Presidio
Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di
Pediatria
Indirizzo
per corrispondenza:
irene.bruno@tele2.it
TUTTE
LE NOTIZIE
|
Aumento
record in Italia per i tumori pediatrici
|
La
sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi ha raggiunto
complessivamente il 78% per i tumori in eta' pediatrica e l'82%
per i tumori dell'adolescente
La
cattiva notizia è che i tumori infantili in Italia
sono sopra la media europea ed americana mentre la buona notizia è
che aumenta anche la sopravvivenza dei piccoli pazienti. Sono
queste le conclusioni sui dati, pubblicati su Epidemiologia e
Prevenzione, raccolti dalla Associazione Italiana registri dei
tumori. Lo studio fornisce una misura aggiornata dell'incidenza e
della sopravvivenza dei soggetti con tumore in età
pediatrica (anni 0-14) e adolescenziale (anni 15-19), basata sui
dati raccolti da 23 registri dell'Associazione Italiana Registri
Tumori (la mappa dei Registri attivi in Italia e' disponibile sul
sito www.registri-tumori.it) tra il 1998 e il 2002. Secondo i dati
raccolti, l'incidenza di neoplasie tra i piccoli con eta' compresa
tra i 0 e i 14 anni è pari a 175,4 nuovi casi all'anno ogni
milione di abitanti. Molto di piu' del valore rilevato negli anni
novanta negli Stati Uniti (158) e in Europa (140). |
Attualmente
in Germania è 141, in Francia è 138. Il trend è
in costante crescita: tra il 1988 e il 1992 si segnalavano solo 146
nuovi casi all'anno per milione di abitanti. I tre tumori piu'
frequenti nei bambini sono tutti in aumento: leucemie piu' 1,6 per
cento annuo; linfomi piu' 4,6 per cento annuo; tumori del sistema
nervoso centrale piu' 2,0 per cento annuo. Un fenomeno simile e'
stato osservato in diversi Paesi, ma, in Italia il cambiamento
percentuale annuo risulta piu' alto che in Europa per l'insieme di
tutti i tumori (+2 per cento contro 1,1 per cento); per le leucemie
(piu' 1,6 per cento contro 0,6 per cento); per i tumori del sistema
nervoso centrale (piu' 2 per cento contro 1,7 per cento); e per i
linfomi (piu' 4,6 per cento contro 0,9 per cento). Negli Stati Uniti,
invece, il tasso per tutti i tumori non e' aumentato in modo
significativo (piu' 0,6 per cento), l'incremento delle leucemie e'
dello 0,4% e i tumori del SNC sono stabili (meno 0,1 per cento).
In
aumento i casi di Shock anafilattico tra gli adolescenti
|
Federasma
lancia l'allarme e chiede etichette sugli alimenti più
chiare.
E'
di pochi giorni fa la tragica notizia diffusa dagli organi di
informazione nazionali, della morte di un bambino austriaco di 8
anni che si trovava in vacanza nella località balneare di
Duna Verde di Caorle (VE). Il bambino, soggetto allergico, dopo
aver mangiato un gelato al melone si è improvvisamente
accasciato a terra vittima di uno shock anafilattico. Inutili
l'immediato soccorso dei genitori muniti di un kit d'emergenza
ed il pronto intervento dei sanitari accorsi sul posto. Solo pochi
giorni prima, nella città di Casorezzo (MI), un ragazzo di
quindici anni è morto a causa di un violento attacco
d'asma. “Siamo profondamente colpiti da queste due tragiche
vicende, siamo vicini alle famiglie, ed al contempo ci sentiamo in
dovere di denunciare l'allarmante aumento dei casi di gravi
attacchi anafilattici, anche mortali come in questi casi, tra gli
adolescenti ed i bambini - ha dichiarato Sandra Frateiacci,
Presidente Federasma, Federazione Italiana delle Associazioni di
sostegno ai malati Asmatici e Allergici. |
In Italia
oltre tre milioni di persone soffrono di asma; di questi il 9,5% sono
bambini ed il 10% adolescenti. Il 7% degli under 14 soffre di
intolleranze alimentari, mentre le allergie alimentari gravi
riguardano lo 0.5% “Questi gravi attacchi anafilattici – ha
aggiunto Sandra Frateiacci - sono spesso provocati, come nel caso del
bambino austriaco, da serie allergie alimentari, ed è proprio
rispetto a questo tema che desideriamo lanciare delle forti
raccomandazioni ai consumatori allergici e contestualmente un monito
alle Istituzioni e agli addetti, tutti, coinvolti nella manipolazione
degli alimenti durante i processi di produzione, distribuzione,
ristorazione e somministrazione dei prodotti alimentari. Confermata
una diagnosi di allergia alimentare, l'unica forma comprovata ed
attualmente disponibile di trattamento profilattico è evitare
del tutto l'alimento coinvolto. Allo stato attuale, la
farmacoterapia delle allergie alimentari si risolve quindi nel
trattamento di emergenza per i pazienti inavvertitamente esposti
all'allergene alimentare già causa nota di reazione
allergica.
