Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982.
In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
CELIACHIA, SU WEB 12MILA FIRME PER USO BUONI IN SUPERMARKET CENTO BIMBI CON MALFORMAZIONI. IN BRASILE TORNA INCUBO TALIDOMIDE SE IL BEBè NON FA LA CACCA NON PORTATELO IN OSPEDALE LIVELLI BASSI DI VITAMINA D PER PIù DI UN TERZO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE, RISCHI PER LA SALUTE PIù VICINA UNA CURA PER LA FIBROSI CISTICA GEYMONAT: ALLARME PER NOVE FARMACI RITIRATI DAL MERCATO PER «DIFETTI DI QUALITà» UNA RISONANZA DEL CERVELLO PUò PREVEDERE IL RISCHIO DI DISLESSIA PEDIATRI USA, QUASI TUTTE MEDICINE OK IN ALLATTAMENTO SGRIDARE DURAMENTE E INVEIRE CONTRO I PROPRI FIGLI è CONTROPRODUCENTE SOPRATTUTTO NELLA PRIMA ADOLESCENZA PEDIATRI: NO AL "FAI DA TE" CON INTEGRATORI NATURALI I BIMBI ACCUDITI DAI NONNI INGRASSANO DI PIù CON NUOTO IN GRAVIDANZA PIù RISCHI ASMA E ALLERGIE BIMBI L’INCREDIBILE STORIA DI RYAN MARQUISS, IL BAMBINO CON IL CUORE FUORI DAL TORACE. Medico e Bambino pagine elettroniche 32; 32(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1307_10.html
Settembre 2013
a
cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e
Alessandra Perco2
ROMA - Un appello al
ministro della Salute Beatrice Lorenzin perché il ticket
erogato mensilmente dallo Stato ai celiaci, un buono del valore di
circa 100 euro, possa essere speso oltre che nelle farmacie anche nei
supermercati. A lanciarlo con una petizione che ha già
raccolto 12mila adesioni su change.org, una piattaforma web aperta
che permette di promuovere una campagna, Marina Pellizzari, una
geometra, celiaca e mamma di Francesco, un bambino di sei anni
anch'egli affetto da celiachia. "Non mi piace il fatto che si
lucri sulla celiachia. Non si può pagare un chilo di farina
che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais
6,70 euro, è un furto" scrive Marina presentando la
propria petizione su change.org. "I prezzi dei prodotti
senza glutine sono purtroppo esorbitanti, soprattutto in farmacia,
nonostante si tratti di prodotti contenenti ingredienti molto
semplici, come farine di riso o di mais. I prodotti senza glutine non
sono medicinali, ma solo prodotti fatti con materie prime senza
glutine naturali - sottolinea- gli stessi che si trovano in farmacia
al supermercato hanno un prezzo inferiore".
Cento bimbi con malformazioni.
In Brasile torna incubo Talidomide
Il farmaco, usato durante la gravidanza negli anni '50, potrebbe essere ancora oggi causa di gravissimi difetti alla nascita. Utilizzato per trattare sintomi di lebbra, avrebbe portato a un centinaio di casi in 6 anni
ROMA
- Il farmaco talidomide potrebbe essere ancora oggi causa di
gravissimi difetti alla nascita in Brasile. Lo dimostrano i risultati
di uno studio della Universidade Federal do Rio Grande do Sul di
Porto Alegre: il medicinale viene somministrato a persone affette da
lebbra per alleviare i sintomi della malattia ed è possibile
che alcune donne malate abbiano assunto il prodotto senza essere a
conoscenza dei rischi che si corrono durante la gravidanza.
