1Presidio
Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di
Pediatria
2Redazione
di Medico e Bambino
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L'Agenzia
Italiana del Farmaco al fine di superare la sottovalutazione,
ancora esistente, dei bisogni di salute dei bambini nell'ambito
della ricerca e della sperimentazione clinica e farmacologica, ha
istituito un Working group dedicato all'età
pediatrica. Attualmente, infatti, la conduzione di studi
clinici prevalentemente incentrati sulla popolazione adulta e
sulla sua realtà biologica impediscono di cogliere appieno
le diversità nonostante vi sia un numero sempre maggiore di
evidenze scientifiche che sottolineano differenze non trascurabili
nel profilo di sicurezza e efficacia dei farmaci tra la
popolazione pediatrica e quella adulta. Il gruppo di esperti, che prosegue il lavoro svolto dal precedente Tavolo pediatrico ampliandone le funzioni in raccordo con l'Emea, da un lato avrà il compito di analizzare sotto il profilo etico e scientifico la possibilità di promuovere e realizzare studi clinici sui farmaci rivolti ai bambini e, dall'altro, avrà la funzione di approfondire a tutto campo ogni area di criticità riguardante l'età pediatrica. A tal fine sarà presto comunicato il calendario dell'attività congressuale finalizzata anche alla creazione di una rete sul territorio. | |||||||
Da
indagini recenti sappiamo che l'ipertensione in età
pediatrica è nettamente sottodiagnosticata e si
accompagna anche a dubbi ancora irrisolti: il riscontro di un
valore elevato di pressione in un adolescente quali ripercussioni
avrà sul suo futuro? Per chiarire la questione alcuni
ricercatori hanno esaminato il persistere di ipertensione
(sistolica e/o diastolica ≥ 95° centile) o di
preipertensione (sistolica e/o diastolica ≥ 90° centile
oppure ≥ 120/80) in 8533 adolescenti la cui pressione era stata
misurata all'età di 13, 14 o 15 anni e ricontrollata dopo 2
e 4 anni. All'inizio il 67% dei maschi e il 77% delle femmine
risultava normoteso; la maggior parte di loro è rimasta
normotesa dopo 2 anni, ma il 31% dei primi e il 12% delle seconde
è diventato preiperteso e rispettivamente il 5% e il 4%
sono diventati ipertesi. Tra i maschi e le femmine inizialmente
classificati come preipertesi (21% e 13%, rispettivamente), il 50%
e il 24% sono rimasti in questa fascia di valori dopo 2 anni,
mentre il 14% e il 12% è diventato iperteso. Tra quelli
inizialmente già ipertesi (11% e 10%), il 31% e il 26% sono
rimasti ipertesi mentre il 47% e il 26% sono “retrocessi” a
preipertesi. Dopo 4 anni i cambiamenti sono stati simili a quelli
registrati dopo 2 anni, e si è vista un'associazione
stretta tra aumento della pressione sistolica e aumento di peso
corporeo.
Il
commento a questo articolo
Lo
studio si basa su singole misurazioni, isolate nel tempo, per cui
molto probabilmente il fenomeno ipertensione risulta sovrastimato.
In ogni caso, il risultato importante è che il 7% degli
adolescenti preipertesi diventa iperteso, per cui la misurazione
della pressione arteriosa deve entrare a far parte della normale
visita medica di un soggetti in questa fascia di età.
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Le
convulsioni febbrili nell'infanzia - che colpiscono circa
il 5% dei bambini al di sotto dei 5 anni di età - causano
inevitabilmente ansia dei genitori, preoccupati spesso per la
sopravvivenza del piccolo. La frequenza delle convulsioni febbrili
nell'infanzia è stimata in circa il 5% dei bambini al di
sotto dei 5 anni di età, con l'inevitabile ansia dei
genitori anche per quanto riguarda la sopravvivenza del piccolo.