Peraltro
FEDERASMA continua a chiedere da anni la reale gratuità
su tutto il territorio italiano del Kit salvavita Adrenalina
pronta, attualmente fornito gratuitamente solo in alcune regioni
italiane con una inaccettabile disparità di trattamento per i
pazienti a rischio di anafilassi. “Particolarmente delicato è
poi il fenomeno degli allergeni occulti – ha dichiarato la dott.ssa
Paola Minale dell'UOC di Allergologia dell'Azienda Ospedaliera S.
Martino di Genova - causato dalla presenza in modo non esplicito di
un allergene in un alimento apparentemente non correlato al cibo
verso cui è presente allergia. Un esempio classico è
rappresentato dalle guarnizioni di dolci con gelatina di pesce. La
confezione industriale dei cibi ha enormemente amplificato la
possibilità di reperire in modo del tutto inaspettato
allergeni occulti (es: latte, o soia nei salumi, caseina nel vino..)
con lo scatenamento di reazioni verso cibi totalmente estranei ed
apparentemente innocui rispetto alle sensibilizzazioni note. Il
migliore e probabilmente l'unico modo di affrontare il problema
degli allergeni occulti è l'adozione di una omogenea
legislazione sulle procedure di etichettature dei cibi, che consenta
al soggetto/consumatore allergico, l'esatta conoscenza degli
ingredienti, compresi quelli minori.
Una nuova
normativa Europea ha recentemente stabilito norme per
l'etichettatura più attenta a chi soffre di allergie
alimentari: certamente un grande passo avanti – ha dichiarato la
Presidente di Federasma – ma che richiede ancora ulteriori
miglioramenti”. Questa nuova legge stabilisce che su tutti gli
alimenti prodotti in Europa deve obbligatoriamente essere dichiarato
ogni ingrediente che superi il 2% in peso del prodotto finito, mentre
prima di questa norma, l'obbligo sussisteva solo per una
percentuale superiore al 25%. Per gli alimenti considerati
comunemente allergenici ( es: soia, arachidi, uova, latte, noci) la
dichiarazione deve riguardare anche le tracce minime.“Anche se si
tratta di un grande passo in avanti per la prevenzione delle reazioni
anafilattiche – ha concluso Sandra Frateiacci – sono rimasti
fuori dall'obbligo di dichiarazione in etichettatura, alcuni
allergeni ancora considerati di serie b: sono 104 in tutto e questi
ancora attendono deroghe alla normativa per essere inseriti nella
lista “calda”. Per non parlare del fatto che spesso etichettature
non chiaramente leggibili o in diverse lingue sono spesso ancora
pericolosamente fuorvianti per il consumatore allergico.
Per
concludere, Federasma ha formulato una serie di proposte
rivolte a sensibilizzare le Istituzioni coinvolte nella legislazione
della materia e contestualmente ad “educare” la categoria dei
consumatori allergici: - Formazione paziente e famigliari attraverso
corsi teorici - pratici con partecipazione di allergologi e
Associazioni di pazienti - Interventi mirati di informazione e
sensibilizzazione per addetti ai settori della ristorazione
collettiva (mense, ristoranti etc) - Revisione della legislazione
vigente in materia di etichettatura in base a conoscenze scientifiche
con aggiornamenti periodici e regole precise che consentano al
consumatore allergico di avere un'esatta conoscenza degli
ingredienti, compresi quelli minori e con l'obbligo della
segnalazione dell'aggiunta di nuovi ingredienti a prodotti già
in uso, conoscenza delle fonte di spezie e aromi - Divieto di uso di
etichettature fuorvianti o formulate in caratteri troppo piccoli ed
in lingue diverse da quella del paese di commercializzazione.
