|
Attratti
dai cibi spazzatura? Tutta colpa degli endocannabinoidi
Vai
alla fonte
Uno
studio condotto da ricercatori dell'Istituto Italiano di
Tecnologia mostra il meccanismo biologico alla base del piacere
dato dal junk food. Potrebbe essere un primo passo verso la messa
a punto di una nuova generazione di farmaci anti-obesità
I cibi
grassi sono per il nostro organismo come una droga. Non è
un semplice modo di dire, ma il risultato di uno studio condotto
da ricercatori del dipartimento Drug Discovery and Development
dell'Istituto Italiano di Tecnologia e pubblicato oggi sui
Proceedings of the National Academy of Sciences. Il team ha
identificato infatti il meccanismo biologico che rende così
piacevoli, per il palato e per il cervello, i cibi grassi e che
vede coinvolti gli endocannabinoidi, sostanze prodotte
naturalmente dal corpo umano, ma che devono il proprio nome al
fatto che il THC, il principio attivo della Cannabis, ne mima gli
effetti. È in questo modo che nasce la sensazione di
desiderio per i cibi che sono all'origine dell'epidemia di
obesità. Dallo studio, tuttavia, arriva una buona
notizia di quasi immediata applicazione clinica: i ricercatori
hanno osservato che un antagonista del recettore CB-1 (rimonabant)
fa sì che il bisogno di ingestione dei grassi diminuisca.
Alcol
e obesità: così il fegato dei ragazzi va in tilt
Vai
alla fonte
Si
chiama binge drinking la sbornia di ultima generazione tra i
ragazzi e consiste nel bere una grande quantità di alcol
molto velocemente per ubriacarsi il prima possibile. Già da
sola sarebbe sufficiente a fare danni gravissimi nell'organismo
dei più giovani. Tuttavia, se la cattiva abitudine viene
perseguita in presenza di obesità o di altri disturbi
tipici della sindrome metabolica che comportano il problema del
fegato grasso, la pratica diventa una vera e propria bomba a
orologeria in grado di accorciare sensibilmente l'aspettativa di
vita. È quanto emerge da uno studio condotto
dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e pubblicato sulla
rivista Alcohol and Alcoholism, che ha preso in esame
l'associazione e l'amplificazione dei danni al fegato generati
da alcool e obesità insieme. Secondo le ultime statistiche
dell'Istituto superiore di sanità, in Italia, a darsi
alla bottiglia sin dalla tenera età è il 42% dei
ragazzi e il 21% delle ragazze minorenni. L'alcool seduce anche
i bambini: 18 su 100 tra i minori di 16 anni hanno adottato almeno
un comportamento a rischio alcool-correlato.
Batterio
killer: zero rischi per i bimbi
Vai
alla fonte
«Attenzione,
ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di
Escherichia Coli 0104:H4»: questa la posizione del dottor
Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di
Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS, che ribadisce come
nessun caso sia stato ancora segnalato in Italia. La SIPPS
rassicura tutti i genitori, precisando che il ceppo batterico che
sta preoccupando l'Europa ha finora colpito, nel 90% dei casi,
adulti in età superiore ai 20 anni. La terribile
complicanza rappresentata dalla Sindrome Uremico-Emolitica ha
coinvolto soltanto eccezionalmente soggetti in età
infantile, contrariamente a tutta la casistica riportata nella
letteratura, dove si dimostra come i più colpiti da
patologie analoghe siano generalmente i bambini di età
inferiori ai 5 anni. A tutt'oggi è stato registrato un solo
caso letale, che ha riguardato un bambino di 2 anni d'età.
Bambini:
sonno a rischio con tv, web e videogames
Vai
alla fonte
Il
sonno dei più piccoli sembrerebbe essere messo a dura prova
dall'abitudine di guardare la tv, giocare ai videogames e navigare
in rete prima di dormire. A sostenerlo, i ricercatori
del Seattle Children's Research Institute (Stai Uniti) in uno
studio pubblicato su Pediatrics. La ricerca ha coinvolto seicento
bambini tra i tre e i cinque anni e ha dimostrato come i bambini
che assistono a programmi violenti durante il corso della giornata
o che prima di dormire guardano la tv, navigano in rete o giocano
ai videogames, siano più inclini a sviluppare disturbi del
sonno. Michelle Garrison, coordinatore dello studio, consiglia ai
genitori di preferire per i più piccoli contenuti
multimediali non violenti ed evitare «che i piccoli
assistano a qualsiasi spettacolo a partire da un'ora prima di
andare dormire».
Fumo
in gravidanza: colesterolo alto nel neonato
Vai
alla fonte
Fumare
durante i nove mesi di gestazione, si sa, è dannoso per la
salute del nascituro. Nessuno studio scientifico, tuttavia, ha mai
confermato con dati concreti quali siano gli effetti di questo
brutto vizio sul bambino: una ricerca australiana, condotta su
oltre 400 bambini di otto anni, ha oggi valutato le conseguenze
che, a lungo termine, possono manifestarsi nei figli di fumatrici.
Dai risultati emersi sembra che il fumo di sigaretta abbassi i
livelli di colesterolo 'buono' , non solo alla nascita ma anche
negli anni a venire, predisponendo maggiormente i bambini a
sviluppare malattie cardiovascolari in età adulta. Anche se
è noto che fumare in gravidanza sia nocivo, ancora oggi si
stima che lo faccia il 15% delle future mamme.
