Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982.
In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
SEPARAZIONI CONFLITTUALI, I RISCHI PER LA SALUTE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI ELETTROCARDIOGRAMMA A SCUOLA, COSì SI PREVENGONO LE MORTI IMPROVVISE ARTRITE REUMATOIDE E TUMORI, CURE SEMPRE PIù A MISURA I GIOCHI "CAVALCABILI" SONO I PIù PERICOLOSI MALATTIA DI WILSON SI MASCHERA DA CIRROSI E PARKINSON LA MIGLIOR TERAPIA CONTRO RAFFREDDORE? NESSUN FARMACO IL 31% DEI 13ENNI è VITTIMA DI CYBERBULLISMO MA NON NE PARLA CELIACHIA: ARRIVA IL GLUTEN-DETECTOR PER UN'ALIMENTAZIONE SICURA NIGERIA: LA TERRA DELLE SPOSE-BAMBINE AUTISMO: NUOVA SPERANZA DA UN FARMACO SPERIMENTALE ANTI-CANCRO . Medico e Bambino pagine elettroniche 33; 33(10) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1410_10.html
, hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. Gli effetti devastanti. Il professor Vittorio Cigoli dell'Università Cattolica di Milano, citando i risultati di oltre 40 anni di ricerche, ha spiegato come essere esposti a un divorzio ad alto tasso di conflittualità provochi nel bambino e nell'adolescente problemi psichici e un forte calo di difese immunitarie. Tra i problemi psicologici "Difficoltà emotive e comportamentali, bassa autostima, depressione, basso rendimento scolastico, ricorso a droghe e violenza". Spesso i genitori sono totalmente inconsapevoli degli effetti devastanti che una separazione altamente conflittuale può provocare nel proprio figlio e lo coinvolgono attivamente nel loro conflitto. Uno spazio per i loro bisogni. Gli esperti hanno sottolineato come sia importante, per tutti quelli che intervengono in queste situazioni, creare uno spazio in cui i bisogni del bambino possano essere ascoltati e diventino visibili agli occhi dei genitori. Importante è anche non cadere nella trappola di schierarsi dalla parte di un genitore contro l'altro, perché in questa guerra non esistono i buoni e i cattivi ma solo persone che non riescono ad affrontare la fine del loro legame. Le recenti iniziative di legge. L'appuntamento si è chiuso con l'intervento dell'Onorevole Vanna Iori, Deputato del PD e membro della Commissione Bicamerale Infanzia, che ha citato le recenti iniziative di Legge presentate in favore dell'infanzia e ha sottolineato la necessità che il Governo operi non soltanto in modo assistenziale, ma promuova una politica più organica a sostegno dei minori e delle loro famiglie, per esempio sostenendo e incrementando i Servizi che si occupano dell'infanzia e operando in favore di un'adeguata riforma della giustizia minorile.
Elettrocardiogramma a scuola, così si prevengono le morti improvvise
Nella sindrome di Wolff-Pakinson-White bisogna intervenire anche in assenza di sintomi. Lo dimostra uno studio tutto italiano pubblicato su Circulation
"Farmaci inibitori selettivi delle molecole che provocano l'infiammazione e dunque diretti contro le molecole che producono il danno - sottolinea - silenziando le cellule le rendono inattive. Così diminuisce l'infiammazione che erode le superfici articolari e cambia la qualità della vita dei piccoli pazienti". A fare il punto sui moltissimi i progressi fatti negli ultimi anni in oncologia pediatrica, in particolare per quanto riguarda le leucemie acute come la lifoblastica e alcuni tumori solidi come il neuroblastoma, è Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
"Oggi è possibile curare la leucemia acuta premielocitica, una variante di leucemia mieloide acuta, nel 95% dei piccoli pazienti senza usare chemioterapia ma con un precursore della vitamina A (acido trans retinoico) e un derivato dell'arsenico (arsenico triossido)", spiega l'esperto. Niente radio, né chemio ma immunoterapia, più efficace e anche più selettiva, dunque con meno effetti collaterali. "Approcci immunoterapeutici di questo tipo, basati su anticorpi monoclonali e cellule geneticamente modificate - prosegue - possono curare il 50% dei pazienti dei tumori infantili in piccoli pazienti resistenti ai chemioterapici convenzionali".