Risultato: potrebbero essere almeno 100 i casi di malformazioni
riconducibili al medicinale, messi in luce dall'indagine. Usato
in gravidanza negli anni '50. Il talidomide è stato
commercializzato alla fine del 1950 come sedativo e poi come
anti-nausee mattutine durante la gravidanza, prima che si venisse a
scoprire che questo farmaco danneggia il feto, limitando la crescita
delle braccia e delle gambe. Sono nati circa 10.000 bambini
malformati in tutto il mondo finché il medicinale è
stato ritirato nel 1960. Nella maggior parte dei Paesi, questi
bambini sono ormai adulti e si credeva che non ci fossero più
stati casi del genere. Ma in Brasile il farmaco è stato
autorizzato nel 1965 come trattamento per le lesioni cutanee, una
delle complicazioni della lebbra. Usato in Brasile per curare
la lebbra. La lebbra è più diffusa in Brasile che
in qualsiasi altro Paese al mondo esclusa l'India. Più di
30.000 nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno e vengono
distribuiti milioni di pillole di talidomide per trattarne i sintomi.
Senza però che i malati, appartenenti alle classi più
povere e disagiate, si attengano in tutti i casi e strettamente alle
avvertenze presenti sulle confezioni, che limitano l'uso alle donne
che utilizzano due tipi di contraccettivi e che abbiano fatto un test
di gravidanza risultato negativo. I
dati. I ricercatori, che hanno esaminato gli atti di nascita di
17,5 milioni di bambini venuti al mondo tra il 2005 e il 2010 (nello
stesso periodo 5,8 milioni di pillole di talidomide sono stati
distribuiti in tutto il Brasile), ora affermano che sarebbero nati
almeno 100 bambini brasiliani con malformazioni causate dal
talidomide. Usato per curare la lebbra. Eppure attivisti,
medici e malati di lebbra sono convinti che il medicinale sia di
vitale importanza e che i benefici che esso apporta superino i
rischi. "È il miglior farmaco - afferma Francisco Reis, dal
lebbrosario a Curupaiti Hospital vicino a Rio de Janeiro - esiste il
'fantasma' del talidomide, ma risale agli anni '50, si dovrebbe
dimenticare". Artur Custodio di Morhan, la campagna nazionale
contro la lebbra, riconosce che il farmaco è pericoloso, ma dice che
sono le automobili a causare la maggior parte delle disabilità
in Brasile. E fa notare che "non si parla di vietare le auto, ma
si dice che dovremmo insegnare alla gente come guidare in modo
responsabile. Ed è la stessa cosa per il talidomide". Le scuse dell'azienda. Dopo 50 di silenzio solo un anno fa l'azienda che ha prodotto il farmaco, la Grunenthal, ha chiesto scusa per la le vittime del Talidomide. Negli anni Settanta la compagnia aveva pagato risarcimenti finanziari ai bambini nati tra il 1957 e l'inizio degli anni Sessanta con gravissime malformazioni dopo che le loro madri avevano assunto il medicinale.
Se il bebè non fa la cacca non portatelo in ospedale
Ma
cosa spinge un genitore a portare il proprio bambino alle tre di
notte al pronto soccorso perché non fa la cacca da un giorno?
O perché ha la febbre da un'ora? Forse perché cosi fa
prima e non deve aspettare il proprio pediatra? necessità del
tutto e subito, difficoltà nell'aspettare e gestire l'urgenza spesso relativa, servizi ospedalieri sempre disponibili ed
esenti ticket per l'infanzia (fino ai 14 anni). Il Paese in cui
viviamo è l'unico al mondo con una pediatria di famiglia, fiore
all'occhiello per l'assistenza pediatrica. Ma è anche il
Paese nel quale gli accesi al pronto soccorso sono sempre più
in aumento. L'ansia dell'essere genitore si traduce in richieste
che nulla hanno a che vedere con l'urgenza pediatrica vera e
propria, determinando soprattutto nei weekend un vero e proprio
assalto con l'esigenza della visita immediata e reclami se questo
non avviene. Non ci si rende conto che l'urgenza relativa del
genitore spesso non corrisponde a una vera e propria urgenza per il
clinico. Come si esce da questa situazione? Anni di discussioni e di
elaborati senza risultati. Non voglio cercare colpe o responsabilità.