Bambini:
attenzione ai cellulari
Vai
alla fonte
Il
telefonino fa male alla salute, è realtà o leggenda?
Sembrerebbe vero, almeno secondo gli ultimi studi condotti
sull'effetto che i campi magnetici di cellulari e wi-fi
esercitano sulla salute. Tanto che la Società Italiana di
Pediatria ha annunciato, durante un convegno proprio su questo
tema tenutosi a Roma nei giorni scorsi, un approfondimento
necessario per confermare questi effetti negativi. Inoltre, si
stanno elaborando delle raccomandazioni per i genitori affinché
conoscano meglio il potenziale pericolo di questi strumenti e
riducano i tempi di esposizione dei loro bambini.
I
viaggi a rischio dei bimbi (in auto): Sei su dieci viaggiano senza
seggiolino.
Vai
alla fonte
MILANO
- Il sessanta per cento dei bambini italiani viaggia in automobile
senza essere stato messo sul seggiolino. Forse i genitori al
volante non sanno che gli incidenti stradali sono la prima causa
di morte nella fascia d'età fra i 5 e i 14 anni. Solo nel
2009, secondo gli ultimi dati Aci/Istat, in media è morto
un bimbo di quell'età ogni cinque giorni. Per questo il
nuovo Codice della strada (articolo 172) impone l'obbligo di
utilizzarli ed è severo con gli indisciplinati. La multa,
infatti, arriva sino a 306 euro e la sottrazione di cinque punti
dalla patente. Non conviene fare i «pirati». Se si
ricommette l'infrazione, entro due anni dalla prima, scatta la
sospensione del permesso di guida fino a 2 mesi.
Rischio
inquinamento chimico in casa. Le cinque norme per proteggere i
bimbi
Vai
alla fonte
Le
autorità della salute e ambientali canadesi stilano la top
5 dei possibili pericoli casalinghi e danno i consigli da seguire
per rendere più sicuro l'ambiente domestico. A partire da
polvere, plastica, detersivi, vernici e, in cucina, il pesce
L'ultima
campagna di sensibilizzazione arriva dalle autorità della
salute ed ambientali canadesi, la Canadian Partnership for
Children's Health and Environment , che indicano una "top
five" dei fattori di rischio inquinamento chimico in casa,
raccomandando le buone norme da seguire per proteggere i più
piccoli nel loro habitat quotidiano.
La
prima dritta riguarda la polvere. Passare spesso aspirapolvere o
lo straccio su pavimenti e mobili aiuta ad eliminare una delle
fonti principali di esposizione a sostanze tossiche, piombo
incluso. Ridurre
il più possibile uso di detersivi e spray in casa, perché
all'interno degli ambienti chiusi possono rilasciare esalazioni
che rimangono a lungo nell'aria. Meglio tornare ai rimedi della
nonna, usando magari il bicarbonato per pulire i sanitari e
l'aceto mescolato ad acqua per pulire i vetri Se si
ristruttura casa, i calcinacci, le vernici, le colle per mobili o
moquette, possono essere pericolosi per bambini e donne in
gravidanza, meglio dunque tenerli lontani da ambienti in fase di
ristrutturazione. La
plastica in cucina; si raccomanda di non utilizzare contenitori
in plastica da riscaldare al microonde, perché le sostanze
chimiche possono passare negli alimenti e nelle bevande. Sempre
in cucina si deve fare attenzione anche all'alimento che sembra
più sano per i piccoli, alcune varietà di pesce,
come il tonno, possono contenere elevati livelli di mercurio, con
rischi per la salute se si consuma in quantità elevate.
Addio
per sempre al corsivo?
Vai
alla fonte
Una
percentuale ormai largamente maggioritaria degli adolescenti di
tutto il mondo non utilizza mai (o addirittura non sa utilizzare)
la scrittura in corsivo. Si tratta di una normale evoluzione della
comunicazione umana oppure di un imbarbarimento? Quello che è
certo è che il fenomeno è sempre più
evidente: Jimmy Bryant, docente alla Central Arkansas University,
racconta che quando chiede in aula di alzare la mano a chi scrive
abitualmente in corsivo, nessuno studente ‒ ormai da anni ‒
risponde. Colpa del minor tempo dedicato dai docenti delle scuole
primarie a insegnare la scrittura in corsivo: questa è
l'accusa. La grafologa di Tucson Heidi H. Harralson ha notato un
trend evidentissimo: la qualità della scrittura in corsivo
della gente sta calando vistosamente e inesorabilmente. “Mi
capita sempre più spesso di analizzare scritture in corsivo
inconsistenti e poco comprensibili. Per fare un esempio, tutti
firmiamo in corsivo: ebbene, le firme tendono a essere sempre più
spesso astratte, semplicistiche, illeggibili”. “La grafia
corsiva è un linguaggio dell'anima, diversifica, rende
unici. Ed è invece proprio di questo che i giovani sembrano
avere paura, preferendo nascondersi dietro l' omologazione dello
stampatello”, spiegava qualche anno fa al quotidiano La
Repubblica la pedagogista clinica Giuliana Ammannati.
Dovremo
allora dire addio alla calligrafia, alla bellezza struggente di
certi corsivi? Sarà pure il progresso, ma non è
anche la fine di un'arte?” si domanda Richard S. Christen
dell'University of Portland
Fonte:
Zezima K. The case for cursive. The New York Times 27/04/2011.
|