Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982.
In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
a cura Irene Bruno e Alessandra Perco. NUOVA SQUADRA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRIIPERTENSIONE PIù COMUNE NEI FIGLI DEI PAZIENTI MALATI DI ALZHEIMERUDINE, PER NATALE UN PELUCHE DELLA DISNEY AI BAMBINI DI ABIO E ASSOCIAZIONE LUCAFAO: C’è RISCHIO DI NUOVA CRISI ALIMENTARESTORIA NATURALE DEL TSH NELL’INFANZIAQUANDO I BAMBINI CON MALATTIA DI KAWASAKI CRESCONO: COMPLICANZE MIOCARDICHE E VASCOLARI NELL’ETà ADULTALA DEPRESSIONE POST-PARTUM COLPISCE OGNI ANNO CENTOMILA ITALIANEAFGHANISTAN, UNICEF: è POSTO PIù PERICOLOSO AL MONDO PER NASCERECONGO: IL PRIMO ACCORDO CON IL MINISTERO DELLA FAMIGLIA PER DARE UN’IDENTITà AI BAMBINI ABBANDONATIBIMBI SPORCHI PIù SANIASMA DA SMOG, BOOM DI BIMBI RICOVERATIMINORI, ANCHE IN ITALIA OBBLIGATORIO IL PASSAPORTO PERSONALEFUMETTI SPIEGANO AI BIMBI L’IMPORTANZA DI DONARE SANGUE20 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE PER I DIRITTI DEI BAMBINIALBERTO G. UGAZIO E LA SUA SQUADRA ELETTI ALLA GUIDA DELLA SOCIETà ITALIANA DI PEDIATRIA. Medico e Bambino pagine elettroniche 28; 28(10) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0910_10.html
Nuova squadra dell’Associazione Culturale PediatriIpertensione più comune nei figli dei pazienti malati di AlzheimerUdine, per Natale un peluche della Disney ai bambini di Abio e Associazione LucaFAO: c’è rischio di nuova crisi alimentareStoria naturale del TSH nell’infanziaQuando i bambini con malattia di Kawasaki crescono: complicanze miocardiche e vascolari nell’età adultaLa depressione post-partum colpisce ogni anno centomila italianeAfghanistan, Unicef: è posto più pericoloso al mondo per nascereCongo: il primo accordo con il Ministero della famiglia per dare un’identità ai bambini abbandonatiBimbi sporchi più saniAsma da smog, boom di bimbi ricoveratiMinori, anche in Italia obbligatorio il passaporto personaleFumetti spiegano ai bimbi l’importanza di donare sangue20 novembre: Giornata mondiale per i Diritti dei bambini
Nuova squadra dell’Associazione Culturale Pediatri
Nel corso del XXI Congresso dell’Associazione Culturale Pediatri, ACP, tenutosi a Cesenatico (FC) dal 08 al 10 Ottobre 2009 è stato eletto il nuovo presidente dell’Associazione. Dopo due mandati consecutivi il dott. Michele Gangemi passa il testimone al dott. Paolo Siani, direttore della UOC di Pediatria dell’AORN “A. Cardarelli” di Napoli.
Ipertensione più comune nei figli dei pazienti malati di Alzheimer
I risultati di uno studio suggeriscono che le associazioni sono indipendenti dallo stato genetico APOE e sottolineano la necessità di valutare i figli per la prevenzione primaria dell’ipertensione. Vai alla fonteVai alla fonte2
Udine, per Natale un peluche della Disney ai bambini di Abio e Associazione Luca
www.triesteabile.itnewsletter del 11/11/2009 Un peluche sotto l’albero di Natale dei bambini più sfortunati. Quelli seguiti da una delle associazioni benefiche che, anche a Udine, hanno aderito al progetto “L’albero delle Donazioni”, iniziativa promossa da Disney Store e al via da ieri per contribuire a offrire anche ai bimbi ammalati la gioia di un regalo. Nel capoluogo friulano, a rispondere all’invito del punto vendita Disney udinese, sono stati Abio Udine, associazione che si occupa di iniziative finalizzate all’accoglienza dei bambini che entrano in contatto con la struttura ospedaliera e delle loro famiglie, e l’Associazione Luca, organizzazione non lucrativa di utilità sociale che svolge la propria attività nel campo delle malattie maligne dei bambini, in particolare tumori e leucemie infantili. L’idea, per tutto il mese di novembre, è quella di permettere a chiunque si recherà in uno dei 14 store d’Italia, di donare, con una spesa simbolica di sei euro, un peluche Disney del valore di 25 euro a un bambino seguito da una delle associazioni benefiche coinvolte nel progetto, tra le quali, appunto, Abio Udine e Associazione Luca. “L’Albero delle donazioni”, grazie alla partnership con le associazioni, permetterà così a oltre 3 mila bambini di passare un Natale un po’ più speciale. “Il Natale è un momento magico per tutti - afferma Giampaolo Scrivano, country manager Disney Store Italia - e quest’anno grazie a Disney Store sarà possibile condividere questa magia con chi è meno fortunato: “l’Albero delle Donazioni” permette di fare una buona azione grazie alle associazioni benefiche di tutt’Italia che ci hanno supportato nel progetto”. Chiunque donerà un peluche riceverà un pacchetto di ringraziamento contenente l’esclusiva “spilla della stella dei desideri”, insieme a un certificato di donazione. “L’Albero delle Donazioni” diventa anche l’idea per un regalo originale: sarà possibile infatti effettuare la donazione a nome di un amico o di un familiare e regalare così una buona azione e un Natale da ricordare a uno dei bambini ospiti delle strutture coinvolte in tutta Italia. Tra le quali, appunto, Abio Udine e Associazione Luca Onlus, che proprio oggi festeggerà allo “Zanon” i primi dieci anni di attività.
