Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982.
In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
TROPPI ESAMI RADIOLOGI AI BIMBI QUANDO è GIUSTO PORTARE I BIMBI AL PRONTO SOCCORSO ANCHE I BIMBI DEVONO MISURARE LA PRESSIONE? IL BENESSERE AIUTA INTELLIGENZA COLPI ALLA TESTA NEL CALCIO: I RISCHI NON SONO PIù COMUNI CHE NEL GIOCO SPONTANEO MUORE A 101 ANNI LA SCIENZIATA CHE SI OPPOSE ALLA TALIDOMIDE SCELTE SAGGE IN NEONATOLOGIA L’EMA Dà PARERE POSITIVO AL PRIMO VACCINO ANTIMALARIA DA UTILIZZARE, AL DI FUORI DELL’UNIONE EUROPEA. Medico e Bambino pagine elettroniche 34; 34(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1507_10.html
Ci si può chiedere come mai i genitori facciano tanto uso del Pronto Soccorso. Una spiegazione, dicono i pediatri, è l'ansia eccessiva, la solitudine della coppia e l'esasperata attesa di salute del proprio figlio. A contribuire la gratuità delle cure, l'accesso 24 ore su 24, la carenza della continuità assistenziale sul territorio. "In realtà i codici gialli e rossi, quelli dell'urgenza-emergenza, rappresentano il 10-13% del totale - precisa Antonio Urbino, presidente nazionale della Società italiana di medicina dell'emergenza e urgenza pediatrica (Simeup) e direttore di Struttura complessa di pediatria all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino - mentre il grosso degli interventi è rappresentato dai codici verdi, le urgenze che in fase di triage vengono considerate minori. Solo la metà dei codici verdi è appropriata, cioè merita un approfondimento e una terapia in Pronto Soccorso o come prescrizione".
Altro problema è il non corretto utilizzo del pediatra di famiglia e così il pronto soccorso si trasforma in una sorta di ambulatorio. La Simeup ha chiarito che è invece una struttura che serve a fornire la prima assistenza ai bambini che necessitano di un approccio diagnostico-terapeutico urgente. Non è un ambulatorio pediatrico, non sostituisce il pediatra di famiglia, che bisogna consultare sempre, non è un ambulatorio polispecialistico, non è la struttura dove curare malattie croniche e nemmeno il luogo dove ottenere certificazioni e ricette.
Altro nodo da affrontare è quello della formazione e dell'organizzazione. Le quasi 450 strutture complesse di pediatria italiane si rapportano in modi diversi dal punto di vista organizzativo. Intanto i pronto soccorso dei grandi ospedali pediatrici visitano quasi mezzo milione di bambini all'anno, il 10% degli accessi totali. La quota restante viene smistata negli ospedali generalisti o nei pronto soccorso funzionali. Un'indagine della Commissione della Simeup, coordinata dal pediatra Riccardo Borea, evidenzia che il 75% dei bambini è smistato nei livelli di triage in prima battuta da infermieri degli adulti, solo il 21% da un infermiere esperto in PS pediatrico. Meno di un infermiere su due (42%) dei pronto soccorso generalisti dedicati al triage dei più piccoli è formato adeguatamente. Circa l'80% dei bambini è accolto in locali non adatti alle fasce pediatriche e solo il 33% dei Ps pediatrici dispone di una Osservazione Breve Intensiva (OBI), un modulo organizzativo che permette di ridurre i ricoveri impropri.
La American Academy of Pediatrics ha individuato per l'iniziativa "Choosing Wisely" le 5 pratiche a rischio inappropriatezza in neonatologia.
L'AAP raccomanda ai medici di evitare l'uso di routine di:
farmaci antireflusso per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica, dell'apnea e della desaturazione nei neonati pretermine,
terapia antibiotica per più di 48 ore in assenza di infezione batterica nei neonati pretermine asintomatici,
pneumogrammmi per la valutazione pre-dimissione dell'apnea prolungata nei neonati pretermine,
radiografie del torace quotidiane per neonati intubati in assenza di indicazioni particolari,
lo screening con risonanza magnetica cerebrale prima della dimissione (o una volta raggiunta la 40a settimana di età postconcezionale) dei neonati pretermine.
Come sono state individuate le 5 pratiche: circa mille tra specialiste e specialisti in pediatria e neonatologia hanno selezionato una serie di test e trattamenti utilizzati in neonati per i quali a loro avviso non ci sono evidenze sufficienti di efficacia, oppure sono da ritenersi inefficaci o inutili. Un panel coordinato da DeWayne Pursley (Beth Israel Deaconess Medical Center) ha valutato i quasi tremila suggerimenti elaborati dalle persone consultate e ha identificato le 5 pratiche a rischio inappropriatezza.
"La mortalità infantile è molto diminuita negli ultimi 50 anni, soprattutto grazie all’assistenza fornita alle madri durante una gravidanza ad alto rischio e all'assistenza intensiva al neonato”, sottolinea Pursley. "I test e I trattamenti più avanzati sono stati dei fattori importanti nel raggiungimento di tali risultati, ma è necessario usarli in modo più appropriato. Eliminare l'uso routinario di tali test e trattamenti e concentrarsi solo sui casi in cui sono giustificati contribuirà sia a migliorare la qualità dell’assistenza, sia a ridurre costi inutili."
L’Ema dà parere positivo al primo vaccino antimalaria da utilizzare, al di fuori dell’Unione europea
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