Sclerosi multipla (Parte prima)
Membro della Commissione Nazionale Vaccini
Indirizzo per corrispondenza: bartolozzi@unifi.it
Negli ultimi anni sono fortemente aumentate le nostre conoscenze sulla sclerosi multipla (la vecchia sclerosi a placche), sia per quanto riguarda i meccanismi che portano all'infiammazione, che quelli della demielinizzazione e della neurodegenerazione. Inoltre, si sono ampliate le strategie cliniche a disposizione per il trattamento della malattia.
La comparsa di una recente revisione di tutti questi aspetti della sclerosi multipla ci permette di tornare sull'argomento: Frohman EM, Racke MK, Raine CS. Multiple sclerosis. The plaque and its pathogenesis. N Engl J Med 2006;354:942-55.
Un obiettivo centrale nelle ricerche sulla Sclerosi Multipla (SM) � quello di determinare la sequenza di eventi che porta allo sviluppo della placca infiammatoria. Generalmente si pensa che questa lesione isto-patologica origini dalla rottura dell'integrit� della barriera emato-cerebrale in una persona, geneticamente predisposta alla malattia. Un'ipotesi suggerisce che alcune forme d'infezione generalizzata possano causare una stimolazione delle molecole di adesione sull'endotelio del cervello e del midollo spinale, in modo da permettere ai leucociti di attraversare la parete dei vasi e di entrare nel sistema nervoso centrale, di norma immunologicamente isolato. Se nell'infiltrato cellulare esistono linfociti programmati a riconoscere l'antigene mielina, essi possono indurre una cascata di eventi che porta alla formazione di una lesione infiammatoria acuta, demielinizzante. Queste lesioni tipicamente si sviluppano nella sostanza bianca, dove il bersaglio principale � rappresentato dalle guaine mieliniche e dalle cellule che formano la mielina, glioligodendrociti (Figura 1).
D'altra parte si sa che vi sono anche lesioni della sostanza grigia, nelle quali di nuovo il bersaglio principale � rappresentato dalla mielina.
Cellule interessate nella patogenesi della placca nella sclerosi multipla
Cellule T
Studi sugli animali hanno confermato la teoria che la sclerosi multipla sia una malattia immuno-mediata verso uno o pi� antigeni della mielina del sistema nervoso centrale. Sia i pazienti con sclerosi multipla che le persone sane hanno nel sangue periferico un numero simile di cellule T che reagiscono alla mielina, anche se questi due gruppi di soggetti hanno differenze qualitative nelle risposte mediate dalla popolazione di cellule mononucleate circolanti (cellule B, cellule T e macrofagi):
1. Le cellule T dei pazienti con sclerosi multipla sono dotate di memoria (hanno cio� un fenotipo attivato)
2. Le cellule T delle persone sane, pur essendo specifiche per l'antigene, hanno un fenotipo �naive�, cio� non attivato.
Forti differenze nella secrezione delle citochine e nei recettori delle chemochine suggeriscono che le cellule T dei pazienti con sclerosi multipla, reagenti verso la mielina, hanno una maggiore potenzialit� infiammatoria. Inoltre le cellule T CD8+, mielina-specifiche, nei pazienti con sclerosi multipla in ricaduta, sembrano essere pi� abbondanti che nelle persone sane o in quelle con malattia secondariamente progressiva.
Figura 1. Sezione trasversale delle lesioni della sostanza bianca, che interessano le guaine mieliniche e gli oligodendrociti.
Vi sono prove che le cellule T, che reagiscono alla mielina, sono responsabili della demielinizzazione infiammatoria. Le malattie autoimmuni organo-specifiche, come la sclerosi multipla, si pensa siano mediate dalle cellule T helper 1 (Th1) che producono interferon-γ. Altri dati suggeriscono anche che le risposte immuni infiammatorie e le risposte d'ipersensibilit� ritardata siano principalmente mediate dalle cellule infiammatorie Th1, che producono linfotossine, interferon γ e poca interleuchina 4. Alternativamente le cellule CD4+ tipo 2 helper (Th2) rappresentano una popolazione anti-infiammatoria di linfociti che producono larghe quantit� di interleuchine 4 e 5 di tipo immunoregolatore.