I giochi "cavalcabili" sono i più pericolosi
Studio Usa, 40% ricoveri per monopattini e bici senza pedali
Clinical Pediatrics questo tipo di giocattoli è il più pericoloso negli USA, e causa fino al 40% dei ricoveri per infortunio sotto i 5 anni. Lo studio del Nationwide Children's Hospital di Columbus, Ohio ha esaminato i dati sugli infortuni dei bambini dal 1990 al 2011, trovando un aumento della frequenza del 40% nel periodo considerato con un balzo nel 2001, anno in cui i "ride-on toys" sono diventati popolari. Il picco di infortuni avviene intorno ai due anni, nel 60% dei casi ai maschi e l'80% delle volte a casa. Nel 35% degli infortuni e nel 40% dei ricoveri presi in esame, spiega l'autore principale, Gary Smith, la causa è proprio questo tipo di giocattoli, con traumi cranici e fratture in cima alla lista delle diagnosi. Secondo l'esperto questi giochi vanno usati seguendo delle accortezze. "I bambini dovrebbero indossare sempre il casco e bisognerebbe evitare di usarli in strada, perché le collisioni con le auto sono la causa degli infortuni più gravi".
Malattia di Wilson si maschera da cirrosi e Parkinson
La stanchezza tra i sintomi nei bambini, un portale per sensibilizzare medici
www.malattiadiwilson.info, col sostegno di Recordati e Orphan Europe. Il portale è composto da due aree: una contiene approfondimenti per medici e operatori sanitari, l'altra è rivolta ai pazienti e ai loro familiari. Verrà presentato in occasione del 4° incontro dedicato alla patologia, in programma il 6 dicembre a Roma.
La miglior terapia contro raffreddore? Nessun farmaco
Se hanno meno di 2 anni. I consigli dell'Fda ai genitori
Solo il 16,8% delle vittime ha informato un adulto, il 14,2% ne ha parlato con un amico, l'11,7% subisce senza fare niente. Una minima parte, il 3,2% arriva a denunciarlo alla polizia postale.
Fenomeno indicato addirittura come ‘problema di salute pubblica internazionale’ dagli Autori di una recentissima review della letteratura scientifica (Nixon CL. Current perspectives: the impact of cyberbullying on adolescent health. Review Adolescent Health,Medicine and Therapeutics 2014:5 143–158), che evidenzia come il cyberbullismo abbia conseguenze negative sulla salute delle vittime, tra le quali sindromi depressive, ansia, sintomi somatici, e una maggiore propensione all’uso di droghe e comportamenti devianti.
Celiachia: arriva il gluten-detector per un'alimentazione sicura
Come la storia di Wasila Tasiu, che all’età di 14 anni ha sposato un giovane di un villaggio vicino al suo. Il suo matrimonio è durato solo 17 giorni. Poi Wasila ha deciso di avvelenare il marito: era l’unico modo per liberarsi di una vita tanto infelice come quella matrimoniale, di cui la bambina non voleva saperne e non ne sapeva nulla. Per lo stato Wasila è troppo giovane per essere rinchiusa in carcere oppure essere condannata, ma evidentemente non lo era per sposare un uomo. Il fatto è che in questi villaggi è impresa ardua scoprire l’età reale delle bambine, perché il rilascio di documenti o certificazioni è una pratica davvero poco diffusa.
Molti padri accettano di far sposare le proprie figlie poiché per loro ‘andare da sole in giro è pericoloso: “Una bambina senza nessuno che è al suo fianco a proteggerla è molto più vulnerabile di una che è in compagnia di un uomo”.
Secondo Amina Hanga, la segretaria esecutiva di un’organizzazione con sede a Kano che si occupa dei diritti delle donne, l’Isa Wali Empowerment Initiative, a determinare i matrimoni delle bambine è una specie di assurda combinazione tra tradizione, povertà e religione che si perpetua di generazione in generazione.
I bambini che crescono in queste regioni per andare a scuola dovrebbero camminare per chilometri e spesso non lo fanno. Secondo Amina il problema delle famiglie nigeriane sta proprio nella loro arretratezza materiale, poi mentale.
Il Fondo demografico dell’Onu dimostra che dal 2008 le donne tra 20 e 24 anni che vivono nelle zone rurali in Nigeria hanno due volte la possibilità in più di sposarsi prima dei 18 anni che quelle che vivono in città. I dati dell’UNICEF ci tranquillizzano da un lato perché ci parlano di una tendenza che rispetto al passato è in netto calo in tutto il mondo. Ma in Nigeria invece nelle ultime decadi si è assistito a un enorme aumento del fenomeno.
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