La somministrazione a scopo profilattico di paracetamolo nel corso del ciclo primario delle vaccinazioni diminuisce le reazioni febbrili e la risposta immunitaria
Pediatra di Famiglia, Mesagne (Brindisi)
indirizzo per corrispondenza: giovanni.simeone@gmail.com
Titolo originale: Effect of prophylactic paracetamol administration at time of vaccination on febrile reactions and antibody responses in children: two open-label, randomised controlled trials
Rivista: Lancet 2009;374:1339-50
Autori: Prymula R, Siegrist C, Chlibek R, et al
Tipo di studio: Studio clinico randomizzato in aperto - 2 trial consecutivi il primo durante il ciclo primario vaccinale e il secondo durante la dose di richiamo (booster)
Quesito Clinico
Nei bambini che effettuano il ciclo primario di vaccinazioni, la somministrazione a scopo profilattico di paracetamolo, riduce le reazioni febbrili e/o la risposta immunitaria dovute ai singoli vaccini?
Setting 10 Centri vaccinali della Repubblica Ceca. Lo studio si svolge da settembre 2006 ad aprile 2007 (ciclo primario) e da luglio 2007 ad aprile 2008 per la dose di richiamo.
Randomizzazione e �allocation concealment�
I pazienti vengono randomizzato mediante una lista generata da software di statistica, con un rapporto di 1:1 tra i 2 gruppi generati. La randomizzazione viene effettuata con uno schema a blocchi per garantire che il bilanciamento tra i gruppi venga mantenuto. Gli Autori dello studio non erano a conoscenza della numerosit� del blocco di randomizzazione. Non vi � nessuna accenno allo �allocation concealment� della lista di randomizzazione, le strategie utilizzate per mantenere nascosta la sequenza di allocazione (allocation concealment) sino all�assegnazione del paziente.
Popolazione arruolata: bambini, in buona condizioni cliniche, di et� compresa tra le 9 e le 16 settimane al momento dell�arruolamento e tra i 12-15 mesi al momento della dose vaccinale di richiamo.
Criteri di esclusione:
l�uso di terapia profilattica antipiretica per ragioni non inerenti allo studio
controindicazioni alla somministrazione di paracetamolo
Vaccinazione pregressa con antipneumococco, DTPa_HBV-IPV/HiB
.
Intervento
Vengono arruolati 459 bambini cos� suddivisi:
226 nel gruppo sperimentale
233 nel gruppo di controllo
Tutti i bambini arruolati effettuano una schedula vaccinale che prevede la somministrazione al 3�, 4�, e 5� di un ciclo primario di vaccinazioni DTPa-HBV-IPV -Hib (esavalente) + vaccino antipneumococco decavalente. Viene inoltre somministrato vaccino anti Rotavirus al 3 e 4� mese.
Ai pazienti del gruppo sperimentale vengono somministrate 3 dosi di paracetamolo mediante supposte, la prima al momento del vaccino, la seconda e terza dose a intervalli di 6-8 ore nel corso delle prime 24 ore.
La dose di paracetamolo, era di 80 mg per peso tra i 4 e i 7 kg, e di 125 mg per peso superiore. Nel corso della vaccinazione di richiamo effettuata tra il 12 e il 15� mese ai bambini con peso fino a 9 kg venivano somministrato 125 mg di paracetamolo x 3 dosi, a coloro che avevano un peso maggiore 125 mg x 4 dosi.
Al gruppo controllo non veniva somministrato alcun placebo.
Inoltre veniva permessa la somministrazione eventuale di farmaci antipiretici in entrambi i gruppi, a discrezione della famiglia o del medico, ma non prima che fossero trascorse almeno 6 ore dall�ultima somministrazione prevista dal protocollo nei bambini appartenenti al gruppo sperimentale.
I genitori dovevano registrare eventuali eventi avversi soliti per 3 giorni dopo ogni dose. E per quanto riguarda gli effetti gravi fino a 6 mesi dopo la fine del ciclo primario e fino a 1 mese dopo la dose booster.
La temperatura veniva rilevata per via rettale, attraverso termometri forniti ai genitori, alla sera nel giorno della vaccinazione, la mattina e la sera nel corso del primo giorno e solo alla sera durante il secondo e il terzo giorno dopo la vaccinazione.
Veniva effettuato un prelievo per il dosaggio anticorpale prima della somministrazione della 1 dose e 1 mese dopo il completamento del ciclo primario; e successivamente prima della dose booster e 1 mese dopo la stessa.
I sieri venivano analizzati dal personale del GSK per verificare la concentrazione di anticorpi per i rispettivi antigeni vaccinali. Il personale era �cieco� all�assegnazione dei sieri dei pazienti nei due gruppi di studio.