FAO: c’è rischio di nuova crisi alimentare
[Bioagricultura Notizie] Anno VII, Numero 39, 13 novembre 2009 Nel mondo più di un miliardo soffrono la fame. “Senza azioni decisive da parte degli Stati il numero degli affamati nel mondo potrebbe accrescersi e non può essere esclusa una nuova crisi alimentare”. Lo ha detto il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, che ha ribadito l’invito ai governi mondiali a investire circa 44 miliardi di dollari all’anno per sconfiggere la fame nel mondo aumentando la produzione agricola e rilanciando il settore rurale nei Paesi in via di sviluppo. Intanto la FAO ha lanciato una petizione on-line contro la fame. L’indirizzo web per sottoscrive la petizione è: http: Parlando nella conferenza stampa di presentazione del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre, Diouf ha ricordato che nei Paesi poveri, importatori netti di alimenti, i prezzi delle derrate alimentari “continuano a essere sostenuti” e che una situazione di “grave insicurezza alimentare colpisce al momento 31 Paesi che per questo necessitano di aiuti d’emergenza”. La battaglia contro la fame, che colpisce 1,02 miliardi di persone nel mondo, però, secondo Diouf “può essere vinta”. “È già successo in passato”, ha detto. “Ma - ha aggiunto - pensare di sradicarla in tempi di crisi economica senza un rilancio del settore agricolo e rurale e un sostegno concreto ai 2 miliardi di piccoli agricoltori che rappresentano un terzo della popolazione mondiale, è impensabile”. Quindi, ha precisato Diouf, occorre destinare maggiori risorse all’agricoltura, investendo nel settore rurale e agricolo circa 44 miliardi di dollari all’anno: cifra che, secondo gli esperti della FAO, corrisponde a quel 17% del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all’India e ai Paesi dell’America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la ‘rivoluzione verde’. “A tutt’oggi invece - ha sottolineato il direttore generale della FAO - all’agricoltura sono destinati solo il 5% delle risorse, percentuale che era del 3,6% prima del G8 dell’Aquila”. (Ansa)
Storia naturale del TSH nell’infanzia
Vai alla fonteJournal of Clinical Endocrinology and Metabolism Non abbiamo molti studi sulla funzionalità tiroidea in età pediatrica, per cui alcuni ricercatori in Israele hanno realizzato una ricerca sulla storia naturale del TSH utilizzando i dati di un database assicurativo. Su circa 1 milione di bambini esaminati (in un’età da 6 mesi a 16 anni) è risultato che 121.000 di loro (12%) sono stati sottoposti al dosaggio del TSH in assenza di patologia tiroidea, nell’anno 2002. Nella maggior parte dei casi non è stato noto il motivo dell’esecuzione del test. All’inizio, i livelli del TSH sono risultati normali nel 96.5% dei bambini, lievemente aumentati nel 2,9%, molto elevati nello 0,4% e bassi nello 0,2% dei soggetti; i valori che sono stati adottati per questa classificazione sono stati:
Molto elevati: oltre 10 mUI/l
Lievemente aumentati: 5,50-10 mUI/l
Normali: 0,35-5,50 mUI/l
Bassi: inferiori a 0,35 mUI/l
Dopo l’accertamento iniziale è iniziato il trattamento per quell’1% dei bambini che presentava disfunzione tiroidea sintomatica, e questi bambini sono stati esclusi dalle analisi successive. Circa la metà dei rimanenti ha praticato un secondo dosaggio del TSH nei 5 anni successivi. Tra quelli che presentavano valori bassi all’inizio dello studio, il 79% presentava livelli normalizzati al secondo controllo. Tra quelli che presentavano valori elevati e molto elevati, il secondo dosaggio è risultato normale rispettivamente nel 74% e nel 40% dei casi. Mediante analisi multivariate, i due fattori che si sono associati alla persistenza di valori anormali sono stati il sesso femminile e il valore iniziale superiore a 10 mUI/l. Il commento a questo articolo: Non sappiamo perché il dosaggio del TSH sia così routinario tra i bambini israeliani, ma possiamo concludere che solamente l’1% dei test porta a una diagnosi di disfunzione tiroidea, mentre la maggior parte dei valori fuori intervallo si normalizzano nel tempo: un ulteriore invito a non procedere a screening costosi e inutili.
Quando i bambini con malattia di Kawasaki crescono: complicanze miocardiche e vascolari nell’età adulta
Vai alla fonte La malattia di Kawasaki (KD) è una vasculite acuta e autolimitante che compare tipicamente nei bambini e fu descritta per la prima volta dal pediatra giapponese Tomisaku Kawasaki nel 1967. Sebbene si pensasse in origine che fosse una condizione rara, la KD è diventata la causa più comune di cardiopatia acquisita in età pediatrica nei Paesi sviluppati.Journal of the American College of Cardiology http://content.onlinejacc.org/cgi/content/short/54/21/1911?r.
La depressione post-partum colpisce ogni anno centomila italiane
Vai alla fonte In Italia ogni anno 100.000 donne sono colpire dalla depressione post-partum che, spesso, non viene diagnosticata ed è negata sia dalle neo-mamme sia dalla famiglie Lo afferma Paola Vinciguerra, psicologa e presidente dell’Eurodap (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) commentando il caso della donna di Padova, mamma per la seconda volta da appena tre mesi, che ha ucciso nei giorni scorsi il primo figlio di tre anni a coltellate e che sembra soffrisse appunto di depressione post-partum. Secondo l’esperta, nei casi più gravi di depressione post-partum la donna può subire uno scivolamento psicotico e la depressione si trasforma in psicosi post-partum, la forma più grave di depressione che richiede misure mediche tempestive. I sintomi comprendono stati di agitazione, confusione, disagio sociale, insonnia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino. Secondo la Vinciguerra sono diversi i fattori che contribuiscono all’insorgere di questo disturbo: problemi ormonali, età della mamma e variabili psico-sociali. Sono più a rischio le donne giovani, single, con gravidanza non desiderata o inaspettata, con problemi di relazione coniugale, con eventi di vita stressanti e con precedenti aborti. Le cure possono prevedere psicoterapia e anche ‘assunzione di ansiolitici e antidepressivi sotto controllo medico. È comunque consigliabile per tutte le neo-mamme, conclude la presidente Eurodap, frequentare dei corsi post-partum, utili per affrontare la riorganizzazione della struttura familiare.
Afghanistan, Unicef: è posto più pericoloso al mondo per nascere
Vai alla fonte Otto anni dopo l’invasione a guida Usa per rovesciare i Talebani, l’Afghanistan risulta essere il Paese più pericoloso al mondo per un bambino, secondo le Nazioni Unite. Il Paese è particolarmente pericoloso per le bambine, ha detto l’Unicef lanciando il suo rapporto annuale, The State of the World’s Children. L’Afghanistan, spiega l’agenzia Onu, ha il più alto tasso di mortalità infantile, 257 morti ogni mille bambini, e il 70% della popolazione non ha accesso ad acqua pulita. La ribellione talebana sta inoltre rendendo difficile campagne di vaccinazione vitali come quella contro la polio. “L’Afghanistan oggi è senza dubbio il posto più pericoloso in cui nascere”, ha detto in una conferenza stampa a Ginevra Daniel Toole, direttore generale dell’Unicef per l’Asia meridionale.
Congo: il primo accordo con il Ministero della famiglia per dare un’identità ai bambini abbandonati
Vai alla fonte Un primo ma importante traguardo per dare un’identità a migliaia di bambini abbandonati congolesi. Il Ministero per la Famiglia e l’Infanzia della Repubblica Democratica del Congo ha firmato, lo scorso 19 novembre, il primo accordo con Ai.Bi. per dare avvio a un progetto a favore di bambini abbandonati e orfani nel Paese.
Bimbi sporchi più sani
Vai alla fonte Uno studio dimostra come alcuni batteri aiutano la reazione immunitaria della pelle in caso di ferita. Igienisti di tutto il mondo, ravvedetevi. Germi e batteri non sono solo fonte di malanni e infezioni, ma anche un importante aiuto nel corretto funzionamento della reazione immunitaria dell’organismo. Uno studio realizzato dall’Università di San Diego e condotto sotto la guida di Yu Ping Lai ha mostrato come questo avvenga nel caso di ferite cutanee. La pelle reagisce meglio alle ferite se non è troppo pulita, se cioè la microflora è adeguatamente popolata di stafilococchi. I risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Nature Science e riproposti dal Guardian. LA RICERCA - Le analisi, che sono state condotte in laboratorio su colture di cellule umane e di cavie, hanno permesso ai ricercatori di osservare il funzionamento della microflora della pelle in cui sono presenti alcuni stafilococchi che hanno una funzione mitigante nei confronti della reazione immunitaria in caso di tagli. Gli stafilococchi producono l’acido lipoteicoico che agisce sui cheratinociti, le cellule dell’epidermide responsabili anche dell’assorbimento della melatonina, in modo che questi evitino che il sistema immunitario reagisca in misura eccessiva all’infezione esterna producendo arrossamenti, eruzioni e sfoghi cutanei. Insomma, batteri che sono potenzialmente nocivi aiutano a regolare la risposta immunitaria evitando problematici eccessi di difesa. IPOTESI IGIENICA – I risultati forniscono ulteriori giustificazioni scientifiche alla cosiddetta ipotesi igienica (Hygiene Hypothesis), formulata verso la fine degli anni ‘80, che spiega l’alta percentuale di allergie nei Paesi industrializzati con una bassa esposizione ad agenti patogeni. La febbre da fieno e l’eczema sono per esempio due effetti collaterali di una mancata esposizione ai germi dello sporco. Il professore di Pediatria Richard Gallo, parte del team di ricerca, ha dichiarato che lo studio «fornisce una base molecolare alla comprensione dell’ipotesi igienica e porta alla luce elementi della risposta dell’organismo alle ferite cutanee che erano ignoti». Soprattutto per i bambini che hanno il sistema immunitario in formazione, un po’ di sporco aiuta a restare sani.
