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Striscia... la notizia

Giugno 2014

a cura di Valentina Abate

Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it


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Bambini: più intelligenti se giusto livello iodio in gravidanza

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Più iodio alle mamme, bambini più intelligenti. Lo iodio, infatti, è un elemento essenziale per lo sviluppo del cervello nel feto e anche deficit lievi possono determinare effetti avversi nello sviluppo cognitivo e psicomotorio nei bambini. Il tema è stato affrontato in una sessione del settantesimo Congresso Nazionale di Pediatria in corso a Palermo. «Uno studio del 2013 apparso su The Lancet ha misurato la concentrazione urinaria di iodio in 1040 donne gravide durante il primo trimestre di gestazione e valutato alcuni parametri intellettivi dei figli a 8 anni. Ne è risultato che i figli di quelle che, in occasione del controllo, avevano dimostrato una carenza iodica lieve o moderata nel primo trimestre di gestazione, avrebbero poi dimostrato all’età di 8 anni un rischio aumentato di punteggio basso nel QI per quanto riguarda le performance relative al linguaggio, alla lettura e alla comprensione dei testi, rispetto ai coetanei di madri con livelli di iodio normali in gravidanza. Due meta-analisi hanno inoltre stimato che l’effetto di una severa carenza nei bambini possa essere responsabile di un QI più basso di circa 12-13 punti». Eppure secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità del 2012, i medici di famiglia non sono molto preparati sulla problematica della carenza di iodio nell’alimentazione. Solo il 23% conosce la raccomandazione del Ministero della Salute sul sale iodato e la legge sulla iodoprofilassi, il 45,6% conosce solo la raccomandazione o solo la legge e il 31,1% non conosce né la raccomandazione né la legge. «Solo il 22,9% dei medici consiglia il sale iodato al posto del sale comune a tutti gli assistiti e alle gestanti». «La legge 55/05 che ha deliberato interventi di iodoprofilassi in Italia risale al 2005 ma rimane sostanzialmente disattesa e nel nostro Paese esistono ancora sacche di carenza endemica: uno stato di carenza iodica lieve-moderata persisteva ancora nel 2011 in molte regioni italiane, in particolare in quelle del Sud».


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"Il fai da te va sempre evitato: questi farmaci devono essere somministrati ai dosaggi raccomandati dal pediatra, con il numero di dosi indicate nell'arco della giornata e per tutto il tempo utile ad ottenere la completa eliminazione dei batteri che hanno causato la malattia, di solito per non meno di 7-10 giorni- precisa invece la Professoressa Susanna Esposito, presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)- infine non bisogna mai utilizzare una confezione di antibiotico già aperta e utilizzata in precedenza".

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"Papà e mamma hanno identiche responsabilità. "Vediamo che il genitore meno abile nella gestione o più svantaggiato nella separazione, che magari vive lontano o in un'altra città e si sposta per vedere il figlio, è più portato a portarlo al bar per la colazione, a prendere le merendine confezionate per la scuola e portarlo al ristorante. La civiltà moderna lo favorisce ma non dal punto di vista della salute. Ciò generalmente accade di più ai padri, ma quando succede il contrario ed è la mamma ad allontanarsi osserviamo le stesse identiche dinamiche".

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