Le cellule T, reattive verso la mielina, dei pazienti con sclerosi multipla producono pi� citochine del tipo Th1, mentre le cellule T, che reagiscono verso la mielina, delle persone sane producono soprattutto citochine che sono caratteristiche delle risposte Th2-mediate.
Numerosi studi sperimentali sono stati eseguiti anche sull'interferon β e sulle interleuchine 12, 23 e 17.
Cellule B
E' stato
visto che � aumentata la sintesi intratecale di
immunoglobuline in pazienti con sclerosi multipla. Molti studi
hanno dimostrato che questi anticorpi riconoscono la mielina e sono
rivolti anche verso altri antigeni, in via di definizione.
L'eccessiva espressione dei geni di queste immunoglobuline e dei
loro recettori Fc nelle lesioni della sclerosi multipla suggerisce
che colpire il componente della risposta immune della cellula B (per
esempio con il rituximab) pu� rappresentare una
Fattori
Promuovono
la sopravvivenza dei neuroni e degli oligodendrociti Studi
in animali in corso Tabella
2. Strategie neuroprotettive e restauratrici nella sclerosi
multipla Sono a
disposizione prove sicure che confermano l'ipotesi che la genetica
gioca un ruolo importante nella suscettibilit� delle persone
alla sclerosi multipla, probabilmente insieme a fattori ambientali.
Alcuni ricercatori ritengono che un diretto legame causale sussista
fra vari agenti infettivi e questa malattia: questi agenti
fornirebbero un terreno adatto allo sviluppo di una risposta immune
autoimmunitaria, diretta verso la mielina del sistema nervoso
centrale. Recenti pubblicazioni sull'encefalomielite autoimmune
hanno dimostrato che gli agenti infettivi possono stimolare i toll
recettori -like che riconoscono gli assetti molecolari dell'agente
patogeno. Questi assetti molecolari sono importanti per l'inizio
della malattia e la produzione di interleuchine, specialmente di
interleuchina 12 e 23, che portano alla differenziazione di cellule T
autoreattive. Gli agenti infettivi possono avere anche un ruolo nel
meccanismo centrale che culmina nell'interazione fra cellule T ed
endotelio cerebro-vascolare, attraverso la regolazione di importanti
molecole di adesione per il reclutamento di cellule immuni nel
sistema nervoso centrale. Queste
molecole di adesione apparterrebbero alla famiglia di recettori di
superficie, le integrine, che promuovono l'adesione e i meccanismi
di trasporto. Sulla base di questi studi si � giunti allo
sviluppo dell'antagonista terapeutico dell'integrina, il
natalizumab, un anticorpo specifico monoclonale verso l'α4-integrina.