Allergie
alimentari e desensibilizzazione
In Italia
almeno 400 mila i bambini tra i 5 e i 15 anni soffrono di allergie
alimentari.
Uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Allergy and Clinical Immunology illustra i risultati di una nuova terapia, sperimentata con successo presso la Clinica pediatrica dell'Università di Trieste IRCSS “Burlo Garofolo”, basata sulla desensibilizzazione. La terapia consiste nel curare le allergie alimentari somministrando dosi crescenti dell'alimento che scatena l'allergia fino a riabituare l'organismo del paziente a tollerare anche i cibi inizialmente percepiti come pericolosi.
La desensibilizzazione si è dimostrata particolarmente efficace sui bambini sensibili alle proteine del latte e delle uova. Lo studio che ha consentito di pervenire a questi risultati è durato tre anni e ha coinvolto 60 bambini definiti “superallergici”.
Al termine della ricerca, il 36% dei bambini, precedentemente a rischio shock anafilattico, aveva superato l'intolleranza alimentare mentre il 54% riusciva a tollerare nella dieta quantità limitate dei cibi che prima avrebbe dovuto bandire. Lo schema di desensibilizzazione, spiegano i ricercatori, si articola in due fasi. La prima è a maggior rischio di reazioni, richiede il ricovero del bambino in ospedale per 10 giorni e lo stretto controllo medico. Durante la degenza, l'alimento a cui si è intolleranti viene somministrato inizialmente a dosi minime, poi in dosi rapidamente crescenti. Superata questa prima fase, la seconda può proseguire a casa dove i genitori, seguendo lo schema indicato, continuano a somministrare l'alimento a cui il bambino è allergico, ma una sola vola al giorno e aumentando in maniera più lenta e graduale.
Uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Allergy and Clinical Immunology illustra i risultati di una nuova terapia, sperimentata con successo presso la Clinica pediatrica dell'Università di Trieste IRCSS “Burlo Garofolo”, basata sulla desensibilizzazione. La terapia consiste nel curare le allergie alimentari somministrando dosi crescenti dell'alimento che scatena l'allergia fino a riabituare l'organismo del paziente a tollerare anche i cibi inizialmente percepiti come pericolosi.
La desensibilizzazione si è dimostrata particolarmente efficace sui bambini sensibili alle proteine del latte e delle uova. Lo studio che ha consentito di pervenire a questi risultati è durato tre anni e ha coinvolto 60 bambini definiti “superallergici”.
Al termine della ricerca, il 36% dei bambini, precedentemente a rischio shock anafilattico, aveva superato l'intolleranza alimentare mentre il 54% riusciva a tollerare nella dieta quantità limitate dei cibi che prima avrebbe dovuto bandire. Lo schema di desensibilizzazione, spiegano i ricercatori, si articola in due fasi. La prima è a maggior rischio di reazioni, richiede il ricovero del bambino in ospedale per 10 giorni e lo stretto controllo medico. Durante la degenza, l'alimento a cui si è intolleranti viene somministrato inizialmente a dosi minime, poi in dosi rapidamente crescenti. Superata questa prima fase, la seconda può proseguire a casa dove i genitori, seguendo lo schema indicato, continuano a somministrare l'alimento a cui il bambino è allergico, ma una sola vola al giorno e aumentando in maniera più lenta e graduale.