Alcuni ricercatori in Danimarca hanno pertanto utilizzato il
registro nazionale per verificare il rischio di mortalità
in 1.675.643 bambini che sono stati seguiti dalla nascita fino ad
un massimo di 28 anni (mediamente per 13 anni): di questi, 55.215
(3.2%) aveva presentato almeno un episodio convulsivo febbrile tra
i 3 mesi ed i 5 anni. | |||||||
Il
rischio di morte è risultato significativamente maggiore
nei primi 2 anni dopo l'episodio convulsivo; l'indice di mortalità
(MRR) è risultato1.73, ma tale riscontro si è avuto
solamente in un sottogruppo di bambini affetti da altre anomalie
neurologiche: convulsioni complicate (durata superiore a 15 minuti
o recidiva entro 24 ore: MRR 1.99); convulsioni scatenate da una
temperatura inferiore ai 39°C (MRR 2.26); convulsioni febbrili
prima del compimento dell'anno di vita (MRR1.84). Al contrario, il
tasso di mortalità tra bambini che avevano presentato
convulsioni febbrili semplici (febbre elevata, durata inferiore a
15 minuti, non recidive entro 24 ore) è risultato simile a
quello della popolazione generale.
Il
commento a questo articolo
Indubbiamente
i risultati sono rassicuranti: le convulsioni febbrili
rappresentano un'evenienza drammatica per i genitori, ma
fortunatamente senza conseguenze per il bambino, purché
siano di tipo semplice. Ovviamente, occorre tenere sotto controllo
i bambini che invece presentano episodi convulsivi atipici.
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Più
di 2000 bambini muoiono ogni giorno a causa di traumi non
intenzionali o accidentali ed ogni anno decine di milioni di
bambini in tutto il mondo vengono portati all'ospedale con traumi
che spesso li lasciano con disabilità permanenti. Il
resoconto sulla prevenzione dei traumi nel bambino conclude che se
venissero applicate sempre le dimostrate misure di prevenzione dei
traumi, almeno 1000 vite di bambini potrebbero essere salvate ogni
giorno. | |||||||
“I
trauma in età infantile sono un importante problema di
salute pubblica. Oltre agli 830000 morti all'anno altri milioni
di bambini soffrono per ferite non letali che spesso richiedono
lunghe ospedalizzazioni e riabilitazioni. Il costo di questi
trattamenti può portare le famiglie allo stato di povertà.
I bambini di famiglie povere e inseriti in comunità sono
quelli più a rischio di ferite perché sono quelli
che meno beneficiano dei programmi di prevenzione e di servizi di
migliore qualità”. Questo report mostra che I trauma
accidentali sono la principale causa di morte nell'infanzia dopo
l'età di noveani e che il95% di questi accidenti
avvengono nei paesi in via di sviluppo. L'Africa ha il tasso più
alto di morti dovute a traumi accidentali. Questo resoconto mostra
che la frequenza in Africa è 10 volte più alta che
nei paesi ricchi. Va detto però che anche se I paesi ricchi
sono stati capaci di ridurre le morti infantili per trauma
accidentale del 50% negli ultimi 30 anni, esse rimangono comunque
ancora un problema da affondare, essendo responsabili del 40% di
tutte le morti in questi paesi.
Le
prime cinque cause di morte accidentale sono:
Si può
migliorare.
Il
report sottolinea alcune misure preventive ben dimostrate:
E
identifica anche cose che dimostratamente vanno evitate:
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Bioagricultura
Notizie] Numero 44, Venerdi 19 dicembre 2008 | ||||||||
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Sono
stati presentati i risultati del monitoraggio del progetto Frutta
Snack, predisposto dal Ministero del Lavoro, della salute e delle
politiche sociali e da quello dell'Istruzione, dell'università
e della ricerca e coordinato dalla centrale sperimentazioni e
servizi agroambientali di Cesena. Il progetto - spiega un
comunicato - prevede la disponibilità di porzioni di
prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformati, attraverso
distributori automatici collocati nelle scuole. "Attraverso
questo progetto - ha spiegato il sottosegretario al Ministero del
Lavoro, salute e politiche sociali Francesca Martini - puntiamo
con forza sulla parte più ricettiva del paese, cioè
l'infanzia e l'adolescenza, con l'obiettivo di un cambiamento
complessivo delle abitudini alimentari". "Il progetto -
ha poi annunciato il sottosegretario - Sarà rifinanziato".
