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Marzo 2013

Un torcicollo indigesto

M. Vidoni, E. Zanelli

Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile �Burlo Garofolo�, Universit� degli Studi di Trieste

Indirizzo per corrispondenza: Vidoni.Ts@gmail.com


C. � un bambino di poco pi� di 2 anni che viene trasferito presso il nostro Pronto Soccorso per la presenza di scialorrea, disfagia e impossibilit� a estendere completamente il capo. La sua storia inizia 7 giorni prima con l�insorgenza di febbre, mal di gola e rifiuto per i cibi solidi; nel sospetto di una faringotonsillite si tenta la somministrazione di amoxicillina per os, che per� non assume vista l�intensa faringodinia. In seguito il dolore peggiora con impossibilit� dei movimenti di estensione e rotazione del capo e disfagia anche per i liquidi. Il piccolo viene ricoverato presso un ospedale periferico, dove per il riscontro di edema della glottide, leucocitosi neutrofila e incremento di VES e PCR, avvia una terapia con Prednisone e Ceftriaxone. Dopo 5 giorni di trattamento C. mostra un miglioramento clinico con sfebbramento. A distanza di 24 ore per� i sintomi riappaiono e nel sospetto di un ascesso retrofaringeo, viene trasferito. All�esame obiettivo all�ingresso il bambino appare sofferente, con posizione antalgica del capo e dolorabilit� all�estensione; � presente inoltre un�intensa iperemia faringotonsillare, senza masse n� dolore alla palpazione. L�obiettivit� polmonare risulta negativa, con buon ingresso d�aria bilateralmente. Per escludere l�ipotesi dell�ascesso, si decide di eseguire una TAC con mdc, ma sono bastate le scansioni Scout AP e LL per mettere in luce la causa della sintomatologia: un corpo estraneo metallico di circa 2 cm di diametro, localizzato in ipofaringe, caudalmente rispetto all�osso ioide. Si procede dunque alla rimozione dello stesso con risoluzione completa del quadro. Si trattava di una spilla!


L�ingestione di corpi estranei � molto frequente in et� pediatrica, con un picco d�incidenza tra i 6 mesi ed i 3 anni. Le manifestazioni cliniche sono molteplici, da respiratorie a gastrointestinali e possono comparire a settimane o mesi dall�evento. La mancanza di un quadro eclatante di presentazione non � dunque un criterio sufficiente per escludere tale ipotesi. Il riscontro di sintomi respiratori quali wheezing, stridor e tosse o gastrointestinali come disfagia, scialorrea ed il rifiuto ad alimentarsi devono sempre indurre il sospetto di ingestione accidentale di corpo estraneo. L�ipofaringe rappresenta una sede di arresto atipica, ma molto pericolosa per la possibilit� di un�improvvisa e completa ostruzione delle vie aeree. Il metal detector pu� essere utilizzato nel sospetto d�ingestione di un oggetto metallico ma Rx e TC, consentono di definire con precisione la presenza e la localizzazione del corpo estraneo. � ragionevole attendere l�eliminazione spontanea per almeno 24 ore se l�oggetto � rotondeggiante, non erosivo e in benessere del bambino, altrimenti � possibile ricorrere all�endoscopia o in casi pi� seri, alla chirurgia. In letteratura l'associazione tra torcicollo e ingestione di corpo estraneo viene descritta come una complicanza dello stesso, l'ascesso retrofaringeo. Nel nostro caso, invece, l�ascesso retrofaringeo � stata l'ipotesi di partenza, rafforzata da una storia clinica fuorviante.


tratto da: Le Giornate di Medico e Bambino, Lecce, 4-5 maggio 2012