Un trattamento omeopatico scelto dai genitori non � efficace nel ridurre le URI dei bambini
UO di Pediatria Ospedale San Giacomo Castelfranco Veneto (TV)
Indirizzo per corrispondenza:dradzik@tiscali.it
L'articolo del British Journal of Clinical Pharmacology
Domanda
Nei bambini di et� <10 anni un trattamento omeopatico selezionato dai genitori � pi� efficace del placebo nel ridurre il numero e l'intensit� degli episodi di flogosi delle alte vie respiratorie (URI) in un periodo di 12 settimane?
Metodi
Disegno: Studio Clinico Randomizzato (SCR) vs placebo. La lista di assegnazione del trattamento, generata da un ente indipendente, � stata inviata alla ditta produttrice del medicamento omeopatico (Homeoden, Belgio), che ha spedito poi in �cieco� i prodotti (omeopatici e placebo) al coordinatore di questo trial.
Occultamento della lista: non viene fornito alcun particolare.
Mascheramento:
doppio cieco (medici, pazienti, valutatori degli
Bambini
di
URI 49,5% 40,2% 23%
(da -10 a 68) NS Abbreviazioni: IRR
=Incremento Relativo del Rischio (con Intervalli di Confidenza al
95%) NNT =Number Needed To Treat calcolati dai dati dell'articolo con
il Programma Confidence Interval Analysis vers 2.0.1. Nei
bambini di et� <10 anni un trattamento omeopatico scelto e
somministrato dai genitori non � in grado di ridurre il numero
e l'intensit� degli episodi di flogosi delle alte vie
respiratorie. Questo
studio � stato realizzato per valutare l'efficacia di una
pratica curativa alternativa, non riconosciuta dalla medicina
ufficiale, ma diffusa tra le famiglie di bambini che quotidianamente
vengono seguiti negli ambulatori del pediatra di famiglia. O cos�
almeno questa � la realt� in Norvegia, dal momento che
pi� di 1/3 dei piccoli pazienti che si erano recati al Pronto
Soccorso per una patologia delle alte vie respiratorie era
�confident� con qualche pratica omeopatica. Queste modalit�
di trattamento non rientrano neppure nella pratica omeopatica
�ufficiale�, in cui la scelta del rimedio pi� appropriato
viene determinata da uno specialista in materia, sulla base dei
sintomi individuali e delle caratteristiche costituzionali del
paziente, ma fa parte della cosidetta omeopatia �da banco�: �
il paziente stesso cio� a scegliere un rimedio, basandosi su
�indicazioni popolari�, che riflettono per� le
prescrizioni consigliate in questi casi dagli omeopati [i 3 rimedi
valutati rappresentano infatti il 60% di quelli che compaiono nelle
�ricette� rilasciate per infezioni delle alte vie respiratorie
dagli specialisti norvegesi in questo settore (1)]. L'interesse
per questo trial � quello di essere stato realizzato
in modo pragmatico (per l'uso del termine rimandiamo a Pillole
di statistica su questo stesso numero), perch� rispecchia
situazioni e caratteristiche di riscontro comune nella pratica di
ogni giorno: la popolazione di bambini � infatti eterogenea (i
criteri di inclusione non erano particolarmente rigidi) e la
valutazione degli esiti affidata ai genitori stessi, cui veniva
�perfino� lasciato il compito di scegliere la terapia, mimando
esattamente quanto spesso accade nella realt�. Le conclusioni
negative di questo trial servono a confermare con il rigore delle
prove scientifiche (semmai ce ne fosse stato bisogno) come l'utilizzo
improprio, ma frequente di pratiche �del fai da te� alternativo�
non abbia alcun effetto nel ridurre il numero e l'intensit�
delle infezioni delle alte vie respiratorie del bambino. (�
bene ricordare a tale proposito come neppure l'omeopatia
�ufficiale� abbia dimostrato alcuna evidenza di efficacia in
questa come in qualsiasi altra singola condizione morbosa) (2-4). Alcuneperplessit� comunque rimangono sulla validit�
interna di questo studio perch� le perdite al follow-up (cio�
i pazienti che per un motivo o per l'altro non hanno portato a
termine lo studio), superano la classica soglia del 20%, generalmente
indicata per considerare validi i risultati ottenuti (questa soglia �
puramente convenzionale, ma gode di un ampio consenso, perch�
gli esiti degli studi con una perdita di partecipanti superiore a
questa percentuale difficilmente reggono alla prova dello �scenario
peggiore�, in cui si immagina che i pazienti persi abbiano un
destino opposto a quello indicato dai risultati dei soggetti
realmente osservati); ed � strano che ben 52 su 251 bambini
non abbiano neppure iniziato il trial, dopo essere stati
randomizzati: per quale motivo? Forse i genitori non avevano fiducia
nelle proprie scelte? Gli investigatori giustificano questo
comportamento con il fatto di aver deciso di non organizzare alcun
incontro preparatorio con il paziente e di averne mantenuto i
contatti solo per posta o per telefono. Bibliografia 1.
Steinsbekk A, Fonnebo V. Users
of homeopathy in Norway in 1998, compared to previous users and GP
patients. Homeopathy 2003;92:3-10. 2.
Editoriale.Omeopatia
e placebo. Medico e Bambino 2005;24(7):414. 3. Radzik
D, Pingitore G. L'omeopatia � pi� efficace del
placebo nel trattamento dell'asma bronchiale? Riv di Immunologia e
Allergologia Pediatrica 2005;19:14-17. 4. Linde
K, Clausius N, Ramirez G. Are
clinical effects of homeopathy placebo effect? A meta-analysis of
placebo-controlled trials. Lancet 1997;350:834.
EVENTI RIMEDIO OMEOPATICO PLACEBO IRR (IC 95%) NNT Bambini che avevano avuto ≥1 giorno di URI 83,5% 79,4% 5% (da -8 a 20) NS Bambini che avevano utilizzato antibiotici 19,6% 16,7% 17% (da -125 a 35) NS Bambini che avevano utilizzato antipiretici 52,6% 43,1% 22% (da -9 a 37) NS Bambini che avevano consultato un medico 42,3% 34,3% 23% (da -14 a 76) NS Bambini i cui genitori avevano perso giorni di lavoro a causa di URI 49,5% 40,2% 23% (da -10 a 68) NS Conclusioni
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