Asma da smog, boom di bimbi ricoverati
Vai alla fonte Dossier al ministero: oltre 140 morti ogni anno per colpa delle polveri. Ragazzini, anziani e cardiopatici a rischio. Gli effetti, nei pronto soccorso, si vedono subito. I medici se ne accorgono tra il secondo e il quinto giorno dopo che nell’aria salgono le concentrazioni di biossido di azoto, un gas molto inquinante che si produce soprattutto in estate. In quei giorni i ricoveri dei bambini per asma aumentano dell’8,8 per cento. Tradotto in numeri: su 240 bambini milanesi che entrano in ospedale d’urgenza per crisi asmatiche gravi, 18 non si sentirebbero male se in città si rispettassero i limiti per il biossido d’azoto. L’analisi è contenuta nella pubblicazione conclusiva del «Progetto EpiAir», lo studio più aggiornato sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute in 10 città italiane. Non è la prima, ma di certo la più completa e ricerca su tre inquinanti (polveri sottili, biossido d’azoto e ozono) nel periodo tra 2001 e 2005. Sarà pubblicata come supplemento alla rivista «Epidemiologia & Prevenzione». «Gli effetti più gravi sono quelli che si manifestano in un aumento delle morti - spiega il coordinatore della ricerca, Francesco Forastiere - Se si considerano i decessi per cause naturali, il solo Pm 10 provoca un aumento del rischio di morte in media dello 0,69 per ogni incremento di concentrazione nell’aria di 10 microgrammi per metro cubo». Un principio generale che si può applicare alla situazione milanese, dove le medie annuali di polveri sottili sono stabilmente sopra i 40 microgrammi rispetto a una soglia che l’Unione europea fissa in 20 come obiettivo da raggiungere per il 2015. «Se si applicano questi parametri a una città come Milano - spiega Forastiere - dove muoiono in media 10.000 persone l’anno per cause naturali, si scopre che in dodici mesi sono almeno 140 le morti riconducibili al persistente superamento della soglia di inquinamento. Morti che nella maggioranza dei casi avvengono per cause cardiache e respiratorie». I soggetti più a rischio: anziani e cardiopatici. Gli epidemiologi hanno cercato anche di valutare impatto e benefici delle misure per ridurre lo smog. Risultato: pur se esistono provvedimenti come l’Ecopass, aumenta sempre più il numero delle auto in circolazione. E poi una critica: «Si rilevano notevoli difficoltà nell’attuazione delle misure e una carenza di controlli ». Commenta Luca Carra, presidente milanese di Italia Nostra: «Invece di tornare indietro, e dare deroghe, la strada è quella di mettere in campo finalmente misure più incisive». In particolare in questo autunno nero: ieri in città è stata sballata la soglia del Pm10 per il 14esimo giorno consecutivo.
Minori, anche in Italia obbligatorio il passaporto personale
Vai alla fonte Scatta anche per l’Italia l’obbligo del passaporto individuale per i minori, con validità differenziata a seconda dell’età: triennale per i bimbi da 0 a 3 anni, quinquennale per quelli dai tre anni alla maggiore età. Lo sottolinea, in una nota, la Farnesina spiegando che «in applicazione della nuova disciplina comunitaria in materia di passaporti, il prossimo 25 novembre entrano in vigore due importanti modifiche all’attuale legge con le quali si sancisce, anche in Italia, l’obbligatorietà del passaporto individuale per i minori e una validità differenziata a seconda dell’età». Con l’entrata in vigore del Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 444/2009, recante disposizioni in materia di passaporti contenenti elementi biometrici - sottolinea la nota - è stato infatti introdotto il principio ‘una persona - un passaporto’. Principio in base al quale i passaporti devono essere rilasciati come documenti individuali. Le nuove norme «che rispondono a un’esigenza fortemente avvertita dalla Farnesina e dal Ministero dell’Interno, garantiscono una maggiore individuabilità e quindi sicurezza per i minori che viaggiano, permettendo quindi - prosegue la nota - di fare meglio fronte ai crescenti fenomeni della sottrazione indebita di minorenni e della tratta internazionale di minori». «A tal fine è prevista l’eliminazione della possibilità di iscrizione del minore sul passaporto del genitore (o tutore o altra persona delegata ad accompagnarli) e una durata temporale differenziata dello stesso al fine di poterne aggiornare la fotografia in relazione al mutamento delle sembianze degli aventi diritto». A breve si aggiungerà anche la rilevazione delle impronte per i maggiori di anni 12, precisa ancora la nota ricordando che «a partire dal 25 novembre prossimo, il passaporto italiano avrà quindi una validità di tre anni per i minori da zero a tre anni e una validità di cinque anni per i minori di età compresa tra i tre e i diciotto anni».
Fumetti spiegano ai bimbi l’importanza di donare sangue
Anche una caccia al tesoro virtuale nella nuova campagna Avis Vai alla fontePiccoli donatori di sangue crescono. Specialmente se imparano fin da bambini l’importanza di questo gesto, con l’aiuto delle immagini colorate di fumetti a tema. Nasce così la campagna dell’Avis “E tu, di che sangue sei?”, appena presentata a Roma. «Dalla crescente necessità di sangue nasce la nostra attenzione ai futuri donatori di domani, prevedendo la realizzazione di una campagna con lo scopo di sensibilizzare i bambini sull’importante tema della donazione del sangue. L’obiettivo - spiega l’Avis - è di affrontare con i bambini il tema della donazione attraverso un linguaggio che loro conoscono: il gioco e il fumetto». La campagna avrà una diffusione nazionale, attraverso diversi canali, e si concentrerà nel periodo autunnale. «Attraverso il fumetto - dicono gli organizzatori - spiegheremo ai bambini perché è importante donare il sangue e sensibilizzeremo i ‘donatori di domani’ per una domanda sempre crescente di donazioni. I bambini, oltre al fumetto, potranno giocare su internet a una “caccia al tesoro virtuale” per aiutare l’Avis a recuperare sangue. Il link con il gioco sarà a disposizione sui siti dei partner dell’iniziativa. La distribuzione del fumetto, invece, avverrà grazie al contributo di diversi partner, sia in qualità di sponsor (Cartoon One - Scuola di vampiri, Panini e Chupa Chups), sia come mediapartner o amici dell’iniziativa. Inoltre l’Avis distribuirà il fumetto durante le attività di raccolta sangue sul territorio. Le città che hanno aderito al progetto e distribuiranno il fumetto sono Roma, Milano, Firenze, Genova, Padova, Napoli, Torino, Bologna, Ferrara, Pescara, Bari, Perugia. Inoltre parteciperà anche Avis Zurigo. E nella Capitale l’ospedale Sant’Andrea oggi ha dedicato all’Avis una giornata nel reparto di pediatria, con i bambini “armati” del fumetto, intrattenuti da un clown e un mago. «Avis Roma è ben lieta di dar vita, con Cartoon One e Roma Salute News, a una innovativa campagna nazionale di sensibilizzazione dei bambini sull’importante argomento della donazione del sangue. È un’importante azione di educazione civica - afferma in una nota Raniero Ranieri, presidente Avis Roma - che mira anche all’indiretto coinvolgimento della famiglie instradando i cittadini di domani all’osservanza di sani stili di vita». La Campagna verrà presentata anche all’interno del Convegno ‘La donazione di sangue - Prevenzione e tutela del cittadino’, organizzato dal Comune di Roma il 3 dicembre. L’iniziativa su misura per i piccoli terminerà il 20 dicembre, in concomitanza con ‘Bimbi in festa’ (www.bimbinfesta.net), evento gratuito che si terrà al Palatiziano (p.zza Apollodoro). Si creeranno momenti ludici per i bambini con maghi, giochi educativi e di squadra e altre emozionanti iniziative.