Il
vero allarme arriva dai ricoveri
|
In
cinque anni oltre 31 mila posti-letto (pl) in meno negli ospedali
del Servizio sanitario nazionale. Ma ancora i ricoveri sono
troppi, oltre gli standard di legge. Con un particolare in più:
anche se le assunzioni sono al contagocce, il personale per
posto-letto continua a crescere. Gli ultimi dati disponibili
parlano chiaro: nel 2005 i posti letto sono sempre meno, ma
soprattutto nel pubblico dove si concentra tutto il calo delle
manovre di razionalizzazione delle Regioni, mentre quelli del
privato accreditato restano sempre pressoché stabili. Non
mancano tuttavia gli aspetti positivi: calano i ricoveri ordinari
per acuti e aumentano quelli in day hospital, scende la degenza
media e le Regioni si avvicinano sempre più al parametro
del Patto per la salute 2007-2009 di 4,5 posti letto ogni mille
abitanti. È in questo quadro di luci e ombre che si
inseriscono gli emendamenti alla manovra 2009, con l'ipotesi di
tagliare ancora di più i posti-letto, di aumentare
l'assistenza in day hospital e magari quella ambulatoriale. Con
l'obiettivo dichiarato di ridurre spesa e organici delle aziende
del Ssn. Il primo indice che con la manovra potrebbe subire
un'ulteriore riduzione è quello fissato nel Patto per la
salute 2007-2009 di 4,5 pl ogni mille abitanti (di cui 1 pl per
lungodegenza e riabilitazione). Nelle Regioni si va da un minimo
di 3,6 pl per mille abitanti della Campania al massimo di 5,7 nel
Lazio. Ma gli esperti sostengono che non sempre la dotazione
inferiore è sinonimo di efficienza, perché, quando i
posti letto sono troppo pochi, può anche voler dire che
l'assistenza è carente. L'indice che fa saltare davvero i
conti delle Regioni è invece quello dei ricoveri per acuti
(in regime ordinario e in day hospital) ogni mille abitanti. Da
anni lo standard di riferimento è di 180, ma la media
italiana, senza contare i ricoveri fuori Regione, è di 190
(207 con i ricoveri fuori Regione), con picchi che vanno da 140
nella provincia autonoma di Trento, 144 in Valle d'Aosta e 149 in
Friuli, fino ai 241 ricoveri per mille abitanti in Sicilia, 235 in
Abruzzo e 226 nel Lazio. |
Un
indice, questo, che dà anche la dimensione di un utilizzo
eccessivo e improprio dell'ospedale rispetto al territorio.
Il numero
di posti letto è anche un parametro strutturale decisivo per
la tenuta dei conti sanitari. Tanto è vero che, nelle Regioni
sottoposte ai Piani di rientro dal deficit, molti interventi
prevedono la soppressione di intere strutture e non solo di quelle
più piccole, ma anche di aziende ospedaliere. L'ultimo caso è
quello del Lazio, in cui l'ipotesi della Regione per far quadrare i
conti è chiudere del tutto ospedali come il centralissimo San
Giacomo, lo storico Forlanini o l'azienda ospedaliera San Filippo
Neri di Roma. Il risparmio sarebbe del 70% della spesa attuale, visto
che il 30% sono costi di personale che verrebbe riutilizzato in
mobilità. Le ipotesi di emendamento alla manovra 2009,
tuttavia, prevedono anche una riduzione del personale. Attualmente
c'è una media di 2,5 unità di personale ogni posto
letto, di cui circa 0,5 sono medici e 1,1 infermieri. Nelle Regioni
la distribuzione va dal minimo di 1,9 unità della Basilicata
alle 3,3 di Bolzano. Secondo gli esperti, però, una revisione
delle piante organiche dovrebbe puntare non solo sulla
rideterminazione degli organici di personale sanitario, ma anche di
quello amministrativo. Non a caso, l'ultimo «Rapporto Osserva
salute 2007» dell'università Cattolica ha sottolineato
come una percentuale eccessiva di amministrativi sul totale del
personale si traduca in un minore numero di operatori dedicati alle
cure e, quindi, in una minore efficienza dei servizi con costi
comunque elevati. Nelle Regioni, rispetto a un'incidenza media
nazionale dell'1,8% di personale amministrativo, si va dal 9,2% del
Molise al 15,5% della Valle d'Aosta. E questo, secondo il rapporto
«Osser vasalute», è uno dei pochi indicatori
sganciato dalla regola del divario Nord-Sud.
Fonte:
Sole 24Ore – 10.07.2008.
Ed.
Nazionale (pag. 7)
Conferenza
mondiale dell'AIDS: l'accesso universale alle cure
|
Il
traguardo va raggiunto entro il 2010.
