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Striscia... la notizia

Settembre 2015

a cura di Maria Valentina Abate

Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it


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Troppi esami radiologi ai bimbi

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Ci si può chiedere come mai i genitori facciano tanto uso del Pronto Soccorso. Una spiegazione, dicono i pediatri, è l'ansia eccessiva, la solitudine della coppia e l'esasperata attesa di salute del proprio figlio. A contribuire la gratuità delle cure, l'accesso 24 ore su 24, la carenza della continuità assistenziale sul territorio. "In realtà i codici gialli e rossi, quelli dell'urgenza-emergenza, rappresentano il 10-13% del totale - precisa Antonio Urbino, presidente nazionale della Società italiana di medicina dell'emergenza e urgenza pediatrica (Simeup) e direttore di Struttura complessa di pediatria all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino - mentre il grosso degli interventi è rappresentato dai codici verdi, le urgenze che in fase di triage vengono considerate minori. Solo la metà dei codici verdi è appropriata, cioè merita un approfondimento e una terapia in Pronto Soccorso o come prescrizione". Altro problema è il non corretto utilizzo del pediatra di famiglia e così il pronto soccorso si trasforma in una sorta di ambulatorio. La Simeup ha chiarito che è invece una struttura che serve a fornire la prima assistenza ai bambini che necessitano di un approccio diagnostico-terapeutico urgente. Non è un ambulatorio pediatrico, non sostituisce il pediatra di famiglia, che bisogna consultare sempre, non è un ambulatorio polispecialistico, non è la struttura dove curare malattie croniche e nemmeno il luogo dove ottenere certificazioni e ricette.
Altro nodo da affrontare è quello della formazione e dell'organizzazione. Le quasi 450 strutture complesse di pediatria italiane si rapportano in modi diversi dal punto di vista organizzativo. Intanto i pronto soccorso dei grandi ospedali pediatrici visitano quasi mezzo milione di bambini all'anno, il 10% degli accessi totali. La quota restante viene smistata negli ospedali generalisti o nei pronto soccorso funzionali. Un'indagine della Commissione della Simeup, coordinata dal pediatra Riccardo Borea, evidenzia che il 75% dei bambini è smistato nei livelli di triage in prima battuta da infermieri degli adulti, solo il 21% da un infermiere esperto in PS pediatrico. Meno di un infermiere su due (42%) dei pronto soccorso generalisti dedicati al triage dei più piccoli è formato adeguatamente. Circa l'80% dei bambini è accolto in locali non adatti alle fasce pediatriche e solo il 33% dei Ps pediatrici dispone di una Osservazione Breve Intensiva (OBI), un modulo organizzativo che permette di ridurre i ricoveri impropri.

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La American Academy of Pediatrics ha individuato per l'iniziativa "Choosing Wisely" le 5 pratiche a rischio inappropriatezza in neonatologia.
L'AAP raccomanda ai medici di evitare l'uso di routine di:

  • farmaci antireflusso per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica, dell'apnea e della desaturazione nei neonati pretermine,
  • terapia antibiotica per più di 48 ore in assenza di infezione batterica nei neonati pretermine asintomatici,
  • pneumogrammmi per la valutazione pre-dimissione dell'apnea prolungata nei neonati pretermine,
  • radiografie del torace quotidiane per neonati intubati in assenza di indicazioni particolari,
  • lo screening con risonanza magnetica cerebrale prima della dimissione (o una volta raggiunta la 40a settimana di età postconcezionale) dei neonati pretermine.
Come sono state individuate le 5 pratiche: circa mille tra specialiste e specialisti in pediatria e neonatologia hanno selezionato una serie di test e trattamenti utilizzati in neonati per i quali a loro avviso non ci sono evidenze sufficienti di efficacia, oppure sono da ritenersi inefficaci o inutili. Un panel coordinato da DeWayne Pursley (Beth Israel Deaconess Medical Center) ha valutato i quasi tremila suggerimenti elaborati dalle persone consultate e ha identificato le 5 pratiche a rischio inappropriatezza.
"La mortalità infantile è molto diminuita negli ultimi 50 anni, soprattutto grazie all’assistenza fornita alle madri durante una gravidanza ad alto rischio e all'assistenza intensiva al neonato”, sottolinea Pursley. "I test e I trattamenti più avanzati sono stati dei fattori importanti nel raggiungimento di tali risultati, ma è necessario usarli in modo più appropriato. Eliminare l'uso routinario di tali test e trattamenti e concentrarsi solo sui casi in cui sono giustificati contribuirà sia a migliorare la qualità dell’assistenza, sia a ridurre costi inutili."

L’Ema dà parere positivo al primo vaccino antimalaria da utilizzare, al di fuori dell’Unione europea

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pagina dedicata sul sito dell’Ema.