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Striscia... la notizia

Dicembre 2015

a cura di Maria Valentina Abate

Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it


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Nasce la FIARPED, per una Pediatria unita

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È nata la FIARPED, Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni dell’Area Pediatrica, un nuovo organismo costituito da ben 31 tra società scientifiche, associazioni e organizzazioni che operano a vario titolo per la tutela del bambino e dell’adolescente nella nostra società. La Federazione – sorta su iniziativa della Società Italiana di Pediatria (SIP), della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) – è stata tenuta a battesimo oggi, all’Auditorium dell’Unicef, dove si è riunita l’assemblea costitutiva per l’elezione degli organi rappresentativi.
A guidarla sarà il Presidente della SIP Giovanni Corsello, affiancato da una giunta composta da: Giampietro Chiamenti (Presidente FIMP), Antonella Costantino (Presidente SINPIA), Federica Zanetto (Presidente ACP), Mauro Stronati (Presidente SIN, Società Italiana Neonatologia), Giovanni Franco Zanon, Presidente SICP (Società Italiana di Chirurgia Pediatrica), Marina Picca (Presidente SICuPP, Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche), Raffaele Falsaperla (Presidente SINP, Società Italiana di Neurologia Pediatrica), Franco Cerutti (Presidente SIEDP, Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica).
La missione della FIARPED è dare voce unitaria a tutti i soggetti che si muovono attorno al mondo del bambino e alla sua salute al fine di potenziare l’interazione con le istituzioni e la rilevanza sociale e mediatica. Lavorare uniti per garantire al bambino un’assistenza e una legislazione che tengano maggiormente conto dei suoi bisogni e dei suoi diritti, dalla nascita sino a tutta l’età evolutiva.In particolare i principali obiettivi della Federazione sono: promuovere i diritti dei bambini nella società; tutelare il diritto del bambino alle cure specialistiche del pediatra sia in ospedale che nel territorio; promuovere l’assistenza integrata e multidisciplinare per tutti i soggetti in età evolutiva, in particolar modo quelli con malattie complesse, croniche e rare e affetti da malattie genetiche e a rischio psicosociale; favorire la prevenzione primaria delle malattie, a partire dall’epoca preconcezionale e prenatale e per tutta l’età evolutiva; promuovere e contribuire alla elaborazione di linee guida diagnostiche e assistenziali per malattie che interessano l’età evolutiva, e a progetti di formazione e ricerca per pediatri e professionisti socio–sanitari. “Il primo progetto concreto sul quale stiamo lavorando riguarda la specificità delle cure pediatriche nel territorio e in ospedale”, spiega il Presidente SIP Giovanni Corsello. “ A tale scopo sarà presentato un documento da inviare alle istituzioni”.

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Il parere dell’esperto
Minimizza decisamente il professor Nicola Portinaro, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, docente dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’ortopedia pediatrica dell’ospedale Humanita di Milano: «I chiropratici sono solitamente ossessionati dalla posizione, ma la verità è che va fatta una prima importante distinzione tra malattia e postura. La scoliosi per esempio è una malattia e si tratta di un dismorfismo della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione sul piano frontale. Nel caso dei ragazzini ossessionati dallo smartphone io parlerei addirittura di atteggiamento posturale, che è ancora più lieve della postura come implicazioni». Secondo Portinaro insomma non si può parlare di malattia, come lascerebbe intendere Carter, mentre senz’altro l’iper-utilizzo che viene fatto del telefonino è un fatto sociale: «Il sistema muscolo-scheletrico del bambino recupera molto in fretta ed è difficile che questo atteggiamento posturale scorretto possa tradursi in un danno permanente». Il pericolo secondo l’ortopedico proviene maggiormente da alcuni sport agonistici, che possono realmente creare deformità o asimmetrie, mentre negli adulti la postura sbagliata ha chiaramente altre implicazioni, poiché i legamenti sono più morbidi e la capacità di adattarsi si riduce.

Non solo collo
I danni dell’inarrestabile attività da smartphone non riguardano comunque solo il collo e secondo alcuni esperti possono tradursi in artrosi, tendiniti, sindromi del tunnel carpale, epicondiliti. Ma alla fine è tutta e solo una questione di tempo di utilizzo e soprattutto in ragazzini così giovani il danno medico dal punto di vista ortopedico è trascurabile, proprio per la capacità reattiva dell’organismo. Altro discorso va fatto per la dimensione sociale e psicologica, ma qui il collo non c’entra.

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Alla domanda "a cosa servono i vaccini?", la maggioranza del campione risponde correttamente: il 71,5% dice "a non far venire le malattie" e soltanto il 2% li ritiene inutili. Altrettanto esigua è la percentuale di chi li ritiene pericolosi, mentre il 7,5 non sa, o non ne ha mai parlato con un adulto.
Tuttavia la maggioranza del campione non sa quali vaccinazioni ha fatto. Ma se è comprensibile che la maggioranza dei ragazzi non abbia memoria di vaccini fatti da neonati, colpisce che il 40% non sappia se ha fatto l'antitetanica, e che oltre la metà delle tredicenni non ricordi se ha fatto quella contro il Papilloma virus che viene somministrata a 13 anni.
''Credere che i vaccini non siano più utili - commenta il Presidente SiP Giovanni Corsello - è uno dei più comuni e pericolosi falsi miti da sfatare. Basta guardare a Paesi come la Siria dove a causa della guerra sono state sospese le vaccinazioni e stanno riemergendo malattie come la poliomelite. Investire sulla conoscenza, a partire dai giovanissimi, può rivelarsi un approccio vincente"'. In quest'ottica, la Sip promuoverà nel 2016 una Campagna di comunicazione nelle scuole che punterà a rendere gli studenti 'ambasciatori' del messaggio positivo sulle vaccinazioni.

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