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Pediatri,
ambiente minaccia salute bimbi
Negli
ultimi 20 anni aumentati tumori nel primo anno di vita
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In
aumento i tumori infantili nel 1/o anno di vita negli ultimi 20
anni in Italia (+3%) e in Ue (+20%). Le cause sono da imputarsi
all'esposizione ad alcune sostanze ambientali sia durante la
gravidanza, che prima del concepimento nei genitori. Sotto accusa
ci sono alcuni inquinanti che si respirano come benzene, metalli
pesanti e il particolato ultrafine che si può inalare nel
traffico o vicino gli inceneritori. Lo rivela uno studio sul
cancro dell'Associazione dei medici per l'ambiente.
Bimbi,
Tv e problemi cardiaci
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Ormai
in ogni casa c'è almeno una televisione, spesso due, ed
ormai guardare la televisione è diventato il passatempo più
comodo sia per gli adulti che per i più piccini. Ma se
troppa televisione è giudicata la causa di danni
psicologici, stress o ansia sui nostri bambini, oggi una novità
arriva dalla rivista Thrombosis and Vascular Biology che ha
pubblicato una ricerca, effettuata dal Centro per la ricerca sulla
vista dell'Università di Sydney, che evidenzia come passare
troppo tempo davanti alla TV possa causare ai bimbi anche problemi
cardiaci. Il coordinatore della ricerca, Bamini Gopinath,
infatti ha evidenziato come i bambini che passano molto tempo
seduti davanti alla televisione tendano ad avere arterie più
strette dietro agli occhi e di conseguenza il rischio di contrarre
in età adulta malattie cardiache, pressione alta e
diabete. Ogni ora di tv guardata ogni giorno il diametro della
retina si restringe di 1,53 millesimi di mm, e ciò di cui
ancora non si è sicuri è se questo restringimento
poi è reversibile o meno.
Fonte:
Thrombosis and Vascular Biology
L'obesità
aumenta il rischio psoriasi nei ragazzi
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Gli
adolescenti obesi o in sovrappeso sono più a rischio dei
loro coetanei normopeso di sviluppare psoriasi: è quanto
sostiene uno studio condotto presso il Kaiser Permanente Southern
California's Department of Research & Evaluation di Pasadena e
pubblicato sulla rivista Journal of Pediatrics. I
ragazzi affetti da psoriasi hanno una colesterolemia superiore
alla norma indipendentemente dal peso corporeo e ci sono anche
evidenze scientifiche sufficienti per affermare che gli adulti
affetti da psoriasi sono più a rischio del resto della
popolazione per gli eventi cardiovascolari, il diabete e l’ictus.
Dallo studio in questione è emerso che i bambini obesi
hanno l’80% di probabilità in più rispetto ai
loro coetanei normopeso di sviluppare psoriasi e che la psoriasi
che affligge il bambino obeso si presenta generalmente, in una
forma più grave rispetto alla forma che si può
ritrovare in un bambino normopeso.
Quando
il vasino mette l’ansia
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I
bambini che soffrono spesso di costipazione sono più
soggetti agli stati d’ansia. Lo sostengono i ricercatori
statunitensi dell’American College of Gastroenterology che,
durante l’annuale convegno scientifico della società
scientifica, hanno presentato i risultati di un’indagine sul
rapporto tra costipazione e ansia. Dei 98 bambini osservati, tutti
con difficoltà ad andare al bagno, il 70% ha mostrato
segnali di ansia, non solo di fronte al vasino ma anche in altri
momenti della giornata. Inoltre la paura di avere male alla
pancia, dicono i ricercatori, è un altro fattore che
innesca un circolo vizioso di ansia. Che fare in questi casi?
Innanzitutto, consultare il pediatra per una dieta specifica per
risolvere il problema intestinale del bambino. Per la paura del
vasino, invece, abituare il bambino a non agitarsi nel momento di
andare in bagno con sedute, da tre a cinque volte nellarco della
giornata, per un tempo via via crescente.