Più
risorse economiche, nuovi e piu' efficaci metodi di rilevazione
epidemiologica, il rafforzamento delle politiche intraprese dai
governi nella lotta all'HIV-Aids e la sensibilizzazione dei
giovani. Questo il messaggio lanciato oggi a Citta' del Messico da
Pedro Cahn, presidente della International Aids Society and
Fundacio'n Hue'sped di Buenos Aires (Argentina) e
vicepresidente della Conferenza internazionale sull'Aids 2008, in
corso fino all'8 agosto nella metropoli messicana. Gli esperti
accorsi al principale evento mondiale su questa malattia sono
dunque tutti d'accordo sulla necessita' di riaffermare l'impegno
di tutti i Paesi contro le nuove infezioni da Hiv e l'assistenza
ai malati di Aids, e a favore della prevenzione. |
"Mancano
solo due anni alla data fissata dalle Nazioni Unite per l'obiettivo
del millennio - ha sottolineato Lui's Soto Rami'rez, presidente
locale della conferenza 2008 e direttore dell'unita' di Virologia
molecolare dell'Instituto Nacional de Ciencias Me'dicas y Nutricio'n
Salvador Zubira'n di Citta' del Messico - dobbiamo quindi raddoppiare
le forze, dato che solo lo scorso anno sono state due milioni e 700
mila le nuove infezioni di una malattia totalmente prevenibile".
"Il 40% dei contagi, inoltre - ha evidenziato Elisabet Fadul del
Dominican Network for Youth Rights/Global Youth Partners - avviene
fra i 15-24enni, cio' significa che ancora non si fa abbastanza per
difendere le fasce piu' deboli della popolazione. Per ribaltare la
situazione sono necessarie politiche forti e decise".
La
memoria dei neonati è simile a quella degli adulti
![]() |
I
risultati di uno studio condotto dall'Accademia delle Scienze
americana. La memoria dei neonati è in tutto e per tutto
simile a quella degli adulti dal momento che utilizza gli stessi
metodi come quello di suddividere le cifre di un numero di
telefono per impararlo piu' facilmente. Lo ha scoperto lo studio
diretto da Lisa Feigenson, dell'americana Johns Hopkins University
pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati
Uniti, Pnas. I ricercatori hanno studiato i comportamenti di
bambini di 14 mesi, mostrando loro un certo numero di oggetti e
poi infilandoli in una scatola. I bambini venivano spinti a
cercare gli oggetti nella scatola. riconoscendoli tra altri
oggetti non visti prima. |
Ma,
all'insaputa dei piccoli, i ricercatori nascondevano alcuni degli
oggetti in un altro luogo per vedere se i bambini riuscivano a
ricordare tutti i giochi e quindi a capire che alcuni mancavano
all'appello nella scatola. La memoria dei piccoli risultava molto
piu' precisa quando gli oggetti, prima di essere stati infilati nella
scatola, erano stati suddivisi in gruppi di due o tre: i bimbi
ricordavano meglio tutti i giochi che dovevano recuperare nella
scatola e si ostinavano nella ricerca di quelli nascosti a loro
insaputa. Secondo gli studiosi la strategia seguita dai piccoli
ricalca esattamente quella comunemente usata dagli adulti e, molto
probabilmente, e' innata nella mente umana.
In
viaggio con i bambini
|
È
iniziato il grande esodo per le vacanze estive ma organizzare il
viaggio, quando ci sono dei bambini, può richiedere uno
sforzo in più. È necessaria, infatti, una maggiore
programmazione per evitare, il più possibile, disagi e
contrattempi e per far sì che la vacanza scorra serena.
Mezzo
di trasporto, quale preferire?
I
bambini, anche molto piccoli, possono viaggiare senza
controindicazioni particolari su tutti i mezzi di trasporto. Se si
sceglie l'auto bisogna ricordare, innanzitutto, di utilizzare
sempre i seggiolini e i sistemi di sicurezza previsti dalla legge.
Tassativamente vietato fumare nell'abitacolo, è utile
programmare frequenti soste intermedie prima di arrivare alla
meta. Importante poi, prestare attenzione ai colpi d'aria, in
particolare se si viaggia con i finestrini abbassati o con l'aria
condizionata accesa, ai colpi di calore e a non creare
un'eccessiva escursione termica tra la temperatura interna
all'auto e quella esterna. |
Viaggiare
in treno è particolarmente consigliato per i lunghi percorsi,
che sarebbe comunque preferibile compiere di notte: il bambino si
addormenterà facilmente, il tempo trascorrerà più
rapido e si eviteranno i problemi legati alla noia.
