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Fumo passivo causa denti cariati nei bambini?
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Non stupisce che il fumo passivo possa aumentare il rischio di carie nei bambini visto che sappiamo benissimo che questo problema è frequente nei fumatori. Il fumo passivo fa male a tutti, ma ci sono alcune categorie particolarmente sensibili – che comprendono bambini, donne incinte, asmatici, ma, a mio parere, anche cardiopatici, malati di tumore e così via – che vanno tutelate con il buon senso e l’educazione".
Senza dimenticarci che gli effetti negativi del fumo passivo su apparato respiratorio e sistema immunitario di un bambino in crescita sono già stati messi a fuoco da tempo. I danni del fumo passivo nei bambini
Già primi bimbi morti di pertosse per calo vaccinazioni
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L'allarme, lanciato dall'Istituto Superiore di Sanità, è stato subito raccolto anche dall'Aifa e dai pediatri. Oltre che dalle campagne di sensibilizzazione, affermano, la "riscossa" dei vaccini passa per l'approvazione del Piano nazionale Vaccini da parte delle Regioni. "La copertura vaccinale nel nostro Paese - rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell'Iss - è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l'approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane". Secondo i dati sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura dell'86%, in calo di oltre il 4% in appena un anno. Le conseguenze, sottolinea Ricciardi, sono per tutta la collettività. "Se non si ha più la cosiddetta 'immunità di gregge' - ricorda l'esperto - aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo". Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. "Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale". I vaccini, sottolinea anche l'Agenzia italiana per il Farmaco (Aifa), salvano moltissime vite. "C'è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione - afferma il presidente Sergio Pecorelli - Ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l'anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale". In aiuto di chi ha dei dubbi debutta oggi il call center nazionale Vaccini e Vaccinazioni. A promuoverlo, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall'Università degli Studi di Foggia a cui fa capo il progetto. Il numero verde 800 56 18 56 sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18. Anche i medici di famiglia, ha confermato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, sono pronti a sensibilizzare i pazienti. "Noi medici di famiglia - ha sottolineato - siamo tutti i giorni in prima linea nell'incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione".
Le Regioni d'accordo: "Vietare la scuola ai bimbi non vaccinati"
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Gli assessori alla Sanità delle Regioni italiane oggi a Roma hanno deciso all'unanimità di inserire nel nuovo "Piano nazionale di prevenzione vaccinale", che si sta scrivendo in questi giorni, anche la previsione di non ammettere nelle scuole i bambini che non siano in regola con il libretto di vaccinazioni. Dopo 'allarme dell'Istituto superiore di sanità sull'aumento delle famiglie che rinunciano all'immunizzazione, soprattutto se 'solo' raccomandata, la decisione odierna è un passo molto significativo. La misura in questione è sollecitata, tra l'altro, da una firmatissima petizione lanciata sul sito change.org dalla madre di una bimba di Cesena che ha contratto la pertosse, contagiando tutta la famiglia. Anche il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, tra l'altro, vede di buon occhio un provvedimento del genere.
I vaccini obbligatori e quelli raccomandati
Il piano vaccinale andrà il 20 ottobre alla Conferenza delle Regioni e successivamente, teoricamente anche lo stesso giorno, alla Stato-Regioni. E sembra improbabile che la previsione su vaccinazioni e scuola cambi, visto che gli attori sono più o meno tutti sulla stessa linea. In questo modo verrebbe ripristinata una regola che un tempo era in vigore e che venne cancellata 18 anni fa da una circolare in cui si stabiliva che il diritto alla scuola non poteva essere eliminato per i vaccini. "Ma quelli erano i tempi nei quali la copertura era altissima - commenta il coordinatore degli assessori, l'emiliano Sergio Venturi - . Adesso ci sono zone del Paese dove siamo molto bassi". Nel Riminese, ad esempio, si viaggia intorno all'85%, vuol dire che in una classe di bambini possono essercene tre che non hanno fatto le vaccinazioni obbligatorie. La preoccupazione è alta e gli assessori hanno preso una posizione forte.
Per il piano vaccinale ci vogliono circa 200 milioni, tanti soldi in un periodo molto difficile per le casse della sanità. Proprio oggi le Regioni hanno chiesto al governo di inserire nella Legge di stabilità l'aumento del fondo sanitario nazionale a 112 miliardi e non a 111 come detto dal premier Matteo Renzi (comunque sempre meno dei 113,4 previsti inizialmente). Ci sono sempre più spese da affrontare, come il rinnovo dei Lea, livelli essenziali di assistenza, che costa 900 milioni. Inoltre, stanno arrivando sul mercato molti farmaci innovativi che sono costosissimi. Le Regioni avvertono che con un finanziamento limitato a 111 miliardi rischiano di saltare proprio i nuovi Lea. Inoltre, le Regioni chiedono di tenere fuori dal fondo le spese per il rinnovo dei contratti dei dipendenti, che in effetti non dovrebbe essere a carico della sanità.
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