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A
novembre il glucometro per iphone. Sarà distribuito nelle
farmacie
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Arriva
a novembre in Italia e sarà distribuito nelle farmacie il
glucometro per iphone. I diabetici potranno tenere sotto controllo
i propri valori di glicemia utilizzando le strisce reattive sulle
quali mettere una goccia di sangue, strisce successivamente da far
leggere direttamente a iphone o a ipod toutch. Prodotto dal gruppo
Sanofi Aventis era stato presentato nello scorso settembre.
Vitamina
D per i bambini asmatici
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L'asma
è una malattia cronica molto frequente nei bambini, e insorge
generalmente prima dei 4 anni di età. Il 10% dei piccoli che ne
soffre è refrattario alle terapie, rappresentate da
corticosteroidi. Una ricerca condotta dall'Imperial College e
dal King's College di Londra, ha evidenziato che in questi casi
gravi di asma si verifica un abbassamento del livello di vitamina
D. Sembra, infatti, che la carenza di questa vitamina determini
delle alterazioni nella muscolatura respiratoria rendendo più
frequenti le crisi d'asma e aumentando, nei bambini che ne
soffrono, le difficoltà a respirare bene.
FONTE:
American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine's
Piccoli
dj negli ospedali
Parte
da Firenze la radio per i bambini fatta dai bambini
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FIRENZE
- Parte da Firenze la radio per i bambini fatta dai bambini. Il 19
settembre all'ospedale Meyer sbarcherà “Radio Dynamo in
tour”, un progetto di Dynamo Camp insieme a Telecom Italia che
toccherà altri 5 nosocomi pediatrici in tutta Italia per
realizzare programmi ad hoc per la prima radio web tutta dedicata
ai più piccoli.
Il
tutto verrà gestito attraverso uno studio radiofonico mobile
allestito all'interno dell'ospedale. Saranno coinvolti,
spiegano gli organizzatori del tour, sia i piccoli ricoverati in
reparto che quelli che si trovano in ospedale in day hospital.
Dormire
bene per andare meglio a scuola
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Il
sonno è molto importante nei bambini e una sua privazione
può incidere negativamente sulle attività quotidiane, come
quelle scolastiche. Bambini svogliati e poco attenti in classe,
infatti, potrebbero avere alla base una notte in bianco o agitata.
Dormire poco sembra anche incidere sul rendimento scolastico,
diminuendo la capacità di memorizzare le materie di studio e
aumentando uno stato emotivo di confusione e irritabilità. Per
evitare queste difficoltà, si dovrebbe rispettare una media di
buon sonno di 11 ore per bambini fino ai 5 anni di età, 9 ore dai
6 ai 10 anni e 8-9 ore tra gli 11 e i 13 anni. In caso di
difficoltà a dormire bene, i genitori possono intervenire
spronando i figli a una dieta sana, una regolare attività fisica
e limitare abitudini serali che possono agitare il bambino, come
giocare ai videogames.
FONTE:
Pediatrics
Primi
dentini: attenti ai sintomi
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Uno
dei passaggi chiave che tutte le mamme si trovano ad affrontare è
il momento della comparsa dei primi denti nei bambini. La
dentizione, che generalmente avviene dai 6/7 mesi all'anno
di età, è un traguardo importante che però può essere causa di
qualche fastidio nel bambino. Come riconoscerla? L'irritabilità
nel bambino è il segnale più caratteristico, seguito da una
salivazione in eccesso e, spesso, anche una mancanza di appetito.
In alcuni casi, inoltre, la comparsa di un dentino può essere
accompagnata da diarrea. Contrariamente a quanto si pensa, studi
recenti confermano che la febbre non è un segnale tipico della
dentizione. A volte può verificarsi un lieve incremento della
temperatura corporea nel momento in cui il dente esce dalla
gengiva, ma non ci si deve aspettare una febbre alta nel bambino
FONTE:
Pediatrics
Influenza,
laviamoci le mani!
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Con
i primi freddi, arrivano anche raffreddore, tosse e influenza. I
più esposti ad affezioni respiratorie e malanni di stagione sono
i nostri bambini. Come fare per proteggerli? è utile insegnare
loro alcune regole d'oro per prevenire il contagio, soprattutto in
ambienti come la scuola in cui è maggiore l'esposizione a germi e
virus. Prima di tutto, lavarsi bene le mani: i pediatri
consigliano di lavarle per almeno un minuto con acqua e sapone
perché i microrganismi patogeni dell'influenza persistono per 15
minuti sulle mani. Evitare anche lo scambio di giochi con gli
amichetti perché l'influenza si trasmette anche dalle superfici,
dove i patogeni possono resistere fino a 48 ore. Infine, se il
bimbo è raffreddato, è bene insegnargli a usare fazzoletti di
carta e a gettarli dopo ogni utilizzo.
FONTE:
OMS
Acido
folico in gravidanza riduce il rischio di ritardo del linguaggio
nei bambini
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L'acido
folico ridurrebbe il rischio di ritardo grave nel linguaggio
dei bambini a 3 anni di età.
Un'integrazione
di acido folico fin dalla programmazione della gravidanza è stata
associata a un rischio ridotto che il bambino subisca gravi
ritardi nella parola.
