1Clinica Pediatrica, IRCCS Pediatrico “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino
Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com
Pediatri, make-up spopola tra bimbi, è boom dermatiti. Minori come „giocattoli in vetrina” e oggetto del marketing
L'ormone dell'altruismo e il legame tra stress infantile e depressione adultaVai alla fonteL'ossitocina che aiuta il parto e l'allattamento adesso rivela sempre di più la sua influenza nelle relazioni sociali. Se da adulti si è depressi, potrebbe dipendere da esperienze negative e stressanti fatte quando si era bambini. Ma che legame c'è tra lo stress infantile e la depressione adulta? L'ossitocina. Ancora: se una persona non è ipnotizzabile e quindi non può ricorrere a questa tecnica psicologica per condizioni mediche che potrebbero beneficiarsene, c'è un farmaco capace di renderla ipnotizzabile? Sì, sempre l'ossitocina. E si può indurre le persone a essere più generose, ad esempio nel fare donazioni in denaro ad associazioni benefiche? Anche in questo caso la risposta è positiva: merito dell’ossitocina. Si potrebbe proseguire con un lungo elenco di azioni diverse, visto che l'ossitocina è la molecola dei legami sociali, può modificare positivamente le capacità empatiche degli individui e la loro modalità di rapportarsi con gli altri. Il legame tra carenza di ossitocina e depressione adulta è stato individuato da una ricerca, pubblicata sulla rivista Stress da Jolanta Opacka-Juffry e Changiz Mohiyeddini dell'Università di Londra, mentre l'azione pro-ipnotizzabilità di questo potente neuropeptide è stata scoperta da alcuni ricercatori dell'Università del South Wales di Sidney, in Australia, guidati da Richard Bryant, e pubblicata in un articolo uscito sulla rivista Psychoneuroendocrinology. L'ossitocina è prodotta dall'ipotalamo e viene immagazzinata nella parte posteriore dell'ipofisi. Da lì, questo neuropeptide, composto da nove aminoacidi, parte per distribuirsi in tutto l'organismo per via nervosa o con la circolazione del sangue. All'inizio del secolo scorso, quando fu scoperta, si sapeva che era in grado di far contrarre l'utero (il termine «ossitocina» viene dal greco antico e vuol dire «nascita veloce»), poi si scoprì che serviva anche per facilitare l'allattamento al seno. Negli ultimi anni ad ogni azione di questa molecola se ne è aggiunta un'altra, con un progressivo spostamento verso l'area psicologica e sociale. Oggi è indicata come la molecola del benessere, perché aumenta il senso di fiducia in se stessi, migliora la capacità di stringere legami sociali e di comportarsi in maniera corretta e altruista. «L'ossitocina gioca un ruolo centrale nella modulazione dell'ansia» dicono Waguih William IsHak della Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e i suoi collaboratori, autori di una revisione su questa straordinaria molecola, pubblicata sul Journal of affective disorders. «Esercita quest’azione attraverso specifici recettori per l'ossitocina che sono stati trovati nell'amigdala, struttura fondamentale nel percorso neurologico che media la paura, la fiducia e il riconoscimento sociale». Il livello circolante nel sangue di questa sostanza aumenta dopo stimoli positivi e piacevoli, come il calore, il tocco di un altro essere umano, l'esposizione a odori gradevoli e alla musica. L'ossitocina inoltre è più elevata nel sangue delle persone che sono inserite in una buona rete sociale, rispetto a chi è invece isolato. Rappresenta una fondamentale base biochimica dell'attaccamento tra madri e figli. La somministrazione di questo ormone come farmaco ha una serie di azioni favorevoli, come la riduzione del livello di pressione arteriosa, che prosegue per giorni anche dopo una sola somministrazione, la riduzione del desiderio di assumere sale, l'abbassamento del tono simpatico-adrenergico, che è aumentato invece dallo stress. Ma come tutti i farmaci molto attivi, anche l'ossitocina può avere sia importanti effetti collaterali, sia effetti inaspettati e negativi, a seconda della disposizione delle persone che la assumono. Prescrizioni pediatriche, basterebbero 20 farmaci essenziali