20 novembre: Giornata mondiale per i Diritti dei bambini
Vai alla fonte “I bambini devono avere cibo, cure sanitarie, istruzione, non devono essere sfruttati con lavori troppo pesanti, devono avere tempo per studiare, per giocare, per far maturare la loro fantasia - scrive Clio Napolitano, moglie del Presidente Napolitano, nell’introduzione al libro illustrato “Non calpestate i nostri diritti”, curato dall’Unicef (edizioni Piemme), dedicato ai ragazzi. E continua: “Questi e altri principi sono contenuti nella Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite venti anni fa, il 20 novembre del 1989. Leggendo questa Convenzione che è composta da 54 articoli con bellissime enunciazioni, mi ha colpito molto una espressione che ricorre in tante parti importanti e cioè che questi diritti devono essere fatti valere “nella misura del possibile”. Mi sarebbe piaciuto leggere che trattandosi di diritti di bambini e di minori, in sostanza del futuro della nostra specie, tali diritti venissero fatti valere “nella misura dell’impossibile”. Mi rendo conto che questa può essere considerata una illusione, una pura fantasia, ma ritengo che l’impegno a rendere concreti questi diritti non sia mai troppo”. Uguaglianza, identità, protezione, partecipazione, disabilità, salute, nutrizione e cure personali, istruzione, minoranze, gioco e tempo libero: i dieci diritti fondamentali dell’infanzia sono presentati nel libro mediante racconti intessuti di sensibilità e delicati disegni. Anche il testo della Convenzione è spiegato con parole semplici dalla scrittrice Bianca Pitzorno. I proventi della vendita del libro saranno devoluti al progetto “Scuole per l’Africa” che vede l’Unicef e la Fondazione Nelson Mandela in prima linea nella lotta contro l’analfabetismo e la scadente qualità dell’istruzione in Africa, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 4 milioni di bambini in 11 Paesi africani. “La mia più grande ambizione è che ogni bambino in Africa vada a scuola perché l’istruzione è la porta d’ingresso alla libertà, alla democrazia e allo sviluppo” - afferma Nelson Mandela. La Convenzione Onu rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia, contemplando l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano. L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi 193 Stati, un record nella storia dei trattati sui diritti umani, sono parte della Convenzione. L’Unicef ricorda il ventesimo anniversario dell’approvazione della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza presentando il rapporto speciale “La Condizione dell’infanzia nel mondo” che mostra l’impatto della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono ancora da affrontare. “Abbiamo una sfida da vincere nei prossimi anni - dichiara Vincenzo Spadafora, Presidente dell’Unicef Italia - far tesoro dei risultati fin qui ottenuti per aiutare tutti quei bambini che ancora oggi, mentre si celebra il ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, vedono negati i loro diritti alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla partecipazione. Solo così potremo costruire un mondo migliore, che ponga al centro alla propria agenda di interventi il supremo interesse dei bambini e delle bambine”. Tuttavia aggiunge con amarezza: “C’è poco da celebrare, anche perché mentre nel mondo falliscono tristemente vertici e conferenze, assistiamo a una deriva pericolosa di indifferenza”. Qual è la situazione in Italia? “Le politiche per l’infanzia nel nostro Paese non sono una priorità - continua Spatafora - e il riflesso di tale disinteresse ricade evidentemente sulle fasce più deboli, sui minori maggiormente a rischio e sul sempre maggior numero di bambini stranieri presenti sul nostro territorio. Noi che lavoriamo ogni giorno in tutti i Paesi del mondo e in situazioni di grande difficoltà, viviamo con disagio l’impossibilità di raggiungere, proprio nel nostro Paese, risultati concreti a favore dei bambini italiani e di tutto il mondo”. La fame è tuttora il problema maggiore. Il recente rapporto Unicef sulle carenze alimentari dell’infanzia nel mondo “Tracking Progress On Child and Maternal Nutrition”, indica che la denutrizione contribuisce a determinare più di un terzo del totale dei decessi dei bambini sotto i cinque anni. Nei Paesi in via di sviluppo circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di ritardi nella crescita come conseguenza della denutrizione cronica infantile e materna. Spesso la denutrizione risulta invisibile fino a quando non diventa grave e conclamata, e bambini che sembrano apparentemente sani, possono, in realtà, essere esposti a seri rischi e danni permanenti per la loro salute e per il loro sviluppo. Attualmente, la malnutrizione è la più importante causa di immunodeficit nel mondo: “La denutrizione sottrae le forze al bambino e fa in modo che sia più vulnerabile alle malattie che il suo corpo altrimenti potrebbe debellare” afferma Ann Veneman, Direttore generale dell’Unicef. “Più di un terzo dei bambini che muoiono di polmonite, diarrea e altre malattie potrebbero sopravvivere se non fosse denutrito”. La povertà estrema toglie anche le ali al futuro, facendo vivere coloro che si trovano in difficoltà totalmente immersi nell’immediato, e nel contingente. Rappresenta il principale ostacolo allo sviluppo di processi di “resilienza” (la capacità di individuare e mobilitare risorse interne ed esterne per far fronte a eventi avversi), perché la resilienza, si sa, si nutre di speranza nel futuro.
Alberto G. Ugazio e la sua squadra eletti alla guida della Società Italiana di Pediatria
Vai alla fonte (PRIMAPRESS) ROMA - Alberto G. Ugazio, Direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è il nuovo Presidente della Società Italiana di Pediatria per il triennio 2009-2012. Ad eleggere Ugazio e la squadra aggregatasi attorno alla volontà di rinnovamento della pediatria italiana www.peribambiniconipediatri.com che rappresenta, per il bagaglio di esperienze e professionalità e per provenienza geografica, tutto l’articolato mondo della Pediatria italiana, gli oltre 1800 pediatri intervenuti al 65° congresso della SIP, a Padova. Della neo eletta squadra fanno parte Alberto G. Ugazio, Presidente SIP; Giovanni Corsello, Vicepresidente; Domenico Minasi, Tesoriere; i consiglieri Rino Agostiniani, Luca Bernardo, Paolo Colleselli, Marcello Lanari, Alberto F. Podestà. Eletti anche Antonio Correra, Vicepresidente e Francesco De Luca, consigliere. "Ciò di cui ha urgente bisogno la Pediatria italiana - ha affermato il neo Presidente Ugazio - è un profondo rinnovamento che assicuri una rete pediatrica in grado di garantire ai bambini e agli adolescenti italiani una promozione alla salute e una assistenza ai massimi livelli di qualità possibile. Oggi la domanda di salute da parte dell’infanzia è profondamente mutata rispetto al passato e le risposte che dobbiamo fornire devono essere coerenti ed efficaci. A partire da una riorganizzazione della rete assistenziale ospedaliera che deve virare decisamente verso l'unificazione dei piccoli ospedali e la realizzazione di grandi unità di pediatria multidisciplinari e integrate. Non possiamo far fronte alle nuove emergenze della pediatria - prima tra tutte l’ottimale gestione delle malattie croniche - con una rete assistenziale pensata per le esigenze del passato. La SIP - sottolinea Ugazio - ha un grande compito in questo senso: elaborare in tempi rapidi proposte concrete e convincenti da sottoporre all’attenzione delle Istituzioni competenti e avere, nel contempo, l’autorità scientifica per sostenerle. Condizione essenziale perché ciò possa avvenire è che la SIP torni a svolgere la propria funzione di casa comune per tutti i Pediatri italiani dimostrando che università, ospedale e territorio possono e devono lavorare in modo integrato per il benessere e la salute dell’infanzia e dell’adolescenza". (PRIMAPRESS) La rivista Medico e Bambino augura al Prof Ugazio e al nuovo direttivo della SIP i più sinceri auguri di buon lavoro
Ipertensione
più comune nei figli dei pazienti malati di Alzheimer
Udine,
per Natale un peluche della Disney ai bambini di Abio e
Associazione Luca
FAO:
c’è rischio di nuova crisi alimentare
Storia
naturale del TSH nell’infanzia
Quando
i bambini con malattia di Kawasaki crescono: complicanze
miocardiche e vascolari nell’età adulta
La
depressione post-partum colpisce ogni anno centomila italiane
Afghanistan,
Unicef: è posto più pericoloso al mondo per nascere
Congo:
il primo accordo con il Ministero della famiglia per dare
un’identità ai bambini abbandonati
Bimbi
sporchi più sani
Asma
da smog, boom di bimbi ricoverati
Minori,
anche in Italia obbligatorio il passaporto personale
Fumetti
spiegano ai bimbi l’importanza di donare sangue
20
novembre: Giornata mondiale per i Diritti dei bambini
Alberto
G. Ugazio e la sua squadra eletti alla guida della Società
Italiana di Pediatria
Nuova
squadra dell’Associazione Culturale Pediatri
Nel
corso del XXI Congresso dell’Associazione Culturale
Pediatri, ACP, tenutosi a Cesenatico (FC) dal 08 al 10 Ottobre
2009 è stato eletto il nuovo presidente dell’Associazione.
