1Clinica Pediatrica, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino
Indirizzo per corrispondenza:brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha ripetutamente ribadito che
l’assistenza ai soggetti in età evolutiva (0-18, cioè
neonati, bambini e adolescenti) vada distinta da quella
dell’adulto e richieda un approccio adeguato. Per soddisfare
il concetto di Area Pediatrica enunciato dalla SIP (1978 e 1995) e
poi recepito nel progetto obbiettivo materno infantile (P.O.M.I.)
e in diversi successivi Piani Sanitari Nazionali, competenze,
spazi e ambienti vanno complessivamente finalizzati alle esigenze
di neonati bambini e adolescenti , sia per quanto concerne la
prevenzione che la diagnosi e la cura di malattie frequenti o
rare.
Nel rispetto di un’area di cure esclusivamente
pediatriche, personale medico ed infermieristico devono possedere
competenze specifiche basate su una “cultura pediatrica”
che abbracci sia la pediatria generale sia le varie branche
sub-specialistiche d’organo (ad es. oncolologia,
gastroenterologia, endocrinologia, ecc) e di fascia di età
(ad es. neonatologia e medicina dell’adolescenza).
Solo
un’approfondita conoscenza delle varie problematiche
dell’età evolutiva, compresa fra 0-18 anni, permette,
infatti, di prendersi cura in modo ottimale dei minori, garantendo
loro un corretto sviluppo bio-psico-sociale e sostenendo
adeguatamente le loro famiglie. Infatti ogni popolazione
pediatrica (neonati, lattanti, bambini di prima e seconda infanzia
ed adolescenti) ha proprie specificità e specifiche
esigenze terapeutiche ed assistenziali.
In Italia, le scelte
di politica sanitaria degli ultimi decenni hanno affidato ai
pediatri il compito di tutelare la salute dell’infanzia e
dell’adolescenza e i pediatri, anche grazie ad un rigoroso
aggiornamento scientifico, hanno dato risposte efficaci alle
variegate esigenze di una società in rapido mutamento.
Accanto al pediatra la figura dell’infermiere pediatrico
viene ricollocata in primo piano grazie al riconoscimento nel
corso di laurea infermieristica , dopo un biennio comune di base,
di un terzo anno ad indirizzo specialistico pediatrico, come
richiesto ed ottenuto dalla Società italiana di Pediatria.
Ciò
posto, la Società Italiana di Pediatria, le Società
Scientifiche ad essa affiliate ed i suoi Gruppi di Studio –
riuniti in Consulta Nazionale in rappresentanza di oltre 8500
pediatri italiani - ribadiscono l’imprescindibile esigenza
che la cultura e la competenza pediatrica vengano mantenute e
salvaguardate nelle loro interezza e specificità, in un
periodo, come l’attuale, di profonde trasformazioni e
devoluzione, che coinvolgono anche l’organizzazione delle
strutture sanitarie e i programmi di prevenzione e cura.
La
Consulta della Società Italiana di Pediatria richiede - per
tutelare in modo ottimale la salute del neonato, del bambino e
dell’adolescente - che il Pediatra continui a costituire,sia
a livello ospedaliero che territoriale, il fulcro irrinunciabile
dell’ assistenza all’intera età evolutiva (0-18
anni), non solo per gli aspetti generali della pediatria, ma anche
per quanto attiene alla gestione delle problematiche afferenti
singole sub-specialità pediatriche, comprese le malattie
croniche e rare..
Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.