Sono circa una ventina i farmaci che coprono il 75% della prescrizione pediatrica, eppure i pediatri di famiglia lombardi, ogni anno, prescrivono più di 600 principi attivi. Lo sostiene un'indagine condotta dall'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, nell'ambito di un progetto nato in collaborazione con il Sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef) e l'Associazione culturale pediatri (Acp) che mira alla realizzazione di un Prontuario di farmaci essenziali in ambito pediatrico. L'idea è «dare vita a un prontuario di farmaci da ritenere essenziali in campo pediatrico e di mettere in atto un progetto formativo volto a modificare abitudini prescrittive non conformi ai suggerimenti della letteratura». L'indagine, condotta in Lombardia, ha spiegato Bonati, ha rilevato che «in un anno sono stati prescritti 625 principi attivi. Ma valutando i farmaci maggiormente condivisi tra i pediatri, si è visto che solo 22 erano prescritti da oltre il 75% dei pediatri. Troppi anche rispetto al panorama internazionale, in Gran Bretagna, per esempio, considerando tutti gli ambiti pediatrici, cure primarie e ospedaliere, in un anno vengono prescritti 320 principi attivi, vale a dire la metà». Nonostante, quanto indicato dalle linee guida nazionali e internazionali, si conferma, un elevato impiego di farmaci molto simili tra loro per struttura e meccanismo d'azione. È dimostrato che l'intensificazione dei percorsi di formazione dei pediatri di famiglia sulla valutazione dell'appropriatezza delle cure, unita a campagne di informazione ai genitori affinché riducano le richieste immotivate di prescrizioni, contribuisce ad un uso più razionale dei farmaci e porta a un'importante riduzione della spesa».
Balbuzie, non facciamo sentire bimbo troppo osservatoGli esperti: concentriamoci su ciò che dice, non su come lo dice La
ripetizione di sillabe o parole intere, il prolungamento di
alcuni suoni, le pause. E poi, in alcuni casi, dei veri e propri
spasmi prima di parlare, sintomo di uno sforzo comunicativo
visibile attraverso la tensione dei muscoli. E' in questi modi, a
volte combinati tra loro, che si esprime la balbuzie. Questa
patologia colpisce un milione di italiani, 250mila dei quali
bambini, e si presenta in genere in un'età compresa tra i
due e i cinque anni, anche se nella maggior parte delle famiglie
il problema non viene identificato prima dell'età scolare.
La preoccupazione a quel punto può essere tanta,
soprattutto se il piccolo, a scuola come a casa, tende a
chiudersi in se stesso o a far parlare mamma e papà al suo
posto per non essere preso in giro: ecco quindi che bisogna il
più possibile relativizzare il problema (pur senza
sottovalutarlo) e non far sentire il bambino un ''osservato
speciale''. ''Evitiamo di terminare le frasi al suo posto e
cerchiamo di non attirare l'attenzione sul suo modo di parlare
non efficace, quando parla concentriamoci più su quello
che dice che su come lo dice''. E' utile poi, in un approccio
ormai multidisciplinare alla balbuzie, rivolgersi a un
logopedista, che aiuterà il piccolo a parlare meglio, e
magari anche a uno psicologo o a uno psicoterapeuta che si
occuperanno invece delle problematiche legate all'emotività.
Fondamentale, in ogni caso, è aiutare il bambino a uscire
da quella che Giovanni Muscarà, fondatore
dell'International Stuttering Centre con sedi a Roma e
Londra ed ex balbuziente, definisce ''zona di comfort''.
''Bisogna fargli fare proprio ciò che gli viene più
difficile, come rivolgersi agli altri per chiedere informazioni o
andare al mercato''.