Questo agente riduce in modo significativo sia le ricadute cliniche
che la formazione di lesioni gadolinio-aumentanti in pazienti con
sclerosi multipla. La comparsa di leucoencefalopatia multifocale in
pochi pazienti, riceventi il natalizumab in combinazione con
l'interferon, o azatioprina e infliximab, ha determinato il suo
ritiro dal mercato e la sospensione di tutte le prove cliniche nel
febbraio 2005. Queste
osservazioni sottolineano il principio che strategie, che
interferiscono con il reclutamento di leucociti nella patogenesi
della sclerosi multipla, possono interferire anche con la routinaria
funzione d'immuno-sorveglianza del sistema nervoso centrale. Molti
altri bersagli e altri interventi terapeutici sono stati
identificati: per esempio � molto interessante la scoperta che
la osteopontina � iperespressa nelle lesioni della sclerosi
multipla e che essa ha un importane ruolo nella progressione della
encefalomielite autoimmune sperimentale. Alla luce
dell'unanime consenso che la patogenesi delle lesioni della
sclerosi multipla � eterogenea, non sorprende che non sia
emerso dagli studi nessun singolo meccanismo predominante per questa
malattia. Quindi per una malattia che comprende forme fulminanti e
forme croniche con un ampio spettro del fenotipo, sono stati proposti
molti meccanismi patogenetici. Infatti il quadro delle lesioni appare
essere totalmente non predicabile: sia i casi acuti che cronici hanno
nuove e vecchie lesioni, dimostrando il carattere dinamico della
malattia. Senza tener conto di questa variabilit� innata, le
lesioni finali croniche silenti (senza immunit� attiva) sono
un aspetto costante e patognomonico della sclerosi multipla. Gliaspetti istologici della sclerosi multipla acuta includono: Margini
indistinti Ipercellularit� Intensa
infiltrazione perivascolare di piccoli linfociti Edema
del parenchima Perdita
della mielina e degli oligodendrociti Diffuso
danno degli assoni Presenza
di plasmacellule Macrofagi
pieni di mielina Astrociti
ipertrofici Scarsa o
assente cicatrice astrogliale La
demielinizzazione nelle lesioni acute pu� essere dovuta al
fenomeno antimielina anticorpo-mediato, nel quale la normale mielina
lamellare si trasforma in una rete di vescicole, ricoperte da
glicoproteina antimielina oligodendrocitica o da immunoglobulina
basica. Le lesioni sono fagocitate, in presenza di complemento, dai
macrofagi locali. Talvolta si notano processi di rimielinizzazione. Le
lesioni della sclerosi multipla cronica mostrano bordi
frastagliati; lungo il margine si notano gruppi di cellule
infiltranti perivascolari, macrofagi pieni di lipidi e di mielina,
astrociti ipertrofici e alcuni assoni degenerati con
demielinizzazione. In contrasto con le forme acute, la
demielinizzazione nelle forme croniche attive si associa con la
deposizione di immunoglobuline e dissoluzione della mielina in gocce,
che sono poi fagocitate dai macrofagi. Non sono rari nelle lesioni
croniche, i reperti di oligodendrociti e aree di rimielinizzazione.
Il centro di queste lesioni � povero di cellule e contiene
assoni di nuova formazione all'interno di una matrice di astrociti
cicatriziali (fibrosi), di macrofagi pieni di lipidi, di qualche
linfocita infiltrante, mentre non si nota nessun oligodendrocita. Le
lesioni della malattia cronica silente mostrano margini frastagliati,
tessuto cicatriziale astrogliale, un ridotto numero di assoni senza
mielina, macrofagi e vasi con pareti ispessite ialinizzate, intorno
alle quali si osservano talvolta dei leucociti; queste lesioni
contengono pochi o nessun oligodendrocita. Figura
2. Lesioni croniche della sclerosi multipla Legenda: Figura
A. Aspetto al microscopio elettronico di una lesione cronica
attiva, nella quale si osserva una fibra con mielina in via di
demielinizzazione. La freccia mostra gocce di mielina sulla
superficie del macrofago, mentre stanno per essere internalizzate
nella cellula. La fibra � circondata da cellule di microglia,
che sono impegnate nella fagocitosi delle gocce di mielina; le fibre
sono �spogliate� della guaina mielinica. Figura
B. E' visibile un'area di una lesione cronica silente,
formata da tessuto cicatriziale astrogliale, nel quale sono immersi
assoni intatti demielinizzati; all'interno degli assoni si vedono i
mitocondri; sono presenti piccoli nuclei di cellule della microglia,
ma non si vedono oligodendrociti. Figura
C. Si tratta di una fotografia al microscopio elettronico, nelle
quale si osservano ampi assoni demielinizzati (A) con cicatrici
gliali. Una cellula astrogliale � presente nell'angolo
superiore destro. Figura
D. Si tratta di una biopsia da un paziente con sclerosi multipla
progressiva secondaria, nella quale si osserva un'area di
rimielinizzazione con guaine mieliniche sproporzionatamente sottili
in molti assoni, insieme a molti oligodendrociti (OL). Figura
E. E' evidente la rimielinizzazione. Le guaine mieliniche sono
sottili, in confronto al diametro degli assoni; si vedono due
oligodendrociti (OL). Figura
F. Si osserva un brusco passaggio da un tessuto apparentemente
normale a una lesione cronica della sclerosi multipla. Le guaine
mieliniche si interrompono bruscamente al limite della placca.
