Rivista di formazione e aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, fondata nel 1982. In collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Login Abbonamenti Pubblicazioni Carrello Registrazione Perché registrarsi? Contatti

I Poster degli specializzandi

PDF

Gennaio 2016

Una diagnosi a tappe

Maria Chiara Pellegrin1, Milena Mariani2, Silvia Maitz2, Angelo Selicorni2

1Universit� di Trieste
2UOS di Genetica Clinica Pediatrica, Fondazione MBBM, AO San Gerardo, Monza

Indirizzo per corrispondenza: mariachiara.pellegrin@gmail.com


Neonata da gravidanza normodecorsa e con perinatalit� nella norma. Anamnesi familiare negativa. La bambina sembra crescere bene anche se, ai controlli dal pediatra, emerge un ritardo del linguaggio, progressivamente ingravescente.
All�et� di 2 anni la diagnosi � quella di ipoacusia neurosensoriale bilaterale profonda. La sordit� viene indagata, ma tutte le indagini risultano negative. In particolare non si associano malformazioni degli organi interni (eco renale e tiroidea, ECG ed ecocardio, TC cerebrale negative) e l�analisi molecolare per connessina 26 e 30 risulta nella norma. Non sembrano associarsi difetti visivi. A 10 anni la bambina presenta un quadro sindromico: il ritardo del linguaggio permane anche dopo posizionamento dell�impianto cocleare nell�ambito di un ritardo intellettivo globale, con difficolt� relazionali (carattere oppositivo e aggressivo), lievi dismorfismi (volto allungato, fessure palpebrali lunghe, naso piriforme, filtro breve, incisivi grandi). Vengono eseguiti gli array-CGH, che escludono riarrangiamenti cromosomici. La pubert� si � avviata e non ci sono problemi di anosmia. Al fundus oculi la papilla � pallida ma i potenziali visivi evocati (PEV) sono nella norma. A 13 anni si osserva un rallentamento della crescita. La bambina viene portata in Pronto Soccorso una mattina, dopo numerosi vomiti, sonnolenta, polipnoica. La glicemia da stix risulta 350 mg/dl, glucosio e chetoni si trovano nella urine. La diagnosi � di chetoacidosi diabetica.
L�associazione tra sordit� e diabete orienta verso una diagnosi di sindrome di Wolfram (WFS). Questa condizione � caratterizzata inoltre da una progressiva ma completa atrofia dei nervi ottici, con conseguente cecit� periferica.
La WFS � una malattia molto rara (prevalenza stimata 1/160.000) a trasmissione autosomica recessiva e a carattere neurodegenerativo. I criteri minimi per la diagnosi consistono nell'associazione tra diabete mellito tipo 1 (non autoimmune), che compare di solito nella prima decade di vita, e l'atrofia ottica bilaterale, che si evidenzia prima della seconda decade. Circa il 70-75% dei pazienti sviluppa anche diabete insipido e circa due terzi presentano sordit� neurosensoriale. Sono presenti ritardo mentale, psicosi e aggressivit�. Sono stati identificati due geni-malattia: WFS1 (4p16.1), il pi� frequente, e WFS2, che codificano per proteine del reticolo endoplasmico.
Siamo attualmente in attesa dei risultati dell'analisi genetica, ma il quadro clinico appare fortemente suggestivo per questa condizione. Infatti, oltre agli elementi clinici gi� presenti, il fundus mostra una papilla ottica diffusamente grigiastra e la RM encefalo mostra un iniziale assottigliamento dei nervi ottici.