No energy-drink a bimbi, troppa caffeinaIdratazione fondamentale, 8 regole del “saper bere”
No agli energy-drink, le cosiddette bevande energetiche, ai bambini: il contenuto in caffeina è infatti troppo alto. Lo stop arriva dai pediatri che, in occasione del VI Congresso nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) in programma a Genova dal 27 al 29 settembre, hanno presentato un manifesto con le “8 Regole del saper bere”. Per ricordare ai genitori come una giusta idratazione sia fondamentale per la salute dei bambini. Ecco i consigli degli specialisti:
Allarme ingestione pile per i bimbiVai alla fonteUn nuovo allarme per i genitori: attenzione alle pile a disco perché la loro ingestione da parte di bimbi anche molto piccoli è particolarmente pericolosa. Gli effetti gravi si possono verificare già dopo due ore, ma il maggiore problema è dovuto al fatto che inizialmente il piccolo può anche non presentare sintomi particolari che consentano di individuare il problema. A spiegarlo è la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), riunita in congresso a Caserta. Il 92% dei casi fatali e il 56% dei casi con gravi complicanze avvengono in bambini molto piccoli e in assenza di testimoni. I sintomi precoci che devono far sospettare l’ingestione di una batteria sono: inappetenza, rigurgiti, salivazione eccessiva, vomito, dolore toracico o addominale. E poi difficoltà a deglutire, riduzione dell’appetito, rifiuto del cibo e tosse o soffocamento durante assunzione di liquidi o solidi. Il principale sintomo, purtroppo tardivo, è invece rappresentato dall’emorragia gastrica. Per prevenire gli incidenti, la Sipps consiglia ai genitori di conservare le pile, incluse quelle scariche, fuori della vista e della portata del bambino, non lasciandole sui comodini, in tasca o in borsa. Un’altra importante forma di prevenzione, spiegano i pediatri, dovrebbe essere messa in pratica dalle aziende produttrici: dotare di un dispositivo di sicurezza a prova di bambino tutti gli utensili a uso domestico e l’imballaggio delle pile.
Talidomide, 50 anni dopo l'azienda si scusa. Provocò malformazioni a 20mila bambiniVai alla fonte
LONDRA
- Cinquant'anni di silenzio per le vittime del Talidomide, un
farmaco contro la nausea in gravidanza, che causò la
nascita di 20mila bambini con malformazioni. Oggi, ormai più
che cinquantenni, quei disabili hanno ricevuto le scuse per i
danni provocati dal medicinale. L'amministratore delegato della
Grunenthal, Harald Stock, ha detto a Stolberg, in Germania, dove
ha sede la ditta, che la sua azienda è "molto
dispiaciuta" per il silenzio mantenuto sulla scottante
vicenda. Utili o dannosi? La battaglia dei vaccini che sta dividendo giudici e pediatriEffetti collaterali sui bimbi, primi risarcimenti decisi dai tribunali. Il ministero della Salute li difende: ci opporremo in giudizio. Le famiglie: diteci cosa fare
Queste sentenze, basate su perizie di clinici specialisti e medici legali, sono diventate fonte di preoccupazione per le famiglie. "Con ragionevole probabilità scientifica", si legge nelle motivazioni del Tribunale di Rimini, "la malattia è correlata alla somministrazione del trivalente presso la Asl di Riccione". Un'associazione di consumatori come il Codacons ha chiesto di abolire "i vaccini inutili, risparmieremmo 114 milioni". Gruppi assicurativi hanno fatto marketing spinto sui casi diventati pubblici: "Autismo da vaccino", dice una pubblicità, "i giudici lo riconoscono dal 2009, hai diritto a una pensione a vita".
Farmaci oppioidi usati solo in 1% casiIl dolore tra i bambini spesso non è trattato. Lo afferma il presidente della Federazione medici pediatri, Giuseppe Mele. Da un'indagine su 642 pediatri è tuttavia emerso che secondo il 63,5% degli specialisti 'bisogna sempre credere ad un bimbo che dice di avere dolore'. Il 31,3% dei pediatri non ritiene però utile trattare il dolore prima di aver formulato una diagnosi. I farmaci piu' utilizzati sono a base di paracetamolo (83%). Gli oppioidi sono usati solo nell'1% dei casi.