Dopo due mandati consecutivi il dott. Michele Gangemi passa il
testimone al dott. Paolo Siani, direttore della UOC di Pediatria
dell’AORN “A. Cardarelli” di Napoli.
Ipertensione
più comune nei figli dei pazienti malati di Alzheimer
I
risultati di uno studio suggeriscono che le associazioni sono
indipendenti dallo stato genetico APOE e sottolineano la necessità
di valutare i figli per la prevenzione primaria
dell’ipertensione.
Un
peluche sotto l’albero di Natale dei bambini più
sfortunati. Quelli seguiti da una delle associazioni benefiche
che, anche a Udine, hanno aderito al progetto “L’albero
delle Donazioni”, iniziativa promossa da Disney Store e
al via da ieri per contribuire a offrire anche ai bimbi ammalati
la gioia di un regalo. Nel capoluogo friulano, a rispondere
all’invito del punto vendita Disney udinese, sono stati Abio
Udine, associazione che si occupa di iniziative finalizzate
all’accoglienza dei bambini che entrano in contatto con la
struttura ospedaliera e delle loro famiglie, e l’Associazione
Luca, organizzazione non lucrativa di utilità sociale che
svolge la propria attività nel campo delle malattie maligne
dei bambini, in particolare tumori e leucemie infantili.
L’idea,
per tutto il mese di novembre, è quella di permettere a
chiunque si recherà in uno dei 14 store d’Italia, di
donare, con una spesa simbolica di sei euro, un peluche Disney del
valore di 25 euro a un bambino seguito da una delle associazioni
benefiche coinvolte nel progetto, tra le quali, appunto, Abio
Udine e Associazione Luca. “L’Albero delle donazioni”,
grazie alla partnership con le associazioni, permetterà
così a oltre 3 mila bambini di passare un Natale un po’
più speciale. “Il Natale è un momento magico
per tutti - afferma Giampaolo Scrivano, country manager
Disney Store Italia - e quest’anno grazie a Disney Store
sarà possibile condividere questa magia con chi è
meno fortunato: “l’Albero delle Donazioni”
permette di fare una buona azione grazie alle associazioni
benefiche di tutt’Italia che ci hanno supportato nel
progetto”. Chiunque donerà un peluche riceverà
un pacchetto di ringraziamento contenente l’esclusiva
“spilla della stella dei desideri”, insieme a un
certificato di donazione.
“L’Albero
delle Donazioni” diventa anche l’idea per un regalo
originale: sarà possibile infatti effettuare la donazione a
nome di un amico o di un familiare e regalare così una
buona azione e un Natale da ricordare a uno dei bambini ospiti
delle strutture coinvolte in tutta Italia. Tra le quali, appunto,
Abio Udine e Associazione Luca Onlus, che proprio oggi festeggerà
allo “Zanon” i primi dieci anni di attività.
FAO:
c’è rischio di nuova crisi alimentare
[Bioagricultura
Notizie] Anno VII, Numero 39, 13 novembre 2009
Nel
mondo più di un miliardo soffrono la fame.
“Senza
azioni decisive da parte degli Stati il numero degli affamati nel
mondo potrebbe accrescersi e non può essere esclusa una
nuova crisi alimentare”. Lo ha detto il direttore
generale della FAO, Jacques Diouf, che ha ribadito l’invito
ai governi mondiali a investire circa 44 miliardi di dollari
all’anno per sconfiggere la fame nel mondo aumentando la
produzione agricola e rilanciando il settore rurale nei Paesi in
via di sviluppo. Intanto la FAO ha lanciato una petizione on-line
contro la fame. L’indirizzo web per sottoscrive la petizione
è: http:
Parlando nella conferenza stampa di presentazione del vertice
mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal
16 al 18 novembre, Diouf ha ricordato che nei Paesi poveri,
importatori netti di alimenti, i prezzi delle derrate alimentari
“continuano a essere sostenuti” e che una situazione
di “grave insicurezza alimentare colpisce al momento 31
Paesi che per questo necessitano di aiuti d’emergenza”.
La battaglia contro la fame, che colpisce 1,02 miliardi di persone
nel mondo, però, secondo Diouf “può essere
vinta”. “È già successo in passato”,
ha detto. “Ma - ha aggiunto - pensare di sradicarla in tempi
di crisi economica senza un rilancio del settore agricolo e rurale
e un sostegno concreto ai 2 miliardi di piccoli agricoltori che
rappresentano un terzo della popolazione mondiale, è
impensabile”. Quindi, ha precisato Diouf, occorre destinare
maggiori risorse all’agricoltura, investendo nel settore
rurale e agricolo circa 44 miliardi di dollari all’anno:
cifra che, secondo gli esperti della FAO, corrisponde a quel 17%
del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta
consentì all’India e ai Paesi dell’America
Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la ‘rivoluzione
verde’. “A tutt’oggi invece - ha sottolineato il
direttore generale della FAO - all’agricoltura sono
destinati solo il 5% delle risorse, percentuale che era del 3,6%
prima del G8 dell’Aquila”. (Ansa)
Non
abbiamo molti studi sulla funzionalità tiroidea in età
pediatrica, per cui alcuni ricercatori in Israele hanno
realizzato una ricerca sulla storia naturale del TSH utilizzando i
dati di un database assicurativo.
Su
circa 1 milione di bambini esaminati (in un’età da 6
mesi a 16 anni) è risultato che 121.000 di loro (12%) sono
stati sottoposti al dosaggio del TSH in assenza di patologia
tiroidea, nell’anno 2002.
Nella
maggior parte dei casi non è stato noto il motivo
dell’esecuzione del test.
All’inizio,
i livelli del TSH sono risultati normali nel 96.5% dei bambini,
lievemente aumentati nel 2,9%, molto elevati nello 0,4% e bassi
nello 0,2% dei soggetti; i valori che sono stati adottati per
questa classificazione sono stati:
Molto
elevati: oltre 10 mUI/l
Lievemente
aumentati: 5,50-10 mUI/l
Normali:
0,35-5,50 mUI/l
Bassi:
inferiori a 0,35 mUI/l
Dopo
l’accertamento iniziale è iniziato il trattamento per
quell’1% dei bambini che presentava disfunzione tiroidea
sintomatica, e questi bambini sono stati esclusi dalle analisi
successive.
Circa
la metà dei rimanenti ha praticato un secondo dosaggio del
TSH nei 5 anni successivi. Tra quelli che presentavano valori
bassi all’inizio dello studio, il 79% presentava livelli
normalizzati al secondo controllo.
