Piccoli noduli cheloidei: esito inconsueto di varicella
Clinica Pediatrica, Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
Una bambina di dieci anni viene inviata in consulenza dalla propria pediatra per la presenza delle lesioni cutanee che vedete. Si tratta di numerose papule dello stesso colore della pelle di forma tondeggiante o vagamente ellittica di tre-cinque millimetri di diametro uniformemente rilevate e compatte disposte alle spalle e alla parte alta della schiena. Tali elementi sono presenti da circa due mesi, non sono pruriginosi e, dopo l' iniziale comparsa, non si sono modificati. La madre, al primo colloquio, non sa correlare queste lesioni ad alcun evento precedente. Tali elementi sono stati in altre sedi considerati molluschi contagiosi o verruche ed ancora l' espressione di una possibile mastocitosi; la loro morfologia uniforme e compatta non può suggerire le prime due diagnosi come pure non è sostenibile l'ipotesi di una mastocitosi nodulare anche perché lo sfregamento che abbiamo prodotto localmente determina solo un modesto aspecifico arrossamento ma non la formazione del caratteristico pomfo (segno di Darier).

Viene
eseguito un esame istologico da biopsia di un elemento. Il referto è
molto chiaro:
"Spesse banderelle di collagene intensamente
eosinofilo disposte in maniera irregolare intervallate da alcuni
fibrociti rigonfi ". La natura istologica della lesione è
perciò quella di una reazione infiammatoria fibrosante che in
base alle caratteristiche cliniche e alle modalità di comparsa
si adatta alla diagnosi di noduli cheloidei in questo caso molto
piccoli e a espressione modesta.
Ad un approfondimento anamnestico
risulta che la bambina ha avuto la varicella sei mesi prima con
numerose lesioni accompagnate da prurito che apparentemente si erano
risolte tanto che la mamma non ha collegato questo evento con le
lesioni successive.
La varicella lascia frequentemente esiti
cutanei: gli esiti più frequenti sono tuttavia, come noto, le
alterazioni della pigmentazione e, in misura minore, cicatrici
depresse; più rare sono invece le cicatrici ipertrofiche ed i
cheloidi.
In una revisione canadese di 986 bambini che hanno avuto
la varicella almeno un anno prima pubblicata nel 2001 su Pediatric
Dermatology, esiti cutanei si sono avuti in quasi il 40% dei casi con
queste modalità: cicatrici ipopigmentate in 160 bambini,
cicatrici iperpigmentate in 32 bambini, cicatrici depresse in 38
bambini, cicatrici ipertrofiche in 32 casi e solo in 2 casi si sono
avuti cheloidi veri e propri.
Nella nostra bambina l'aspetto delle
lesioni era modesto sia per le dimensioni che per la morfologia ed il
colorito. Non ricordavano l'immagine classica della cicatrice
cheloidea che, come dice la parola stessa, può avere un
aspetto irregolare con estroflessioni ed è tipicamente
costituita da papule, placche o noduli rosei un po' traslucidi la cui
crescita oltrepassa i confini della lesione iniziale. D'altra parte
le lesioni sono comparse dopo alcuni mesi nei punti esatti dove si
erano realizzate le piccole vescicole della varicella che, come
ricorda la mamma, sono state ripetutamente sottoposte a grattamento
violento e profondo, ed hanno assunto dimensioni leggermente
superiori alle vescicole iniziali: queste modalità di
espressione (comparsa dopo un intervallo libero di alcuni mesi su
cute sottoposta a trauma penetrante in profondità e sviluppo
che sovrasta i limiti della lesione iniziale) associate al reperto
istologico non confutabile rendono plausibile questa diagnosi. L
'espressione clinica è stata, nel nostro caso, molto sfumata,
probabilmente anche perché non c'è familiarità
in questo senso (la tendenza a fare cicatrici cheloidee esuberanti è
infatti spesso presente nello stesso gruppo familiare e vi sono
popolazioni più predisposte come gli individui di origine
africana o asiatica) .Per concludere, la bambina ha avuto esiti
cicatriziali da varicella istologicamente molto ben caratterizzati
come cheloidi ma che clinicamente hanno avuto uno sviluppo, se cosi'
si può dire, quasi abortivo; ciò lascia anche sperare
in una regressione spontanea, cosa piuttosto rara nella evoluzione
dei cheloidi.
Bibliografia
Scarring resulting from chickenpox A.K..C.Leung et al Pediatr Dermatol 2001 18(5) 378-80
Varicella causes skin pits and keloids- more resons for varicella vaccine Sheinfel N., Cohen SR Pediatrics 2000 106(1pt1):160.