Uno
studio a opera degli scienziati dell'Istituto di Sanità
pubblica di Oslo, in Norvegia, ha messo in luce come un'assunzione
adeguata di acido folico da parte della madre fin dalla
programmazione della gravidanza possa ridurre significativamente
il rischio di gravi ritardi nel linguaggio del bambino.
Pubblicati
su JAMA, i risultati di questa nuova ricerca mostrano che, nel
totale, sono stati coinvolti 38.954 bambini, le cui madri sono
state seguite dai ricercatori a partire dal 1999. Dei quasi 39.000
bambini studiati, 19.956 erano maschi e 18.998 femmine. Dei
bambini nati da madri che assumevano l'acido folico, 204 (0,5%)
sono stati classificati come aventi grave ritardo nel linguaggio.
I
bambini le cui madri hanno assunto integratori alimentari non
nell'intervallo di esposizione, e che facevano parte del gruppo
di riferimento, erano 9052 (24%). Di questi, 81 bambini (0,9%)
hanno mostrato un grave ritardo del linguaggio.
ªNon
abbiamo trovato alcuna associazione, tuttavia, tra l'uso materno
di integratori di acido folico e un significativo ritardo nelle
abilità motorie all'età di 3 anni. La specificità fornisce
qualche rassicurazione che non ci sia stato alcun fattore di
confondimento non misurato. Da tale fattore ci si potrebbe
aspettare di mettere in relazione il linguaggio e il ritardo
motorio», concludono i ricercatori.
Anche
se le percentuali possono sembrare differire di poco, in realtà
la differenza è significativa, suggerisce lo studio. Assumere
integratori è comunque un'azione che non va intrapresa di
spontanea volontà, me è sempre bene parlarne prima con il
proprio medico.
Meno
difetti alla nascita se la mamma segue una dieta sana. Lo studio
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La
dieta è importante, ormai lo sappiamo. È uno dei pilastri
della buona salute e, oggi, grazie a un nuovo studio, lo diventa
ancora di più per la donna in gravidanza e il bambino che
porta in grembo. Seguire infatti una dieta sana può ridurre fino
al 34 per cento il rischio di difetti alla nascita quali schisi
oro-facciali (malformazioni congenite caratterizzate da
fessurazione delle labbra e/o del palato come il labbro leporino)
e difetti del tubo neurale.
I
ricercatori dell'Università di Stanford in California (Usa)
hanno condotto uno studio in cui sono stati analizzati i dati
relativi al National Birth Defects Prevention Study con lo scopo
di valutare se una più alta qualità della dieta seguita dalla
donna immediatamente prima e durante la gravidanza potesse essere
associata a un ridotto rischio di difetti alla nascita.
Nel
totale, i casi esaminati riguardavano 6807 donne che avevano
partorito bambini sani e 3824 che avevano partorito bambini
affetti da labbro leporino o palatoschisi. In base a ciò, gli
scienziati hanno poi sviluppato due scale di valutazione della
qualità della dieta basate su un parametro di paragone che
prendeva a esempio la dieta mediterranea.
I
risultati dello studio sono poi stati pubblicati sulla versione
online dell'Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.
I
risultati, dunque, suggeriscono che un approccio dietetico
corretto sia prima che durante la gravidanza potrebbe portare a
un'ulteriore riduzione dei rischi di difetti maggiori alla
nascita. Gli sforzi delle istituzioni preposte dovrebbero essere
concentrati nell'incoraggiare ad alimentarsi correttamente, con
l'obiettivo di contrastare sempre più i rischi di questo
genere, concludono i ricercatori.
Mamma
iperprotettiva condannata
Mamma
iperprotettiva condannata: troppa cura come una violenza
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La
Cassazione ha condannato a un anno e 4 mesi di reclusione la mamma
ferrarese di un bambino, vittima di atteggiamenti iperprotettivi
all'eccesso che hanno condizionato la vita del piccolo,
rallentando il suo sviluppo psicofisico in modo considerevole. La
mamma godeva della complicità del nonno materno, condannato
anch'egli con pena condonata, nella realizzazione di
condizionamenti di iperprotezione
e ipercura che
sono stati riconosciuti dai giudici reati di
maltrattamento. Le troppe cure e attenzioni imposte al
bambino prevedevano un regime di crescita all'interno delle mura
di casa, eludendo i contatti con i pari ed escludendo la presenza
del padre, separato dalla madre, dalla vita del bambino.I l
soffocamento perpetuato da madre e nonno hanno indotto il bambino
a sviluppare una grave forma di disadattamento.
Senza
arrivare ad estremi del genere, l'iperprotettività è una
chiave di lettura di educazione spesso usata dai genitori che
tendono a circoscrivere le indipendenze e autonomie dei figli,
giustificandosi con uno spirito di accudimento, in realtà
esagerato.
Il
ruolo dei genitori è quello, tra gli altri, di educare e
proteggere. Ciò deve essere attuato rispettando la dignità
del bambino che deve poter essere libero di sperimentare, di
cadere e farsi male… il genitore sarà pronto a mettere un
cerotto sul ginocchio ferito ma non a impedire che corra
rischiando di farsi male… quel rischio, allorché ragionevole,
lo deve correre…
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