Forse dobbiamo prendere atto che la situazione sarà sempre
questa e che il cittadino possa gestire il proprio tempo come meglio
crede alla faccia dell'appropriatezza: "Io pago le tasse e
quindi vengo in pronto soccorso anche per niente!!" (mi ha detto
un genitore qualche giorno fa). Si parla da anni di educazione alla
salute e di percorsi condivisi con i pediatri di famiglia. Gli stessi
pediatri di famiglia che devono rispondere normalmente alle stesse
richieste dell'ospedale si trovano a gestire più il "buon
senso" che una patologia. L'urgenza pediatrica esiste e per
fortuna è minima rispetto al numero degli accessi. Ma è
per questa che le strutture ospedaliere sono deputate. Non possiamo
rifiutare una visita al pronto soccorso anche se ci pare impropria;
così come il pediatra di famiglia ha nei suoi compiti l'educazione alla salute alla famiglia. Insieme dobbiamo però
per la salute mentale dei bambini che un giorno saranno genitori
evitare che quello stesso giorno uno starnuto porti i loro futuri
figli al pronto soccorso. (l'Autore è Direttore della
Pediatria del Maggiore)
Livelli bassi di vitamina D per più di un terzo della popolazione mondiale, rischi per la salute
Secondo
un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Nutrition che ha
analizzato quasi 200 ricerche sul tema promosse in 44 paesi, più
di un terzo della popolazione di tutto il mondo ha bassi livelli di
vitamina D. I valori più elevati di vitamina D sono
stati rilevati in Nord America rispetto all’Europa e al Medio
Oriente. L’indagine è stata condotta da Kristina
Hoffmann del Mannheim Institute of Public Health (MIPH). Bassi
livelli di vitamina D hanno un potenziale impatto negativo sulla
salute, in particolare sul benessere di ossa e muscoli. Nei bambini
il deficit causa rachitismo mentre negli adulti è associato a osteomalacia, osteopenia, osteoporosi e rischio maggiore di fratture.
Un team di
ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine ha
compiuto un significativo passo avanti nella lotta alla fibrosi
cistica, trovando quali sono le mutazioni genetiche benigne e quella
dannose per la fibrosi cistica (FC). Prima
di questo studio, le mutazioni conosciute che sottendono
all’insorgere della FC erano 22, ma oggi si è
potuto arrivare a 127. E questo grazie ai ricercatori della Johns
Hopkins University School of Medicine, coordinati dal dottor Garry
Cutting, professore di pediatria al McKusick-Nathans Institute of
Genetic Medicine della JHU. Lo studio, pubblicato su Nature
Genetics, dimostra come il 95% di queste mutazioni siano
riscontrabili nei pazienti affetti da FC. La FC è una malattia genetica ereditaria. È causata
da un difetto nella produzione di una proteina chiamata CFTR, che va
a colpire i sistemi respiratorio e digerente causando seri problemi a
bronchi, polmoni, pancreas, fegato. Il passo avanti compiuto dai
ricercatori in questo senso potrà portare a una diagnosi
precoce nei portatori sani della malattia (i genitori) e anche alla
progettazione di nuovi farmaci per il trattamento. Secondo il
prof. Cutting e colleghi siccome non tutte le mutazioni causano la
malattia, il sequenziamento del DNA in entrambe le copie del gene
CFTR e il trovare una anomalia in uno non ci direbbe se si è
un portatore di FC, a meno che non si sapesse già se quella
anomalia era la causa della FC. In questo modo, fino a prima dello
studio, oltre un quarto delle coppie di genitori che avevano entrambi
una mutazione della proteina CFTR restavano senza una risposta circa
la possibilità che la prole ereditasse la malattia. Oggi,
invece, si è scesi al 9%. Questi progressi sono stati
possibili dopo l’aver analizzato un database contenente le
informazioni genetiche di quasi 40mila pazienti con FC. Gli
scienziati hanno poi esaminato 159 mutazioni che si sono verificate
