L'utilizzo episodico della budesonide e del montelukast nei bambini dell'et� prescolare con wheezing intermittente non � in grado di aumentare la proporzione dei giorni liberi da sintomi
Pediatra di famiglia Asolo (TV)
Indirizzo per corrispondenza: dradzik@tiscali.it
Episodic use of an inhaled corticosteroid or leukotriene receptor antagonist in preschool children with moderate-to-severe intermittent wheezing J Allergy Clin Immunol 2008;122;1127-35.
Domanda
Nei bambini di et� fra 1 e 5 anni affetti da wheezing intermittente di entit� moderata, la budesonide e il montelukast somministrati ai primi segni di malattia respiratoria acuta, sono in grado di ridurre la frequenza, la durata e la gravit� degli episodi di broncospasmo ricorrente?
Metodi
Disegno: Studio Randomizzato Controllato (SRC) a tre gruppi paralleli (proporzione 2:2:1), in blocchi di 5, stratificato per centro, per et� (12-23 mesi e 24-59 mesi) e per positivit�/negativit� per Indice Predittivo di Asma modificato secondo Guilbert (API)1.
Occultamento della lista di randomizzazione: un programma di assegnazione dei trattamenti basato sul web consentiva di mantenere celata la lista.
Cecit�: doppio cieco (gli investigatori, le infermiere, i genitori dei pazienti). I prodotti attivi (budesonide in soluzione e il montelukast in bustine) erano identici ai due corrispondenti placebo, come aspetto e sapore.
Periodo di follow-up: lo studio � durato 12 mesi.
Sede: 5 Centri di Medicina e di Pediatria degli Stati Uniti.
Partecipanti: 238 bambini di et� tra 12 e 59 mesi (et� media 35 mesi, 65% maschi, 23% appartenenti a minoranze etniche, 47% Skin Prick Test positivi per pneumoallergeni, 25% affetti da eczema, 45% con asma in uno dei genitori, 61% con Indice Predittivo per Asma positivo), che avevano sofferto di ≥ 2 episodi di broncospasmo associati a malattia delle vie respiratorie nel corso dell'ultimo anno (almeno uno era avvenuto < 6 mesi prima e almeno uno era stato documentato da un medico). Gli episodi dovevano essere di intensit� tale da richiedere almeno o 2 visite mediche urgenti (in Pronto Soccorso o dal curante) per wheezing acuto nell'ultimo anno o 2 episodi di wheezing per i quali erano stati prescritti cortisonici orali oppure 1 episodio che aveva richiesto la visita medica urgente + 1 episodio che aveva necessitato l'uso di steroidi orali. Venivano esclusi coloro che nell'ultimo anno avevano ricevuto > 6 cicli ci cortisonici orali o che avevano avuto > 2 ricoveri per wheezing o che avevano utilizzato farmaci per il controllo dell'asma (cortisonici inalatori, antileucotrieni, DSCG/nedocromil, teofillina) ≥ 4 mesi cumulativi o nelle due settimane precedenti l'arruolamento; i nati prematuri < 36 settimane, coloro che presentavano altre importanti malattie polmonari o non polmonari, reflusso gastro-esofageo in trattamento medico o che facevano uso di antibiotici per la sinusite o che avevano avuto gravi episodi di wheezing a rischio della vita. Venivano esclusi anche quei bambini i cui genitori durante il periodo di osservazione di 2 settimane precedenti la randomizzazione avevano compilato il diario dei sintomi in < 80% dei giorni, quelli che dovevano fare uso attuale di farmaci per il controllo dell'asma, quelli in cui lo score per l'utilizzo del salbutamolo, per il wheezing, per la difficolt� respiratoria, per la tosse notturna, per i sintomi di asma che interferivano con le attivit� era ≥ 1 o coloro il cui score per la tosse diurna era > 2 su una media di 4 o pi� giorni alla settimana. La scala per ogni singolo punteggio prevedeva 0 = nessun problema, 1=molto lieve, 2 = lieve, 3 = moderato, 4 = grave, 5 = molto grave.
Intervento
Dopo aver completato un periodo di run-in/osservazione di 2 settimane i bambini sono stati randomizzati a ricevere :
I gruppo (96 pazienti): budesonide sospensione (Pulmicort respules) 1 mg X 2/die per via inalatoria + placebo (dell'antileucotriene) X 1/die in granuli contenuti in una bustina per os.
II gruppo (95 pazienti): montelukast bustine (Singulair) 4 mg X 1 /die in granuli per os + placebo (dello steroide inalatorio) X 2/die per via inalatoria.
III gruppo (47 pazienti): terapia convenzionale + placebo (dello steroide inalatorio) X 2/die per via inalatoria + placebo (dell'antileucotriene) X 1/die per os
X 7 giorni al primo segno di ogni malattia acuta del tratto respiratorio (MAR) che si manifestasse nell'arco dei 12 mesi successivi. I genitori venivano istruiti a individuare la presenza di un episodio di MAR, che poteva essere predittivo di wheezing,secondo un protocollo educazionale di comportamento personalizzato, che veniva loro offerto all'inizio e riproposto durante le visite di controllo, effettuate 4 settimane dopo la randomizzazione e poi ogni 8 settimane. I segni pi� importanti di allarme, segnalati ai genitori erano la tosse, i problemi con il respiro e i �rumori� al torace.
