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Occhio all'evidenza

Aprile 2006

Un trattamento omeopatico scelto dai genitori non � efficace nel ridurre le URI dei bambini

Daniele Radzik

UO di Pediatria Ospedale San Giacomo Castelfranco Veneto (TV)

Indirizzo per corrispondenza:dradzik@tiscali.it

L'articolo del British Journal of Clinical Pharmacology

Domanda

Nei bambini di et� <10 anni un trattamento omeopatico selezionato dai genitori � pi� efficace del placebo nel ridurre il numero e l'intensit� degli episodi di flogosi delle alte vie respiratorie (URI) in un periodo di 12 settimane?

Metodi

Disegno: Studio Clinico Randomizzato (SCR) vs placebo. La lista di assegnazione del trattamento, generata da un ente indipendente, � stata inviata alla ditta produttrice del medicamento omeopatico (Homeoden, Belgio), che ha spedito poi in �cieco� i prodotti (omeopatici e placebo) al coordinatore di questo trial.

Occultamento della lista: non viene fornito alcun particolare.

Mascheramento: doppio cieco (medici, pazienti, valutatori degli

EVENTIRIMEDIO OMEOPATICOPLACEBOIRR (IC 95%)NNT
Bambini che avevano avuto ≥1 giorno di URI83,5%79,4%5% (da -8 a 20)NS
Bambini che avevano utilizzato antibiotici19,6%16,7%17% (da -125 a 35)NS
Bambini che avevano utilizzato antipiretici52,6%43,1%22% (da -9 a 37)NS
Bambini che avevano consultato un medico42,3%34,3%23% (da -14 a 76)NS
Bambini i cui genitori avevano perso giorni di lavoro a causa di URI49,5%40,2%23% (da -10 a 68)NS

Bambini

i cui genitori avevano perso giorni di lavoro a causa

di URI

49,5%

40,2%

23% (da -10 a 68)

NS

Abbreviazioni:

IRR =Incremento Relativo del Rischio (con Intervalli di Confidenza al 95%)

NNT =Number Needed To Treat calcolati dai dati dell'articolo con il Programma Confidence Interval Analysis vers 2.0.1.

Conclusioni

Nei bambini di et� <10 anni un trattamento omeopatico scelto e somministrato dai genitori non � in grado di ridurre il numero e l'intensit� degli episodi di flogosi delle alte vie respiratorie.

Commento

Questo studio � stato realizzato per valutare l'efficacia di una pratica curativa alternativa, non riconosciuta dalla medicina ufficiale, ma diffusa tra le famiglie di bambini che quotidianamente vengono seguiti negli ambulatori del pediatra di famiglia. O cos� almeno questa � la realt� in Norvegia, dal momento che pi� di 1/3 dei piccoli pazienti che si erano recati al Pronto Soccorso per una patologia delle alte vie respiratorie era �confident� con qualche pratica omeopatica. Queste modalit� di trattamento non rientrano neppure nella pratica omeopatica �ufficiale�, in cui la scelta del rimedio pi� appropriato viene determinata da uno specialista in materia, sulla base dei sintomi individuali e delle caratteristiche costituzionali del paziente, ma fa parte della cosidetta omeopatia �da banco�: � il paziente stesso cio� a scegliere un rimedio, basandosi su �indicazioni popolari�, che riflettono per� le prescrizioni consigliate in questi casi dagli omeopati [i 3 rimedi valutati rappresentano infatti il 60% di quelli che compaiono nelle �ricette� rilasciate per infezioni delle alte vie respiratorie dagli specialisti norvegesi in questo settore (1)].

L'interesse per questo trial � quello di essere stato realizzato in modo pragmatico (per l'uso del termine rimandiamo a Pillole di statistica su questo stesso numero), perch� rispecchia situazioni e caratteristiche di riscontro comune nella pratica di ogni giorno: la popolazione di bambini � infatti eterogenea (i criteri di inclusione non erano particolarmente rigidi) e la valutazione degli esiti affidata ai genitori stessi, cui veniva �perfino� lasciato il compito di scegliere la terapia, mimando esattamente quanto spesso accade nella realt�. Le conclusioni negative di questo trial servono a confermare con il rigore delle prove scientifiche (semmai ce ne fosse stato bisogno) come l'utilizzo improprio, ma frequente di pratiche �del fai da te� alternativo� non abbia alcun effetto nel ridurre il numero e l'intensit� delle infezioni delle alte vie respiratorie del bambino. (� bene ricordare a tale proposito come neppure l'omeopatia �ufficiale� abbia dimostrato alcuna evidenza di efficacia in questa come in qualsiasi altra singola condizione morbosa) (2-4).

Alcuneperplessit� comunque rimangono sulla validit� interna di questo studio perch� le perdite al follow-up (cio� i pazienti che per un motivo o per l'altro non hanno portato a termine lo studio), superano la classica soglia del 20%, generalmente indicata per considerare validi i risultati ottenuti (questa soglia � puramente convenzionale, ma gode di un ampio consenso, perch� gli esiti degli studi con una perdita di partecipanti superiore a questa percentuale difficilmente reggono alla prova dello �scenario peggiore�, in cui si immagina che i pazienti persi abbiano un destino opposto a quello indicato dai risultati dei soggetti realmente osservati); ed � strano che ben 52 su 251 bambini non abbiano neppure iniziato il trial, dopo essere stati randomizzati: per quale motivo? Forse i genitori non avevano fiducia nelle proprie scelte? Gli investigatori giustificano questo comportamento con il fatto di aver deciso di non organizzare alcun incontro preparatorio con il paziente e di averne mantenuto i contatti solo per posta o per telefono.

Bibliografia

1. Steinsbekk A, Fonnebo V. Users of homeopathy in Norway in 1998, compared to previous users and GP patients. Homeopathy 2003;92:3-10.

2. Editoriale.Omeopatia e placebo. Medico e Bambino 2005;24(7):414.

3. Radzik D, Pingitore G. L'omeopatia � pi� efficace del placebo nel trattamento dell'asma bronchiale? Riv di Immunologia e Allergologia Pediatrica 2005;19:14-17.

4. Linde K, Clausius N, Ramirez G. Are clinical effects of homeopathy placebo effect? A meta-analysis of placebo-controlled trials. Lancet 1997;350:834.