con una frequenza di almeno lo 0,01% – tenuto conto che la
maggior parte delle oltre 1.900 mutazioni note sono ancora più
rare. Dopo di che, il team di studio ha analizzato ciascuna di queste
mutazioni per determinare la sua rilevanza clinica e il suo effetto
sulle attività della proteina CFTR. L’analisi clinica
delle concentrazioni di sale nel sudore dei pazienti ha permesso di
valutare in prima battuta l’impatto sulla salute di ogni
mutazione. La procedura è stata seguita dopo aver constatato
che la presenza di fibrosi cistica causa insolite ed elevate quantità
di Sale nel sudore. Un’elevata concentrazione di sale nel
sudore faceva dunque supporre che vi fosse una mutazione clinicamente
significativa. Il passo successivo ha portato i ricercatori a
esaminare come ogni errore genetico avesse influenzato la proteina
prodotta dal gene CFTR. Delle 159 mutazioni, 80 impedirebbero la
produzione di ogni proteina CFTR in base alla posizione della
mutazione stessa: queste sono state classificate come patogene. Le 77
mutazioni rimanenti sono state testate biochimicamente nelle cellule
per determinare l’ammontare dei danni subiti dalla proteina
CFTR in ciascun caso. Infine, nel totale, 127 delle principali 159
mutazioni hanno mostrato di causare la CF, se ereditata con un’altra
mutazione causa di CF, mentre di queste, 105 non erano mai state
caratterizzate. L’aver dunque caratterizzato queste nuove
mutazioni apre nuove vie di diagnosi e possibili trattamenti per
questa patologia che in Italia, allo stato attuale, colpisce circa 1
bambino su 2.500, mentre i portatori sani sono circa 1 individuo su
25, secondo i dati della Lega Italiana Fibrosi Cistica. Per
approfondimenti: Fibrosicistica.it
Geymonat, allarme per nove farmaci
ritirati dal mercato per «difetti di qualità»
ROMA - Divieto di
utilizzo per nove farmaci della Geymonat per difetti di qualità:
lo ha deciso l'Agenzia Italiana del farmaco con un provvedimento
cautelativo. Si tratta della stessa azienda per la quale era stato
disposto a giugno il sequestro delle supposte prodotto da loro per i
neonati. I farmaci sono stati bloccati alla distribuzione.
Un'indagine coordinata dalla Procura di Frosinone e condotta dal
N.A.S. di Latina assieme all'Aifa, aveva portato nel giugno 2013 al
ritiro dei lotti di Ozopulmin prodotto dalla Geymonat. Ora il
sospetto di difetti di qualità si è esteso ad altri
prodotti e riguarda la possibile presenza di un quantitativo di
principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in
etichetta. Si attendono ora i risultati delle analisi dell'Istituto
Superiore di Sanità, che potrebbero portare alla revoca del
provvedimento AIFA . I
NOMI DEI FARMACI «Coloro
che dovessero avere in casa alcune delle confezioni della Geymonat
sequestrate sono invitati a non utilizzarle in attesa del
completamento delle indagini», avverte l'Aifa. Si tratta del
farmaci:
ALVENEX 450 mg per l'insufficienza venosa
GASTROGEL 2 g/10 ml per l'ulcera gastrica
SUCRATE 2 g gel orale per l'ulcera
INTRAFER 50 mg/ml per le anemie
ITOGEL 2g/10 ml per l'ulcera
ECOMÌ per le infezioni dermatologiche
VENOSMINE 4% per le varici
TESTO ENANT per patologie sessuali
Una risonanza del cervello
può prevedere il rischio di dislessia
Mette in evidenza differenze strutturali in alcune aree cerebrali
Roma La
risonanza magnetica cerebrale può aiutare a disgnosticare la
dislessia in età pre scolare. Lo suggerisce una ricerca del
Massachusetts Institute of Technology di Boston (Usa, pubblicata sul
Journal of Neuroscience. Le scansioni
cerebrali effettuate con la risonanza magnetica, secondo i
ricercatori, possono rivelare infatti dei marcatori precoci della
dislessia presenti in aree particolari del cervello che hanno un
ruolo nelle funzioni linguistiche. Ciò consentirebbe di
“intercettare” il possibile futuro sviluppo del disturbo.