I farmaci per via inalatoria venivano somministrati con il nebulizzatore pneumatico (PariLC plus, ditta Midlothian, Va), usando una mascherina aderente al volto o un boccaglio a seconda dell'et�.
Tutti i pazienti ricevevano in corso di episodio di MAR una terapia convenzionale con salbutamolo spray (180 μgr per trattamento) tramite aerochamber con maschera o salbutamolo sospensione (2,5 μgr per trattamento) X 4 volte al giorno, mentre erano svegli (+ al bisogno) per le prime 48 ore, seguito da salbutamolo al bisogno nei giorni successivi.
Il cortisone orale (prednisolone) era a disposizione nella case dei pazienti e veniva somministrato, alla dose di 2 mg/k/die X 2 gg e poi 1 mg/kg/die X altri 2 giorni (totale gg di trattamento = 4), se i sintomi non miglioravano dopo 3 trattamenti con salbutamolo eseguiti ogni 15' o se il bambino aveva bisogno di eseguire con il salbutamolo > 6 trattamenti con il nebulizzatore o > 12 puff al giorno per > 24 ore o se presentava tosse o broncospasmo moderato-grave per almeno 5 giorni negli ultimi 7 giorni o infine a discrezione del medico.
Eventi considerati
L'
Area
4.2 4.2 6.7 Tale
risultato � stato ottenuto nel sottogruppo di pazienti API
positivo, ma non in quello API negativo. Nel primo: score della
difficolt� respiratoria, espresso dall'Area sotto la Curva,
budesonide -48%, montelukast -40.3%; score dell'interferenza con le
attivit� AUC BUD -43.6%, MLK -53.7%, score del broncospasmo
AUC diminuito significativamente solo in MLK. Nessuna
differenza significativa fra i 3 gruppi. La
budesonide e il montelukast somministrati ai primi segni di infezione
respiratoria acuta, in bambini dell'et� prescolare con
wheezing ricorrente non sono in grado di diminuire la frequenza dei
giorni liberi da sintomi, il numero di cicli di cortisone per os e
l'uso delle risorse sanitarie, rispetto ad una terapia
convenzionale con salbutamolo, anche se inducono un modesta, seppur
significativa riduzione dello score dei sintomi in coloro che
presentano un Indice Predittivo per Asma positivo. Molti
pediatri raccomandano l'uso episodico di steroidi inalatori nel
bambino dell'et� prescolare, da somministrare ai primi segni
di flogosi delle vie respiratorie, per prevenire il wheezing, che �
spesso associato nei soggetti predisposti, alcuni suggeriscono il
montelukast. Come dimostrato dallo studio di Bacharier et al2
nessuno dei due interventi riesce, rispetto alla terapia
convenzionale fatta di nebulizzazioni con salbutamolo, ad aumentare
la proporzione di giorni liberi da sintomi o a ridurre la necessit�
di utilizzare i cortisonici orali o a diminuire l'utilizzo delle
risorse sanitarie (visite urgenti e in PS e ricoveri) o a migliorare
la Qualit� della Vita. La popolazione di bambini oggetto di
questo trial soffriva di broncospasmo ricorrente di intensit�
moderata (in media ciascun partecipante aveva avuto nell'ultimo
anno 1 visita in PS e 4 visite �urgenti� presso il curante a
causa del wheezing). Gli autori riferiscono di aver ottenuto comunque
alcuni esiti positivi, perch� coloro che facevano uso di
budesonide o di montelukast presentavano una riduzione della gravit�
dei segni di difficolt� respiratoria e della limitazione delle
attivit� abituali in confronto alla terapia convenzionale, nei
14 giorni successivi all'inizio della terapia con questi due
farmaci, assunti in associazione alla comparsa di malattia
respiratoria acuta. Questo
effetto era evidente per� solo in coloro che avevano un Indice
Predittivo per l'Asma positivo. Gli investigatori ipotizzano
pertanto che questo particolare sottogruppo di pazienti
[caratterizzato dall'aver avuto ≥ 4 episodi di wheezing, di cui
almeno 1 diagnosticato da un medico, + almeno 1 dei criteri maggiori
(storia nei genitori di asma, dermatite atopica diagnosticata da un
medico, sensibilizzazione allergica ad almeno 1 allergene) o almeno
due dei criteri minori (sensibilizzazione a latte, uova o arachidi,
wheezing non correlato con i raffreddori, eosinofili > 4%)], ad
alto rischio di sviluppare asma, potrebbe trovare beneficio clinico
dal trattamento episodico con steroidi inalatori o con
antileucotrieni, ai primi segni di infezione respiratoria acuta. Un
simile traguardo va accolto con cautela, perch� se in termini
relativi il miglioramento delle singole componenti degli score sono
risultate del 40%-54%, in termini assoluti appare modesto e di
incerto significato clinico, dal momento che il punteggio medio dei
sintomi complessivi (nell'Area sotto la Curva) all'acme