Secondo il rilevamento dei consumi nei distributori automatici
compiuto dalla centrale di Cesena, l a macedonia di frutta e' il
prodotto preferito con il 51%, seguita dalle mele fresche a fette
(11,7%) e dalle mele a fette essiccate (11,3%). (agra press). | |||||||
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Il
momento dell'inizio della terapia antiretrovirale nei neonati con
HIV è stato elemento di dibattito, in parte a causa della
tossicità potenziale a lungo termine del farmaco, del
rischio di resistenza, delle sfide per l'aderenza alla terapia e
per il costo. In questo studio randomizzato su 377 neonati con HIV
in Sudafrica, l'inizio precoce della terapia antiretrovirale ha
ridotto la mortalità del 76% ed il tasso di progressione
del 75%!
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Una
semplice analisi del sangue può scoprire gli esosomi
rilasciati dai glioblastomi, e potrebbe essere utile nella
diagnosi e nella personalizzazione del trattamento di questi
tumori aggressivi. Il materiale è contenuto in piccoli
sacchetti chiamati erosomi o microvescicole, rilasciati dai
glioblastomi in numero sufficiente da superare la barriera
ematoencefalica e possono essere rintracciati tramite esami del
sangue. Molte cellule rilasciano esosomi cosa che fa parte della
normale comunicazione tra cellule. Numerosi tumori rilasciano
esosomi contenenti proteine in grado di alterare il normale
funzionamento cellulare in modo da favorire la crescita del tumore
stesso. In particolare gli esosomi del glioblastoma forniscono
informazioni su fattori di crescita (EGFR). Questa informazione
può essere importante per la terapia: si è visto
infatti che i glioblastomi EGRFvIII-positivi gliomas rispondono 50
volte meglio di quelli EGFRvIII-negativi alla terapia con
inibitori dell'EBFR. (N Engl J Med 2005;353:2012-2024).
In precedenza questa informazione su EGFR positivi-negativi
sarebbe stata ottenuta solo con metodi invasivi.
La
diagnostica degli erosomi è in via di sviluppo, serve a
misurare single mutazioni genetiche (EGFR, KRAS e BRAF) da
utilizzare per tumori di colon, cervello e per il melanoma.
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L'obesità
infantile potrebbe alterare la forma e le funzioni della
tiroide in un periodo in cui la ghiandola è
importante per la crescita e lo sviluppo del bambino. Ecografie
svolte in 186 bambini hanno suggerito che il loro peso potrebbe
essere legato ad alcuni cambiamenti strutturali nella tiroide.
Alcuni scienziati italiani riterrebbero che l'obesità
potrebbe essere responsabile di malfunzionamenti della tiroide e
non viceversa. Non è chiaro se il successivo calo di peso
potrebbe poi risolvere il problema.
Secondo
il dr.Giorgio Radetti, ospedale di Bolzano, l'infiammazione
causata dall'obesità, potrebbe essere la responsabile del
danno alla tiroide. “Abbiamo riscontrato un'associazione tra
BMI e livelli di ormone tiroideo, il che suggerisce che l'eccesso
di grasso possa avere un ruolo nella modificazione del tessuto
tiroideo. Anche se la perdita di peso può portare ad una
normalizzazione del dosaggio degli ormoni tiroidei, non è
certo che i cambiamenti strutturali riscontrati all'ecografia
siano totalmente reversibili. Servono comunque ulteriori studi
anche solo per confermare questa ipotesi.
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Un
test rapido per la meningite tutto italiano |
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Nella
lotta alla meningite la prevenzione e la tempestività della
diagnosi sono determinanti, ma da oggi la Medicina ha un'arma in
più contro questa malattia: è un nuovo test
sviluppato presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di
Firenze. Il test, messo a punto dal Laboratorio di Immunologia
della Clinica Pediatrica II dell'Università di Firenze
diretta da Chiara Azzari con il contributo di Maria Moriondo, si
basa sulla biologia molecolare e presenta una sensibilità
molto più elevata delle indagini colturali utilizzate
finora per diagnosticare molte malattie infettive, tra cui la
stessa meningite. La meningite è una grave infiammazione
delle meningi, le membrane che rivestono il cervello, e del
liquido cerebro-spinale, dal decorso rapidissimo. È
estremamente pericolosa e contagiosa, ma non facile da
diagnosticare, soprattutto nei bambini piccoli. In Italia, circa
900 persone ogni anno si ammalano di questa infezione e la
percentuale dei decessi si aggira intorno al 10 per cento.