«Le differenze strutturali nel cervello riscontrabili
grazie alla diagnostica per immagini - precisano gli autori -
potrebbero essere una causa, piuttosto che una conseguenza della
dislessia. Anche se non sappiamo quanti di questi bambini
svilupperanno poi il problema». Lo studio fa parte di un
progetto più ampio che ha coinvolto 1.000 bambini nelle scuole
materne del Massachusetts e di Rhode Island. All’inizio
dell’anno i piccoli sono stati sottoposti a test per valutarne
le capacità di lettura. I ricercatori hanno poi invitato un
piccolo gruppo di 40 bimbi a sottoporsi alla risonanza magnetica
cerebrale. Ebbene, dall’imaging è emerso che alcuni
avevano un restringimento nella regione del cervello, la materia
bianca, dove vengono elaborati i suoni, le parole e il linguaggio. I
ricercatori si sono poi concentrati su 3 tratti di questa zona, tutti
situati sul lato sinistro del cervello: il fascicolo arcuato, il
fascicolo longitudinale inferiore e il fascicolo longitudinale
superiore. Quando poi hanno confrontano le scansioni del cervello con
i risultati di diversi tipi di test di pre-lettura, gli scienziati
hanno trovato una correlazione tra le dimensioni e l’organizzazione
del fascicolo arcuato e le prestazioni nei test. I bambini con un
fascicolo arcuato più piccolo avevano punteggi più
bassi.
Pediatri Usa, quasi tutte medicine ok in allattamento
No ad antidolorifici, farmaci psichiatrici e supplementi erbe
ROMA,
26 AGO - Le mamme che allattano possono assumere buona parte dei
farmaci senza pericoli per la salute del bambino. Lo afferma un
rapporto della American Academy of Pediatrics pubblicato dalla
rivista Pediatrics, che individua in alcuni antidolorifici, in molti
farmaci psichiatrici e in diversi supplementi a base di erbe le
uniche eccezioni. La maggior parte dei farmaci non 'passa' nel
latte in livelli da considerare preoccupanti. Fra quelli da evitare
ci sono i narcotici come codeina, idrocodone e ossicodone, alcuni
comuni antidepressivi come il Prozac, anche se quello conosciuto come
Paxil risulta invece più sicuro, mentre per i supplementi a
base di erba, per cui mancano studi scientifici sugli effetti, gli
esperti statunitensi consigliano estrema prudenza. Nel caso dello
stimolante yohimbina, ci sono invece diversi report che hanno
dimostrato un legame con la morte di alcuni bambini. Secondo il
documento il più completo database dei principi attivi
consultabile da parte delle mamme è quello del National
Institute of Health chiamato Lactmed, che ha anche dato vita ad una
app gratuita per iOs e Android. ''Prima di rassegnarsi al fatto di
dover smettere di allattare, e l'assunzione di farmaci è uno
dei motivi principali bisogna avere tutte le informazioni per capire
se effettivamente è necessario''.(ANSA).
Sgridare duramente e inveire contro i propri figli è controproducente soprattutto nella prima adolescenza
ROMA
- Sgridare duramente ed inveire contro i propri figli può far
male ed essere controproducente ai fini educativi e comportamentali,
soprattutto nella prima adolescenza. Lo rivela uno studio che ha
coinvolto circa 1000 famiglie e che è stato pubblicato sulla
rivista Child Development. Secondo quanto riferito da Ming-Te
Wang, docente di psicologia presso la University of Pittsburgh,
redarguire verbalmente un adolescente, specie se con durezza, non
sortisce i risultati sperati in termini di educazione ma, anzi,
genera nel ragazzo irritabilità e aggressività e lo
rende ancora più incline a comportamenti disobbedienti, a dire
bugie ai genitori, comportarsi male a scuola e con i propri coetanei.
