cd “Canzoni per loro”, i diritti d'autore e il 35% del prezzo di copertina del catalogo (prima edizione) saranno destinati alle attività di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà.
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario
generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica
“maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la
sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che
più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità
e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i
principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di
ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla
letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni
commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità
assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un
aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i
cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono
fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a
essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci
articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che
ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a
irene.bruno@tele2.it).




