1Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo,
Trieste
2Redazione
di Medico e Bambino
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Pediatrics.
2009;123:e972-e974 | |||||
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Questo
mese su Pediatrics è stata pubblicata una tabella
dei normali range pressori di bambino e adolescente.
L’ipertensione
in pediatria è sicuramente sottodiagnosticata nei bambini e
soprattutto negli adolescenti. Un motivo di questa carenza
diagnostica potrebbe essere anche dovuto alla difficoltà di
individuare il corretto percentile della pressione in base a
quello dell’altezza.
Scopo
di questo studio è stato quello di produrre una tavola più
semplice e veloce da utilizzare partendo dalle tavole già
esistenti e analizzando nuovamente i dati di popolazione.
Il
numero di valori pressori identificati nelle nuove tavole è
passato da 476 a 64. Per ogni anno di vita dai (3 ai 18 anni) e
per sesso, considerando un valore massimo di pressione sistolica e
uno di diastolica.. Queste tabelle permettono così
velocemente di identificare pressocchè tutti i soggetti
ipertesi. L’unico limite: qualche falso positivo nei bambini
molto più alti della media. | ||||
The
Lancet | |||||
L’incidenza
di diabete tipo 1 tra i bambini raddoppierà in
10 anni, se il trend attuale resterà stabile. Questi i dati
di un allarmante studio pubblicato su Lancet. Questa
previsione si basa su dati osservazionali europei ma facilmente
rispecchierà anche la tendenza americana.
I dati
emersi mostrano una tendenza all’anticipazione della
presentazione del diabete che se fino ad oggi ha un’età
di esordio dopo i dieci anni ora sempre più coinvolge
bambini più piccoli.
Dai
dati del registro europeo emerge che:
Secondo
gli esperti la causa di questo evento è da
ricercarsi in qualche forma di influenza ambientale (dieta nei
primi anni di vita, infezioni virali, taglio cesareo)…ma
nulla è ancora stato veramente confermato.
“Essere
nati da una madre anziana, con taglio cesareo, sembra aumentare il
rischio di diabete, anche se una spiegazione a questa osservazione
ancora non esiste”.
Un’altra
osservazione fatta in Colorado è che anche il fatto di aver
acquistato peso rapidamente nei primi mesi di vita, a causa di
un’eccessivaalimentazione, è un fattore di rischio.
… per
ora solo dati osservazionali…staremo a vedere.. | |||||
The
Journal of Nutrition | |||||
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Su The
Journal of Nutrition è stato pubblicato uno studio che
attribuisce al deficit di vitamina D un importante ruolo causativo
nella vaginosi batterica. La vaginosi batterica, a sua
volta, è ritenuta responsabile di aborti o di gravidanze
complicate.
Secondo
questi studiosi di Pittsburgh la vitamina D, nel suo ruolo
regolatorio nei confronti del sistema immunitario, eserciterebbe
un ruolo importante nella prevenzione della vaginosi batterica.
In
questo studio più del 50%di donne con vaginosi batterica
esaminate presentava una carenza di vitamina D. La
somministrazione di vitamina ha permesso di ottenere una
normalizzazione della flora batterica vaginale in più della
metà delle donne.
J
Nutr. 2009;139:1157-1161. | ||||
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Anche
per i diversamente abili le istruzioni e modalità
organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato
conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo
grado nelle scuole statali e non statali per l'anno scolastico
2008/2009 nell'Ordinanza Ministeriale n. 40 dell'8 aprile 2009.
Per i
diversamente abili ci sono nuove norme per l'esame di Stato.
Nell'Ordinanza Ministeriale n. 40 dell'8 aprile 2009 trovate le
indicazioni per gli alunni con disabilità nell'articolo 17.
