Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982. In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
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I Poster degli specializzandi

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Dicembre 2013

Un neonato che nasconde qualcosa

G. Romano1, A. Janes2, A. Rosolen3

1Scuola di Specializzazione di Pediatria, IRCCCS Materno- Infantile "Burlo Garofolo", Trieste
2SOC di Neonatologia Azienda Ospedaliero-Univesitaria di Udine
3Clinica di Pediatria, Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Maria della Misericordia, Udine

Indirizzo per corrispondenza: romano.giorgia86@gmail.com


Viola nasce a termine, da gravidanza senza complicazioni, peso 3,544 kg, con Apgar di 4 al 1� minuto da cui si riprende dopo alcuni minuti di CPAP, e 8 al 5� minuto. Il decorso in prima giornata � stato regolare, la piccola si presentava solo particolarmente irritabile, ma consolabile con contenimento. Il pH da cordone mostrava una lieve acidosi (7,21), segno di una modesta sofferenza acuta. I tamponi materni erano negativi. A 22 ore dalla nascita Viola ha iniziato a manifestare episodi di cianosi periorale, accompagnati a un transitorio colorito grigiastro periferico. Si osservava che tali crisi erano causate da un�apnea accompagnata da tachicardia. Comparivano piccole clonie all�arto superiore destro. Un EEG evidenziava la coincidenza dei fenomeni clinici con crisi convulsive a partenza centrale sinistra e l�ecografia transfontanellare mostrava un�iperecogenicit� periventricolare a sinistra. La RM dell�encefalo infine ha mostrato un�alterazione del segnale in regione fronto-temporo-parietale sinistra con distribuzione cortico-sottocorticale, riconducibile a una lesione ischemica nel territorio dell�arteria cerebrale media di sinistra. Lo studio angio-RM non mostrava anomalie dei vasi del poligono di Willis. Si escludeva la trombofilia come fattore di rischio materno (presente in meno del 20% dei casi) ma una lieve alterazione � fisiologica nei neonati e tutti gli esami andranno ripetuti nella piccola all�et� di 6 mesi. Viola viene dimessa con un buon contatto visivo e una motricit� spontanea in ripresa. Ai potenziali evocati, la piccola mostrava l�assenza del potenziale somatosensitivo dell�arto superiore destro (com�era da attendersi sulla base dell�estensione della zona ischemica), regolari quelli visivi e del tronco cerebrale. A distanza di 20 giorni Viola � stata sottoposta a una seconda RM che mostrava alterazioni poroencefaliche in sede di lesione, confermando l�evoluzione di un insulto ischemico in epoca prenatale. L�infarto cerebrale perinatale non � una condizione rara (1:2300 nati vivi) e non sempre la clinica � suggestiva, come in questo caso in cui l�unica anomalia era un comportamento irritabile della piccola con le clonie che sono comparse solo in seconda giornata. L�ecografia prenatale pu� riconoscere solo un infarto fetale ma � l�ecografia transfontanellare che pone il sospetto di infarto neonatale o perinatale. La RM � comunque l�indagine di scelta per la diagnosi. Deficit neurologici ed epilessia persistono fino al 75% dei neonati che sopravvivono a un infarto perinatale, disturbi cognitivi, del linguaggio e della vista hanno ciascuno un�incidenza che va dal 20% al 60%. Il miglioramento delle tecniche di neuroimaging ha permesso di correlare le dimensioni e la sede della lesione con la prognosi nell�infarto arterioso selettivo. Fortunatamente la plasticit� dell�encefalo che non ha ancora terminato il suo sviluppo e il precoce tempo di insorgenza determinano una buona prognosi.


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