Se avete
optato per l'aereo non esistono particolari controindicazioni neppure
per i bimbi più piccoli, anche se sarebbe meglio aspettare
almeno fino al sesto mese per viaggi lunghi, più che altro per
questioni organizzative. Fate bere spesso il bambino dato che l'aria
dell'aereo è molto secca e porta il corpo a disidratarsi e,
nelle fasi di decollo e di atterraggio, dategli una caramelle da
succhiare perché muovendo la mandibola si aiuta il timpano a
non chiudersi evitando il fastidioso mal d'orecchio. Uno dei
principali problemi che bisogna affrontare con i voli di lunga tratta
è poi quello del cosiddetto "jet leg". Sebbene non
esista una "cura preventiva" per evitare i disturbi che
questo comporta è possibile ricorrere a semplici accorgimenti
per diminuirne l'impatto: innanzitutto fate in modo che nei giorni
che precedono il viaggio il bambino riposi adeguatamente e vada a
dormire a orari regolari. Una volta raggiunta la meta, poi, evitate
di metterlo subito a letto: se è giorno meglio fare una doccia
e uscire, aiuta ad adattarsi il prima possibile agli orari del paese
che vi ospita (....)
Bambini
paurosi = bambini ansiosi?
|
I
vostri bambini hanno davvero paura delle montagne russe, dei film
dell'orrore o delle storie di fantasmi e non provano nessun
piacere a vivere emozioni forti? Allora sono più a rischio
di disturbi ansiosi: lo rivela una ricerca australiana.
Gli
studiosi della Queensland University of Technology (QUT)
hanno preso in esame un gruppo di bambini indagando sul loro
rapporto con le attività ‘paurose': è emerso che
il 18 per cento non prova nessun brivido di eccitazione ma solo
terrore quando si trova a fronteggiare esperienze simili. Guarda
caso, la stessa percentuale di bambini definita dai genitori
“eccessivamente paurosa” in un sondaggio parallelo.
“C'è
una correlazione definita tra l'essere facilmente
impressionabili e l'ansia, e non provare nessun divertimento in
attività ‘paurose' è un sintomo preoccupante che
va valutato con attenzione”, afferma Marylin Campbell, leader
del team di ricercatori della QUT. “Non è una diagnosi,
ma solo un campanello d'allarme per i genitori, che devono
vigilare su altri comportamenti ansiosi dei loro figli”.
Fonte:
Fearful kids more at risk of anxiety disorders. QUT news 2008.
david
frati. |
I
Disattese
le nuove norme sui giocattoli magnetici
Da lunedì
21 luglio i giocattoli magnetici dovrebbero avere bene in
evidenza sulla confezione le nuove avvertenze decise nell'aprile
scorso dalla Commissione Europea. Il condizionale è d'obbligo
visto che la normativa è tutt'altro che rispettata, secondo
una denuncia dell'associazione di difesa dei consumatori
Altroconsumo.
Su ogni
scatola dovrebbe esserci una scritta simile a questa: “Avvertenza!
Questo oggetto contiene magneti o componenti magnetici. Un magnete
che si attacca a un altro magnete o a un oggetto metallico
all'interno del corpo umano può provocare lesioni gravi o
mortali. In caso di ingestione o inalazione di magneti, richiedere
immediatamente assistenza medica”.
È
previsto inoltre che l'avvertenza debba essere chiaramente visibile
e leggibile e che sia posta in evidenza sull'imballaggio in modo
che il consumatore possa notarla al momento dell'acquisto.
La
decisione della Commissione trova il suo fondamento nel rischio alla
salute dei bambini connesso all'ingestione dei magneti, che si
possono attirare fra loro causando perforazioni, infezioni e blocchi
intestinali. Sono stati numerosi gli incidenti di questo tipo
segnalati in tutto il mondo tra il 2006 e il 2007, tra cui uno
mortale negli Stati Uniti. Per problemi di sicurezza, nella sola
estate del 2007 sono stati ritirati oltre 18 milioni di giocattoli di
questo tipo.
Fonte:
Newsletter Altroconsumo 29/07/2008.