Molti studi sono stati pubblicati finora sugli effetti delle
punizioni corporali e fisiche sui bambini, bocciando questo tipo di
punizioni. Questo nuovo studio si concentra su un'altra forma di
''punizione'', quella verbale che comporta lo sgridare o inveire
contro il bambino, spesso con durezza, e magari etichettarlo con
parole umilianti come 'sei scemo', 'sei pigro'. Secondo dati Usa,
il 90% dei genitori sgrida con durezza i propri figli. Gli psicologi
Usa hanno somministrato questionari a figli e ai genitori: ai primi
hanno chiesto di dire quante volte nell'ultimo anno avessero mentito
ai propri genitori, si fossero comportati male a scuola, fossero
stati aggressivi o addirittura si fossero resi rei di piccoli furti.
Ai genitori hanno chiesto invece quante volte hanno sgridato, e come,
i figli per i loro comportamenti scorretti e disobbedienti.
Incrociando le informazioni così ottenute, è emerso che
i figli si comportano peggio quando vengono sgridati con durezza dai
genitori. Inoltre anche a livello psicologico risultano più
'destabilizzati'. Cosa fare quindi? L'ideale, spiegano gli
psicologi, sarebbe imparare a discutere coi propri figli spiegando
loro le conseguenze dei loro comportamenti.
Pediatri, no al 'fai da te' con integratori
naturali
BOLOGNA - Attenzione
agli integratori a base di piante medicinali: nei bambini è
assolutamente sconsigliato il fai-da-te. Se infatti tali prodotti
possono risultare efficaci per disturbi per cui non esiste un farmaco
di riferimento, è necessario che vengano somministrati sotto
controllo del pediatra. Ad affermarlo sono gli esperti riuniti al
Congresso nazionale della Società italiana di pediatria. È opinione
diffusa che gli integratori a base di piante non possano far male in
quanto 'naturali'. In realtà, avvertono i pediatri, ''l'uso di
prodotti erboristici per auto-prescrizione o su consiglio di
operatori non qualificati non è privo di rischi. Al punto che lo
stesso Istituto Superiore di Sanità ha attivato un sistema di
segnalazione delle reazioni avverse''. Primo monito è di
controllare il dosaggio: ''Gli integratori sono considerati alimenti
e non farmaci: pertanto non c'è alcun obbligo di inserire i
foglietti illustrativi né di riportare in etichetta la quantità di
principio attivo contenuto. È dunque difficile capire qual è il
dosaggio adeguato al peso''. Quanto agli effetti avversi più
frequenti ai prodotti naturali, questi sono ipersensibilità e
allergie''. Tuttavia il sistema di sorveglianza ISS è "abbastanza
rassicurante sul fenomeno delle intolleranze in quanto riporta, in un
periodo di 5 anni - conclude la pediatra - 18 casi di sospetti eventi
avversi con l'uso dei propoli, di cui 6 pediatrici, a fronte di un
consumo molto diffuso di questa sostanza''.
(ANSA)
ROMA - Quando sono accuditi dai nonni i bimbi ingrassano di più. È
quanto emerge da una ricerca dell'Università di Helsinki, pubblicata
sulla rivista Evolutionary Psichology. Il team di ricercatori ha
comparato i dati di 9000 famiglie inglesi con almeno un bimbo di età
compresa tra i nove mesi e i tre anni, mettendo in relazione i dati
relativi al peso dei piccoli con il tipo di assistenza ricevuta: è
emerso che quelli di cui si prendevano cura per lo più i nonni
avevano il 22% in più di rischio di sviluppare sovrappeso e obesità
rispetto ai coetanei, che magari stavano per gran parte del tempo con
mamma o baby-sitter. Questo perché - spiegano gli scienziati - i
nonni (in particolare le nonne), nella visione tradizionale del loro
ruolo, vorrebbero aumentare le 'chance' di sopravvivenza dei bambini
nutrendoli. Ma finiscono per eccedere. Rispetto al passato, poi,
secondo la ricerca ci si sposa più tardi quindi i nonni sono più
anziani al momento del nascita dei nipotini e questo incide non poco
sul loro modo di gestire il tempo trascorso insieme ai piccoli. Meno
energici e mobili del passato, in sostanza, i nonni moderni provano a
tenere calmi i piccoli deliziandoli con biscotti, torte e altri
generi di leccornie, non tenendo però in adeguato conto il rischio
che ingrassino.
