Dal sentimento alla ragione
1Pediatria OORR Bergamo
2Scuola di Specializzazione in pediatria, Bicocca, Milano
Presentiamo i casi di due pazienti affetti da cardiopatia congenita cianogena complessa con shunt destro-sinistro trattata con intervento di Glenn. Entrambi sono stati valutati per febbre e cefalea con successiva diagnosi di ascesso cerebrale; per tale motivo sono stati sottoposti a intervento neurochirurgico di drenaggio, su cui � stato eseguito esame colturale risultato negativo per batteri aerobi e anaerobi, miceti e micobatteri. La terapia antibiotica ad ampio spettro � stata proseguita per un totale di 2 mesi dalla diagnosi (prima ev poi per os) associando terapia anticomiziale profilattica. L�esito � stato favorevole in entrambi senza conseguenze neurologiche.
Gli ascessi cerebrali pediatrici sono pi� comuni nei neonati e nei bambini tra i 4 e gli 8 anni di et�. Si localizzano prevalentemente (80%) a livello dei lobi frontali, temporali e parietali. In un terzo dei casi � evidente un�associazione con cardiopatie cianogene congenite. Ci� � dovuto essenzialmente a due motivi: fenomeni embolici conseguenti all�iperviscosit� ematica (policitemia) che possono favorire sovrainfezioni, e stravolgimento dell�anatomia di circolo con by-pass della fagocitosi polmonare. I germi pi� frequentemente coinvolti sono streptococco e stafilococco anche se circa il 50% delle colture sono sterili in relazione a terapia antibiotica pre-intervento e difficolt� nell�isolamento colturale. Il trattamento antibiotico sistemico ad ampio spettro deve essere proseguito per almeno 6-8 settimane e generalmente � raccomandato l�uso di beta-lattamici o dell�associazione di una cefalosporina di III generazione con metronidazolo. Il trattamento chirurgico � riservato ad ascessi di dimensioni superiori a 2,5 cm, a lesioni multiloculate o a contenuto gassoso, a localizzazioni posteriori e alla presenza di ipertensione endocranica o di compromissione neurologica. L�utilizzo del trattamento steroideo � controverso.
Negli ultimi anni la mortalit� � scesa attorno al 15%. I principali fattori di rischio sono l�et� inferiore all�anno, la presenza di ascessi multipli, la compromissione neurologica, la sovrainfezione meningea e la presenza di idrocefalo.
In letteratura non vi sono indicazioni circa l�utilit� n� di una terapia antibiotica profilattica per la prevenzione degli ascessi cerebrali n� di una terapia anticoagulante di base che viene riservata a pazienti con cardiopatie cianogene a elevato rischio tromboembolico.