I bambini rimanevano nel braccio di randomizzazione assegnato, anche nella seconda fase dello studio. Tuttavia dopo che vennero resi noti i primi dati inerenti l�immunogenicit� dopo il ciclo primario, venne fatta una modifica al protocollo iniziale (protocol amendment). In virt� questo, i dati di immunogenicit� riferiti alla dose booster fa s� che vengano a crearsi tre gruppi:
il gruppo di bambini che riceve paracetamolo sia durante il ciclo primario, sia durante la fase booster
il gruppo che riceve si il paracetamolo, ma solo durante il ciclo primario
il gruppo che non riceve paracetamolo sia durante il ciclo primario che durante la fase booster
Outcome considerati:
L�outcome primario era la riduzione della rialzo febbrile a 38 �C o anche minore nei 3 giorni successivi alla vaccinazione nel gruppo che aveva assunto paracetamolo rispetto al gruppo di controllo.
L�outcome secondario, valutato secondo �un�analisi per protocollo�, ovvero limitata ai soli pazienti che completano effettivamente il trial riguardava l�analisi di immunogenicit� dei singoli vaccini.
Risultati
Vengono arruolati 459 bambini, cos� suddivisi 226 gruppo sperimentale, 223 gruppo controllo. La dose booster viene somministrata a 414 pazienti.
Di 37 pazienti appartenenti al gruppo controllo e che ricevettero la dose booster dopo la modifica del protocollo non vengono inclusi i dati.
Reazioni
(dose
booster) 64/178
(36%) 100/172
(58%) 22,18
(da 11,78-a 32,11) Riduzione
Assoluta del Rischio 45% (I.C. 95% 36,7-53,08) NNT
2,2 I.C. 95% 1,9-2,2) per
quanto riguarda il ciclo primario. La
percentuale di bambini con temperature di almeno 38 �C o maggiore
era ridotta del 40-50% nel gruppo che aveva assunto paracetamolo
rispetto al gruppo di controllo. Tale riduzione si osservava in
misura maggiore dopo la somministrazione della prima dose. Per
quello che riguarda l�outcome secondario, ovvero la riposta
immune ai singoli vaccini, si osserva che la concentrazione
anticorpale geometrica media (GMCs) era significativamente pi�
bassa nel gruppo sperimentale per tutti e 10 i sierotipi di
pneumococco e in special modo per il sierotipo 6 B. Valori
ridotti di GMCs si osservano anche per quanto riguarda il vaccino
anti-emofilo tipo B, DTP, rispetto al gruppo controllo, mentre per
quanto riguarda il dosaggio anticorpale contro il Rotavirus non vi
era alcuna differenza tra i due gruppi. L�effetto
del paracetamolo somministrato a scopo profilattico sembra persistere
anche dopo la dose booster infatti per quanto riguarda il vaccino
antipneumococco i valori di GMCs rimangono pi� bassi nel
gruppo sperimentale per tutti i sierotipi di pneumococco eccetto che
per il 19F. Il 96,2% dei bambini acquisisce anticorpi protettivi
verso DTPa-HBV_IPV e HiB e il valore della GMCs osservata non mostra
differenza tra i due gruppi eccetto che per gli anticorpi contro il
tossoide tetanico che mostrano un incremento inferiore nel gruppo
sperimentale. Conflitto
di interesse. Lo sponsor dello studio � stato
coinvolto in tutti gli stadi del trial e aveva accesso a tutti i
dati. Effetti
avversi. Sono rari e sostanzialmente non differiscono tra i
gruppi. I
risultati dello studio dimostrano che la somministrazione
profilattica di paracetamolo riduce le reazioni febbrili nei bambini
nel corso sia del ciclo vaccinale primario sia della dose di
richiamo. Un
effetto inatteso della somministrazione a scopo profilattico di
paracetamolo � la riduzione della risposta anticorpale (GMCs)
per le vaccinazione anti Hib, DTP e verso ciascuno dei 10 sierotipi
contenuto nel vaccino antipneumococco. La
consuetudine di somministrare a scopo profilattico paracetamolo dopo
le dosi di vaccino esavalente + antipneumococco � molto
diffusa in centri vaccinali per cercare di ridurre le reazioni
febbrili, il dolore provocato dalla reazioni locali. Tale
pratica era molto diffusa gi� al tempo della somministrazione
di vaccino DTP a cellule intere che effettivamente aveva una
incidenza di reazioni febbrili pi� elevate. Lo studio
di Prilula e collaboratori � interessante sotto molti punti di
vista e pone diversi spunti di discussione. Non possono essere per�
ignorare le diverse debolezze metodologiche che lo studio presenta. Si tratta
di un trial clinico in aperto, dove quindi sia i medici che i
pazienti erano a conoscenza del trattamento ricevuto. Manca
completamente qualsiasi annotazione riguardante lo �allocation
concealment� della lista di randomizzazione, ovvero i metodi
utilizzati per tenere nascosta la sequenza di allocazione fino
all�assegnazione del paziente. Non vi �
una vera e propria �Tabella 1� riassuntiva dei
dati generali dei i pazienti arruolati nei 10 Centri vaccinali per
verificare le caratteristiche generali dei pazienti arruolati, ma si
limita a qualche nota sul peso, e l�et� media. Al gruppo
di controllo, manca completamente la somministrazione di placebo,
circostanza che avrebbe reso simile i due gruppi tra di loro.