Bollino
ABIO – SIP: Ospedali all’altezza dei bambini
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Già
venti ospedali, a seguito dell’incontro di presentazione del
Manuale per la certificazione della Carta dei Diritti dei Bambini
e degli Adolescenti in Ospedale, svoltosi a Milano presso
l’auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli hanno
manifestato la volontà di partecipare al percorso di
valutazione e di certificazione proposto da ABIO e Società
Italia di Pediatria (SIP).
Eliminazione
del morbillo e della rosolia congenita
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Il
23 marzo 2011 è stato approvato il Piano nazionale per
l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita
2010-2015. Gli obiettivi generali del Piano sono eliminare il
morbillo in Italia, riducendo la sua incidenza a meno di 1 caso su
1.000.000 di abitanti; eliminare la rosolia, riducendo la sua
incidenza a meno di 1 caso su 1.000.000 di abitanti; ridurre
l’incidenza della rosolia congenita meno di 1 caso per
100.000 nati vivi. Per raggiungere entro il 2015 questi
traguardi, sono stati previsti sette obiettivi specifici con le
relative azioni da attuare. E’ quindi necessario
intraprendere tempestivamente e mantenere nel tempo tutte le
azioni delineate nel Piano, garantendo che oltre il 95% dei
bambini e degli adolescenti sia adeguatamente immunizato con due
dosi di vaccino contro il morbillo, la rosolia e la parotite
(MPR). Recepire le raccomandazioni del PNEMoRc è
fondamentale per tutti i pediatri, con l’auspicio di
riuscire a raggiungere l’ambizioso obiettivo di non
osservare più casi di morbillo o rosolia acquisiti in
Italia.
Ue:
da giugno stop biberon policarbonato
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Contengono
bisfenolo A. Meglio se sono fatti di vetro

Dal
primo giugno stop ai biberon in policarbonato che contengono
bisfenolo A. Per effetto di una direttiva europea da questa data
non sarà più possibile importare e commercializzare questo tipo
di plastica, che dopo anni di ricerche è stata riconosciuta
pericolosa. Lo hanno ricordato alcuni esperti in un incontro con
la stampa organizzato da Assovetro. La Commissione Europea ha
tenuto conto delle rilevazioni della European Food Safety
del 2006. La direttiva europea suggerisce il vetro.
Ginnastica
a scuola per imparare meglio
Le
ore di attività fisica non sono inutili, anzi aiutano a
ottenere risultati migliori sui libri
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Tutti
a scuola accoglievamo le due ore di educazione fisica come fossero
una specie di ricreazione autorizzata, inutile negarlo: giocare a
pallavolo o esercitarsi sul famigerato cavallo pareva una
liberazione al confronto delle ore passate in classe sui libri. E,
diciamolo, a tutti è balenata in testa l'idea che si
trattasse di una lezione un po' superflua (anche se utilissima per
alzare la media dei voti). Niente di più sbagliato, ha
ammonito Kathryn King, pediatra dell'università del Sud
Carolina negli Stati Uniti, all'ultimo congresso di Denver delle
Pediatric Academic Societies.
È
Nata, o è nato, Storm?
Maschio
o femmina? Non si sa.
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Una
coppia canadese ha deciso di non annunciare al mondo di che sesso
è il loro bebè. Kathy Witterick e David Stocker non
vogliono dire se Storm è maschietto o femminuccia anche se
non ci sono ambiguità riguardo i genitali del bebè.
"Se veramente vuoi conoscere qualcuno, non non devi guardare
cosa c'è in mezzo alle gambe," ha dichiarato il papà.
Mentre
secondo la mamma: "Nel non dire di che sesso è il
nostro bebè, dico al mondo, 'Per favore, potete lasciare
che sia Storm a scoprire lui/lei stesso/stessa quello che vuole
essere?!'"
E
così, gli unici che conoscono il sesso del bebè
sono: i genitori, appunto, i due fratelli maggiori (Jazz e Kio),
un amico di famiglia e le due ostetriche che hanno assistito al
parto.
La
coppia dice che la decisioni darà a Storm la libertà
di scegliere la persona che lui o lei vorrà essere.
"Abbiamo notato che i genitori prendono talmente tante
decisioni per i loro figli. È riprovevole," dice il padre,
che fa l'insegnante in una scuola alternativa.
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