Tra
quelli che presentavano valori elevati e molto elevati, il secondo
dosaggio è risultato normale rispettivamente nel 74% e nel
40% dei casi. Mediante analisi multivariate, i due fattori che si
sono associati alla persistenza di valori anormali sono stati il
sesso femminile e il valore iniziale superiore a 10 mUI/l.
Il
commento a questo articolo:
Non
sappiamo perché il dosaggio del TSH sia così
routinario tra i bambini israeliani, ma possiamo concludere che
solamente l’1% dei test porta a una diagnosi di disfunzione
tiroidea, mentre la maggior parte dei valori fuori intervallo si
normalizzano nel tempo: un ulteriore invito a non procedere a
screening costosi e inutili.
Quando
i bambini con malattia di Kawasaki crescono: complicanze
miocardiche e vascolari nell’età adulta
La
malattia di Kawasaki (KD) è una vasculite acuta e
autolimitante che compare tipicamente nei bambini e fu descritta
per la prima volta dal pediatra giapponese Tomisaku Kawasaki nel
1967. Sebbene si pensasse in origine che fosse una condizione
rara, la KD è diventata la causa più comune di
cardiopatia acquisita in età pediatrica nei Paesi
sviluppati.
In
Italia ogni anno 100.000 donne sono colpire dalla depressione
post-partum che, spesso, non viene diagnosticata ed è
negata sia dalle neo-mamme sia dalla famiglie
Lo
afferma Paola Vinciguerra, psicologa e presidente dell’Eurodap
(Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) commentando
il caso della donna di Padova, mamma per la seconda volta da
appena tre mesi, che ha ucciso nei giorni scorsi il primo figlio
di tre anni a coltellate e che sembra soffrisse appunto di
depressione post-partum.
Secondo
l’esperta, nei casi più gravi di depressione
post-partum la donna può subire uno scivolamento psicotico
e la depressione si trasforma in psicosi post-partum, la forma più
grave di depressione che richiede misure mediche tempestive. I
sintomi comprendono stati di agitazione, confusione, disagio
sociale, insonnia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei
confronti del bambino.
Secondo
la Vinciguerra sono diversi i fattori che
contribuiscono all’insorgere di questo disturbo: problemi
ormonali, età della mamma e variabili psico-sociali. Sono
più a rischio le donne giovani, single, con gravidanza non
desiderata o inaspettata, con problemi di relazione coniugale, con
eventi di vita stressanti e con precedenti aborti.
Le
cure possono prevedere psicoterapia e anche ‘assunzione di
ansiolitici e antidepressivi sotto controllo medico. È
comunque consigliabile per tutte le neo-mamme, conclude la
presidente Eurodap, frequentare dei corsi post-partum, utili per
affrontare la riorganizzazione della struttura familiare.
Afghanistan,
Unicef: è posto più pericoloso al mondo per nascere
Otto
anni dopo l’invasione a guida Usa per rovesciare i Talebani,
l’Afghanistan risulta essere il Paese più pericoloso
al mondo per un bambino, secondo le Nazioni Unite.
Il
Paese è particolarmente pericoloso per le bambine, ha detto
l’Unicef lanciando il suo rapporto annuale, The State of
the World’s Children.
L’Afghanistan,
spiega l’agenzia Onu, ha il più alto tasso di
mortalità infantile, 257 morti ogni mille bambini, e il 70%
della popolazione non ha accesso ad acqua pulita.
La
ribellione talebana sta inoltre rendendo difficile campagne di
vaccinazione vitali come quella contro la polio.
“L’Afghanistan
oggi è senza dubbio il posto più pericoloso in cui
nascere”, ha detto in una conferenza stampa a Ginevra Daniel
Toole, direttore generale dell’Unicef per l’Asia
meridionale.
Congo:
il primo accordo con il Ministero della famiglia per dare
un’identità ai bambini abbandonati
Un
primo ma importante traguardo per dare un’identità a
migliaia di bambini abbandonati congolesi. Il Ministero per la
Famiglia e l’Infanzia della Repubblica Democratica del Congo
ha firmato, lo scorso 19 novembre, il primo accordo con Ai.Bi. per
dare avvio a un progetto a favore di bambini abbandonati e orfani
nel Paese.
Uno
studio dimostra come alcuni batteri aiutano la reazione
immunitaria della pelle in caso di ferita.
Igienisti
di tutto il mondo, ravvedetevi. Germi e batteri non sono solo
fonte di malanni e infezioni, ma anche un importante aiuto nel
corretto funzionamento della reazione immunitaria dell’organismo.
Uno studio realizzato dall’Università di San Diego e
condotto sotto la guida di Yu Ping Lai ha mostrato come questo
avvenga nel caso di ferite cutanee. La pelle reagisce meglio alle
ferite se non è troppo pulita, se cioè la microflora
è adeguatamente popolata di stafilococchi. I risultati sono
stati pubblicati sull’ultimo numero di Nature Science e
riproposti dal Guardian.
LA
RICERCA - Le analisi, che sono state condotte in laboratorio su
colture di cellule umane e di cavie, hanno permesso ai ricercatori
di osservare il funzionamento della microflora della pelle in cui
sono presenti alcuni stafilococchi che hanno una funzione
mitigante nei confronti della reazione immunitaria in caso di
tagli. Gli stafilococchi producono l’acido lipoteicoico che
agisce sui cheratinociti, le cellule dell’epidermide
responsabili anche dell’assorbimento della melatonina, in
modo che questi evitino che il sistema immunitario reagisca in
misura eccessiva all’infezione esterna producendo
arrossamenti, eruzioni e sfoghi cutanei. Insomma, batteri che sono
potenzialmente nocivi aiutano a regolare la risposta immunitaria
evitando problematici eccessi di difesa.
IPOTESI
IGIENICA – I risultati forniscono ulteriori giustificazioni
scientifiche alla cosiddetta ipotesi igienica (Hygiene
Hypothesis), formulata verso la fine degli anni ‘80, che
spiega l’alta percentuale di allergie nei Paesi
industrializzati con una bassa esposizione ad agenti patogeni. La
febbre da fieno e l’eczema sono per esempio due effetti
collaterali di una mancata esposizione ai germi dello sporco. Il
professore di Pediatria Richard Gallo, parte del team di ricerca,
ha dichiarato che lo studio «fornisce una base molecolare
alla comprensione dell’ipotesi igienica e porta alla luce
elementi della risposta dell’organismo alle ferite cutanee
che erano ignoti». Soprattutto per i bambini che hanno il
sistema immunitario in formazione, un po’ di sporco aiuta a
restare sani.
Dossier
al ministero: oltre 140 morti ogni anno per colpa delle polveri.
Ragazzini, anziani e cardiopatici a rischio.
Gli
effetti, nei pronto soccorso, si vedono subito. I medici se ne
accorgono tra il secondo e il quinto giorno dopo che nell’aria
salgono le concentrazioni di biossido di azoto, un gas molto
inquinante che si produce soprattutto in estate. In quei giorni i
ricoveri dei bambini per asma aumentano dell’8,8 per cento.
Tradotto in numeri: su 240 bambini milanesi che entrano in
ospedale d’urgenza per crisi asmatiche gravi, 18 non si
sentirebbero male se in città si rispettassero i limiti per
il biossido d’azoto. L’analisi è contenuta
nella pubblicazione conclusiva del «Progetto EpiAir»,
lo studio più aggiornato sugli effetti dell’inquinamento
atmosferico sulla salute in 10 città italiane. Non è
la prima, ma di certo la più completa e ricerca su tre
inquinanti (polveri sottili, biossido d’azoto e ozono) nel
periodo tra 2001 e 2005. Sarà pubblicata come supplemento
alla rivista «Epidemiologia & Prevenzione».
