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Striscia... la notizia

Giugno 2015

a cura di Maria Valentina Abate

Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it


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"Il genitore deve preoccuparsi se nota ansia, oppure la tendenza a chiudersi in se stessi, se nascondono le cose che fanno. L'isolamento è un indizio, mentre un'altra evidenza sono gli episodi di autolesionismo. Alcuni segnali vengono dal modo in cui si mangia, ad esempio lo sminuzzare il cibo, la lentezza del pasto, l'esclusione di alcuni alimenti".
Una volta individuato il problema la guarigione, dicono le statistiche, è possibile: allo stato attuale la remissione a 5 anni dell'anoressia è del 66,8% contro il 45% della bulimia. "Il pediatra ha il compito fondamentale di fare da sentinella. Una volta individuato il problema serve però una gestione multidisciplinare, dal neuropsichiatra al nutrizionista. Il disturbi alimentare infatti è solo la manifestazione di un problema più profondo".

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Classificazione MeSH