Alimenti
per bambini: allarme qualità nutrizionale
|
Molti
prodotti alimentari specificatamente indirizzati ai bambini sono
da considerarsi poveri dal punto di vista della qualità
nutritiva che offrono. Secondo uno studio canadese che ha
analizzato 367 prodotti tra cui merendine, cereali, prodotti
surgelati e precotti, e i cui risultati sono stati pubblicati
sulla rivista Obesity Reviews, questa povertà
nutrizionale è attribuibile praticamente a nove alimenti
per bambini su dieci. Per la valutazione sono stati utilizzati i
criteri stabiliti dallo statunitense Center for Science in the
Public Interest: gli alimenti che possono essere definiti
"sani", non devono avere più del 35 per cento
delle calorie derivate da grassi, non devono avere più del
35 per cento di zuccheri aggiunti e devono avere un livello di
sodio compreso tra i 230 mg per porzione degli snack e i 770 mg
per porzione dei cibi precotti. Secondo le analisi dei ricercatori
canadesi solo l'11 per cento dei prodotti analizzati presentava
dei valori nutrizionali compatibili con questi criteri. Il 70 per
cento aveva livelli troppo alti di zucchero, il 23 per cento di
grassi e il 17 per cento di sodio. Inoltre il 63 per cento
presentava sulle confezioni avvisi nutrizionali spesso fonte di
confusione o associati ad immagini di eroi dei ragazzi intenti ad
un attività sportiva, in modo da far associare l'alimento
ad un'immagine positiva e di salute. |
Affidarsi
ai prodotti confezionati per i pasti e le merende dei più
piccoli sembra quanto mai inopportuno, anche se probabilmente più
semplice e meno impegnativo per i genitori. Educare sin da piccoli i
bambini ad apprezzare il cibo sano renderebbe più in là
la vita più semplice ai genitori: la colazione con pane e
marmellata non farebbe storcere il naso e il pane e formaggio per
merenda diventerebbe una golosità.
Fonte: Elliott C. Assessing 'fun foods': nutritional content and analysis of supermarket foods targeted at children. Obesity Reviews 2008; 9(4):368-377.
Fonte: Elliott C. Assessing 'fun foods': nutritional content and analysis of supermarket foods targeted at children. Obesity Reviews 2008; 9(4):368-377.
Nasce
BIF-Online
|
Si
chiama Bif-online (www.bif-online.it) il neonato sito del
Bollettino di informazione sui farmaci offerto dall'Agenzia
italiana del farmaco per il personale sanitario e non solo:
farmacisti, medici, infermieri, ricercatori, dirigenti sanitari,
privati e giornalisti. E chiunque sia interessato ai grandi temi
che condizionano l'uso dei farmaci, alle decisioni regolatorie e
alla ricerca in farmacoterapia. Il Bif-online vuole offrire uno
spazio accreditato di approfondimento per una pratica clinica
meditata e critica. |
Semplice
nella grafica e facile nella navigazione, raccoglie interviste,
commenti, notizie e report dai congressi nazionali e internazionali.
Navigando nel sito appare subito evidente che il Bif-online non vuole
rappresentare la semplice versione elettronica della rivista
cartacea. Ma molto di più: uno strumento informativo che –
sfruttando le potenzialità del web – integra i contenuti del
Bollettino secondo il principio di voler informare in modo
indipendente e documentato i medici e i farmacisti italiani.
In home
page viene presentata una video intervista ad Aldo Maggioni,
coordinatore del programma di monitoraggio d'uso del farmaco
Ivabradina, del quale il Bollettino cartaceo aveva già dato
notizia. Maggioni, clinico e ricercatore del Centro Studi
dell'Associazione nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri,
riassume i dati raccolti nei primi quattro mesi di osservazione e
descrive i prossimi passi del progetto postmarketing che si propone
di valutare l'innovatività di questo agente antiaritmico per
il trattamento di pazienti con angina instabile. Giampiero Mazzaglia
commenta in un video il punto di vista del farmacologo clinico ai
programmi di monitoraggio d'uso dei farmaci.
Il focus
viene completato dall'intervento di Nicola Montanaro, farmacologo
dell'Università di Bologna, che descrive secondo quali
criteri valutare l'esistenza di una reale innovazione terapeutica e
quali ruoli occupano l'AIFA e le Regioni per il futuro prossimo
dell'innovazione in Sanità.
Bifonline
è stato progettato e realizzato secondo i criteri ed
accessibilità e usabilità al fine di facilitarne
l'acceso. E' previsto un servizio gratuito di newsletter per
aggiornare periodicamente gli iscritti sulle novità del sito e
sulle iniziative e attività dell'Agenzia italiana del farmaco.
Fonte:
www.bif-online.it
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario
generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica
“maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la
sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che
più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità
e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i
principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di
ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla
letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni
commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità
assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un
aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i
cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono
fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a
essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci
articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che
ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a
irene.bruno@tele2.it).