Viene
riconosciuta l'alternativa delle prove equipollenti con tempi e
strumenti tecnologici adeguati. Di questo e altro si parla
nell'ordinanza sopra citata. E' disponibile nel sito
Pubblica.istruzione.it. | ||||
Annual
Meeting of ASCO 2009 | |||||
Sembra
che un nuovo tipo di immunoterapia sperimentale permetterà
di prolungare la sopravvivenza e di ridurre il rischio di ricaduta
nei bambini con linfoma ad alto rischio (risultati di un trial
clinico di fase 3 presentati all’incontro annuale dell’
American Society of Clinical Oncologists (ASCO)
I
pazienti con neurobalstoma sono molto difficili da trattare, la
morte per neuroblastoma rappresenta il 15% delle cause di morte
per cancro in età pediatrica. Circa il 40% dei
neuroblastomi alla diagnosi sono classificati come ad alto
rischio. Anche se trattati in maniera molto aggressiva, le
ricadute sono frequenti e molti pazienti non sopravvivono. Questa
nuova terapia è costituita da un anticorpo chimerico
diretto contro una glicoproteina, la GD2, che viene espressa sulla
superficie del neuroblastoma. Questa proteina impedisce al sistema
immunitario di attaccare il neuroblastoma, se legata a questo
anticorpo chimerico, perde le sue capacità e permette al
sistema immunitario di distruggere il tumore. A distanza di 2 anni
la sopravvivenza dei bambini trattati con terapia standard +
immunoterapia è dell’86% mentre è del 75% nel
gruppo terapia standard. L’event-free survival è del
66% contro il 44% rispettivamente. Lo studio è stato
interrotto precocemente per la presenza di chiari benefici
prognostici. Effetti collaterali: dolore, reazioni allergiche…
Questa
terapia potrebbe risultare utile anche per altri tipi di tumore
come il melanoma, il tumore polmonare a piccolo cellule, il
sarcoma dei tessuti molli e alcuni tumori cerebrali.
2009
Annual Meeting of the American Society of Clinical Oncologists
(ASCO): Abstract 10067. | |||||
Pediatrics | |||||
Il
paracetamolo (acetaminofene) è il farmaco più
utilizzato per il controllo febbrile, ma quale via di
somministrazione è più efficace, quella orale o
quella rettale? È stata realizzata una metanalisi che ha
esaminato 4 studi randomizzati (3 realizzati in ambito pediatrico
con 150 soggetti, e 1 in ambito adulto con 83 soggetti): gli studi
hanno preso in considerazione le due vie di somministrazione.
Non
sono state registrate differenze tra la via orale e rettale per
quanto riguarda la velocità di diminuzione della
temperatura, l'entità della diminuzione dopo 1 e dopo 3 ore
e l'entità massima ottenibile di calo termico. Non è
stato possibile giudicare l'effetto antalgico dal momento che
solamente uno studio ha preso in considerazione questo aspetto
Anche
se si continua a discutere su quale sia la via di somministrazione
migliore, pare proprio che l'efficacia del paracetamolo sia
indipendente dalla modalità di assunzione.
Archives
of Pediatrics and Adolescent Medicine
Pediatric
Academic Societies (PAS) 2009 Annual Meeting: Abstract 2530.6.
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CellCept
è un immunosoppressore indicato, in associazione con
ciclosporina e corticosteroidi, nella profilassi del rigetto acuto
in pazienti che ricevono un allotrapianto renale, cardiaco o
epatico. A oggi sono stati riportati, a livello mondiale, 41 casi
di Aplasia Eritroide Pura (Pure Red Cell Aplasia, PRCA) associati
all’impiego di CellCept. La PRCA è un tipo di anemia
in cui all’esame del midollo osseo si osserva una riduzione
selettiva dei precursori degli eritrociti, ma non dei leucociti.
Alcuni dei pazienti trattati con CellCept stavano assumendo anche
altri farmaci che potrebbero aver contribuito allo sviluppo della
PRCA. Comunque, anche se non è noto il meccanismo
attraverso cui il micofenolato mofetile può causare la
PRCA, una relazione di causalità tra CellCept e PRCA non
può essere esclusa. Come si è osservato in 16 dei
casi riportati, la PRCA può risolversi con la riduzione
della dose o con l’interruzione della terapia con CellCept.