dell'infezione respiratoria acuta era �appena� di 1.3-1.5 su
di un massimo di 5. Sulla
validit� interna dello studio pesano comunque alcuni punti
interrogativi: 1) si hanno poche notizie su come sia avvenuta la
randomizzazione e l'occultamento della lista, che potrebbero essere
stati anche non del tutto corretti, dal momento che i gruppi si sono
trovati sbilanciati per alcune importanti caratteristiche come la
presenza di una pi� alta percentuale di maschi nel gruppo
budesonide e in quello montelukast e la maggior morbidit�
precedente nel sottogruppo positivo, rispetto quello negativo per
Indice Predittivo di Asma. Il primo ha infatti avuto rispetto al
secondo, nell'anno prima dell'arruolamento, un pi� alto
numero di episodi di wheezing che richiedevano l'uso del
salbutamolo (3.8 vs 3.), di visite in PS (1.3 vs 0.5) e di numero di
cicli di corticosteroidi orali (51 vs 45): tutte queste differenze
potrebbero aver introdotto dei �bias� (distorsioni) di selezione;
2) si � avuta una percentuale maggiore di drop-out nel gruppo
montelukast rispetto al gruppo che ha assunto la terapia
convenzionale (12.6% vs 2.1%), situazione che potrebbe aver in
qualche modo anch'essa influenzato gli esiti; 3) l'aver
selezionato, grazie alla fase di run-in, una popolazione di pazienti
altamente complianti (coloro che non dimostravano di riempire il
diario clinico non venivano randomizzati), fa ritenere ben
difficilmente replicabili nella vita reale di ogni giorni i pochi
risultati positivi trovati; 4) last, but not least l'alto numero di
pazienti per i quali non si hanno a disposizione dati completi:
infatti all'8% dei partecipanti che � andato perduto non per
volont� degli investigatori, si devono aggiungere altri 12%,
ritirati dagli autori per fallimento terapeutico: nell'insieme
mancano dunque dati relativi al 20% della popolazione originale, una
soglia oltre la quale molti studiosi non considerano pi�
attendibili i risultati. Difficilmente
infatti i modesti eventi secondari positivi trovati, reggerebbero
all'Analisi dello Scenario Peggiore, quello in cui si immagina che
tutti i pazienti persi nel gruppo attivo abbiano avuto un esito
negativo e tutti quelli persi del gruppo convenzionale un esito
positivo. Bacharier et al in realt� dichiarano che tutti i
pazienti sono stati computati nell'analisi finale,
indipendentemente dall'aver o meno concluso il trial. Ma come �
stato possibile eseguire l'ITT se non si conoscono i risultati
delle visite al follow-up fino al termine? In casi analoghi gli
investigatori si �erano giustificati� dichiarando di aver
trattato i �missing data� come �missing at random�, facendo
conto che essi erano andati come la media di cui conoscevano l'esito
finale. Bacharier et al non riferiscono di aver adottato questo
metodo, ma che altro avrebbero potuto fare ? Si � trattato in
ogni caso di un operazione legittima ? Ultima considerazione: peccato
che gli investigatori non abbiamo usato la budesonide con lo spray e
il distanziatore, anzich� con il nebulizzatore, forse i
risultati avrebbero potuto essere diversi. Bibliografia Guilbert
TW, Morgan WJ, Krawiecz M, Lemanske RF Jr, Sorkness C, Szefler SJ.
The prevention of early asthma in kids study: design, rationale and
methods for the Childhood Asthma Research and educational network.
Control Clin Trials 2004;25:286-310. Bacharier
LB, Phillips BR, Zeiger RS, Szefler SJ, Martinez FD, MD, Lemanske RF
Jr, Sorkness CA, Bloomberg GR, Morgan WJ, Paul IM, MD, Guilbert T,
Krawiec M, Covar R, Larsen G, MD, Mellon M, Moss MH, Chinchilli VM,
Taussig LM, MD, Strunk RC, for the Childhood Asthma Research and
Education Network of the National Heart, Lung, and Blood
Institute.Episodic use of an inhaled corticosteroid or leukotriene
receptor antagonist in preschool children with moderate-to-severe
intermittent wheezing.J Allergy Clin Immunol 2008;122;1127-35.
Evento MLK BUD CONV Area sotto la Curva Score di difficolt� respiratoria 4.2 4.2 6.7 Numero di cicli di cortisone per os/partecipante•
Momento in cui � stato eseguito il I ciclo di cortisone per os (in gg)1
2920.7
3540.9
292NS
NSUtilizzo delle risorse sanitarie: pazienti con ≥ 1 visita �urgente� o in PS
Ricoveri
n. visite �urgenti� e in PS/partecipante54.8%
6.4%
1.553.7%
2.1%
1.155.6%
8.5%
1.6NS
NS
NSQualit� della Vita (modifica score totale PACQLQ) -0.11 -0.04 -0.03 NS Crescita in cm 7.9 7.8 7.5 NS n.gg liberi da episodi (media) 73% 76% 74% NS
Reazioni
avverse
Conclusioni
Commento