Inoltre, era permesso sia ai genitori che ai medici, di poter
somministrare farmaci antifebbrili, nel corso dello studio, per
situazioni che ne rendessero necessarie il loro utilizzo. Gli
autori, conducono due tipi di analisi dei dati, un�analisi
�intention to Treat, secondo la quale tutti i pazienti vengono
analizzati nel rispettivo braccio di arruolamento, per quanto
riguarda l�analisi dell�outcome principale ovvero le
reazioni febbrili durante il ciclo primario di vaccinazione. Effettuano
invece un�analisi �per protocol� per quanto
riguarda la valutazione dell�immunogenicit�, e in questo
caso su 459 arruolati ne vengono analizzati 435, con una perdita pari
al 5%. Nel corso del secondo trial effettuato per la dose booster, a
causa di una modifica del protocollo si vengono a formare tre gruppi
come abbiamo gi� visto. Di 414 pazienti arruolati i dati
riguardanti l�immunogenicit� sono disponibili solo per
334 pazienti... con una percentuale di persi al follow-up pari a l
28%!! Gli
Autori effettuano anche un�analisi post-hoc, ovvero non
compresa nel protocollo iniziale dello studio, per verificare se la
riduzione della risposta anticorpale osservata nel gruppo
paracetamolo fosse un effetto diretto del farmaco o fosse dovuta alla
riduzione della febbre. Questo
viene fatto nei due gruppi verificando la risposta GMCs sia in corso
di febbre superiore a 38 �C o in sua assenza dopo una dose di
vaccino. Si osserva che la febbre ha uno scarso effetto in entrambi i
gruppi esaminati, mentre il paracetamolo provoca la medesima
diminuzione anticorpale sia nei bambini con febbre che senza. La
ragione biologica che possa spiegare la riduzione della risposta
anticorpale dopo la somministrazione di paracetamolo, secondo gli
Autori, potrebbe essere legata dovuta al fatto che il paracetamolo
influisce nel meccanismo d�interazione tra cellule dendritiche,
linfociti B e T, riducendo i segnali d�infiammazione al livello
del sito cutaneo dove viene eseguita la vaccinazione. Concludendo... Se il NNT
dello studio � piccolo, ovvero devo trattare poco pi�
di 2 bambini con paracetamolo per 3 giorni affinch� uno di
essi non abbia temperatura uguale o superiore e a 38 �C, i
pazienti con temperature molto elevate (>39 �C) non sono
differenti tra i due gruppi. Quindi si tratta di un intervento
farmacologico prolungato per un evento che di solito �
autolimitante. Sarebbe stato auspicabile un report sull�eventuale
soddisfazione dei genitori per un tale trattamento ricevuto. A fronte
di un NNT valido, per un problema sicuramente piccolo, bisogna tener
conto che questo intervento pu� portare a una probabile
riduzione della risposta anticorpale. Pur
ritenendo interessanti le conclusioni degli Autori, i risultati di
questo studio dovrebbero essere confermati in studi pi�
robusti metodologicamente e indipendenti (lo studio �
sponsorizzato dalla GSK), come RCT in doppio cieco verso placebo. Pertanto
la somministrazione a scopo profilattico di paracetamolo nel corso
del ciclo vaccinale primario dell�infanzia non dovrebbe essere
incoraggiata come pratica di routine senza aver soppesato gli
eventuali rischi e benefici che tale pratica potrebbe comportare.
Gruppo paracetamolo Gruppo di controllo Differenza % IC 95% Reazioni febbrili > 38 �C (ciclo primario) 94/226 (42%) 154/178 (66%) 24,5 (da 15,49-a 33,11) Reazioni febbrili > 38 �C (dose booster) 64/178 (36%) 100/172 (58%) 22,18 (da 11,78-a 32,11) Conclusioni
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Classificazione MeSH