Oligodendrociti sono visibili (frecce) ai margini della lesione, ma
non al suo interno. Cellule della microglia sono visibili al limiti
della lesione.
Strategia Razionale o meccanismo Osservazioni preliminari Combinazione di agenti Obiettivi multipli Prove di attivit� ridotta alla RM Riduce le ricadute Rutiximab Riduce le cellule B Prove cliniche in corso Antagonisti dei recettori delle chemochine Riducono l'entrata dei linfociti nel sistema nervoso centrale Prove cliniche in corso Riluzole Blocca l'N-metil-D-aspartato e i canali del sodio Riduce l'atrofia del midollo spinale Riduce il numero delle lesioni ipodense alla RM T1 Fenitoina e fleicanide Bloccano i canali del sodio Neuroprotezione negli animali Prove cliniche in corso Bloccano gli inibitori della crescita nervosa Promuovono la crescita assonale Studi sugli animali in corso Bloccano NG2, LINGO-1, Notch e Jagged Promuovono la differenziazione degli oligodendriciti Studi sugli animali in corso Attivano la trascrizione del fattore 1 degli oligodendrociti Promuovono la differenziazione degli oligodendrociti In sviluppo Cellule staminali Iniziano a riparare la mielina Efficacia nei modelli animali Primi studi negli umani in corso Fattori di crescita Promuovono la sopravvivenza dei neuroni In sviluppo
Tabella 2. Strategie neuroprotettive e restauratrici nella sclerosi multipla Approvati dalla Food and Drug Administration Interferon β Inibisce l'adesione Inibisce la sintesi e il trasporto delle metalloproteinasi Blocca la presentazione degli antigeni Trattamento delle ricadute Rallenta la progressione Riduce le lesioni viste alla RM Potenzia i benefici cognitivi Nelle ricadute Glatiramer acetato Aumenta le cellule T regolatrici Sopprime le citochine infiammatorie Blocca la presentazione dell'antigene Trattamento delle ricadute Riduce le lesioni viste alla RM Rallenta la progressione Nelle ricadute, remissioni Mitoxantrone Riduce le citochine Th1 Elimina i linfociti Trattamento delle ricadute Riduce le lesioni viste alla RM Rallenta la progression Nelle ricadute, remissioni Nella progressione secondaria Nelle ricadute progressive Possibili terapie aggiuntive Corticosteroidi per EV o per os Inibiscono le sintesi e il trasporto delle metalloproteine Alterano il profilo delle citochine Riducono l'edema del SNC Trattamento e prevenzione delle ricadute Nelle ricadute Azatioprina Inibisce la sintesi delle purine Riduce le cellule B, le cellule T e i macrofagi Trattamento delle ricadute Rallenta la progressione Nelle ricadute/remissioni Nella progressione secondaria Metotrexato Agisce come antagonista dei folati Riduce la sintesi del DNA nelle cellule immuni Rallenta la progressione Nella progressione secondaria Plasmaferesi Allontana gli anticorpi pericolosi Trattamento delle ricadute Nelle ricadute Immunoglobuline per endovene
Tabella 1. Scelte per il trattamento della Sclerosi Multipla Inizio
della malattia e patogenesi
Nuovi
aspetti della patogenesi della sclerosi multipla
Neuropatologia