Le modifiche al trattamento con CellCept nei pazienti trapiantati
devono essere effettuate sotto la supervisione clinica di uno
specialista al fine di minimizzare il rischio di rigetto. Il
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto è stato
modificato in maniera da includere queste nuove avvertenze e
precauzioni d’impiego. | ||||
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha ripetutamente ribadito che
l’assistenza ai soggetti in età evolutiva (0-18, cioè
neonati, bambini e adolescenti) vada distinta da quella
dell’adulto e richieda un approccio adeguato. Per soddisfare
il concetto di Area Pediatrica enunciato dalla SIP (1978 e 1995) e
poi recepito nel progetto obbiettivo materno infantile (P.O.M.I.)
e in diversi successivi Piani Sanitari Nazionali, competenze,
spazi e ambienti vanno complessivamente finalizzati alle esigenze
di neonati bambini e adolescenti , sia per quanto concerne la
prevenzione che la diagnosi e la cura di malattie frequenti o
rare.
Nel rispetto di un’area di cure esclusivamente pediatriche, personale medico ed infermieristico devono possedere competenze specifiche basate su una “cultura pediatrica” che abbracci sia la pediatria generale sia le varie branche sub-specialistiche d’organo (ad es. oncolologia, gastroenterologia, endocrinologia, ecc) e di fascia di età (ad es. neonatologia e medicina dell’adolescenza). Solo un’approfondita conoscenza delle varie problematiche dell’età evolutiva, compresa fra 0-18 anni, permette, infatti, di prendersi cura in modo ottimale dei minori, garantendo loro un corretto sviluppo bio-psico-sociale e sostenendo adeguatamente le loro famiglie. Infatti ogni popolazione pediatrica (neonati, lattanti, bambini di prima e seconda infanzia ed adolescenti) ha proprie specificità e specifiche esigenze terapeutiche ed assistenziali. In Italia, le scelte di politica sanitaria degli ultimi decenni hanno affidato ai pediatri il compito di tutelare la salute dell’infanzia e dell’adolescenza e i pediatri, anche grazie ad un rigoroso aggiornamento scientifico, hanno dato risposte efficaci alle variegate esigenze di una società in rapido mutamento. Accanto al pediatra la figura dell’infermiere pediatrico viene ricollocata in primo piano grazie al riconoscimento nel corso di laurea infermieristica , dopo un biennio comune di base, di un terzo anno ad indirizzo specialistico pediatrico, come richiesto ed ottenuto dalla Società italiana di Pediatria. Ciò posto, la Società Italiana di Pediatria, le Società Scientifiche ad essa affiliate ed i suoi Gruppi di Studio – riuniti in Consulta Nazionale in rappresentanza di oltre 8500 pediatri italiani - ribadiscono l’imprescindibile esigenza che la cultura e la competenza pediatrica vengano mantenute e salvaguardate nelle loro interezza e specificità, in un periodo, come l’attuale, di profonde trasformazioni e devoluzione, che coinvolgono anche l’organizzazione delle strutture sanitarie e i programmi di prevenzione e cura. La Consulta della Società Italiana di Pediatria richiede - per tutelare in modo ottimale la salute del neonato, del bambino e dell’adolescente - che il Pediatra continui a costituire,sia a livello ospedaliero che territoriale, il fulcro irrinunciabile dell’ assistenza all’intera età evolutiva (0-18 anni), non solo per gli aspetti generali della pediatria, ma anche per quanto attiene alla gestione delle problematiche afferenti singole sub-specialità pediatriche, comprese le malattie croniche e rare.. | |||||
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale
e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore".
Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un
giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna
pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre
il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le
possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di
giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno
lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità,
non va considerata una verità assoluta né applicata
l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare
nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che
solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi
chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto
modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a
brunoi@burlo.trieste.it;
alessandra.perco@gmail.com.