«Gli
effetti più gravi sono quelli che si manifestano in un
aumento delle morti - spiega il coordinatore della ricerca,
Francesco Forastiere - Se si considerano i decessi per cause
naturali, il solo Pm 10 provoca un aumento del rischio di morte in
media dello 0,69 per ogni incremento di concentrazione nell’aria
di 10 microgrammi per metro cubo». Un principio generale che
si può applicare alla situazione milanese, dove le medie
annuali di polveri sottili sono stabilmente sopra i 40 microgrammi
rispetto a una soglia che l’Unione europea fissa in 20 come
obiettivo da raggiungere per il 2015. «Se si applicano
questi parametri a una città come Milano - spiega
Forastiere - dove muoiono in media 10.000 persone l’anno per
cause naturali, si scopre che in dodici mesi sono almeno 140 le
morti riconducibili al persistente superamento della soglia di
inquinamento. Morti che nella maggioranza dei casi avvengono per
cause cardiache e respiratorie». I soggetti più a
rischio: anziani e cardiopatici.
Gli
epidemiologi hanno cercato anche di valutare impatto e
benefici delle misure per ridurre lo smog. Risultato: pur se
esistono provvedimenti come l’Ecopass, aumenta sempre più
il numero delle auto in circolazione. E poi una critica: «Si
rilevano notevoli difficoltà nell’attuazione delle
misure e una carenza di controlli ». Commenta Luca
Carra, presidente milanese di Italia Nostra: «Invece di
tornare indietro, e dare deroghe, la strada è quella di
mettere in campo finalmente misure più incisive». In
particolare in questo autunno nero: ieri in città è
stata sballata la soglia del Pm10 per il 14esimo giorno
consecutivo.
Minori,
anche in Italia obbligatorio il passaporto personale
Scatta
anche per l’Italia l’obbligo del passaporto
individuale per i minori, con validità differenziata a
seconda dell’età: triennale per i bimbi da 0 a 3
anni, quinquennale per quelli dai tre anni alla maggiore età.
Lo sottolinea, in una nota, la Farnesina spiegando che «in
applicazione della nuova disciplina comunitaria in materia di
passaporti, il prossimo 25 novembre entrano in vigore due
importanti modifiche all’attuale legge con le quali si
sancisce, anche in Italia, l’obbligatorietà del
passaporto individuale per i minori e una validità
differenziata a seconda dell’età».
Con
l’entrata in vigore del Regolamento del Parlamento Europeo e
del Consiglio n. 444/2009, recante disposizioni in materia di
passaporti contenenti elementi biometrici - sottolinea la nota - è
stato infatti introdotto il principio ‘una persona - un
passaporto’. Principio in base al quale i passaporti devono
essere rilasciati come documenti individuali.
Le
nuove norme «che rispondono a un’esigenza fortemente
avvertita dalla Farnesina e dal Ministero dell’Interno,
garantiscono una maggiore individuabilità e quindi
sicurezza per i minori che viaggiano, permettendo quindi -
prosegue la nota - di fare meglio fronte ai crescenti fenomeni
della sottrazione indebita di minorenni e della tratta
internazionale di minori».
«A
tal fine è prevista l’eliminazione della possibilità
di iscrizione del minore sul passaporto del genitore (o tutore o
altra persona delegata ad accompagnarli) e una durata temporale
differenziata dello stesso al fine di poterne aggiornare la
fotografia in relazione al mutamento delle sembianze degli aventi
diritto».
A
breve si aggiungerà anche la rilevazione delle impronte per
i maggiori di anni 12, precisa ancora la nota ricordando che «a
partire dal 25 novembre prossimo, il passaporto italiano avrà
quindi una validità di tre anni per i minori da zero a tre
anni e una validità di cinque anni per i minori di età
compresa tra i tre e i diciotto anni».
Fumetti
spiegano ai bimbi l’importanza di donare sangue
Anche
una caccia al tesoro virtuale nella nuova campagna Avis
Piccoli
donatori di sangue crescono. Specialmente se imparano fin da
bambini l’importanza di questo gesto, con l’aiuto
delle immagini colorate di fumetti a tema. Nasce così la
campagna dell’Avis “E tu, di che sangue sei?”,
appena presentata a Roma. «Dalla crescente necessità
di sangue nasce la nostra attenzione ai futuri donatori di domani,
prevedendo la realizzazione di una campagna con lo scopo di
sensibilizzare i bambini sull’importante tema della
donazione del sangue. L’obiettivo - spiega l’Avis - è
di affrontare con i bambini il tema della donazione attraverso un
linguaggio che loro conoscono: il gioco e il fumetto».
La
campagna avrà una diffusione nazionale, attraverso diversi
canali, e si concentrerà nel periodo autunnale. «Attraverso
il fumetto - dicono gli organizzatori - spiegheremo ai bambini
perché è importante donare il sangue e
sensibilizzeremo i ‘donatori di domani’ per una
domanda sempre crescente di donazioni. I bambini, oltre al
fumetto, potranno giocare su internet a una “caccia al
tesoro virtuale” per aiutare l’Avis a recuperare
sangue. Il link con il gioco sarà a disposizione sui siti
dei partner dell’iniziativa.
La
distribuzione del fumetto, invece, avverrà grazie al
contributo di diversi partner, sia in qualità di sponsor
(Cartoon One - Scuola di vampiri, Panini e Chupa Chups), sia come
mediapartner o amici dell’iniziativa. Inoltre l’Avis
distribuirà il fumetto durante le attività di
raccolta sangue sul territorio. Le città che hanno aderito
al progetto e distribuiranno il fumetto sono Roma, Milano,
Firenze, Genova, Padova, Napoli, Torino, Bologna, Ferrara,
Pescara, Bari, Perugia. Inoltre parteciperà anche Avis
Zurigo. E nella Capitale l’ospedale Sant’Andrea oggi
ha dedicato all’Avis una giornata nel reparto di pediatria,
con i bambini “armati” del fumetto, intrattenuti da un
clown e un mago. «Avis Roma è ben lieta di dar vita,
con Cartoon One e Roma Salute News, a una innovativa campagna
nazionale di sensibilizzazione dei bambini sull’importante
argomento della donazione del sangue. È un’importante
azione di educazione civica - afferma in una nota Raniero Ranieri,
presidente Avis Roma - che mira anche all’indiretto
coinvolgimento della famiglie instradando i cittadini di domani
all’osservanza di sani stili di vita».
La
Campagna verrà presentata anche all’interno del
Convegno ‘La donazione di sangue - Prevenzione e tutela del
cittadino’, organizzato dal Comune di Roma il 3 dicembre.
L’iniziativa su misura per i piccoli terminerà il 20
dicembre, in concomitanza con ‘Bimbi in festa’
(www.bimbinfesta.net),
evento gratuito che si terrà al Palatiziano (p.zza
Apollodoro). Si creeranno momenti ludici per i bambini con maghi,
giochi educativi e di squadra e altre emozionanti iniziative.
20
novembre: Giornata mondiale per i Diritti dei bambini
“I
bambini devono avere cibo, cure sanitarie, istruzione, non devono
essere sfruttati con lavori troppo pesanti, devono avere tempo per
studiare, per giocare, per far maturare la loro fantasia - scrive
Clio Napolitano, moglie del Presidente Napolitano,
nell’introduzione al libro illustrato “Non
calpestate i nostri diritti”, curato dall’Unicef
(edizioni Piemme), dedicato ai ragazzi. E continua: “Questi
e altri principi sono contenuti nella Convenzione sui Diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza che è stata
approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite venti
anni fa, il 20 novembre del 1989. Leggendo questa Convenzione che
è composta da 54 articoli con bellissime enunciazioni, mi
ha colpito molto una espressione che ricorre in tante parti
importanti e cioè che questi diritti devono essere fatti
valere “nella misura del possibile”. Mi sarebbe
piaciuto leggere che trattandosi di diritti di bambini e di
minori, in sostanza del futuro della nostra specie, tali diritti
venissero fatti valere “nella misura dell’impossibile”.