Con nuoto in
gravidanza più rischi asma e allergie bimbi
Il nuoto in
gravidanza potrebbe aumentare il rischio del bebè di soffrire
di asma, eczema, rinite allergica. È quanto sostengono esperti
inglesi del St. John's Institute of Dermatology di Londra e della
University of Manchester in un report pubblicato sul British Journal
of Dermatology che documenta un vertiginoso aumento di queste
patologie nei bambini. Il nuoto è uno degli sport più
di frequente consigliati in gravidanza perché l'acqua aiuta a
sostenere il peso del feto e protegge la gestante da danni alle
articolazioni. Coordinato dal dermatologo John McFadden, il
rapporto presentato sulla rivista britannica propone varie possibili
cause dell'aumento di queste patologie che riguardano il sistema
immunitario del bambino: in primis la teoria dell'igiene, secondo cui
l'eccesso di prodotti chimici oggi usati per l'igiene domestico e
personale potrebbe avere un peso sia durante lo sviluppo fetale sia
nei primissimi anni di vita del bimbo. Inoltre i dermatologi
affermano che il cloro e altri prodotti usati per igienizzare le
piscine a loro volta possano avere un impatto sul sistema immunitario
in fieri del nascituro. Servono ovviamente studi per provare in
modo definitivo queste ipotesi, concludono i dermatologi.
L'incredibile storia di Ryan Marquiss, il bambino con il cuore fuori dal torace
A
guardarlo oggi, sembra un bambino come tanti altri, eppure a Ryan
Marquiss non avevano dato speranze di vita. Ryan infatti è
nato con una rarissima malformazione: il suo cuore si è
sviluppato solo a metà, e lo ha fatto fuori dal torace.
L’incredibile condizione di Ryan, l’ectopia cordis,
per cui il cuore sporge dal torace, colpisce 8 nascite su 1
milione ed il 90% di questi sopravvive al massimo tre giorni; senza
considerare che Ryan soffriva anche di sindrome del cuore destro
ipoplasico, per cui solo la parte sinistra del cuore si è
sviluppata correttamente. Il bambino è nato con una
combinazione di patologie che lo rendono un caso unico al mondo:
i dottori avevano consigliato ai genitori di interrompere la
gravidanza alla dodicesima settimana, ma coraggiosamente hanno
rifiutato. I genitori di Ryan hanno scommesso e hanno vinto: il
bambino ha ormai compiuto 4 anni e mezzo. La madre ha dichiarato:
“Volevamo che la natura seguisse il suo corso, così
abbiamo rifiutato di interrompere la gravidanza. Sapevamo che sarebbe
stato un miracolo se fosse sopravvissuto alla nascita ma non volevamo
essere noi a decidere. I dottori ci hanno detto che nessun bambino
con la combinazione di malformazioni di Ryan è mai
sopravvissuto” Ryan è sopravvissuto alla nascita,
ma “il suo cuore sporgeva dal torace, era coperto solo da
una sottile membrana, ma era vivo e potevamo solo pregare che
continuasse a lottare.” Il bambino è stato poi
sottoposto a un’operazione ad appena due settimane di vita che
gli ha permesso di ricevere un sufficiente afflusso di sangue,
seguita, nei suoi primi due anni, da altre dodici operazioni: alcune
per fare in modo che la metà sviluppata del suo cuore
riuscisse a fare il lavoro di un cuore normale, altre per aumentare
lo spessore del tessuto che ricopriva il suo cuore. Il caso di Ryan è
stato oggetto di pubblicazioni e studi: i medici credono che possa
costituire una speranza per altri bambini con malformazioni cardiache
simili.Probabilmente in futuro potrebbe avere bisogno di un trapianto
di cuore, ma, al momento, sta bene.
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