Catene Fast-Food: „accendono” l'area dell'appetitoLa pubblicità dei fast food ha l'effetto di un vero e proprio “lavaggio del cervello”, soprattutto dei più giovani. Secondo uno studio dell'università del Kansas, basta infatti la vista del logo delle principali catene di fast food per “accendere” l'area del cervello legata all'appetito e alla ricompensa, al punto che uno stesso cibo in una confezione “anonima” viene apprezzato meno. La ricerca è stata condotta eseguendo una risonanza al cervello su diversi ragazzi.
Germania, intossicati 4.000 bambiniSotto accusa il cibo delle mense scolastiche. Tre i ragazzini ricoverati. I medici sospettano un contagio da norovirus In Germania negli ultimi giorni almeno 4mila bambini, in quattro differenti Laender, sono rimasti intossicati verosimilmente dal cibo fornito dalle mense scolastiche, e accusano i sintomi di una gastroenterite. Tre di loro sono stati ricoverati. Lo ha reso noto il responsabile per la Salute della città-Stato di Berlino, citando l'istituto Robert Koch. Stando a quanto si è appreso finora, le mense delle scuole e degli asili frequentati dai bambini intossicati erano rifornite dalla stessa ditta. Secondo il ministro per le Politiche sociali della Sassonia - uno dei Laender coinvolti oltre alla Turingia, Berlino e al Brandeburgo - si sospetta un contagio da norovirus.
Rinnovato stop sigarette elettroniche a minori 16 anniBalduzzi, nuova ordinanza per 6 mesi in attesa studio Iss Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha firmato una nuova ordinanza che rinnova il divieto di vendita ai minori di 16 anni di sigarette elettroniche con presenza di nicotina. Il divieto di vendita vale per 6 mesi, in attesa della consegna di uno studio sul tema che il ministro ha chiesto all'Istituto Superiore di Sanità il 26 settembre. IL divieto era già stato previsto da un'ordinanza ministeriale dell'agosto 2011. "Considerato che non si può escludere l'esistenza di un rischio che i sistemi elettronici inducano la dipendenza da nicotina nei soggetti minori ai quali questi articoli sono liberamente venduti", e che mancano "le conoscenze relativamente alla maggior parte dei sistemi elettronici in questione - recitava l'ordinanza dello scorso anno - è vietata la vendita a soggetti minori di anni 16 di sigarette elettroniche con presenza di nicotina". L'ordinanza aveva efficacia per 12 mesi a partire dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta, il 6 ottobre 2011. |
Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.


Non
più bambole e peluche, ma mascara e rossetto. Sono in
aumento le bambine che in tenera età, già dai 7-8
anni, più che pensare ai giochi sono invece concentrate
sul proprio aspetto fisico, tanto da fare un uso consistente di
cosmetici e make-up, insieme a profumi di vario genere. Un
fenomeno segnalato dai pediatri, che mettono in guardia dalle
conseguenze: ''L'uso del make-up tra i bambini ha portato ad
un'impennata delle dermatiti da contatto o allergiche, facendo
registrare un +16,7% di tali patologie nella fascia di età
8-12 anni''.
1.
IDRATAZIONE: E' importante che i bambini assumano giornalmente
un'adeguata quantità di liquidi che permetta di ottenere e
mantenere un ottimale livello di idratazione.
L'amministratore
delegato della Grunenthal, Harald Stock, ha detto che la sua
azienda è "molto dispiaciuta" per il silenzio
mantenuto sulla vicenda. Il farmaco venne venduto tra la fine
degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 alle donne incinte per
calmare il malessere e la nausea
Due
sentenze di tribunale, in primavera e in estate inoltrata, hanno
scosso il mondo della pediatria: c'è una relazione tra i
vaccini obbligatori, somministrati ai nostri figli, e l'autismo.
Lo hanno detto due giudici, a Rimini e a Torino, e nel secondo
caso la Corte d'appello ha deciso un risarcimento da primato: 1,8
miliardi.