Mi rendo conto che questa può essere considerata una
illusione, una pura fantasia, ma ritengo che l’impegno a
rendere concreti questi diritti non sia mai troppo”.
Uguaglianza,
identità, protezione, partecipazione, disabilità,
salute, nutrizione e cure personali, istruzione, minoranze, gioco
e tempo libero: i dieci diritti fondamentali dell’infanzia
sono presentati nel libro mediante racconti intessuti di
sensibilità e delicati disegni. Anche il testo della
Convenzione è spiegato con parole semplici dalla scrittrice
Bianca Pitzorno. I proventi della vendita del libro saranno
devoluti al progetto “Scuole per l’Africa” che
vede l’Unicef e la Fondazione Nelson Mandela in prima linea
nella lotta contro l’analfabetismo e la scadente qualità
dell’istruzione in Africa, con l’obiettivo di
coinvolgere oltre 4 milioni di bambini in 11 Paesi africani. “La
mia più grande ambizione è che ogni bambino in
Africa vada a scuola perché l’istruzione è la
porta d’ingresso alla libertà, alla democrazia e allo
sviluppo” - afferma Nelson Mandela.
La
Convenzione Onu rappresenta lo strumento normativo
internazionale più importante e completo in materia di
promozione e tutela dei diritti dell’infanzia, contemplando
l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti
anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici,
culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli
Stati che la ratificano. L’Italia ha ratificato la
Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi
193 Stati, un record nella storia dei trattati sui diritti umani,
sono parte della Convenzione.
L’Unicef
ricorda il ventesimo anniversario dell’approvazione della
Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
presentando il rapporto speciale “La Condizione
dell’infanzia nel mondo” che mostra l’impatto
della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono
ancora da affrontare. “Abbiamo una sfida da vincere nei
prossimi anni - dichiara Vincenzo Spadafora, Presidente
dell’Unicef Italia - far tesoro dei risultati fin qui
ottenuti per aiutare tutti quei bambini che ancora oggi, mentre si
celebra il ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia
e dell’adolescenza, vedono negati i loro diritti alla
sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla
partecipazione. Solo così potremo costruire un mondo
migliore, che ponga al centro alla propria agenda di interventi il
supremo interesse dei bambini e delle bambine”.
Tuttavia
aggiunge con amarezza: “C’è poco da celebrare,
anche perché mentre nel mondo falliscono tristemente
vertici e conferenze, assistiamo a una deriva pericolosa di
indifferenza”. Qual è la situazione in Italia? “Le
politiche per l’infanzia nel nostro Paese non sono una
priorità - continua Spatafora - e il riflesso di tale
disinteresse ricade evidentemente sulle fasce più deboli,
sui minori maggiormente a rischio e sul sempre maggior numero di
bambini stranieri presenti sul nostro territorio. Noi che
lavoriamo ogni giorno in tutti i Paesi del mondo e in situazioni
di grande difficoltà, viviamo con disagio l’impossibilità
di raggiungere, proprio nel nostro Paese, risultati concreti a
favore dei bambini italiani e di tutto il mondo”.
La
fame è tuttora il problema maggiore. Il recente
rapporto Unicef sulle carenze alimentari dell’infanzia nel
mondo “Tracking Progress On Child and Maternal
Nutrition”, indica che la denutrizione
contribuisce a determinare più di un terzo del totale
dei decessi dei bambini sotto i cinque anni. Nei Paesi in via
di sviluppo circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni
soffrono di ritardi nella crescita come conseguenza della
denutrizione cronica infantile e materna. Spesso la denutrizione
risulta invisibile fino a quando non diventa grave e conclamata, e
bambini che sembrano apparentemente sani, possono, in realtà,
essere esposti a seri rischi e danni permanenti per la loro salute
e per il loro sviluppo.
Attualmente,
la malnutrizione è la più importante causa di
immunodeficit nel mondo: “La denutrizione sottrae le forze
al bambino e fa in modo che sia più vulnerabile alle
malattie che il suo corpo altrimenti potrebbe debellare”
afferma Ann Veneman, Direttore generale dell’Unicef. “Più
di un terzo dei bambini che muoiono di polmonite, diarrea e altre
malattie potrebbero sopravvivere se non fosse denutrito”.
La
povertà estrema toglie anche le ali al futuro, facendo
vivere coloro che si trovano in difficoltà totalmente
immersi nell’immediato, e nel contingente. Rappresenta il
principale ostacolo allo sviluppo di processi di “resilienza”
(la capacità di individuare e mobilitare risorse interne ed
esterne per far fronte a eventi avversi), perché la
resilienza, si sa, si nutre di speranza nel futuro.
Alberto
G. Ugazio e la sua squadra eletti alla guida della Società
Italiana di Pediatria
(PRIMAPRESS)
ROMA - Alberto G. Ugazio, Direttore del Dipartimento di
Medicina Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
di Roma è il nuovo Presidente della Società
Italiana di Pediatria per il triennio 2009-2012. Ad eleggere
Ugazio e la squadra aggregatasi attorno alla volontà di
rinnovamento della pediatria italiana
www.peribambiniconipediatri.com
che rappresenta, per il bagaglio di esperienze e professionalità
e per provenienza geografica, tutto l’articolato mondo della
Pediatria italiana, gli oltre 1800 pediatri intervenuti al 65°
congresso della SIP, a Padova. Della neo eletta squadra fanno
parte Alberto G. Ugazio, Presidente SIP; Giovanni Corsello,
Vicepresidente; Domenico Minasi, Tesoriere; i consiglieri Rino
Agostiniani, Luca Bernardo, Paolo Colleselli, Marcello Lanari,
Alberto F. Podestà. Eletti anche Antonio Correra,
Vicepresidente e Francesco De Luca, consigliere. "Ciò
di cui ha urgente bisogno la Pediatria italiana - ha affermato il
neo Presidente Ugazio - è un profondo rinnovamento che
assicuri una rete pediatrica in grado di garantire ai bambini e
agli adolescenti italiani una promozione alla salute e una
assistenza ai massimi livelli di qualità possibile. Oggi la
domanda di salute da parte dell’infanzia è
profondamente mutata rispetto al passato e le risposte che
dobbiamo fornire devono essere coerenti ed efficaci. A partire da
una riorganizzazione della rete assistenziale ospedaliera che deve
virare decisamente verso l'unificazione dei piccoli ospedali e la
realizzazione di grandi unità di pediatria
multidisciplinari e integrate. Non possiamo far fronte alle nuove
emergenze della pediatria - prima tra tutte l’ottimale
gestione delle malattie croniche - con una rete assistenziale
pensata per le esigenze del passato. La SIP - sottolinea Ugazio -
ha un grande compito in questo senso: elaborare in tempi rapidi
proposte concrete e convincenti da sottoporre all’attenzione
delle Istituzioni competenti e avere, nel contempo, l’autorità
scientifica per sostenerle. Condizione essenziale perché
ciò possa avvenire è che la SIP torni a svolgere la
propria funzione di casa comune per tutti i Pediatri italiani
dimostrando che università, ospedale e territorio possono e
devono lavorare in modo integrato per il benessere e la salute
dell’infanzia e dell’adolescenza". (PRIMAPRESS)
La
rivista Medico e Bambino augura al Prof Ugazio e al nuovo
direttivo della SIP i più sinceri auguri di buon lavoro
Questa
rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale
e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore".
Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un
giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna
pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre
il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le
possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di
giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno
lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità,
non va considerata una verità assoluta né applicata
l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare
nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che
solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è
anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi
chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto
modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a
brunoi@burlo.trieste.it;
alessandra.perco@gmail.com.
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