Malattie che ora possono essere facilmente diagnosticate e curate
con tempestività. "Il test rivoluziona il modo di fare
la diagnosi della malattia", spiega Massimo Resti, primario
dell'Unità Operativa di Pediatria dell'Ospedale Meyer, "e
quindi ha un impatto importante anche sulla cura tempestiva e
sulla prevenzione in tutti coloro che sono stati a contatto con il
malato. La meningite è una malattia dal decorso rapidissimo
dove il fattore tempo può rappresentare spesso l'unica
possibilità di salvezza per il paziente. Fino ad ora per
individuarla si sono utilizzate tecniche di coltura microbiologica
che davano un esito dopo un tempo minimo di 24 ore ma anche di 7
giorni, a volte falsamente negativo a causa delle terapia
antibiotica ad ampio spettro iniziata prima degli esami
diagnostici per contrastare l'infezione. Ora invece siamo riusciti
a mettere a punto un test basato sulla biologia molecolare di
rapida esecuzione, alta specificità e sensibilità,
superiore ai metodi colturali oltre ad essere, rispetto ai metodi
colturali, molto più economico. La biologia molecolare non
ha bisogno di germi vivi, ricerca direttamente il DNA del germe e
quindi si può utilizzare anche quando, dopo terapia
antibiotica, i germi hanno perso la loro vitalità. Si
esegue direttamente su campioni biologici come il sangue o il
liquor cefalorachidiano, dà il risultato in meno di due ore
e permette di intervenire con una terapia antibiotica mirata e
quindi più efficace sia in caso di meningite che di altre
patologie molto pericolose per l'uomo, come la polmonite". A
partire da novembre il test sarà distribuito negli ospedali
italiani.
Fonte:
Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze
2008
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Dichiarazione
del Presidente dell'UNICEF Italia sul 60esimo anniversario della
Dichiarazione Universale sui Diritti dell'Uomo
10
dicembre 2008- «L'occasione della ricorrenza dei 60 anni
dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo ci dà
la possibilità come UNICEF Italia di riaffermare con forza
la necessità della difesa dei diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza, temi che traggono naturale declinazione nella
Dichiarazione stessa e che si pongono davanti a tutti, con
l'esplosione di fenomeni come l'abuso e lo sfruttamento dei
minori, come i diritti più violati del nuovo secolo»
ha detto Vincenzo Spadafora, Presidente dell'UNICEF Italia. «A
ciò» prosegue «è necessario aggiungere
il grave problema della fame nel mondo che emerge in maniera
sconcertante dai dati forniti dalla FAO e che richiede a tutte le
comunità uno sforzo sempre maggiore. Non si può
restare inermi di fronte al fatto che quasi un miliardo di persone
soffrono per mancanza di alimenti, e che molti sono purtroppo
bambini. Occorre ripensare le strategie globali di cooperazione e
mettere al primo posto dell'agenda dei Governi, specie in vista
del G8 che si terrà in Italia questi due temi, spesso
trascurati, oggetto di tagli ed iniziative poco incisive.
Raccolgo l'appello del Presidente Napolitano a tutti i giovani
affinchè si impegnino maggiormente a difesa delle
violazioni dei diritti umani con la speranza che siano proprio i
temi legati all'infanzia e all'adolescenza al centro delle loro
attenzioni. Mi rivolgo infine al Ministro degli Esteri Franco
Frattini, che giorni fa aveva espresso la volontà di
istituire in Italia un organismo nazionale indipendente per i
diritti umani. Spero che onori tale impegno e che intraprenda le
iniziative necessarie per evitare il taglio dei fondi alla
cooperazione internazionale da noi ultimamente denunciato.» | |||||||
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario
generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica
“maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la
sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che
più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità
e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i
principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di
ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla
letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni
commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità
assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un
aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i
cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono
fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a
essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci
articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che
ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a irene.bruno@tele2.it;
alessandra.perco@gmail.com.








